La rom messa in gabbia perdona i suoi molestatori: “Era uno scherzo. Sono ragazzi buoni, li conosco” (Video)

La maggior parte dei commenti erano di “solidarietà” nei confronti dei lavoratori sospesi e invocazioni di boicottaggio dell’azienda di distribuzione. Ma “il popolo di Facebook” non esiste, e comportamenti fascisti e razzisti di questo tipo sono (ancora) all’ordine del giorno, così come odio e pregiudizio verso alcuni gruppi.

La storia è indubbiamente orrenda, ma proprio per questo va raccontata con attenzione per comprenderne la genesi e i gravi sviluppi. Breve riassunto dei fatti. Due rom vengono sorprese a rovistare tra i rifiuti di un supermercato di Follonica da due dipendenti del centro commerciale.  I quali, avvezzi ad affrontare ladruncoli durante il proprio lavoro, sono montati su tutte le furie e hanno pensato bene (anzi male) di rinchiudere le donne nella gabbia che conteneva i bidoni della spazzatura. Un sequestro di persone a ogni effetto.

Le zingarelle sentendosi prigioniere in quel luogo maleodorante si sono spaventate; una di esse si è messa a urlare come una matta. La scena chissà perché è piaciuta ai due operai autori della bravata e l’hanno registrata col cellulare inserendo il filmato in un social, convinti forse di suscitare generale ammirazione. E invece si sono messi in un guaio più grande di loro da cui non usciranno facilmente indenni. Si dà in effetti il caso che la legge vieti di sequestrare chicchessia, fosse anche un malvivente colto in flagranza. Legge discutibile forse, ma in vigore e pertanto da rispettare.

Il filmato delle due prigioniere disperate e urlanti in breve tempo ha invaso internet e una moltitudine di persone lo ha visionato, eccitandosi assai e manifestando approvazione per l’iniziativa dei dipendenti del supermercato. Significa che la gente è esasperata e non si controlla più neanche dinanzi a immagini come quella delle bricconcelle ingabbiate e crudelmente ridicolizzate. E di questo diffuso stato d’animo bisogna pur tenere conto nel valutare il reato commesso dai giovanotti, che comunque non può passare in cavalleria, poiché il codice penale non è un elastico adattabile alle situazioni.

II centro commerciale ha annunciato l’intenzione di licenziare i reprobi e ciò ha sollevato una ondata di solidarietà verso di loro. Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha speso parole in difesa della coppia che rischia di perdere il lavoro. Ma non sarà un gioco da ragazzi evitare che l’azienda la cacci e soprattutto che i giudici la assolvano, essendosi macchiata di un reato solo apparentemente bagattellare e, in realtà, punibile con il carcere. Ovviamente ci auguriamo che la vicenda trovi uno sbocco pacifico, dato che siamo sicuri della non cattiveria degli operai anche se hanno agito con incoscienza e imperdonabile leggerezza.
Quanto alle zingarelle, non avranno problemi. È passato da tempo il principio che esse, quand’anche rubino, sono impunibili per definizione. Cosa sbagliata ma ormai entrata nel costume giudiziario di questo scassato Paese che condanna addirittura chi definisce clandestini i clandestini.Si fa la guerra al vocabolario italiano e si trascura il senso dei termini.

Più che scalpore un grande clamore. Nel senso che il caso di Follonica, dove due nomadi sono state rinchiuse in un gabbiotto del supermercato Lidl della cittadina toscana da due dipendenti dell’esercizio commerciale, è già diventato un caso nazionale. Con la rete che ribolle di commenti, sia a favore che contro, e con la politica che si accapiglia senza esclusione di colpi, chiamando a raccolta anche gli «alleati».

Fra questi il solito Roberto Saviano che ha attaccato frontalmente il leader della Lega, Matteo Salvini, reo, a dire dello scrittore, di aver difeso gli impiegati del centro commerciale finiti nell’occhio del ciclone. «È evidente che Salvini ha perso la testa, e nel tentativo di intercettare il voto delle persone peggiori del nostro sventurato Paese», sostiene lo scrittore, «non esita ad incitare a realizzare reati gravissimi». Questione di punti di vista, diciamo.
Salvini, in realtà, si è limitato a difendere i due dipendenti, rispettivamente di 27 anni e 35 anni, autori delle riprese con il loro smartphone e ora indagati per sequestro di persona. Il leader ha affermato di stare «con i lavoratori». «Gli offrirò anche il sostegno legale», chiosa Salvini, «e sono pronto a boicottare i prodotti della catena se i due verranno sanzionati».

Quel sostegno che, invece, è pronta a togliere ad uno dei due, iscritto al sindacato, la Cgil. «La cultura dell’odio non ci appartiene», spiega il segretario della Camera del lavoro a Grosseto, Claudio Renzetti, che annuncia la sospensione del giovane. Anche l’azienda «condanna fermamente» l’accaduto e fa sapere che sta valutando il da farsi. L’ipotesi più accreditata è quella della sospensione dal lavoro. «Siamo venuti a conoscenza del video diffuso in rete», si legge in una nota di Lidl Italia pubblicata sul profilo Fb, «prendiamo le distanze senza riserva alcuna dal contenuto del filmato che va contro ogni nostro principio aziendale. L’azienda sta verificando le circostanze legate al video e si avvarrà di tutti gli strumenti a disposizione, al fine di adottare i provvedimenti necessari nelle sedi più opportune».

Eppure sul web sono in tanti a non pensarla nello stesso modo. «Se licenziate i due ragazzi io e la mia famiglia non metteremo più piede nella vostra catena», scrive su Facebook uno dei tanti che appoggia l’operato dei due lavoratori di Follonica. «È anzi dovere procedere all’arresto da privato cittadino in caso di flagranza. Avevano tutto il diritto e il dovere di trattenere in attesa dell’arrivo della polizia», ribatte un altro che cita pure gli articoli del Codice di procedura penale. Anche il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, è contro i provvedimenti per i lavoratori. «È fuori luogo parlare di sequestro di persona», sostiene l’esponente di Fdi.

Ma il vero bersaglio resta Salvini, contro il quale si sono scagliati il senatore del Pd, Andrea Marcucci, i deputati di «Possibile» Pippo Civati e Andrea Maestri, il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, l’ex premier Massimo D’Alema e il governatore della Toscana, Enrico Rossi. «Eccoli i frutti avvelenati della xenofobia», afferma il presidente della Regione, neo scissionista del Pd, «e non si parli di goliardate. Quello che è successo alle due donne rom è gravissimo e deve essere condannato fermamente, come ha fatto la stessa azienda».

Sia benedetta Margherita, la rom 47enne che ha smascherato tutti gli abituali stracciatori di vesti, che hanno fatto a pezzi interi guardaroba per la vicenda delle «zingare imprigionate di Follonica», rinchiuse in un gabbiotto da due presunti neoschiavisti dipendenti della Lidl. «Sono ragazzi buoni, li conosco. Hanno fatto scherzo», ha detto Margherita intervistata, «hanno fatto foto», insomma, si conoscevano, non c’era cattiveria e tanto meno persecuzione di diversi o minoranze, era tutto un film. Uno spettacolo a uso e consumo di Facebook, la più importante mostra fotografica e cinematografica del mondo, alimentata dalla creatività di milioni di persone, e qualche volta, come in questo caso, da indubbia imbecillità. Ma uno scherzo imbecille, non è una segregazione razziale.

Tuttavia l’occasione era troppo ghiotta, per la politica locale, col sindaco in prima fila, per gli editorialisti montati, per il popolo della rete sempre pronto a«scatenarsi» – altri comportamenti non vengono mai presi in considerazione che hanno gridato «licenziateli!». Dagli dunque al cancro razzista, incarnato da due sottoproletari della Lidl. Ma poi eccola, la vittima, la discriminata, l’ingabbiata, una rom di mezz’età con una dignità che parigrado italiani da generazioni se la sognano, un senso delle proporzioni e della misura che la nostrana politica va predicando continuamente, senza mai applicarlo.

Nel video pubblicato dall’edizione fiorentina di Repubblica, sottoposta alle domande legittimamente incendiarie del cronista, sminuisce, riduce, smorza. Qualcuno dirà: ha paura. Figurarsi, col casino che si era prodotto, avrebbe potuto sfruttare l’occasione senza temere niente e nessuno, già la vedevamo ospite di Fazio e del prossimo festival di Sanremo, per non parlare del libro autobiografico scritto a quattro mani con qualche prestigiosa firma della stampa buona. E invece lei stessa, Margherita, ha disarmato gli indignados già pronti a accatastare la legna per ardere i due carcerieri abusivi annidati nella grande catena di supermercati, ovviamente connivente, come sempre è il capitale.

Scavi pure la procura, che ha già avviato le indagini, i suoi accertamenti, per noi il caso è chiuso, è stata una pagliacciata, non un’aggressione e tantomeno, come ipotizzano i magistrati, un sequestro. C’era complicità, come fa capire Margherita sorridendo al cronista, non smentendolo quando le chiede: «eravate d’accordo?», e ribadendo «era uno scherzo». A dimostrazione di un clima ben diverso, da quell’odio incandescente che tanto piacerebbe ai nostri indignati, perché in quel ribollire sanno benissimo come vendersi e lucrare, ci sarebbero altri video che dimostrano che tra Margherita, la sua amica rom, anch’essa rinchiusa giovedì nel gabbiotto, e gli aguzzini immaginari della Lidl, c’era la consuetudine al cazzeggio andante. I nervi a fior di pelle dei moralisti, si sa, non tollerano il cazzeggio, ma solo il sussiego vanesio, il pistolotto falsamente appassionato, in realtà frutto di un mestiere apatico e consolidato.

Le due rom in gabbia! Quale occasione migliore per sparacchiare a casaccio, insultare il politico impresentabile, e aumentare la propria altezza di faro morale per masse confuse e pecorone. Facciamo subito a cambio, come nella antica pubblicità dei fustini di detersivo: vi diamo due editorialisti indignati per una rom come Margherita. Una che lo sa che un dipendente della Lidl con un futuro disperato anche più del tuo, se ti vede frugare tra i rifiuti o elemosinare, tutti i giorni, ti può sfottere, trattare con modi gaglioffi, prenderti a oggetto di uno scherzo cretino e offensivo e di un penoso post su Facebook. Ma proprio perché sa tutto questo, e perché se ne fotte di Facebook e di tutto questo circo dell’opinione pubblica oziosa e sterile, avendo piuttosto da pensare alla sopravvivenza, con una saggezza e un equilibrio ormai estinti ai civilizzati dice: «Non voglio fare casini, sono buoni, era uno scherzo». Chapeau, Margherita.

7 commenti

  1. Buongiorno. auguro di cuore a tutte le persone che difendono le rom, o che difendono gli immigrati a spada tratta, di trovarsele in casa a rubare le loro cose piu preziose, magari i ricordi di famiglia, magari il ricordo della mamma o papà che non c è piu…. i rom, gli immigrati in generale (non tutti ma circa il 99%) sono: cattivi , arroganti, prepotenti, pretenziosi, maleducati, saccenti, lavativi, stupidi,aggressivi, analfabeti, sfruttatori, aggressivi, criminali, delinquenti, burberi, noiosi, sfaccendati, orripilanti, menzogneri, truffatori, stupratori, voltagabbana….. se ANCHE UNA SOLA di queste “doti e virtu” l’avesse un nostro italiano, sarebbe immediatamente messo alla gogna dalla società e finirebbe a fare il barbone in piazza Duomo….. …buona giornata a tutti

  2. Anna Maria Pilotto

    Non è punibile per legge trattenere, anche forzatamente, i delinquenti sorpresi nell’atto di flagranza. Esiste anche in Italia la possibilità di effettuare il cosiddetto “arresto cittadino”, purché si interpellino le forze dell’ordine entro breve tempo. Nonostante i sinistrorsi -che propugnano a spada tratta la difesa dei delinquenti e mai degli onesti- continuino a gridare contro quello che chiamano “sequestro di persona”, in realtà il fatto non è tale. Purtroppo nessun giudice applica mai la legge secondo giustizia, ma la applica secondo ideologie politiche di comodo. Ricordino tutti: se trattenete in casa un delinquente sorpreso nell’atto di delinquere e se immediatamente chiamate le forze dell’ordine affinché intervengano, siete nel giusto! Fate valere il vostro diritto cittadino! Non siamo noi onesti nel torto! Saviano ormai interviene in ogni questione con affermazioni idiote ed ignoranti, non vale neppure la pena tenerlo in conto. Saviano è un nessuno che grazie ad un libro -pure mal scritto in italiano- ha ottenuto un immeritato successo letterario. Un giorno interviene in favore della legalizzazione della droga, di cui i comunisti da sempre fanno largo uso; un giorno in difesa degli immigrati o degli zingari (non sono rom, usciamo da questi schemi di falso buonismo!); ma come tutti i comunisti: mai in favore della propria gente. Grave è il fatto che qualcuno gli offra pure credito, manco fosse il portavoce dell’intellighenzia propugnata dal partito. La colpa è da imputarsi a chi lo ha elevato sulla scranna di una superiorità mentale che non gli si addice. Questo è sintomatico dello scatafascio sociale e politico di una nazione che non è più stato. Anna Maria

  3. La redazione di questo giornale per caso è rom? Come si fa a permettere ad un giornale di prendere posizioni riguardo un fatto accaduto, soprattutto se l’articolo è piendo di informazioni sbagliate, o fuorvianti?
    Qui si dipingono due ladre come povere vittime di un sistema.
    > I dipendenti hanno pensato bene (anzi male)… Hanno pensato benissimo! Cosa dovevano fare, chiedere loro un documento il numero di telefono???
    > I bidoni non erano della spazzatura, contenevano merce deteriorata in attesa di reso, altrimenti avrebbero usato delle gabbie per la spazzatura? Poi, anche fosse, l’eventuale spazzatura era in luogo privato e recintato, che in nessun modo autorizza chicchessia ad introducisi.
    > Si da il caso che la legge vieti al cittadino l’arresto, anche se in flagranza di reato? Ma dove l’avete letto questo articolo del codice penale, su Topolino? Ho un ladro in casa, faccendo finta di niente lo intrattengo, gli offro un caffè e, accendendomi una sigaretta, aspetto che arrivino le forze dell’ordine??? Qualche hanno fa ho bloccato in stada un marocchino che aveva effettuato un furto in una casa. L’ho trattenuto fino all’arrivo dei Carabinieri. A domanda della mia perplessità, rispossero “non è sequestro di persona se c’è flagranza di reato. Il marocchino fu processato per direttissima. Io in tribunale ci andai come testimone del fatto.
    Basta col buonismo. Qui abbiamo gente che viene nel nostro Paese con iPhone nuovissimi, a lamentarsi che nei centri di accoglienza danno la pasta scotta, a imporre di togliere i Crocefissi dalle scuole, a entrare nelle nostre case a rubare e prenderci a bastonate, a violentare le nostre donne, e noi dobbiamo aiutarli? MA DI COSA STIAMO PARLANDO! Aiutarli si, a tornare a casa loro, o a casa degli italiani che fanno finta di proteggerli!! Qui serve urgentemente un ritorno al passato.
    Se cominciassero a sparare alle gambe ai malfattori, entro poco tempo non servirebbe più installare antifurto o videosorveglianza!!!

  4. Ignoranza e cattiveria é prendersela con i poveri, immigrati rom italiani che siano. Ancora non si é capito che non sono i poveri a rubare i posti di lavoro o a delinquere ma la gente ricca con il pane sotto i denti che fa politica in giacca e cravatta come Salvini.

  5. se ero,le chiudevo dentro la postazione dei rifiuti,andavo a comprare 5 litri di benzina,gli davo fuoco e per non prendere la colpa gli buttavo n mozzicone di sigaretta in modo da far credere che gli è caduta la sigaretta nei rifiuti,accidentalmente i rifiuti han preso fuoco

  6. giuseppe travaglia

    che ci faceva in una proprietà non sua ?siamo uno stato dove tutto è concesso ,i ROM specialmente lo sanno e arrivano per fare ciò che meglio gli riesce : rubare . me li sono trovati due volte in casa . ho 53 anni e lavoro da anni con chi non ha più nulla ma è doveroso assolutamente fare le doverose distinzioni : avete mai visto un rom timbrare il cartellino o alzare il culo alle 5 del mattino per andare a fare pane ?io mai . chiedete a poliziotti o secondini come reagiscono all’ arresto : ridono tanto fra tre giorni sono fuori .qui siamo davvero nel paese di Pirandello .in america se stendi un ladro trovato in casa tua hai tutte le attenuanti del caso. qui nel belpaese rischi l’ergastolo. motivo ? rendere più duro il sistema legislativo penale vuol dire ritorcersi su chi ci governa .quanti ne abbiamo indagati , ai domiciliari e così via ..?

  7. Anna Maria Pilotto

    Ancora un’osservazione ed una precisazione. Siamo tutti d’accordo sull’ipocrita buonismo a favore dei delinquenti. Pertanto chiamiamo i delinquenti con il nome che appartiene loro. I profughi non sono profughi, ma solo immigrati di convenienza, da paesi che di guerra non ne hanno mai vista l’ombra. E poi, in un’Africa che da secoli conosce più l’uso dei fucili che la zappa, solo ora sono profughi? Prima cos’erano quando ai comunisti non interessava ancora la loro immigrazione a casa nostra? I rom non sono rom. L’etnia Romani (del nord ovest dell’India) è probabilmente la meno numerosa tra le tante. Gli antichi testi sanscriti di 800 anni fa riportano storicamente le motivazioni per cui gli zingari furono respinti dal territorio: ladri, stupratori, assassini, violenti e parassiti della società. In pratica ciò che sono da sempre. Contrariamente a chi li difende, alludendo a varie ed inesistenti antiche persecuzioni, la ragione per cui scapparono dal sud-est asiatico era di poter continuare a delinquere secondo il proprio uso e costume. Lombroso aveva ragione, per quanto oggigiorno non piaccia parlare delle sue deduzioni psichiche emediche. Aveva ragione lui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.