Facebook, il futuro del social network sarà la telepatia: ingegneri sviluppano la comunicazione telepatica

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E se vi dicessimo che il futuro di Facebook presto sarà la telepatia? Non stiamo parlando di una bufala ma di una notizia diffusa proprio dalla società, secondo la quale Facebook starebbe lavorando ad un sistema di invio e ricezione dei pensieri, capace di connettere le persone in tutto il pianeta in un modo completamente nuovo; al progetto, al momento stanno lavorando una serie di ingegneri i quali, nello specifico, pare siano impegnati in tecnologie di neuroimmagine ed interfacce neural. A lavorare a tale progetto, pare sia il team di ricerca e sviluppo ideato da Facebook e chiamato Building 8. “Credo che un giorno saremo in grado di mandare pensieri completi utilizzando direttamente la tecnologia. Saremo in grado di pensare qualcosa e i nostri amici la riceveranno”, è questo quanto dichiarato parecchio tempo fa da Mark Zuckeberg, rispondendo così ad una domanda che gli venne posta durante una sessione di Q&A tenuta in diretta su Facebook. Nessuno poteva immaginare che in effetti la società stesse davvero lavorando in gran segreto ad un progetto di questa natura e così a distanza di un anno sembrano essere giunte le prime indiscrezioni.

Ebbene si, a distanza di tempo, adesso sembra che qualcosa si stia muovendo realmente e come abbiamo avuto modo di anticipare, un gruppo di ingegneri pare siano al lavoro per la realizzazione di nuove tecnologie per la scansione dei pensieri attraverso l’analisi delle onde cerebrali. A far pensare che Facebook stia davvero lavorando alla comunicazione telepatica sono stati diversi segnali, primo tra tutti il fatto che il social network pare essere alla ricerca, ormai da qualche mese, di un ingegnere specializzato nelle interfacce neurali, un ingegnere specializzato in neural imaging, ovvero una tecnica in grado di interpretare attraverso le immagini cosa sta avvenendo nel cervello, ed ancora la società sembra abbia avanzato l’idea di voler assumere degli esperti specializzati nel campo dell’analisi algoritmica dei segnali audio.

Va sottolineato che un tentativo di comunicazione telepatica pare essere stata sfiorata nel 2014, da un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard i quali sono riusciti ad inviare e ricevere una comunicazione telepatica, anche se non nel modo in cui viene intesa dal grande pubblico; nello specifico vi era un mittente in India il quale indossava un elettroencefalogramma wireless connesso ad internet, il quale più volte ha pensato parole piuttosto semplici, come ad esempio un semplice ciao. Tale messaggio pare essere stato tradotto in codice binario e spedito poi via email al destinatario presente in Francia; il messaggio in Francia è stato convertito in una serie di stimoli luminosi visibili nella visione periferica del destinatario. In quell’occasione, non sembra essere giunto alcun segnale ma ad ogni modo si è trattato di un piccolo passo nella direzione della comunicazione cerebrale.

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