Farmaco che combatte l’infiammazione, previene e riduce il rischio di cancro e infarto

Interessanti novità arrivano da un gruppo di ricercatori pare abbia scoperto una nuova arma contro le malattie cardiache. Si tratterebbe di un particolare farmaco antinfiammatorio che potrebbe ridurre i rischi di infarto ed ictus.

Lo studio innovativo e molto interessante dal punto di vista scientifico è stato pubblicato sul NEJM è rimbalzato sulla stampa internazionale e si tratterebbe di una ricerca portata avanti da un gruppo di ricercatori degli USA i quali hanno studiato l’anticorpo monoclonale canakinumab effettuando uno studio su un campione di circa 10 mila pazienti e post infarto. I ricercatori sono riusciti a mostrare che la terapia riduce del 15% il rischio di un nuovo attacco cardiaco. Questo farmaco, dunque, potrebbe rappresentare una vera novità nel settore dell’avvento delle statine è questo quanto dichiarato dagli scienziati delle Brigham and Women’s Hospital di Boston che hanno condotto lo studio. Autore dello studio nonché direttore del Centro per la prevenzione delle malattie cardiovascolari al Brigham and Women’s Hospital di Boston negli USA è Paul Ridker, il quale ha dichiarato che questo farmaco non solo è risultato efficace nel ridurre il rischio di infarto, ma anche nel rallentare la pressione del tumore del polmone e la chiave di questo meccanismo sarebbe nella riduzione dell’infiammazione.

Lo studio in questione parte dalla considerazione per cui circa la metà degli infatti si verifica in persone che hanno livelli di colesterolo eccessivamente alti, ed ancora quasi un quarto dei pazienti che hanno avuto un infarto e che sono in cura con statine, ne subiscono un secondo nell’arco di 5 anni è questo sta a significare che il colesterolo non può essere ritenuto il solo responsabile dell’evento cardiovascolare, perché alla base potrebbero esserci altre ragioni che vanno cercate dunque in una condizione di infiammazione.

In realtà che un’infiammazione potesse avere un ruolo determinante nell’insorgenza di infarti e ictus è stato ipotizzato già da tempo, ma questo studio pare abbia confermato questa ipotesi. Sulla base dei dati ottenuti dai ricercatori in questione sul campione di pazienti è risultato che coloro i quali presentavano elevati livelli di biomarker dell’infiammazione avevano un maggior rischio vascolare. I pazienti sono stati trattati con il farmaco una volta ogni tre mesi e quelli trattati con canakinumab avevano un rischio inferiore del 15% di incappare in un secondo infarto rispetto al gruppo di controllo che  aveva assunto soltanto statine, ma allo stesso tempo lo studio ha evidenziato nei pazienti del primo gruppo, un incidenza significa e talmente più alta di infezioni potenzialmente fatali.

“Per la prima volta abbiamo definitivamente mostrato che ridurre l’infiammazione indipendente dal colesterolo riduce il rischio cardiovascolare. Nella mia vita ho visto nel campo della cardiologia preventiva tre grandi ere: la prima, quella della scoperta dell’importanza della dieta, dell’attività fisica e dell’addio al fumo; la seconda, in cui abbiamo visto il grande effetto dei farmaci a base di statine. Ora stiamo aprendo la porta ad una nuova era. E’ molto eccitante’‘, ha concluso l’esperto.

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