Energy drink mortali: aritmia per un giovane studente

0

Lo studente si è concesso troppi drink a base di caffeina e si è sentito male mentre era a scuola, nel Sud Carolina. Oltre a problemi di comportamento e alterazione delle capacità cognitive negli adolescenti che fanno uso di bevande energetiche.

Un allarme lanciato cinque anni fa dal Dipartimento politiche antidroga parlava chiaro: molti giovani italiani arrivano ad assumere anche tra gli 8 e 15 drink in una serata, immettendo nel fisico una quantita’ di caffeina che puo’ arrivare fino a 1500 mg e che se unita contemporaneamente ad alcol, anfetamina, cocaina o cannabis puo’ dare luogo ad un “mix” estremamente dannoso per la salute potendo provocare la comparsa di crisi cardiache (aritmie maligne sopraventricolari) e crisi epilettiche.

Con la caffeina non si scherza e stavolta purtroppo a farne le spese è stato un ragazzino di 16 anni. Nel 2012 un parere del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute giunse alla stessa conclusione: il consumo eccessivo di energy drink non e’ “scevro da rischi per la salute umana“.

Ma non c’è solo la caffeina tra gli ingredienti che preoccupano gli scienziati.

Se sono chiari i rischi di queste bevande, meno lo è la consapevolezza tra i giovani. Il 57% degli studenti, stando a un recente studio dell’Universita’ di Messina, consuma regolarmente queste bevande. Il tutto in appena due ore.

I pediatri dell’American Academy of Pediatrics (AAP) mettono quindi in guardia adolescenti e genitori riguardo i rischi che i più giovani corrono nel consumare energy drink: la maggior parte delle bevande in commercio presentano, concludono i medici, dosi di caffeina pari a tre tazze di caffè e zucchero per un equivalente di 14 cucchiaini. Il coroner che si è occupato della disamina del cadavere, Gary Watts, spinge proprio sulla velocità d’assunzione della bevanda come causa dell’infarto, dicendo che probabilmente il ragazzo si è affrettato a berla per entrare in tempo a lezione: “La stessa quantità ingerita un altro giorno non avrebbe causato nulla”, spiega il medico legale al ‘Indipendent’.

Le bevande energetiche sono bevande contenenti caffeina, pubblicizzate come prodotti in grado di rafforzare il sistema immunitario, migliorare le prestazioni e stimolare o mandare “su di giri”. Le bevande energetiche, alcune delle quali contengono alcol, vengono talvolta mescolate con bevande alcoliche. Questa rassegna raccoglie le informazioni disponibili sul contenuto delle bevande energetiche, illustrando i benefìci e i rischi del loro consumo da parte degli adolescenti.

Gli adolescenti hanno familiarità con le bevande energetiche e, negli ultimi 2 anni, la consapevolezza di medici, genitori e legislatori a tale riguardo è aumentata grazie ai mezzi di comunicazione. Nel 2010 nove studenti universitari dello stato di Washington furono ricoverati in ospedale e uno di loro rischiò la morte per un problema medico che fu attribuito al consumo di una bevanda alcolica al gusto di frutta contenente caffeina. Un mese prima erano stati ricoverati in ospedale 23 studenti di un campus universitario del New Jersey, anche in quel caso, secondo quanto riportato, per essersi intossicati bevendo il medesimo prodotto. In seguito a quegli episodi i due campus bandirono la bevanda alcolica caffeinata in questione.

Poco dopo Rob McKenna, Attorney General dello stato di Washington, rifletteva: “È tempo di porre fine alla vendita di bevande alcoliche energetiche. Questi prodotti sono venduti ai ragazzini grazie al fatto che il gusto di frutta maschera quello dell’alcol e contengono livelli di stimolanti così alti che la gente non ha idea dei loro reali effetti inebrianti”. La Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato un’importante avvertenza, rivolta ad almeno un produttore, esprimendo riserve sulla sicurezza del combinare alcol e caffeina nel medesimo prodotto. La messa al bando delle bevande alcoliche caffeinate sarebbe un importante primo passo, ma è probabilmente poco efficace per controllare l’abitudine di mischiare le bevande energetiche con l’alcol, che nelle feste dei campus universitari (e molto probabilmente della scuola secondaria) è una pratica consolidata. Se i pericoli dell’uso di alcol nell’adolescenza sono ben descritti nella letteratura medica, anche la sicurezza delle bevande energetiche è un argomento molto dibattuto, nonché oggetto di questa rassegna.

Marketing e pubblicità

Le bevande energetiche furono commercializzate per la prima volta alla fine degli anni 80. Oggi il mercato di queste bevande energetiche frutta oltre 5 miliardi di dollari l’anno. Solo nel 2006, quando il prodotto più venduto rappresentava quasi il 49% del fatturato, furono introdotti sul mercato statunitense oltre 200 nuovi marchi.

Il mercato americano delle bevande energetiche è cresciuto e ha raggiunto le attuali dimensioni, concentrandosi principalmente sugli adolescenti. Secondo i dati di un’importante azienda di ricerche di mercato, il consumo di bevande energetiche tra gli adolescenti è aumentato del 16% dal 2003 al 2008 e il 35% degli adolescenti consuma regolarmente questi prodotti. In uno studio sul consumo di bevande energetiche da parte degli studenti universitari, il 50% riferiva di consumarne almeno da una a quattro al mese.

 Le ragioni di tale consumo erano la carenza di sonno, il bisogno di energia e il desiderio di fare miscele con alcol. Una bevanda energetica sarebbe stata sufficiente per soddisfare quasi completamente le necessità dei consumatori; spesso, tuttavia, chi mescolava le bevande energetiche con alcol ne consumava tre o più. Quasi uno studente su tre riportava episodi settimanali di “picchi di energia seguiti da spossatezza” con cefalee e palpitazioni.

Le bevande energetiche sono vendute soprattutto agli adolescenti, e in particolare ai maschi. I produttori di queste bevande destinano notevole quantità delle risorse di mercato alla sponsorizzazione di attività sportive, cioè di squadre di calcio, gare automobilistiche e atleti che praticano sport estremi. In un’indagine condotta su quasi 800 studenti universitari il 39% riferiva di avere consumato bevande energetiche nel mese precedente (i maschi più delle femmine); il profilo comportamentale dell’atleta “tutto muscoli e niente cervello” era associato positivamente alla frequenza del consumo di bevande energetiche (e di bevande energetiche mischiate con alcol).

A dispetto del pesante consumo di bevande energetiche negli Stati Uniti, nel triennio 2007-2009 la penetrazione del mercato da parte di questi prodotti si è livellata al 15% in tutti gli adulti dai 18 anni di età in poi. Chi non consumava bevande energetiche citava il prezzo elevato (48%), l’eccessivo contenuto di caffeina (43%) o semplicemente l’impressione generale che quei prodotti non fossero adatti (43%) tra le ragioni per non averne consumate nel trimestre precedente.

Atteggiamenti di questo tipo spingono i produttori di bevande energetiche ad adottare nuove strategie di mercato, per esempio a rivolgersi alle donne, ai consumatori entusiasti di prodotti erboristici e vitamine, a chi ha buone disponibilità di denaro e ai giovani. Tra il 2004 e il 2008 le bevande energetiche di cui si sostiene un contenuto calorico “basso, nullo o ridotto” sono aumentate dal 6% all’11%. I principali produttori di bevande gassate hanno iniziato a commercializzare “bevande energetiche” di loro produzione o stanno diventando distributori di questi prodotti, confondendo ulteriormente i confini che separano le normali bevande gassate dalle bevande energetiche caffeinate.

Che cos’è una bevanda energetica?

Caffeina
La maggior parte delle bevande energetiche contiene gli stessi ingredienti di base: guaranà, taurina, ginseng, zuccheri e vitamine B (cioè riboflavina, piridossina). Sebbene tutte le bevande energetiche in testa alle vendite contengano caffeina, è raro che la caffeina sia ufficialmente riportata tra gli ingredienti. Per molti prodotti di questa categoria il contenuto di caffeina o di altri ingredienti non è dichiarato: tali informazioni vengono protette dall’etichetta “formula brevettata”. Quando il contenuto di caffeina è dichiarato la quantità riportata spesso non è accurata.

La quantità di caffeina nelle bibite a base di cola è regolamentata dalla FDA. Le bevande energetiche e quelle a base di caffeina non sono sottoposte alle medesime normative. Una ragione è che la caffeina viene generalmente ritenuta dalla FDA una sostanza sicura, anche se la stessa FDA regola la vendita dei farmaci da banco contenenti caffeina, uno dei quali contiene da 100 a 200 mg di caffeina.

Una tazza di caffè da circa 200 mL contiene da 80 a 120 mg di caffeina, in rapporto alle modalità di preparazione dell’infuso. Una tazza di tè contiene circa 50 mg di caffeina. Una bibita a base di cola da 360 mL non può contenere, per legge, più di 65 mg di caffeina. Anche le bibite gassate erogate dai distributori alla spina dei fast- food e delle stazioni di servizio contengono meno di 49 mg di caffeina per porzione da circa 480 mL.

Alcune delle bevande energetiche più vendute, riportando di ognuna il volume.
Il contenuto di caffeina in circa 350 mL delle principali marche di bevande energetiche varia da 154 a 280 mg (l’equivalente di 2-3 tazze di caffè). Alcune bevande energetiche contengono 500 mg o più in una sola lattina. Alcune di esse contengono altri stimolanti, come il guaranà, o additivi in grado di aumentare gli effetti della caffeina. Numerosi siti Internet pubblicano informazioni specifiche sul contenuto di caffeina di questi prodotti.
Benché per la caffeina non esista una quantità giornaliera raccomandata, la American Dietetic Association sostiene che le donne in età riproduttiva e i bambini non debbano assumere più di 300 mg di caffeina al giorno (23 tazze di caffè).

Il consumo di caffeina e la relativa astinenza sono stati messi in relazione con vari effetti sulla salute, tra i quali irritabilità, ansia, confusione mentale, tremore delle mani e degli arti, osteoporosi, problemi digestivi, nausea, insonnia e sonnolenza, frequenza urinaria, cefalea, palpitazioni, aritmie e innalzamento della pressione arteriosa.

È stata dimostrata l’associazione tra consumo di caffeina e prematurità, aborto, ritardo della crescita fetale e ridotto peso alla nascita. Sintomi di astinenza sono stati riportati in bambini in età scolare che assumevano non più di 120-145 mg di caffeina al giorno (1-2 tazze di caffè oppure 3-5 bibite gassate) nell’arco di 2 settimane.

Gli effetti cardiovascolari derivanti da un pesante consumo di caffeina possono essere un’importante causa di morbilità negli atleti. Ipertensione e palpitazioni nell’atleta adolescente spesso portano a estese valutazioni mediche. Negli atleti che non bevono liquidi a sufficienza per compensare le perdite idriche, l’effetto diuretico di alti livelli di caffeina può causare disidratazione.

La World Anti-Doping Agency (WADA), che nel 2004 aveva rimosso la caffeina dall’elenco delle sostanze vietate, sta riconsiderando il divieto sulla caffeina in seguito a un evento avverso che ha recentemente interessato un atleta del campionato di calcio australiano. Il giorno della partita, gli atleti del campionato assumono abitualmente fino a sei compresse di caffeina come stimolante, poi prendono un sonnifero per “smaltirne l’effetto”. Una stella del campionato è stata portata urgentemente in ospedale per complicanze dovute all’ingestione di questo cocktail di farmaci. Benché non ufficialmente vietata dalla WADA per gli atleti olimpici, la caffeina viene notoriamente utilizzata come supporto ergogenico e per migliorare le prestazioni  e resta nell’elenco della WADA dei farmaci sottoposti a monitoraggio intensivo.

La National Collegiate Athletic Association considera la caffeina illegale se il suo consumo, stimato in base alla concentrazione nelle urine, si avvicina alle 5-8 tazze di caffè in un’ora, che equivalgono a 1-3 bevande energetiche, a seconda della marca. I profili di consumo di caffeina sono stati studiati non solo negli atleti adolescenti ma anche nella popolazione adolescente in generale. Secondo un’indagine su studenti della scuola secondaria, il 95% consumava caffeina, per lo più sotto forma di bevande gassate. Il primo consumo del giorno era serale. Gli studenti che bevevano più caffè si aspettavano dalla caffeina sia sintomi da dipendenza sia un aumento dell’energia; inoltre riportavano più sonnolenza diurna e riferivano di consumare caffeina per superare la giornata.

Alcuni studi condotti su giovani depressi mostrano che essi consumano più caffeina rispetto ai non depressi e che probabilmente la caffeina aggrava l’ansia giornaliera.  Un altro studio ha rilevato in alcuni adolescenti un’associazione tra uso giornaliero di caffeina e dipendenza. Di fatto questi adolescenti soddisfacevano i criteri per la dipendenza contemplati dal Diagnostic and Statistical Manual-IV: sperimentavano infatti tolleranza, astinenza, desiderio persistente o sforzi infruttuosi di controllare l’uso di caffeina e riferivano di bere caffeina nonostante i problemi fisici o psicologici associati alla sua assunzione. In questi utilizzatori giornalieri, il consumo di caffeina si limitava a 2-3 tazze di caffè.

Nel medesimo studio gli adolescenti che soddisfacevano i criteri per dipendenza da marijuana (o abuso/dipendenza da una qualsiasi altra droga) consumavano significativamente più caffeina di quelli non dipendenti da marijuana o da altre droghe. I giovani adolescenti sono a rischio; un’indagine su oltre 5.000 tredicenni ha mostrato che quelli ritenuti ad alto rischio riguardo al consumo di caffeina (cioè, che avevano consumato oltre sei tazze di caffè nel mese precedente) avevano maggiori probabilità di consumare tabacco o alcol nel corso dell’anno successivo.Quando si consuma alcol, l’intensità della risposta diminuisce col consumo ripetuto, cioè si sviluppa tolleranza. Possono essere necessarie dosi superiori di alcol per ottenere l’effetto iniziale, il che crea i presupposti per l’abuso e la dipendenza. La caffeina può agire nello stesso modo e ci sono evidenze del fatto che, rispetto all’esposizione ad alcol e caffeina assunti singolarmente, la combinazione delle due sostanze aumenti la tolleranza all’alcol. Si tratta di dati che fanno riflettere, giacché si costata che gli adolescenti mischiano le bevande energetiche con l’alcol.

Guaranà

Il guaranà, noto anche come cacao brasiliano, è una pianta del Sudamerica che viene comunemente aggiunta alle bevande energetiche. Contiene una sostanza chiamata guaranina che è in realtà caffeina; 1 g di guaranà può contenere fino a 40 mg di caffeina.  Si noti che, quando si riporta il contenuto di caffeina in una bevanda energetica, di solito non si considera il guaranà, di cui è documentato un effetto più prolungato di un’uguale quantità di caffeina. In realtà affermare che una bevanda contiene caffeina più guaranà equivale a dire che essa contiene caffeina più caffeina. Poiché il guaranà non è stato valutato dalla FDA in termini di sicurezza, efficacia o purezza, è possibile che non siano noti tutti i potenziali rischi e vantaggi associati al suo utilizzo.

Zuccheri
La maggioranza delle bevande energetiche contiene zucchero sotto forma di saccarosio o di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio; il contenuto di zuccheri varia da 21 a 34 g per 240 mL. Alcuni studi sugli adulti hanno mostrato che il glucosio combinato con la caffeina è in grado di migliorare in modo sinergico le prestazioni atletiche e cognitive. Uno studio ha dimostrato che una specifica bevanda migliorava le prestazioni in uno spettro di parametri mentali e fisici. La quantità di glucosio nelle bevande energetiche è simile a quella che si trova nelle bibite gassate e nelle bevande alla frutta. Chi consuma 2-3 bevande energetiche potrebbe assumere 120-180 mg di zuccheri, cioè 4 volte la quantità giornaliera massima raccomandata dalle linee guida per una sana alimentazione dello United States Department of Agriculture. Quale conseguenza dell’assunzione di zuccheri, gli adolescenti che consumano bevande energetiche in abbondanza possono rischiare obesità e problemi di salute dentale.

Taurina

La taurina è uno degli aminoacidi più abbondanti nell’organismo umano nonché uno dei più comuni ingredienti delle bevande energetiche. L’organismo umano produce autonomamente taurina a partire da altri aminoacidi, sebbene i lattanti e gli adulti con patologie debbano ricavarla dalla dieta o da supplementi dietetici. La taurina è presente nella carne, nel pesce e nel latte e si sostiene che abbiaeffetti benèfici per l’organismo. La maggior parte di questi effetti, tuttavia, non è attribuibile alla sola taurina, giacché questa è mischiata con la caffeina e con altre sostanze. Benché le evidenze di eventi avversi dovuti all’uso di taurina siano limitate, la quantità di taurina assunta con il consumo regolare di bevande energetiche supera di gran lunga quella derivante da una dieta normale (40-400 mg/die). Dati ottenuti da modelli animali suggeriscono che la taurina possa minimizzare alcuni degli effetti avversi del consumo di alcol e possa, di conseguenza, incoraggiare un maggiore consumo di alcol.

 Ginseng
Il ginseng è una radice che si trova soprattutto nell’Asia orientale. Si sostiene che il ginseng migliori le prestazioni atletiche, stimoli il sistema immunitario e migliori l’umore. Il ginseng è stato messo in relazione con eventi avversi quali insonnia, palpitazioni, tachicardia, ipertensione, edema, cefalea, vertigini, mania ed effetti simili a quelli degli estrogeni, quali dolenzia mammaria e amenorrea. Molte bevande energetiche non contengono dosi terapeutiche di ginseng (100-200 mg/die): la dose terapeutica minima equivale al contenuto di 2-4 lattine di una bevanda energetica. Le evidenze scientifiche del fatto che il ginseng migliori significativamente le prestazioni fisiche sono scarse.

Altri additivi
Di molti altri additivi (per esempio vitamine B, glucuronolattone, Yohimbe, carnitina e arancio amaro) si riportano numerosi effetti positivi per i consumatori. Tuttavia per la maggior parte delle proprietà dichiarate di questi ingredienti, quali il fatto che riducano il rischio di cancro, migliorino le prestazioni sessuali e prevengano il diabete, mancano sufficienti evidenze scientifiche. Spesso questi ingredienti sono presenti nelle bevande energetiche in dosi sub- o sovra terapeutiche, cioè in quantità così basse o così alte che non se ne conosce l’effetto sul corpo umano. Anche considerando alcuni degli effetti benèfici noti, poco si sa circa gli effetti a lungo termine sulla salute del consumo giornaliero delle bevande energetiche.

Alcol
In una recente indagine condotta in dieci università del Nord Carolina, un quarto degli studenti universitari riferiva di avere consumato nel mese precedente bevande energetiche mischiate con alcol. Questi studenti avevano maggiori probabilità di essere relativamente giovani, bianchi, maschi, di praticare l’atletica leggera e di essere membri di associazioni maschili o femminili. Tra gli studenti che consumavano alcol mischiato con bevande energetiche (rispetto a quelli che consumavano alcol da solo) si rilevava una prevalenza significativamente maggiore di conseguenze correlate all’uso di alcol, quali: Subire abusi sessuali
• Abusare sessualmente di un’altra persona
• Viaggiare in auto con un guidatore sotto l’influsso dell’alcol
• Ferirsi o farsi male
• Richiedere un trattamento medico

I cosiddetti energy drink sono bevande non alcoliche che, secondo quanto leggiamo in etichetta, contengono diverse sostanze stimolanti. Per questo la pubblicità ne invoglia l’assunzione da parte di quei consumatori che necessitano di “energia” al fine di migliorare le proprie prestazioni fisiche e mentali.

E’ necessario precisare che energy drink non è sinonimo di sport drink (bevanda sportiva), termine con il quale si indica un integratore idrosalino (come Gatorade, Powerade, ecc.) che contiene soltanto sali minerali e carboidrati, quindi è finalizzato a reintegrare le perdite idrosaline dovute all’attività fisica e per questo assunto prevalentemente da chi fa sport.

I PRINCIPALI ENERGY DRINK ED IL MERCATO

Le bevande energetiche che primeggiano sugli scaffali dei nostri supermercati sono principalmente Red Bull, Burn, Monster, ecc. Dietro a questa tipologia di bevande c’è una precisa e ben congeniata strategia di marketing che fa uso di molteplici canali di diffusione (pubblicità, sponsorizzazioni eventi, ecc.) e di slogan promozionali tali da colpire l’attenzione dei consumatori (“change your life”, “simply the best for you“, ecc.). Inoltre, ad attirare gli acquirenti, ed in particolare la fascia dei più giovani, sono la grafica ed i colori di forte impatto visivo delle lattine, i nomi di fantasia dei prodotti tanto singolari quanto indicativi nonché gli spot pubblicitari coinvolgenti ed accattivanti finalizzati a promettere il “miglior benessere” e le “maggiori prestazioni”.

A livello mondiale le bevande energetiche sono commercializzate in più di 165 Paesi, compresi gli stati dell’Unione Europea. La loro presenza sul mercato risale a circa 25 anni fa mentre in Italia sono apparse già da oltre 10 anni. La vendita di tali prodotti è stata vietata per diversi anni in alcune nazioni europee (come Francia, Norvegia e Danimarca) ed è stata messa in discussione anche negli USA a seguito delle possibili conseguenze e disturbi, dovuti al consumo eccessivo.

LA COMPOSIZIONE

Gli energy drink, oltre all’acqua che è l’ingrediente presente in maggiori quantità, contengono sostanze stimolanti, zuccheri, aromi e, talvolta, anche vitamine e sali minerali. Nonostante la loro composizione vari secondo il prodotto in questione, sono quasi sempre presenti le seguenti sostanze:

–    Caffeina: sostanza stimolante/eccitante energetica i cui principali effetti derivano dalla stimolazione del sistema nervoso centrale, che contribuisce ad aumentare la vigilanza e la concentrazione. Generalmente nelle bevande energetiche possono essere presenti dai 70 ai 400 mg di caffeina/litro: in una lattina Red Bull sono contenuti 80 mg di caffeina, mentre in un espresso 40-80 mg, in una tazza/lattina di tè circa 20-30 mg e in una lattina di cola circa 30 mg.

–    Taurina: componente naturale presente nell’organismo. Assunto come amminoacido dalla dieta, ha effetti sul sistema cardiovascolare, sul sistema nervoso centrale e sul muscolo scheletrico. Inoltre sembra migliorare la capacità durante gli esercizi fisici e diminuire i danni alle cellule muscolari provocati dall’attività motoria (le sue azioni però non sono state dimostrate definitivamente). Si osservi che la concentrazione presente in una lattina di energy drink è inferiore a quella in grado di provocare questi effetti ma viene aggiunta con lo scopo di potenziare l’effetto della caffeina.

–    Glucuronolattone (acido lattone glucuronico): tipo di zucchero presente nel nostro organismo (prodotto dal metabolismo del glucosio nel fegato umano).

–    Zuccheri: particolare attenzione va posta a questo ingrediente presente nelle bevande energetiche sotto forma di fruttosio o saccarosio. La quantità di zucchero in una lattina da 500 ml di bevanda energetica è intorno al 10%; quindi consumando ½ L di tali bevande si ingerisce circa ½ etto di zucchero (50 g) corrispondente a 13 cucchiaini di zucchero. Questa quantità è pari a due o tre volte la dose giornaliera raccomandata e un simile apporto calorico può creare rischi di sovrappeso e obesità.

–    Altri: ulteriori componenti delle bevande energetiche sono le vitamine del gruppo B ed altri prodotti stimolanti come il guaranà, il ginseng, ecc.

PRO E CONTRO DEGLI ENERGY DRINK

Le bevande energetiche forniscono benefici funzionali grazie agli ingredienti in esse contenuti. Primo fra tutti la caffeina, nota per i suoi effetti stimolanti sulle funzioni cognitive, che aiuta a migliorare la concentrazione ed aumentare l’attenzione, favorisce la veglia e, in condizioni opportune, migliora le performance fisiche.

Le vitamine del gruppo B invece contribuiscono a mantenere le prestazioni mentali (acido pantotenico) e a ridurre la stanchezza e la fatica (niacina, acido pantotenico, vitamine B6 e B12). Inoltre, dopo un esercizio prolungato di oltre un’ora, l’assunzione di glucosio o altri carboidrati attraverso le bevande energetiche, posticipa la fatica, risparmia il glicogeno e aumenta le prestazioni.

Per quanto riguarda gli effetti avversi delle bevande energetiche, esse possono configurare rischi per la salute dei consumatori perché presentano degli effetti collaterali non trascurabili (data anche la loro composizione a base di caffeina e zuccheri), quindi per tale motivo devono essere consumate con cautela.

L’aspetto negativo di tali bevande è il dosaggio delle loro sostanze che, se confrontato con quello introdotto con gli alimenti, rappresenta di fatto un “superdosaggio” che potrebbe causare conseguenze significative. Infatti dosi elevate di caffeina, soprattutto nei più giovani, possono interferire con l’attività del sistema nervoso (irritabilità, agitazione, irrequietezza), così come l’alta percentuale di zuccheri favorisce la predisposizione a sovrappeso, obesità, erosione dentaria e carie. In particolare, gli effetti della caffeina dipendono dalla dose assunta e la risposta individuale è molto variabile: in un adulto l‘assunzione di 50-100 mg può essere stimolante, mentre oltre i 500 mg si possono manifestare sintomi indesiderati come tachicardia, ipertensione, capogiri e insonnia.

Gli sportivi che assumono bevande energetiche prima di uno sforzo fisico prolungato, devono tenere presente che l’attività diuretica della caffeina può peggiorare lo stato di disidratazione dovuto alla perdita di liquidi con il sudore, nonché la possibilità che insorga una sindrome da astinenza da tale sostanza tale da compromettere la prestazione.

In ogni caso gli energy drink, così come tutte le bevande contenenti caffeina, dovrebbero essere sconsigliate ai pazienti affetti da cardiopatie e/o ipertensione.

A questo quadro devono aggiungersi gli effetti degli zuccheri. Difatti assumere bevande energetiche per lunghi periodi, quindi introdurre quantità eccessive di zuccheri semplici, può predisporre allo sviluppo di obesità e di diabete insulino-resistente.

Infine al giorno d’oggi, il principale rischio è rappresentato dalla sempre più diffusa assunzione di cocktail a base di energy drink e alcool. Questa miscela nasce dal desiderio di bere una bevanda che abbia gli effetti euforizzanti dell’alcool, ma che contemporaneamente non stordisca. Gli energy drink possono dare l’illusione di combattere gli effetti sedativi dell’alcool, ma lo stato di ebbrezza viene mascherato e i segnali significativi (come la fatica e la sonnolenza) sono solo attenuati, poiché la concentrazione ematica di alcool rimane invariata. Il rischio per il consumatore potrebbe quindi farsi più rilevante perché, non avvertendo i sintomi dell’ebbrezza, continua a bere mettendosi ancora più in pericolo.

Dalle informazioni disponibili, i potenziali rischi di tali mix rappresentano un problema di salute pubblica, come ad esempio il mascheramento dell’effetto depressivo dell’alcool (che porta il consumatore a sottovalutare il proprio stato di ebbrezza alcolica), il rischio di disidratazione e le alterazioni del ritmo cardiaco e della funzionalità renale.

CONSIGLI PER UN CONSUMO CONSAPEVOLE

Come già detto, un consumo inappropriato ed eccessivo di bevande energetiche può avere un grave impatto sulla salute, per questo motivo è fondamentale seguire alcune principali raccomandazioni sull’uso delle stesse.

Innanzitutto è consigliabile moderarne il consumo, seguendo le indicazioni riportate in alcune etichette (ad es. “consumare moderatamente”, “si consiglia di limitarne il consumo”, ecc). Per le bevande sportive, il consumo può essere utile solo in occasioni particolari (ad es. prima di attività fisica intensa) e sempre accompagnato da una cospicua assunzione di acqua per limitare il rischio di disidratazione.

Queste bevande sono sconsigliate per determinate tipologie di consumatori tra cui i bambini, le donne in gravidanze ed i soggetti affetti da problemi cardiovascolari, ipertensione, sovrappeso e obesità (in questi casi è necessario consultare il medico prima di farne uso).

Inoltre tali bevande non dovrebbero essere associate ad alcool, farmaci o sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale o che hanno effetti neurologici.

E’ necessario in caso di comparsa di effetti avversi (indesiderati) rivolgersi alle strutture sanitarie o al proprio medico.

Rispondi o Commenta