Monete da 1 e 2 centesimi per il momento non spariscono

Nessun addio alle monete da 1 e 2 centesimi. Peccato per tutti coloro che volevano disfarsi delle piccole monetine. Non è infatti l’Italia a decidere se un taglio di moneta può continuare a circolare o meno. A prendere una decisione così importante è il Consiglio europeo. Come non detto. Le monete da 1 e 2 centesimi resteranno dunque nei portafogli degli italiani ancora per molto tempo.

Sembra che l’eliminazione di tali monetine, inoltre, non comporterebbe quel risparmio per gli italiani che i ‘padri’ dell’emendamento avevano preconizzato. Senza 1 e 2 centesimi nei portafogli, insomma, non si diventerebbe più ricchi. Il tabloid La Stampa aveva scritto che l’eventuale soppressione delle suddette monete avrebbe favorito il conio di una quantità maggiore di banconote da 5 euro. Solamente l’Ue ha il potere di decidere di eliminare le monetine da 1 e 2 centesimi. Per la Zecca, inoltre, la novità non produrrebbe nessun effetto.

Il parere della BCE

Doccia gelata per tutti quelli che stavano gioendo al pensiero di non avere più le tasche piene di monetine da 1 e 2 centesimi. L’Italia, in base all’emendamento dem, che ha come primo firmatario Sergio Boccadutri, avrebbe dovuto interrompere il conio delle piccole monetine ambrate dal 1 gennaio 2018. Non sarà così perché il Bel Paese non ha alcun potere in merito. La competenza è dell’Ue. Nella nuova Finanziaria, perciò, verrà introdotta una norma che annulla l’emendamento del Pd. Dovremo vedere ancora per molto tempo, a quanto pare, le monete da 1 e 2 centesimi. L’Italia, qualora avesse interrotto il conio di tali monetine, sarebbe stata obbligata ad accettare quelle portate dagli stranieri, come francesi e spagnoli. Cosa avrebbe fatto, in tal caso, di tale valuta?

Un parere della BCE recita: ‘In ogni caso non si può impedire ai clienti di pagare l’esatto ammontare dovuto usando le monete da 1 e 2 centesimi’. Tira un sospiro di sollievo anche la commissione Finanze del Senato, secondo cui il tempestivo ritiro della suddetta valuta avrebbe determinato un progressivo incremento dei prezzi, quindi sarebbe stato un danno per le famiglie più povere.

Monete da 1 e 2 centesimi, anche il Belgio aveva provato a sbarazzarsene

Richieste simili a quella avanzata recentemente dall’Italia erano state fatte già da altre nazioni europee, come il Belgio. Ecco come la BCE aveva risposto a tale Stato: ‘Per preservare l’unità e l’integrità della moneta unica, regole come quella dell’arrotondamento andrebbero concordate a livello europeo, non nazionale’.

Porteremo tanti pezzetti di nichel e rame nei nostri portafogli ancora per molto tempo, almeno fino a quando l’Ue prenderà una decisione in materia di conio. E’ certo, comunque, che il dibattito sull’opportunità delle monete da 1 e 2 centesimi continuerà ancora per molto tempo. C’è chi ritiene tali valute inutili e dispendiose. Sembra infatti che il processo di produzione sia superiore al loro valore.

Una calamita aiuta a scovare I FALSI 2 EURO

Oltre al caldo e alle zanzare, d’estate aumentano i soldi falsi in circolazione. Non solo banconote, però, visto che la nuova frontiera della contraffazione del denaro riguarda anche le monete. E così, fra gli oggetti da tenere a portata di mano in questa stagione, oltre alla crema solare e al repellente contro gli insetti, ci dovrebbe essere anche una piccola calamita. Basta infatti questo oggetto semplice, anche se di uso non comune, a evitare di ritrovarsi tra le mani monete all’apparenza identiche a quelle regolarmente in circolazione, ma in pratica di nessun valore. Proprio perché fasulle.

Lo segnala il Comando antifalsificazione monetaria dei Carabinieri, che nell’ambito dei servizi di controllo “Estate 2017” ha già effettuato diverse operazioni di contrasto al falso nummario, che hanno portato al rinvenimento e sequestro di monete da 2 euro e banconote senza alcun valore da 10, 20 e 50 euro. Perché se storicamente il “falso” per eccellenza era rappresentato dalle banconote – come dimenticare il celebre film La banda degli onesti, con Totò e Peppino impegnati a replicare una banconota da diecimila lire – oggi i falsari si sono specializzati persino nelle più difficoltose delle monete. Quasi impossibili da clonare, ma in grado di destare decisamente meno sospetti negli ignari cittadini. «D’estate l’attività si intensifica soprattutto per la presenza di numerosi turisti stranieri, meno attenti a questo tipo di rischi», afferma il colonnello dei Carabinieri Florimondo Forleo. «La nuova frontiera per i falsari sono proprio le monete, che sono facili da commerciare e suscitano meno attenzione. Uno dei sequestri fatti in questi giorni riguarda ad esempio 900 monete destinate alla cassa di una gelateria di Napoli: ci si può immaginare quanto poco tempo un esercizio commerciale del genere impieghi per smerciarle sotto forma di resto».

Grande attenzione, dunque, occhi ben aperti per riconoscere ogni piccolo particolare difforme delle monete. C’è però un altro sistema, raccomandato dagli stessi carabinieri perché “infallibile”. «Per distinguere le monete false», spiega il colonnello Forleo, «è sufficiente una piccola calamita. Basta vedere se sono attirate oppure no dal magnete: se si attaccano sono vere. I falsari, infatti, non riescono a riprodurre il magnetismo, che la Zecca ottiene con un procedimento particolare e che serve a far riconoscere le monete dalle macchinette elettroniche. In commercio, poi, ci sono dei piccoli bastoncini con una calamita ad una estremità, li usiamo anche noi».

Oppure si ricorre a un semplice magnete, come quelli che tanti italiani hanno “incollati” al frigorifero, e la truffa è sventata. «Il fenomeno è recente», sottolinea Forleo, «e il record spetta ancora a un sequestro di alcune tonnellate di monete da 1 e 2 euro avvenuto nel 2014».
Allora le monete erano state intercettate, sempre a Napoli, ma in un container al porto proveniente dalla Cina che avrebbe dovuto contenere materiale edile. Ecco perché occorre mantenere alta l’attenzione, soprattutto sui resti. Ma con una piccola calamita e un po’ di vigilanza il pericolo è scampato.

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