Filippo Magnini indagato per doping dalla Procura della Nado

Filippo Magnini e il collega di Michele Santucci nella giornata di ieri sono risultati indagati dalla procura antidoping di Nado Italia sulla base di alcuni atti relativi all’inchiesta della procura della Repubblica di Pesaro nei confronti del medico nutrizionista Guido Porcellini. Da quanto si apprende, la procura Nado contesterebbe a Magnini la violazione degli articoli 2.2 ovvero l’uso o tentato uso di sostanze dopanti, la violazione dell’articolo 2.9 delle codice Wada. Mentre per quanto riguarda Santucci, sarebbe stato contestato a lui l’uso e il tentato uso di sostanze dopanti.I due nuotatori azzurri saranno ascoltati nei prossimi giorni dalla procura Nado. Si tratterebbe dunque di un atto dovuto dalla procura dopo che i nomi dei due nuotatori erano finiti nell’inchiesta sul nutrizionista riguardo un presunto commercio di anabolizzanti e di sostanze contraffatte provenienti dalla Cina.

Nella vicenda è intervenuto nella giornata di ieri il presidente della Federnuoto Paolo Barelli il quale ha ribadito che quello di Nado Italia è soltanto al momento un atto dovuto e che come federazione  sono sereni e non hanno alcun elemento al momento per dubitare della polizia dei ragazzi. “L’inchiesta della Procura di Pesaro è nota, i ragazzi si sono dichiarati innocenti e noi fino a prova contrario siamo convinti della loro estraneità al doping. Tra l’altro non sono indagati dalla Procura che ha archiviato la loro posizione, in più sottolineo che questi due ragazzi non hanno mai saltato un controllo antidoping nella loro carriera e sono da anni fautori di uno sport pulito. Sono convinto che tutto si chiarirà”, ha aggiunto ancora il presidente della Federnuoto Paolo Barelli.

Lo scorso mese di giugno al termine dell’inchiesta che si era conclusa a marzo, I pm di Pesaro Monica Garulli e Valeria Cigliola avevano chiesto il rinvio a giudizio dal nutrizionista Guido Porcellini disposto poi il 11 giugno e del dirigente di rugby Antonio Maria De Grandis , i quali sono risultati indagati per commercio di prodotti dopanti, per falso, ricettazione e uso di medicinali guasti, nonché sostanze provenienti dalla Cina e contraffatte. Ma secondo quanto riferito pare che su Magnini non ci fosse alcuna alcuna prova e quindi la sua posizione a giugno viene archiviata.

Dunque, Magnini sarebbe stato intercettato e pedinato e secondo quanto riferito dai NAS non avrebbe ricevuto la sostanza e per questo motivo non era risultato indagato. La procura di Pesaro aveva precisato che in alcuni prodotti sequestrati sono stati offerti a Magnini in base alle evidenze di indagine ma non risulta l’assunzione. Poi lo scorso 11 luglio Guido Porcellini era stato rinviato a giudizio per ricettazione, commercio di sostanze dopanti e prescrizione di farmaci dannosi per la salute. Adesso la prima udienza sembra essere stata fissata per il prossimo 7 novembre a Pesaro. Diffusa la notizia è arrivata puntuale la replica di Filippo Magnini direttamente su Twitter il quale ha scritto: “Facciamo chiarezza. Ritengo l’apertura dell’accertamento Nado un atto dovuto rispetto alle indagini penali su Porcellini. Gli inquirenti penali hanno già accertato mia estraneità ai fatti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.