Foggia, agguato in strada per uccidere il boss: 4 le vittime

Agguato in pieno giorno nel Foggiano con un commando di killer che per uccidere un boss, non hanno esitato a compiere una vera strage assassinando anche il suo autista e due contadini che avevano assistito al delitto.

E’ questo quanto accaduto nella giornata di ieri nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis, lungo la provinciale 272 tra Apricena e San Severo. Come abbiamo visto, nell’agguato purtroppo sono morte 4 persone e le vittime sono Mario Luciano Romito di Manfredonia in provincia di Foggia, considerato elemento di spicco della malavita al nel Gargano e molto probabilmente il vero bersaglio dei sicari, il quale viaggiava a bordo di un maggiolino Volkswagen insieme al cognato Antonio De Palma 40 anni, anche lui rimasto vittima del commando. Coinvolti nell’ assassinio anche due agricoltori imparentati tra loro, i quali si sono trovati praticamente nel posto sbagliato al momento sbagliato e pare viaggiassero a bordo di un Fiat Fiorino; l’uno è stato colpito in auto, l’altro fuori freddato molto probabilmente nel tentativo di scappare nei campi.

Come abbiamo detto, l’obiettivo del commando era sicuramente il presunto boss Mario Luciano Romito di 50 anni di Manfredonia, ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan, che negli ultimi anni sembra si sia contrapposto al clan dei Libergolis, nella cosiddetta faida del Gargano e come già detto insieme a lui in auto era presente anche il cognato che gli faceva da autista anche lui purtroppo morto all’istante.

“E’ un episodio orribile, non conosciamo ancora i dettagli di quanto avvenuto ma negli ultimi mesi sono tanti gli episodi che hanno coinvolto la nostra provincia. Occorre al più presto un incontro tra tutti i rappresentanti del territorio con il ministro dell’Interno”,  è questo quanto dichiarato dal sindaco di San Marco in Lamis, il quale ha anche aggiunto che adesso vogliono essere ascoltati da Marco Minniti perché in questo modo non si può andare avanti, serve un intervento del Governo e le istituzioni nazionali hanno l’obbligo di intervenire per la provincia perché non si può più assistere a questa efferatezza.

Nella giornata di oggi il ministro dell’Interno Marco Minniti alle ore 16:00 presso la Prefettura di Foggia presenzierà ad una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica e a seguire il ministro incontrerà sempre nella giornata odierna oltre al sindaco del capoluogo, i sindaci di alcuni comuni della provincia in relazione all’evento Criminale avvenuto nella giornata di ieri. “La violenza, in ogni sua forma, va sempre aborrita. È un male in sé ed essa crea solo ulteriori problemi” al territorio, ha dichiarato il Monsignor Giovanni Checchinato, vescovo di San Severo, commentando la strage avvenuta ieri a San Marco in Lamis.

L’obiettivo era il boss del Gargano Mario Luciano Romito, 50 anni, ma i killer non hanno avuto pietà nemmeno di due contadini che si sono trovati per caso nel momento dell’imboscata mafiosa. Due fratelli, scomodi testimoni oculari, da eliminare senza pensarci troppo: ieri mattina è andato in scena uno dei più crudeli agguati della storia della mafia pugliese e non solo: quattro persone sono state uccise a colpi di kalashnikov, oltre al capo clan Romito sono stati ammazzati suo cognato Matteo De Palma, che gli faceva da autista, e due agricoltori innocenti di 47 e 43 anni, Luigi e Aurelio Luciani. L’omicidio è avvenuto sulla strada provinciale 272, vicino alla stazione ferroviaria di San Marco il Lamis, in provincia di Foggia. Romito e De Palma erano a bordo di un “maggiolone” Volkswagen di colore nero, dietro di loro – a poche centinaia di metri – viaggiavano i due contadini su un FiorinoPickUpbianco.

I sicari, secondo una prima ricostruzione, sono giunti dalla direzione opposta rispetto a quella delle vittime, hanno sbarrato la strada a De Palma, costringendolo ad uscire dalla carreggiata. A quel punto per il commando è stato un gioco da ragazzi completare il “lavoro”: una trentina di proiettili, esplosi da un kalashnikov, una pistola e un fucile a canne mozze, hanno trafitto mortalmente Romito e De Palma, che non hanno avuto nemmeno il tempo di rispondere al fuoco. Sono rimasti intrappolati nella vettura e sono stati uccisi senza che potessero reagire.

Un’azione fulminea, quasi militare, che però non si è conclusa così: i killer, che probabilmente hanno agito a volto scoperto, si sono accorti della presenza del Fiorino con a bordo due persone che avevano assistito alla scena e hanno deciso di eliminare anche due possibili testimoni oculari. I due agricoltori hanno provato inutilmente a scappare, ma dopo pochi metri sono stati stoppati: uno dei fratelli è stato ammazzato nell’auto, l’altro è sceso dal mezzo cercando di fuggire a piedi ma è stato raggiunto e freddato.
Un’esecuzione spietata. L’agguato è avvenuto in una zona isolata, circondata solamente da campagna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i pm della Dda di Bari, competente territorialmente. Il luogo dell’agguato mafioso è a pochi chilometri da San Severo e Apricena, altri due Comuni dove recentemente sono avvenuti omicidi a causa della lotta tra clan per la spartizione degli affari illeciti sul territorio. Mario Luciano Romito è considerato dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan che negli ultimi anni si è contrapposto alla cosca dei Li Bergolis nella cosiddetta faida del Gargano. Il 50enne era già sfuggito ad altri tentativi di omicidio, il primo risalente al 18 settembre del 2009 quando uscì illeso da un attentato dinamitardo mentre si stava recando, in compagnia del fratello Ivan, alla caserma dei carabinieri dove aveva l’obbligo di firma.
Il cofano dell’Audi A4 Station Wagon sulla quale viaggiavano lui e il fratello – anche lui non ebbe ferite – saltò in aria a causa di una bomba. Mario Luciano è fratello di Franco Romito, anche lui considerato dagli inquirenti uno dei presunti boss. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha immediatamente convocato per oggi una riunione a Foggia del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto della situazione.

L’incontro è in programma in prefettura alle 16. Al termine della riunione il ministro incontrerà il sindaco di Foggia e i primi cittadini di alcuni dei Comuni della provincia. «E’ un episodio orribile, negli ultimi mesi sono tanti gli episodi che hanno coinvolto la nostra provincia», dice il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla. «Vogliamo essere ascoltati da Marco Minniti – prosegue – così non si può andare avanti. Serve un intervento del governo, le istituzioni nazionali devono intervenire per la nostra provincia, non possiamo più assistere a questa efferatezza». Il governatore pugliese Michele Emiliano parteciperà alla riunione: «La Regione Puglia – commenta – è pronta a reagire con ogni mezzo contro la mafia, al fianco della magi- straturae delle forze dell’ordine, costituendosi parte civile nel processo che verrà, facendo ogni sforzo per contrastare e debellare fenomeni criminali che nella nostra terra non possono avere diritto di cittadinanza».

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