Egitto shock, direttore hotel muore dopo una lite: arrestato italiano

Una calda, caldissima giornata di agosto sulle rive del Mar Rosso. Una banale discussione in albergo, le voci che si alzano sempre più concitate, la lite esplode e si passa ai colpi, forse ai pugni, ad un schiaffo più forte. Un solo momento e un uomo muore. Succede in uno hotel di Marsa Alam, mecca del turismo balneare in Egitto anche per quest’estate, nonostante l’ombra lunga degli attacchi terroristici.

E il protagonista è un italiano, il nome sembra confermato dal ministero egiziano del Turismo: si tratterebbe di Ivan Pascal Moro, che è stato fermato dalla polizia locale – il fermo durerà almeno per quattro giorni – per aver ucciso un uomo in un hotel di Marsa Alam. E’ già comparso davanti ad un giudice, assistito da un legale, e gli è stato ritirato il passaporto. Ma la dinamica della vicenda è ancora tutta da chiarire, le notizie arrivano frammentarie e da fonti diverse.

Addirittura sembra esserci incertezza sul nome stesso del connazionale implicato: in un primo tempo si parlava di Leonardo Ivan Pascal. Una cosa, però, appare certa: il caso potrebbe complicarsi, assumere rilievi intenazionali. Le autorità egiziane si potrebbero trovare davanti un’altra vicenda spinosa, dopo il caso Regeni, con un italiano che rischia di finire in prigione con ima pena molto pesante, anche per non dare pretesti agli integralisti di sembrare «teneri» nei confronti dell’Occidente, rappresentato dal turista italiano.
Le versioni della vicenda si accavallano e si sovrappongono.

Secondo le prime ricostruzioni fomite dalle autorità egiziane, la lite tra i due sarebbe scoppiata quando l’italiano è entrato, con le sue figlie di 6 e 15 anni, in ima zona vietata della spiaggia dell’hotel ancora in costruzione. L’egiziano (inizialmente indicato come un manager dell’hotel, poi come un tecnico dei lavori) ha fatto notare al turista che non poteva restare lì per motivi di sicurezza. A quel punto la lite tra i due è rapidamente degenerata, con pugni e schiaffi e circa un’ora dopo l’egiziano si è sentito male ed è morto.

Secondo Samia Sami, responsabile degli Interni presso il ministero del Turismo, l’italiano «ha ammesso di aver colpito» la vittima che, secondo alcune fonti, era cardiopatica e aveva subito due interventi al cuore. L’autopsia, già annunciata, dovrebbe far luce sulle dinamiche della vicenda. Ma c’è una tragedia nella tragedia, quella delle due figlie di Moro, ovviamente sotto choc. La più grande avrebbe ripetutamente chiesto di poter parlare con il padre. Ora sono state poste sotto la tutela dell’ambasciata italiana al Cairo e affidate al console onorario Alberto Barattai. La madre le sta raggiungendo sul Mar Rosso per riportarle già oggi in Italia.

«L’ambasciata italiana segue, d’intesa con la Farnesina e in stretto contatto con le autorità locali, la vicenda del connazionale fermato in Egitto in relazione all’improvviso decesso di un cittadino egiziano», precisano fonti della Farnesina. E dal canto loro, anche le autorità egiziane hanno assicurato collaborazione. Da ricordare, però, che le cose sono più complicate visto che l’ambasciata italiana in Egitto è sempre priva di titolare, dopo la crisi innescata tra Roma e II Cairo per il caso dell’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni.

E questo nuovo incidente arriva un anno e mezzo dopo il drammatico caso di Regeni, torturato e ucciso in Egitto nel gennaio 2016 in circostanze ancora da chiarire. L’Italia chiede ancora di conoscere la verità sull’accaduto che ha portato a una profonda crisi nelle relazioni tra i due Paesi. La prudenza, quindi, è d’obbligo più che mai, nel tentare di evitare un altro caso Regeni, fatta salva la responsabilità per la morte dell’egiziano, o il ginepraio in cui l’Italia si è infilata con la vicenda dei due marò in India. Altro fattore da mettere in evidenza. Nonostante la destabilizzare delle località turistiche del Mar Rosso per gli attacchi terroristici, molti italiani ci sono tornati in vacanza. Ma anche questa vicenda rischia di dare un ulteriore colpo ai sogni di rilancio del turismo del governo egiziano: il 13% del Pii che si registrava prima del 2011 è ancora un lontano miraggio. Il 2017 doveva essere Tarmo della svolta, con una campagna a largo raggio su Trip Advisor, e calcolando un numero di turisti pari a 8 milioni per tutto l’anno. Un sogno, appunto.

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