Esperimento shock, Scienziato si inietta nelle vene DNA alieno per essere immortale

Brian Hanley, microbiologo, si è fatto iniettare nei muscoli Dna “alieno” per stimolare l’ormone della crescita e contrastare l’invecchiamento. Non senza rischi. Brian Hanley, un microbiologo americano, si è fatto iniettare circoletti di DNA estraneo in grado di stimolare la produzione del cosiddetto ormone della crescita.

E se vi dicessimo che presto potrebbero esserci le condizioni per vivere più a lungo o meglio per diventare immortali? Ebbene si, sembra essere esattamente questo l’obiettivo di un microbiologo statunitense, Brian Hanley il quale per combattere l’invecchiamento e vivere in salute si è fatto iniettare del dna alieno per incrementare la secrezione dell’ormone della crescita, proprio come avviene nel primo decennio di vita; ebbene si, nelle cellule dei suoi muscoli è stato attivato un gene estraneo al suo corpo che tiene alta la produzione di un ormone, quello della crescita, che ha il suo picco nei primi dieci anni di vita e poi cala bruscamente.“Quando studiavo il virus dell’Hiv alla University of California, ho letto che un nostro ormone detto Ghrh, che come effetto più noto ha quello di stimolare la produzione di ormone della crescita (Gh), si attacca alle cellule usando gli stessi recettori che usa il virus dell’Hiv per danneggiarle. Così ho pensato che più ormone Ghrh abbiamo, più l’Hiv troverà quei recettori “occupati” e la malattia si fermerà. Anche perché l’ormone Ghrh potenzia il sistema immunitario”, è questo quanto dichiarato dal microbiologico Brian Hanley il quale ha spiegato come è venuta l’idea di iniettarsi del Dna alieno.

Hanley sembra aver rivelato un moto per contrastare l’invecchiamento, idea nata, come già anticipato, quando stava studiando il virus dell’Hiv. Secondo quanto spiegato dal ricercatore, sembra che l’ormone Ghrh ovvero quello che stimola l’ormone della crescita tende ad aggregarsi alle cellule sfruttando i medesimi recettori che usa l’Hiv per lesionarle; qualora questo virus non trova molti recettori disponibili avrà delle difficoltà nel riuscire a danneggiare le cellule. Lo stesso ha anche aggiunto che con questa tecnica aspira soltanto a riportarne la produzione ai livelli dei nostri trent’anni; questa tecnica ha comunque dei rischi e per questo motivo si è rivolto ad un comitato bioetico indipendente che hanno dato l’approvazione per l’esperimento, ma su un solo soggetto e per fare prima ha deciso di essere la prima cavia della tecnica. Per questo motivo, il ricercatore è stato seguito e studiato anche dal laboratorio di George Church dell’Harvard Medical School.

“Il modo più facile per inserire Dna nelle cellule è usare dei geni che i batteri possono scambiarsi tra di loro e con batteri di altre specie: si chiamano “plasmidi”. Sono, in sostanza dei circoletti di Dna. Ne ho progettato uno contenente il gene Ghrh e l’ho fatto produrre da un laboratorio. Poi me lo sono fatto iniettare nei muscoli della coscia da un medico e, grazie a una corrente elettrica – dolorosissima, a dire la verità: mi dà ancora gli incubi – l’ho fatto penetrare nelle cellule. La prima volta nel luglio 2015. La seconda volta (con anestesia) nel giugno 2016. Ho fatto due iniezioni perché gli effetti durano qualche mese: non ho modificato il mio Dna, ma solo le mie cellule”, ha aggiunto ancora il microbiologico Brian Hanley.

Oggi il GH viene prodotto in laboratori specializzati utilizzando la tecnica del DNA ricombinante (rhGH). Nonostante i costi particolarmente elevati la popolarità del GH è cresciuta molto in questi ultimi anni; il suo utilizzo è stato infatti esteso alle terapie anti-invecchiamento (soprattutto negli Stati Uniti) ed ha riscontrato un notevole successo anche in ambito sportivo dove viene utilizzato come farmaco dopante. Anche il GH proveniente dal mercato nero è ormai di origine sintetica e deriva, perlopiù, da furti, ricette false e vendita da parte di genitori di bambini affetti da deficit di questo ormone. Si raccomanda comunque la massima attenzione dato che, a causa del costo elevato del prodotto, esistono moltissimi farmaci contraffatti.

Molti di questi contengono HCG (gonadotropina corionica umana), un ormone abbastanza simile al GH solitamente impiegato per riattivare la produzione testicolare di testosterone (per esempio dopo aver assunto steroidi anabolizzanti a dosi elevate). Dato che i livelli di hCG aumentano notevolmente durante la gestazione, per smascherare la sua presenza è sufficiente eseguire un test urinario di gravidanza al mattino, dopo aver assunto una dose consistente di prodotto prima del riposo notturno. La sintesi endogena di GH è regolata da due peptidi chiamati rispettivamente GHRH (ormone di rilascio della somatotropina) e SST o SRIF (somatostatina).

Il primo ormone stimola la produzione ed il rilascio del GH da parte delle cellule somatotrope dell’ipofisi anteriore. La somatostatina ha invece un effetto “feed-back negativo” e tende ad inibire il rilascio di GH e di molti altri ormoni comeprolattina, insulina ed ormoni tiroidei. Il suo potente effetto inibitorio spiega la sua efficacia nel contrastare i pericolosi effetti indotti da una iperproduzione di GH (acromegalia, gigantismo). In condizioni fisiologiche la secrezione di GH è di tipo episodico, con picchi più ampi nelle ore notturne. La somatostatina regola il ritmo e la durata dei picchi mentre il GHRH ne regola l’ampiezza. Anche l’IGF-1 prodotto dal fegato tende ad inibire la secrezione dell’ormone della crescita.

Nel torrente circolatorio l’ormone della crescita circola legato ad una proteina di trasporto detta GHBP, prodotta soprattutto a livello epatico. Una volta giunto nella cellula bersaglio il GH, a causa della sua natura proteica, si lega con un recettore di membrana, il quale interagisce attivando tutta una serie di segnali intracellulari mediati da tirosin-chinasi. Durante l’infanzia la secrezione di GH aumenta fino a raggiungere il massimo in età puberale In età adulta, dopo i 30 anni, inizia a calare A 50 anni la secrezione di GH nell’arco delle 24 ore è dimezzata rispetto a quella del giovane adulto A 70 anni la secrezione dell’ormone della crescita si riduce ulteriormente ed è pari ad 1/3 di quella del giovane adulto L’esercizio fisico aiuta a contrastare questo calo fisiologico.

L’ormone della crescita o ormone somatotropo (contrassegnato con le sigle GH, growth hormone, ormone dell’accrescimento, o STH, dall’inglese somatotropic hormone), è un ormone proteico composto da una sequenza di 191 amminoacidi (molecole aggregate in lunghe catene a formare le proteine) ed è secreto dal lobo anteriore dell’ipofisi (la c.d. adenoipofisi). L’ipofisi è una ghiandola endocrina situata alla base del cranio (nel cervello) posta sotto il diretto controllo dell’ipotalamo (zona dell’encefalo). La produzione di GH da parte dell’ipofisi è regolata dall’ipotalamo attraverso mediatori ad azione stimolatoria, quali il GHRH (Growth Hormone Releasing Hormone) ed inibitori, quali la somatostatina (Growth Hormone Release-Inhibiting Hormone, GHR-IH) che determinano una secrezione pulsatile di tale ormone in seguito all’alternarsi di fasi di prevalenza stimolatoria del GHRH e di prevalenza inibitoria della somatostatina. Quando la somatostatina è più alta ed impedisce la secrezione di GH, il GHRH induce sintesi dell’ormone che viene prodotto e liberato nella fase in cui la somatostatina scende (il c.d. feedback). I picchi maggiori si riscontrano durante il sonno, in particolare con l’inizio del sonno. Tali picchi si riducono con l’età, al punto che la secrezione di GH nell’età media è circa il 15% di quella della pubertà. Oltre il sonno, altri stimoli alla secrezione di GH sono rappresentati dall’esercizio fisico, traumi, sepsi e stato nutrizionale. Il GH agisce su specifici recettori cellulari inducendo sintesi proteica, lipolisi e antagonizzando l’azione insulinica. E’, inoltre, in grado di determinare ritenzione di sodio, potassio e acqua. Gli effetti sull’accrescimento osseo sono il risultato di queste diverse azioni e della mediazione di fattori di crescita specifici, tra cui l’IGF-I (o somatomedina), sostanza prodotta essenzialmente dal fegato, che, tra l’altro, media gli effetti sull’accrescimento delle epifisi (zone di crescita dell’osso).

Il DEFICIT DI ORMONE DELLA CRESCITA (GH), è una condizione clinica causata dalla carenza patologica dell’ormone della crescita e caratterizzata pertanto da un ridotto accrescimento staturale nei bambini e da un aumento di grasso corporeo e una riduzione della quota muscolare nell’adulto. Il deficit di ormone della crescita può presentarsi in forma assai variabile ed il quadro clinico è condizionato dalla gravità del deficit ormonale (isolato o associato a quello di altri ormoni ipofisari) e dall’età di insorgenza. Deficit di GH nell’età evolutiva La diagnosi di deficit di GH nel bambino prevede l’accertamento di una condizione di bassa statura. Questa può essere di origine genetica, tra cui rientrano condizioni fisiologiche, quali la statura familiare, oppure alterazioni genetiche di diversa natura. Esistono poi ritardi di crescita intrauterina legati ad anomalie congenite o a patologie materne in corso di gravidanza. Infine esistono forme di bassa statura di origine nutrizionale o ormonale. Tra queste ultime rientra il deficit di GH, caratterizzato anche da obesità e tendenza all’ipoglicemia. La carenza di tale ormone può essere congenita, con forme familiari di alterazioni della sintesi o della funzione del GH o del recettore per il GHRH, oppure di insensibilità dei tessuti periferici per difetti del recettore del GH o del segnale intracellulare. Esistono poi forme acquisite, dovute a traumi o danni del sistema nervoso centrale. La diagnosi di deficit di ormone della crescita si basa pertanto su criteri auxologici (deficit staturale associato a ridotta velocità di crescita), clinici, ormonali (alterata risposta del GH ai test e farmacologici) ed eventualmente neuroradiologici (anomalie della regione ipotalamica-ipofisaria). Va sottolineato come la sola risposta insufficiente ai test di stimolo in presenza di normali reperti auxologici e clinici, non può essere considerata probante di deficit di GH. In considerazione della pulsatilità della secrezione di GH, la diagnosi di deficit di tale ormone si effettua in base a test di stimolo, quali l’esercizio, l’ipoglicemia insulinica e l’arginina. In tali condizioni il GH solitamente aumenta oltre 7 µg/L. Nei casi di diagnosi di deficit di GH, la terapia sostitutiva si effettua con il GH ricombinante al dosaggio di 0,02-0,05 mg/Kg al giorno per via sottocutanea, verificando che la velocità di accrescimento sia intorno a 10 cm/anno. Deficit di GH nell’età adulta La carenza di ormone somatotropo nell’età adulta è in genere causata da danno ipotalamico o ipofisario, solitamente secondari a chirurgia ipofisaria, tumori, trattamento con radiazioni oppure è legato ad un deficit dell’età evolutiva. I sintomi della carenza di GH nell’adulto sono: riduzione della massa magra, aumento della massa grassa soprattutto a livello viscerale, riduzione del contenuto minerale nell’osso e alterazioni della funzione cardiovascolare. La diagnosi si pone in seguito all’osservazione di una ridotta risposta del GH (<3 µg/L) agli stimolo provocativi, tra cui il più efficace sembra essere l’ipoglicemia insulinica. Il trattamento si basa sulla somministrazione di GH alla dose di 0,15-0,3 mg/al giorno e il monitoraggio dei livelli di IGF-I plasmatici. TERAPIA Il GH attualmente è prodotto in laborat

TERAPIA Il GH attualmente è prodotto in laboratorio con tecniche di ingegneria genetica, allo scopo di ottenere quantità di ormone sufficienti per trattare tutti i pazienti affetti da nanismo ipofisario e di evitare malattie trasmissibili con materiale estratto da cadaveri. Infatti il GH, scoperto nel 1921 da Evans e ottenuto quasi puro nel 1944 da Evans e Li, fino al 1985 veniva estratto dal cervello di persone decedute. Studi seguenti hanno segnalato 50 casi di malattia di Creutzfeld-Jakob (il morbo della mucca pazza) dovuti alla trasmissione del virus presente nel tessuto cerebrale dove può rimanere latente per molti anni (circa 15 anni) ed essere così trasmesso a chi riceve l’ormone. Altri effetti connessi all’assunzione di ormone somatotropo non sono, ovviamente, risolvibili dalla produzione con bioingegneria e sono legati, in genere, ad un sovradosaggio, dovuto alle diverse risposte biologiche soggettive (individuali). Tra questi: l’acromegalia (ingrossamento delle ossa del massiccio facciale e delle mani); la ritenzione di acqua e di sale con comparsa di edemi e l’aumentata probabilità di diabete (sono le conseguenze più gravi). La terapia con GH ha carattere sostitutivo. Il GH viene somministrato per via sottocutanea per garantire un rilascio dell’ormone graduale nelle 24 ore in modo da mimare quanto più possibile ciò che avviene fisiologicamente. Per questo motivo, la somministrazione viene fatta la sera in genere 30-60 minuti prima che il bambino o l’adulto vada a dormire in modo da mimare il rilascio di GH maggiore durante il sonno notturno. La somministrazione sottocutanea di GH risulta virtualmente indolore in quanto può essere praticata mediante l’utilizzo di sistemi dotati di aghi sottilissimi la cui lunghezza viene scelta in relazione allo spessore dello strato sottocutaneo del soggetto.

One comment

  1. se fosse vera questa notizia mi viene da dire che i sessi sono aumentati a sei:maschio, femmina, gay. lesbica, transessuale, e ufotrans.. c’è qualcosa che non funziona nello stampino

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