Dormire poco produce gli stessi effetti dell’ubriachezza

Dormire poco produce gli stessi effetti dell'ubriachezza calo dell'attenzione, bassa concentrazione e riflessi limitati

Sapevate che dormire poco può avere gli stessi effetti della ubriachezza? E’ questo il risultato al quale sono giunti un gruppo di ricercatori dell’University of Oxford e Royal Society for Public Health in Gran Bretagna, secondo i quali dopo 17 ore di veglia il nostro calo di attenzione è praticamente simile a quello causato da un tasso alcolemico nel sangue dello 0,05% e dopo 24 ore senza dormire, equivale invece a quella che si verifica con una concentrazione di alcol dello 0,1% superiore ai limiti previsti per poter guidare negli Stati Uniti.

Sostanzialmente, dunque, dormire poco provoca gli stessi effetti dell’ubriachezza ovvero forte calo dell’attenzione, concentrazione quasi azzerata e riflessi limitati. “I disturbi del sonno colpiscono circa 13 milioni di italiani. I principali sono l’insonnia, che in forma più o meno grave colpisce circa il 41% della popolazione; la sindrome delle apnee in sonno, di cui soffrono circa 2 milioni di italiani; la sindrome delle gambe senza riposo, che colpisce 3 milioni di italiani e i disturbi del ritmo circadiano. I disturbi del sonno si associano spesso ad altre malattie, soprattutto a carico del sistema nervoso”, ha dichiarato Gianluigi Gigli, ovvero l’ordinario di Neurologia presso l’Università di Udine.

I ricercatori in questione nello specifico hanno effettuato uno studio sul campo, ed hanno analizzato 62 adulti sani, uomini e donne, divisi in tre gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto a frequenti interruzioni del sonno durante la notte, al secondo gruppo è stato detto di andare a dormire tardi, il terzo gruppo invece poteva dormire fino a tardi.I risultati sono stati sorprendenti visto che dopo la prima notte i due gruppi di chi era andato a dormire tardi e di chi aveva avuto un sonno interrotto si equivalevano dal punto di vista dell’umore, ma a partire dalla seconda notte sono poi emerse delle importanti differenze, consistente nella riduzione del 31% nello stato d’animo positivo mentre il gruppo che è andato a letto tardi ha avuto un calo solo del 12% rispetto al primo giorno.

Gli esperti a tal ragione rivolgono le loro attenzioni per di più proprio alle persone che presentano gravi problemi del sonno come l’insonnia, persone che riescono a rimanere svegli anche per 2 e 3 giorni. Proprio a queste persone, gli esperti consigliano di andarci piano con i farmaci, piuttosto è preferibile bere del latte caldo prima di andare a letto; è preferibile ingerire del latte munto di notte, perchè è risultato maggiormente ricco di melatonina che regola il ciclo del sonno e di triptofano, ovvero un aminoacido fondamentale per l’organismo che può trasformarsi in melatonina o serotonina. I ricercatori, inoltre, sostengono che non è salutare affidarsi a quelli che sono considerati i rimedi tramandati nella cultura popolare, tipo “contare le pecore ” che risulta essere il più popolare. Ebbene secondo i ricercatori contare le pecore potrebbe sortire l’effetto opposto, ovvero quello di tenere svegli. 

Secondo gli esperti, dopo 17 ore senza sonno, la nostra mancanza di attenzione è simile a quella dovuta agli effetti di una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,05 per cento. E dopo 24 ore senza dormire, equivale a quella che si verifica con una concentrazione di alcol dello 0,1%, superiore ai limiti previsti per poter guidare negli Stati Uniti. Dalla pubblicazione arrivano anche dei consigli per chi ha problemi importanti di sonno, come ad esempio coloro che soffrono di insonnia, che si caratterizza come il non riuscire a dormire per tre notti a settimana per almeno tre mesi. Oltre ad alcuni farmaci come ad esempio le benzodiazepine, che però possono provocare dipendenza soprattutto se se ne fa uso per un lungo periodo, o la terapia cognitivo- comportamentale, vi sono alcune piccole ‘strategie’ che si possono adottare, come ad esempio quella di bere latte prima di andare a letto, perché da alcune ricerche condotte questo alimento sembrerebbe avere un effetto calmante e ristoratore. A nulla, invece, sembrano servire alcuni rimedi tramandati nella cultura popolare, come quello contare le pecore, che invece potrebbe avere l’effetto inverso, quello di tenere svegli.

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