Emergenza siccità a Roma: stop acqua per 8 ore al giorno per 1,5 milioni di persone

Davvero incredibile quanto sta accadendo a Roma, dove purtroppo sembra che l’acqua stia finendo e per questo motivo tra 5 giorni nella capitale arriverà il razionamento e dunque a turno per 8 ore sia di giorno che di notte, verranno chiusi i rubinetti di un milione e mezzo di cittadini. 

È questa la notizia resa nota da Acea, l’azienda che gestisce le riserve idriche romane e in questo ragionamento finiranno anche gli ospedali ai vigili del fuoco.  Al momento non si hanno ancora notizie sulle aree interessate da questo ragionamento, ma verranno definite da un piano che al momento in fase di studio e che poi sarà diffuso ai cittadini. Dopo lo stop della Regione ai prelievi dal lago di Bracciano, a partire  dal prossimo venerdì 28 luglio il piano dell’azienda che gestisce la rete idrica della capitale, prevede turni di stop di 8 ore consecutive e la divisione della città in due quadranti da almeno 1,5 milioni di residenti e l’acqua verrà erogata a turno a ciascun quadrante e dunque ogni 24 Ore un romano su due rimarrà senza acqua per 16 ore.

Questo piano riguarda 3 milioni di utenti all’interno del raccordo e saranno interessate case, negozi, uffici, ospedale, caserme;  si fa sapere che nelle aree strategiche della città saranno posizionate autobotti e saranno chiusi tutti i Nasoni, Le Fontanelle simbolo della capitale e soltanto 85 rimarranno aperte per effettuare il campionamento. Nessun problema per i parchi della capitale che verranno innaffiati con acqua proveniente dal Tevere. Al momento le fonti per l’approvvigionamento dell’acqua nella capitale sorgenti ovvero Peschiera Capone Acqua Marcia, Acquoria, Salone e Simbrivio;  poi ci sono i pozzi Appio-Alessandrino, Laurentino e altri minori e sul fronte delle acque superficiali finora quelle del lago di Bracciano. Al centro dell’emergenza pare ci sia il lago di Bracciano;  purtroppo tra i più grandi bacini del centro Italia e riserva idrica di Roma si è rapidamente prosciugato negli ultimi mesi fino a vedere scendere il proprio livello dell’acqua di 90 cm.

A lanciare l’allarme è stato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti che ha ordinato la sospensione del prelievo d’acqua dal bacino ed evoca il rischio catastrofe ambientale. Entrato in campo anche il governo e nello specifico il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha ipotizzato il passaggio per il Lazio ad una condizione di severità idrica alta che possa permettere di attivare sia le procedure degne del settore agricolo, che la concessione eventuale dello stato di emergenza da parte della Protezione Civile.

Pronto a collaborare anche Maurizio Martina, ministro per le Politiche agricole. Nel Lazio le criticità maggiori si registrano a Latina, dove sono compromessi fino al 50% dei raccolti di mais e ortaggi, meloni e angurie, a causa della siccità che purtroppo ha messo a dura prova anche tutte le province della Campania.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.