Ex parroco condannato per pedofilia evade a bordo di un taxi

È evaso  nella giornata di martedì Don Ruggero Conti, nonché ex educatore dell’oratore San Magno di Legnano e insegnante di educazione sessuale alle scuole Bonvesin de la Riva, il quale era stato condannato in appello per pedofilia nel modo del 2013.  Lo stesso avrebbe dovuto scontare una pena di 14 anni e 2 mesi, ma nella giornata di martedì è evaso a bordo di un taxi dalla struttura sanitaria dei Castelli Romani a Roma dove era ospite in seguito all’aggravarsi di alcuni problemi di salute. Come abbiamo riferito, l’ex prelato era stato accusato di aver abusato di 7 ragazzini i quali erano stati affidati sia nell’oratorio della chiesa che in alcuni campi estivi.  Nello specifico Don Ruggero è evaso nella giornata di martedì 26 settembre proprio quando i responsabili della struttura sanitaria dove lo stesso si trovava, hanno allertato i carabinieri indicando che il soggetto era riuscito a fuggire molto probabilmente a bordo di un taxi preso poco distante dalla clinica dove era stato ricoverato.

L’ex parroco era stato condannato agli arresti domiciliari e stava espiando la propria pena presso la sua abitazione nel viterbese dalla quale aveva ottenuto il permesso a trasferirsi nella  struttura sanitaria dei Castelli Romani.  Conti era stato condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi di reclusione nel 2011 per violenze sui minori e poi in sede di appello la sua pena era stata ridotta nel maggio del 2013, con una sentenza che è stata confermata poi dalla Cassazione. Come già abbiamo detto, l’uomo avrebbe abusato di 7 ragazzi facenti parte della Comunità dell’oratorio anche durante lo svolgimento dei campi estivi in 10 anni, ovvero tra il 1998 e il 2008.  Dalle indagini sono emersi anche alcuni dettagli ovvero il fatto che il prete avrebbe offerto alle vittime dei regali che le famiglie non potevano permettersi di fare.

Di lui aveva parlato anche il vescovo Alberto Mazzola, il quale aveva confermato che Don Conti da colpita dedito all’esercizio pubblico del ministero nel 2008, è stato sospeso a divinis nel 2011. Purtroppo però il 63enne sarebbe riuscito a scomparire nel nulla, prima che i carabinieri potessero notificargli la revoca dei domiciliari, con il conseguente trasferimento in una casa circondariale e l’uomo adesso è ricercato attivamente dalle autorità su tutto il territorio nazionale.

L’uomo venne arrestato il 29 giugno del 2008  dai carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci. In seguito la stessa sezione del tribunale di Roma motivò la condanna inflittagli consistente in una immediata, diretta, coerente, sincera e partecipata narrazione compiuta in dibattimento delle vittime. Gli vennero così  attribuite violenze a causa delle quali si difese in tribunale alla presenza di due diversi gruppi parrocchiali della chiesa di Selva Candida.

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