Epilessia, si celebra la giornata mondiale: i sintomi e come curare la malattia

Si è celebrata ieri, lunedì 13 febbraio, la Giornata mondiale contro l’epilessia ovvero una patologia che affligge attualmente 65 milioni di persone al mondo, 8 milioni in Europa e 500 mila in Italia. In occasione della giornata mondiale contro l’epilessia, non solo in Italia ma anche in tutto il mondo, molti monumenti si sono tinti di viola, tanti sono stati i congressi nei quali si è discusso a lungo della patologia, del trattamento e della cura; nella giornata di ieri l’Aice, ovvero l’Associazione italiana contro l’epilessia ha mandato una lettera a tutti gli onorevoli della 12 Commissione Affari sociali della Camera, per avviare l’esame della proposta di legge 1498 sull’epilessia. “Ci batteremo fino all’ultimo per il pieno riconoscimento della guarigione. Nuovi studi, stanno suggerendo sempre più insistentemente che la patologia neurologica, non sia una malattia ‘statica’, senza possibilità di remissione e legata ad un trattamento farmacologico per tutta la vita, come finora era stata considerata”, ha dichiarato Giovanni Battista Pesce, ovvero il Presidente dell’Aice. 

L’epilessia, è purtroppo una patologia neurologica che come abbiamo visto colpisce davvero tantissimi italiani e tanti altri in tutto il mondo; le manifestazioni più potenti della malattia sono le crisi epilettiche che purtroppo hanno un impatto piuttosto devastante sia per chi ne soffre, sia per chi assiste a questi episodi. Sostanzialmente le crisi epilettiche si manifestano con convulsioni che scatenano a loro volta degli spasmi muscolari ed infine anche allucinazioni; scientificamente possiamo dire che le crisi epilettiche sono scatenate da forti ed anomale scariche elettriche ad opera dei neuroni e va detto che queste sono del tutto improvvise, ovvero vengono senza alcun preavviso. Riguardo le cause, al giorno d’oggi non sembrano esserci notizie certe, ma generalmente gli esperti sono concordi nel dichiarare che l’epilessia possa essere causata da un mix tra predisposizione genetica e fattori ambientali; altri esperti, invece, sostengono che la causa dell’epilessia possa da addebitare ad alcune malformazioni o lesioni che interessano l’encefalo, che possono essere state causate da traumi che hanno danneggiato seriamente la corteccia cerebrale o da tumori, ischemie ed emorragie cerebrali.

Come viene diagnosticata l’epilessia? Questa patologia, può essere diagnosticata attraverso l’elettroencefalogramma, ovvero un esame che permette di monitorare l’attività cerebrale, ma anche attraverso esami radiologici come ad esempio la Tac o la risonanza magnetica con cui è possibile intercettare le lesioni dell’encefalo che causano l’epilessia nel paziente. Gli attacchi epilettici possono essere curati o meglio vengono controllati grazie ad alcuni farmaci, almeno nel 70% dei casi; esistono dei pazienti che non rispondono alle cure ed in questi casi bisogna necessariamente fare ricorso alla chirurgia, a cambiamenti nell’alimentazione ed infine alla neurostimolazione. “E’ difficile fare una stima di chi guarisce totalmente da epilessia. Le epilessie sono di diverso tipo. Comunque si può dire che le epilessie che guariscono nella maggior parte dei casi sono le epilessia infantili. L’altra percentuale, ossia il 30 per cento degli affetti da epilessia, è farmacoresistente. Di questi il 5 per cento potrebbe risolvere con un intervento chirurgico”, ha dichiarato Boniver, ovvero la neurologa presso l’Azienda ospedaliera dell’Università degli Studi di Padova.

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