Equitalia, ultime ore per la rottamazione delle cartelle esattoriali: Lo Stato incasserà più dei 7,2 miliardi previsti

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Ormai poche ore al rush finale per i contribuenti che hanno tasse in arretrato e vogliono saldare il conto con il fisco sfruttando gli sconti di Equitalia. Oggi è l’ultimo giorno per pagare le cartelle dell’agente della riscossione. Fino alla giornata di oggi, dunque, è possibile richiedere all’agenzia di riscossione la rottamazione delle cartelle esattoriali emesse dal 2000 al 2016; grazie alla proroga decisa dal governo i contribuenti potranno inoltrare ad Equitalia il modulo della domanda contenente l’elenco delle cartelle da rottamare fino al 21 aprile ovvero fino alla giornata di oggi. Grazie alla definizione agevolata i contribuenti avranno l’opportunità di estinguere il proprio debito con l’agente della riscossione usufruendo, come già anticipato, di uno sconto sulle somme dovute. Il contribuente deve presentare la Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata direttamente agli sportelli di Equitalia, oppure inviarlo insieme ad una copia del documento di identità alla casella e-mail/pec della Direzione Regionale di Equitalia-Servizi di riscossione di riferimento.

Dall’inizio dell’anno al 15 aprile, sono stati 5,2 gli accessi al portale Equitalia ed al momento il 54% delle adesioni è stato presentato via email o web. L’importo finale verrà comunicato al contribuente entro il 15 giugno prossimo per effettuare il relativo pagamento secondo il piano prescelto; l’agente di riscossione invierà una raccomandata o una Pec da Equitalia con l’indicazione di quali debiti possono essere ammessi alla rottamazione e dunque il saldo scontato con i bollettini di pagamento in cui è riportato l’ammontare della rata e dunque della scadenza. Solo in un secondo momento, dunque, si potrà andare alla cassa ed effettuare il pagamento. E’ possibile pagare in una o più rate e che il debito possa essere saldato per il 70% entro il 2017 e l’ulteriore 30% entro settembre del prossimo anno.

Ad un giorno dalla scadenza per la rottamazione delle cartelle esattoriale è andato in titl il sito di Riscossione Sicilia; sembra proprio che il portale web si sia bloccato rendendo praticamente impossibile ai professionisti la consultazione delle posizioni debitorie e la trasmissione telematica delle pratiche.

“Gli enormi sforzi del personale dipendente dell’agente della riscossione ed il grande lavoro dei commercialisti rischia di essere vanificato dall’impossibilità di utilizzo del sito istituzionale dell’esattore, evidentemente non preparato a ricevere un così alto numero di accessi ed è per tale ragione che, alla luce delle numerosissime proteste degli iscritti, la Conferenza degli Ordini dei Dottori Commercialisti di Sicilia, ha richiesto un immediato ed urgente intervento atto al rinvio dei termini di scadenza di almeno 30 giorni, al fine di consentire a tutti di concludere l’operazione senza ulteriori disagi e inadempienze”, dichiara il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Siracusa Massimo Conigliaro. Questa situazione ha spinto gli ordini dei commercialisti ed esperti contabili di Sicilia ad esprimere una posizione unitaria per provare a chiedere una proroga.

È il saluto di Equitalia. Con l’ultimo giorno della rottamazione delle cartelle per pagare – con un po’ di sconto – tasse arretrate, multe stradali e balzelli vari. Come il grande calciatore che scende in campo per l’ultima partita prima di appendere gli scarpini al chiodo. La contestata agenzia esattoriale non esisterà più dal prossimo luglio e quello di oggi, di fatto, è l’atto conclusivo di una esistenza tormentata cominciata nel 2005 sotto il nome di Riscossione spa.

Terminate le operazioni per la «definizione agevolata» dei ruoli esattoriali – con l’invio, entro metà giugno, delle comunicazioni ai contribuenti che hanno scelto di fare pace col fisco aderendo al condono varato a ottobre scorso dal governo – Equitalia si preparerà a «fare gli scatoloni». La spa guidata da Ernesto Maria Ruffini confluirà fra poco più di due mesi nell’agenzia delle Entrate. La speranza è veder nascere un sistema tributario nuovo; la ragione e, soprattutto, il testo della riforma non lasciano intravedere nulla di buono per il futuro. Si tratta di una operazione di cosmesi. Cambia il nome, ma il meccanismo aggressivo col quale l’amministrazione finanziaria cerca di recuperare quattrini da cittadini e imprese probabilmente non muterà.

Il bilancio disastroso del fisco made in Italy è negli stessi risultati della rottamazione che si chiude oggi. Anche se i numeri vengono spacciati per successo. Per dire: dal primo gennaio al 15 aprile sono stati 5,2 milioni gli accessi al sito gruppoe quitalia.it, contro 1,8 milioni dello stesso periodo del 2016. E l’area riservata all’interno del portale nella sezione «cittadini» ha registrato 2,7 milioni di accessi, il doppio del 2016, mentre EquiProla piattaforma dedicata a commercialisti, caf, avvocati tributaristi, consulenti del lavoro – ha toccato quota 100mila contatti. Insomma, una gran voglia di cancellare i debiti, accumulati e cresciuti nel corso degli anni. Basta cartelle: al 31 marzo le adesioni erano a quota 800mila, ma con la fase finale – che termina oggi – si andrà molto oltre.

Tant’è che ilbottino finale, secondo alcune stime, dovrebbe essere superiore ai 7,2 miliardi preventivati dall’esecutivo. La gestione della partita è stata tutto sommato positiva. Ieri alcuni commercialisti hanno segnalato qualche problema con l’invio delle domande con la posta elettronica certificata (server inevitabilmente pieni e andati in tilt in alcuni momenti del giorno). Mentre agli sportelli sono state registrate un po’ di code, gestite senza particolari difficoltà, anche con la buona volontà dei cittadini (che hanno offerto caffè e portato sgabelli per i più anziani). Ma nessun disagio clamoroso, come accaduto in passato in situazioni simili. Del resto, stavolta – e qui c’è una novità positiva – più della metà delle persone ha dialogato «a distanza» con gli uffici pubblici: il 54% delle domande di rottamazione è arrivato con la posta elettronica, «solo» il 43% direttamente agli sportelli sparsi su tutto il territorio nazionale. Ma se il sistema non cambia, fra qualche anno ci sarà bisogno di un altro condono.

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