Due cugini annegano nel lago per un pallone

Due bambini di 10 anni sono annegati ieri nelle acque del lago d’Orta, nel Novarese. Sono due cuginetti senegalesi, residenti con i genitori a San Maurizio D’Opaglio (Novara). I bambini sarebbero entrati in acqua per recuperare il pallone con cui stavano giocando sulla riva. I testimoni hanno riferito che a un certo punto sono scomparsi sotto la superficie.

Un terzo ragazzino di 13 anni di origine marocchina è scomparso invece, sempre ieri, nelle acque del fiume Adda a Bocchi di Comazzo, in provincia di Lodi, mentre stava facendo il bagno. Ma le scorse ore, complice il gran caldo, hanno fatto registrare anche una quarta vittima, un ragazzo di 20 anni, annegato nel Ticino.

Il giovane stava partecipando a un rave party organizzato sulla sponda pavese del fiume nei pressi di Vigevano. Gli organizzatori, di fronte alla tragedia, avevano deciso di annullare l’evento e parecchi giovani nelle ore successive sono effettivamente ripartiti, ma nel frattempo altri sono arrivati. E la festa non si è fermata. Christian Belotti, residente a Mapello (Bergamo), era con la fidanzata e ad altri amici quando sabato sera si è tuffato per cercare refrigerio alla temperatura vicina ai 34 gradi. Ma il Ticino, con i suoi insidiosi mulinelli lo ha tradito.

Un testimone, in barca sul lago, si è subito avvicinato e si è buttato in acqua tentando di soccorrerli: è riuscito a riportare a riva uno dei due bambini, ormai esanime. Ha provato invano a rianimarlo, in attesa dell’ambulanza: «Pensavamo di salvarlo, ma era troppo tardi» ha raccontato. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, 118, i vigili del fuoco di Borgomanero e i sommozzatori dei Vigili del fuoco di Torino, che poco dopo le 19 sono riusciti a recuperare il secondo corpo dall’acqua. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri. «E’ una tragedia che colpisce il paese» il commento del sindaco di San Maurizio d’Opaglio, Diego Bertona: i genitori dei due bambini, in Italia da alcuni anni, lavorano nel comparto delle rubinetterie e sono integrati nell’ampia comunità senegalese del Cusio, oltre 200 famiglie che negli ultimi vent’anni si sono trasferite in zona per lavoro.

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