Donna assunta al nono mese di gravidanza: “Speriamo sia un esempio per gli altri, mi sento Giovanna d’Arco”

E’ la notizia del giorno quella che vede protagonista una giovane donna di 36 anni, Martina Camuffo la quale è stata assunta da due uomini, titolari di un’azienda, nonostante si trovasse al nono mese di gravidanza. La notizia ha destato parecchio stupore, visto che al giorno d’oggi siamo abituati a situazioni differenti, ovvero di donne che vengono licenziate non appena comunicato di essere in stato interessante. Martina, invece, nella giornata di ieri è stata assunta da Samuele Schiavon e Stefano Serena, ovvero i due titolari dell’azienda. “Ho capito le difficoltà di mia moglie aveva un tempo determinato e quando ha comunicato che aspettava un bimbo è stata lasciata a casa. Sul piano lavorativo la maternità è quasi una condanna. E in ogni caso non volevo essere io a tenere comportamenti di questo tipo. Di fronte al valore della persona non ho avuto dubbi”, ha dichiarato proprio il titolare dell’azienda Schiavon, raccontando la propria esperienza personale che lo ha portato a non avere alcun tipo di pregiudizio, scegliendo di assumere Martina che è stata assunta ed è entrata subito in maternità, con l’accordo che rientrerà tra cinque mesi”Questa non dovrebbe essere una notizia.

Per me è una non notizia. Spero che questa storia possa essere d’esempio per gli altri imprenditori”, ha dichiarato Martina. “Mi hanno scritto un sacco di mamme, nel gruppo social, disperate perchè non hanno lavoro, o licenziate perchè sono rimaste incinta, o donne a cui non è stato rinnovato il contratto. Mi sento un po’ la Giovanna d’Arco della situazione”, ha dichiarato Martina, subito dopo aver firmato il contratto. La donna è già mamma di una bambina di due anni ed è ormai giunta al termine della gravidanza, e nello specifico il parto sembra essere stato programmato per il prossimo giovedì 16 febbraio 2017. Il titolare Schiavon ha aggiunto ancora di avere avuto la disponibilità di inserire un profilo commerciale in azienda e per questo ha pensato a Martina che aveva già conosciuto in precedenti esperienze professionali, e quando la stessa ha raccontato di essere incinta e di essere al nono mese, dopo essersi consultato con il socio hanno deciso di assumerla lo stesso; Schiavon ha anche sottolineato che non si tratta assolutamente di beneficenza ma di una precisa scelta aziendale.

“A noi interessava l’obiettivo: a prescindere dalla situazione personale di Martina, volevamo lei per le sue competenze e capacità. Ha lavorato per un’azienda importante sul fronte commerciale, l’abbiamo vista all’opera, sappiamo come si muove. Le auguriamo il meglio per la sua vita personale e la aspettiamo prima possibile”, ha commentato Stefano Serena, l’altro titolare dell’azienda. La speranza è che altri titolari possano prendere esempio da questa storia e fare in modo che la gravidanza non sia più vissuta dalle donne come “un fatto negativo” per il mondo del lavoro.

Venezia Un contratto di lavoro a tempo indeterminato firmato da una giovane donna al nono mese di gravidanza; un’azienda veneta che dichiara di volere proprio lei, Martina Camuffo, perché l’ha vista lavorare e non importa se mancherà per cinque mesi; un imprenditore toccato dall’esperienza della moglie, che in passato ha visto sfumare il rinnovo di un contratto a tempo determinato a causa della maternità.

Una storia semplice, capace di emozionare un po’ tutti. Dal mondo della politica a quello delle imprese, passando per le neo mamme e i quasi papà. In tantissimi hanno condiviso l’articolo: 111 mila utenti unici ieri sul sito Corriere.it alle 19, i3mila utenti unici su Corriere- delveneto.it alla stessa ora (ma 204 mila «raggiunti» su Facebook). E molti l’hanno commentato ricordando che notizie come queste non dovrebbero rappresentare un’anomalia in un Paese che funziona. Un buon numero condivide la speranza che questa storia porti
con se la forza del messaggio esemplare, capace di creare un effetto domino.

La politica si è fatta sentire fin dal mattino, dall’ex presidente del consiglio Matteo Renzi al governatore del Veneto Luca Zaia, dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Hanno parlato di «orgoglio e commozione» (Zaia), sono spuntate frasi come «Ogni mamma d’Italia ringrazia» (Meloni), e si sono sprecati gli aggettivi («straordinaria notizia, non rimanga un’eccezione» dice Camusso).
Non è stato un giorno come gli altri negli uffici di Mestre di «The creative way», l’azienda che ha assunto Martina Camuffo. Alle nove i telefoni squillavano già da due ore. «Alle sette è arrivata la prima telefonata sul cellulare – ricorda Samuele Schiavon, il titolare – non l’ho vista. Quando ho ripreso in mano il telefono alle otto ce n’erano a decine.

Hanno chiamato persone comuni per ringraziarci (di cosa poi?), esponenti politici per complimentarsi. Sono spaesato. Felice ma spaesato. Siamo in un paese alla rovescia, questa dovrebbe essere una non notizia, dovrebbe essere la normalità. Mi piacerebbe allora che non fosse una goccia nel mare. Che altri ci riflettessero. Non è certo aspettare qualcuno un mese in più che cambia la vita se quella persona ha le competenze che cerchi». Come raccontarlo a tutte le donne che si sentono rispondere «E’ brutto da dire ma anche se sei il profilo che cerchiamo non possiamo assumerti perché aspetti un figlio» o a quelle, ancora giovani, che al colloquio di lavoro si sentono chiedere a raffica: «Hai figli? Ne vuoi? Sei fidanzata? Ti sposerai?». O forse proprio a loro va raccontato. Perché scelgano di rischiare, di provarci lo stesso. «Non avete idea – dice Martina Camuffo – mi hanno chiesto in tantissime di dir loro la verità. Pensavano ci fossero altre ragioni, qualcosa di strano e di non detto. Tantissime.

Lasciate a casa perché quasi madri, preoccupate e a volte disperate. Leggere di me ha aperto il vaso di Pandora. Mi scrivono a decine». La mail dell’azienda intanto sembra una qualsiasi casella mail dopo le ferie: i messaggi arrivano di continuo, lo schermo del computer appoggiato nell’open space si illumina. «Orgoglio e commozione per gli imprenditori di Mestre, Samuele Schiavon e Stefano Serena, che hanno assunto una futura mamma, a dieci giorni dal parto» ha scritto Luca Zaia in mattinata; «La storia di Martina, assunta al nono mese di gravidanza ci rende orgogliosi che il cambiamento cammini nelle idee e nelle opere di chi ha il coraggio di andare oltre, di sfondare quel tetto di cristallo che da sempre impedisce alle donne di avanzare nella carriera» scrive la consigliera dem Alessandra Moretti; «Di solito fa notizia solo l’albero che cade. Ma la foresta di buone notizie di cui non ci accorgiamo va evidenziata, raccontata, sottolineata – twitta Renzi – grazie Samuele, in bocca al lupo Martina».

Nel primo pomeriggio le mail rallentano. Ma prima delle interviste ne arriva una che fa sorridere Martina e Samuele: «Ciao a tutti sono una mamma di Bologna, ho un colloquio questo pomeriggio, speriamo che quello che è successo da voi succeda anche qui, auguratemi buona fortuna!»

4 commenti

  1. strategie di marketing

  2. questa è una notizia non notiza, si spiega da sola, una azienda che non ha assolutamente bisogno di una figura commerciale come quella, ma che sopratutto puo permetterselo, mentre che licenzia una persona che dichiara di essere incinta, lo fa forse perche di quella persona al lavoro non può fare a meno, e non esistono soluzione per un rimpiazzo temporaneo durante la maternita di una persona che hai dovuto formare nel tempo….. dovete comprendere in tutti i casi le situazioni, non giudicare a prescindere…
    Il lavoro non è piu importante delle persone, pero da una commerciale dipende anche il futuro delle restanti persone nell’azienda, e vicevresa.

  3. E chi paga? l’Azienda o l’INPS? Assumere una persona che se va bene lavorerà tra 5 mesi….nel commerciale, significa che l’azienda può fare a meno di quella figura per almeno 8 mesi. Intanto ha firmato una cambiale tratta sull’INPS (collettività). Vai a vedere dovo sono le verità!

  4. Ma perché nella vostra foto, al contrario di tutti gli altri siti di notizie, è come censurato il marito della donna? Forse perché era bianco ed italiano? Mah

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