Facebook, nuovi strumenti contro il revenge porn

Si tenta così di arginare una vera e propria piaga sociale, che causa gravi problemi emotivi alle vittime: secondo l’US Victims of Non-Consensual Intimate Images, il revenge porn causa pesanti ripercussioni emotive nel 93% delle vittime. Episodi di cronaca accaduti lo scorso anno in Italia e all’estero hanno messo sotto torchio il social network, accusato di non avere ancora strumenti a disposizione per tutelare la privacy di singoli individui.

“La foto rimossa viene inoltre analizzata dai sistemi di riconoscimento delle immagini di Facebook: – si precisa – nel caso di un nuovo tentativo di pubblicazione, il sistema rileva la presenza della medesima immagine e impedisce di pubblicarla”. Se verrà ravvisata una violazione, il revenge porn verrà rimosso e l’account dell’utente responsabile della pubblicazione sarà disabilitato. Come evidenziato nel post pubblicato sul blog ufficiale del colosso di Menlo Park, infatti, a partire dalla prossime settimane la piattaforma di proprietà di Mark Zuckerberg inizierà ad utilizzare una sofisticata tecnologia di photo-matching per evitare che le foto intime vengano pubblicate senza permesso su Facebook, Messenger e Instagram. Gli utenti potranno segnalare una foto intima pubblicata senza il proprio consenso e, dopo la revisione umana, un sistema automatico bloccherà la condivisione delle fotorimosse. Tuttavia, le aziende tecnologiche come Google, Microsoft e Facebook, che dominano ampie aree del Web in tutto il mondo, hanno finalmente iniziato a prendere una posizione, iniziando a rafforzare la lotta contro la pratica direttamente, oltre a rendere più facile per le vittime denunciare i casi.

“Il nuovo sistema dovrebbe contribuire a ridurre la diffusione online di immagini private allo scopo di umiliare una persona – spesso donne – per i motivi più vari (generalmente in seguito alla fine di una relazione)”. Sono queste le principali novità della stretta annunciata oggi da Facebook sul “revenge porn“. Ma i numeri non contano, dice la Davis. In primo luogo gli utenti del social network avranno la possibilità di segnalare in modo mirato quelle immagini personali o intime che vedono sul social e che sembrano condivise senza permesso di coloro che vi sono ritratti. Le segnalazioni saranno indirizzate non più ad un’intelligenza artificiale, ma bensì ad una particolare equipe formata da persone in carne ed ossa.

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