Forte mal di testa, scoperta shock nell’orecchio – Video da brividi

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La donna va in ospedale con un fortissimo mal di testa, quello che scopre il medico lascia tutti senza parole. Lekshmi L, viene dall’India, ha iniziato a lamentare un forte mal di testa e una sensazione di formicolio in testa dopo essere andata a dormire in veranda. 

Il video mostra lo strano, a tratti disgustoso, momento in cui il ragno esce dall’orecchio della donna con molta calma, dopo che il medico aveva puntato una luce su padiglione auricolare. Il dottor Santosh Shivaswamy, consulente al Columbia Hospital, ha trattato la donna e ha affermato, “capita spesso di avere persone al pronto soccorso che hanno un corpo estraneo all’interno dell’orecchio e hanno bisogno di rimuoverlo e la procedura è abbastanza semplice”. “Tuttavia”, continua, “quando un insetto vivo si fa strada nell’orecchio, l’ansia del paziente rende la procedura più difficile. E’ abbastanza raro vedere un ragno vivo che cammina nel canale uditivo di una persona”. “Ero terrorizzata perchè riuscivo a sentire i movimenti di un insetto nel mio orecchio. L’acuto mal d’orecchio seguito da dolori molto forti mi toglieva il fiato. Non riuscivo a pensare a nulla ed ero pietrificata quando il dottore ha confermato la presenza di un ragno dentro di me”, ha dichiarato Lekshmi. Non deve essere stato sicuramente piacevole per la donna, ma almeno non è morta di paura come le vittime dello scherzo del ragno gigante.

Tele come quella qui sopra, sono costruite da ragni noti volgarmente con il nome di “tessitori d’imbuti” (funnel weaves). Appartengono alla famiglia delle Agelenidae (ordine degli Araneidi), ragni caratterizzati dalla particolarità di costruire delle tele che ricordano dei lenzuoli, ad una estremità delle quali è presente un “tubo” di seta, che generalmente conduce in un buco od una fenditura nella parete o nel terreno od anche un nascondiglio tra le foglie, nel quale il ragno si rifugia e resta in attesa.

Una particolarità di queste tele è quella di non essere “appicicose”, le prede non vi restano intrappolate, ma non appena ne toccano la superficie, le vibrazioni mettono in allarme il ragno che esce dal suo nascondiglio e piomba loro addosso. E deve essere parecchio veloce se vuole evitare che il possibile pasto riprenda il volo. Non è un caso se tra questi ragni vi sono i corridori più veloci della loro specie. Se l’agguato ha esito positivo, il ragno generalmente trascina la preda nell’imbuto o tana che dir si voglia, dove consuma indisturbato il suo pasto.

L’esemplare che si intravede nella foto qui sopra appartiene al genere Tegenaria (più precisamente, ordine degli Aracnidi, sottordine degli Araneae, famiglia degli Agelenidae, genere Tegenaria), un genere di ragni piuttosto comuni, di cui si contano diverse specie in Italia, alcunedelle quali abituali frequentatori delle nostre case a tal punto da essersi guadagnati il nome generico di “ragno domestico europeo”, ed infatti si trovano spesso in garage, case, cantine, fienili ecc…, tutti luoghi che ricordano per un certo verso gli anfratti e le caverne in cui alcune di queste specie sono solite dimorare in natura.

 Poiché questi ragni sono in genere notturni, è più facile incontrarli di notte. Durante il giorno invece è più probabile imbattersi in qualche tela vuota.

Se state leggendo questo articolo, è probabile che abbiate avuto un incontro “ravvicinato” con qualche grosso esemplare che gironzolava nella vostre proprietà, e che spaventati od incuriositi abbiate cercato su internet una risposta alla prima domanda che vi sarà venuta in mente: che razza di ragno è? E poi: sarà velenoso pericoloso? Del resto spesso pensiamo che dimensioni e pericolosità vadano di pari passo, ma come scoprirete leggendo di seguito, questo non è sempre vero (basti pensare alla tanto temuta Vedova nera, un ragno che nel complesso, gambe comprese, non supera i 4 cm).

Vi tranquillizzo subito dicendovi che fortunatamente nelle nostre case non sono presenti specie di ragni che possiamo definire pericolose per la nostra salute, non più almeno di quanto lo possano essere un’ape od una vespa, a meno ovviamente di non essere allergici al loro veleno.
Se i ragni vi fanno paura, vorrei come prima cosa che cercaste di togliervi dalla testa certe scene da film sul genere Aracnofobia per intenderci, con ragno assassino in atteggiamento minaccioso che emette strani suoni (!) pronto a saltarvi addosso con i cheliceri spalancati…
Sebbene esistano ragni che potremmo definire aggressivi (ebbene sì, non stupitevi, anche i ragni hanno un carattere!), dal canto loro le Tegenarie sono piuttosto timide e schive. Non si tratta di ragni combattenti e basta osservarli un attimo per farsene un’idea: le zampe sono molto lunghe e piuttosto fragili.

Non catturano la preda saltando loro semplicemente addosso come fanno altri ragni (es. quelli del genere salticus), ma piombano sulla preda solo quando è finita sulla loro tela. Non se ne vanno a spasso a cacciare, quanto piuttosto se ne stanno tranquilli ad aspettare che qualcosa di appetibile capiti loro a tiro. In tal senso quindi le Tegenarie sono piuttosto timorose e nel 99% dei casi di incontro ravvicinato, se possibile, si daranno alla fuga, aiutate anche dalla loro ablità nella corsa .

A conti fatti generalmente la gran parte degli incontri ravvicinati si concluderà con un ragno in meno al mondo, schiacciato sotto il peso della vostra cultura o di una vostra pantofola ;-). Tuttavia, se impossibilitata alla fuga od in mancanza di alternative, una Tegenaria potrebbe anche reagire mordendo, eventualità comunque che definirei piuttosto remota. Va ricordato inoltre che in taluni casi, soprattutto se il ragno si è appena nutrito, il morso potrebbe essere privo di veleno; in tal caso non vi saranno altre conseguenze se non un paio di buchi sulla vostra pelle.

Ma se mi dovesse mordere?

Se nonostante tutto doveste avere la sfortuna di essere morsi da un ragno simile a quelli descritti in questo articolo, come prima cosa sentirete il dolore provocato dal morso vero e proprio (più o meno doloroso, a seconda delle dimensioni della bestiola e della vostra sensibilità, ma paragonabile alla puntura di un paio di spilli). Qualche istante dopo, potreste sentire il dolore provocato dal veleno. In tal caso, sarà probabile un lieve rossore ed un gonfiore più o meno marcato della zona interessata, che dovrebbe sparire al massimo in un paio di giorni (piuttosto simile ad una puntura di vespa).

Non dovrebbero sorgere invece sintomi di carattere generale quali nausea, mal di testa o difficoltà respiratorie. Se invece così non fosse, il mio consiglio è di consultare immediatamente il vostro medico o di recarvi al più vicino pronto soccorso Potreste essere allergici e non saperlo.
Quindi, ricapitolando: più o meno doloroso a seconda della vostra sensibilità, con sintomi soltanto locali, limitati alla zona morsa, ma nessun sintomo di carattere generale. Escludendo reazioni allergiche, niente di serio o preoccupante per la vostra salute.

Hobo Spider
Ad onor del vero però, uno dei rappresentanti di questa famiglia, la Tegenaria agrestis, nota negli Stati Uniti con il nome di Hobo Spider, è piuttosto rinomata oltreoceano per il veleno di cui è dotata, un veleno non privo di complicazioni anche per l’uomo.

I primi sintomi ricordano quelli descritti per i restanti membri della famiglia, ovvero dolore con gonfiore ed arrossamento limitatamente alla zona iniettata, ma si segnalano anche sintomi di carattere generale, quali un forte mal di testa che non pare attenuarsi nemmeno con l’uso di farmaci specifici. Nell’arco di 24-48 ore dal morso, sorgono le prime complicanze. La peculiarità del veleno di Hobo Spider sembra infatti quella di provocare la necrosi (morte) dei tessuti cosa che può dar luogo (soprattutto se non curato in tempo) a serie infezioni, ferite infettate con pus e visciche molto dolorose, che se trascurate possono richiedere molto tempo per guarire e lasciare vistose cicatrici.
I siti che trattano della bestiola, si sprecano, soprattutto negli States (provare per credere). Tra i vari documenti reperibili in rete vi consiglio un’ottimo articolo dalla Washington State University (in inglese) dal titolo decisamente esplicativo e che dovrebbe fugare tutti I vostri dubbi: “How to identify (or misidentify) the hobo spider”.
Come già detto, in Italia questi ragni sono piuttosto rari, e comunque se ne stanno lontani dalle nostre abitazioni; del resto il nome agrestis indica che si tratta di un ragno con preferenze “rustiche”, che ama la natura e disdegna le nostre comode costruzioni che vengono invece felicemente colonizzate dai suoi vicini parenti, quali la comune Tegenaria domestica, la
Sebbene Tegenaria agrestis sia di origine europea, nel nostro continente non è considerata tra i ragni pericolosi ed in Europa non sono documentati casi di morsi alle persone con complicazioni o serie conseguenze.

Tegenaria atrica, la Tegenaria parietina e la Tegenaria duellica o gigantea (quest’ultima è per l’appunto la più grossa della famiglia).
Hei, ma io in giardino ho visto una ragnatela con la forma ad imbuto (funnel-weaves). Allora ho delle Tegenaria agrestis? No, molto più probabilmente siete incappati in uno dei ragni forse più comuni nei nostri giardini, tanto da meritarsi il nome di grass spider o ragno dei prati. Sebbene abbia in comune con il suo “pericoloso” cugino Tegenaria agrestis una certa preferenza per l’aria aperta, risulta del tutto innocuo per
l’uomo. Il ragno dei prati è sempre un menbro della famiglia delle Agelenidae, appartiene tuttavia al genere Agelenopsis e non Tegenaria. Come la sua vicina cugina, L’Agelenopsis fa delle ragnatele a lenzuolo terminanti in un tubo di seta in cui il ragno trova rifugio. E’ facilmente distinguibile sia sia per le dimensioni più contenute, sia per l’addome che generalmente si presenta più affusolato e meno tondo, sebbene la certezza ve la possa dare solo un’esperto tramite un’analisi a microscopio degli organi riproduttori. Date comunque un’occhiata rn questa pagina su Wikipedia e
per alcune foto, qui od anche qui (ma è sufficiente una ricerca per immagini su Google del termine Agelenopsis).
Mi auguro quindi che abbiate trovato una risposta soddisfacente alle vostre domande più immediate.
“Posso quindi stare tranquillo? Quello schifo che ho beccato in casa a correre sul muro non è pericoloso?” La risposta è affermativa, ovvero non correte alcun pericolo (soprattutto se ora state ripulendone i resti…). “Ma cavolo, il ragno che ho trovato è veramente grosso! Non è che sia un Hobo Spider? Gli assomiglia un sacco!” Beh, se è davvero grosso come dite, quasi 2 cm di corpo e 10 e più a gambe stese, per quanto schifo possa fare, per lo meno di sicuro non è un Hobo Spider, ma piuttosto una Tegenaria Duellica o Gigantea. Nessun pericolo per voi od eventualmente per I vostri cani o gatti ;-).

Attenzione alle morsicature del ragno violino Ci è stato segnalato dal Centro Antiveleni di Niguarda che in Lombardia si sono verificate morsicature da ragno violino. Tecnicamente si chiama Loxoceles rufescens ed è un ragno di modeste dimensioni (poco più di 1 cm), la cui puntura al momento non si mostra fastidiosa, solo un modesto dolore. Nelle ore successive però la sintomatologia si aggrava con un dolore più intenso e la zona colpita assume un colore rosso acceso e poi più scuro con gonfiore che si estende con comparsa di una bolla centrale eruzioni cutanee e necrosi superficiale. Nei casi più gravi la necrosi può interessare i tessuti profondi con necrosi e compromissione della muscolatura.

Il quadro necrotico può inoltre essere aggravato dalla presenza di batteri del genere Clostridium che si sviluppano in ambienti privi di ossigeno, e anche da soli, insediandosi su lesioni conseguenti a traumi, possono causare gravi patologie ed in particolare trovano nei tessuti necrotizzati un ambiente favorevole per proliferare, aggravando il quadro clinico. Il Centro Antiveleni di Niguarda nei casi di morsicature da ragno raccomanda: 1. lavare abbondantemente con acqua, meglio se calda; 2. privilegiare la disinfezione della zona con acqua ossigenata (uccide i germi che vivono bene senza ossigeno); 3. cercare di catturare l’animale e, anche se ucciso, conservarlo; l’identificazione è spesso possibile anche se il ragno risulta malamente danneggiato (schiacciamento, perdita di zampe), dato che la disposizione degli occhi (6 o 8) è diagnostica in particolare per quanto riguarda il Loxosceles (6 occhi disposti in 3 coppie, una mediana e due laterali); 4. telefonare al Centro Antiveleni (0266101029); 5. se possibile effettuare una foto ed inviarla via sms o per mail, facendo sì, per quanto possibile, che la parte anteriore del corpo dove si trovano gli occhi sia ben visibile. Il ragno sarà sottoposto ad identificazione anche da parte degli esperti aracnologi dei Musei di Storia Naturale di Milano e di Bergamo, con cui il Centro Antiveleni è sempre in contatto.

Il panorama araneologico italiano si dimostra molto ricco con 52 famiglie, 375 generi e oltre 1.600 specie; questa importante biodiversità è data soprattutto dal clima caldo e relativamente umido e dai numerosi habitat che caratterizzano il nostro territorio. Inoltre la straordinaria capacità di adattamento agli ambienti, anche quelli più antropizzati, ha fatto dei ragni un gruppo di animali molto conosciuto ma spesso temuto in modo eccessivo dall’uomo. Che siano prati, boschi, grotte, spiagge o ambienti lacustri, le varie “forme evolutive” dei ragni si esprimono in armonia perfetta con l’ambiente, diventando un importante fattore ecologico al pari di altri gruppi animali coi quali l’uomo entra più facilmente in empatia.

Una delle specie che meglio si notano a fine estate fra praterie e declivi cespugliosi è il Ragno vespa (Argiope bruennichi), un ragno di grandi dimensioni che costruisce tele circolari caratterizzate da una trama a zig‐zag (stabilimentum) di cui ancora non si è compreso il significato. Un ragno molto comune che frequenta non di rado le case di campagna e le cantine (soprattutto nel periodo invernale) e che spesso terrorizza chi lo incontra è la Falsa licosa (Zoropsis spinimana), specie in realtà innocua e molto utile poiché si nutre di numerose specie di insetti fra cui anche quelle dannose che troviamo nelle nostre abitazioni.

Molto interessanti a livello comportamentale sono i Ragni lupo (Lycosidae): le femmine di questa famglia possono essere considerate “madri modello” poiché proteggono il proprio sacco ovigero (bozzolo con le uova) fino alla schiusa e successivamente trasportano i piccoli sul dorso fino alla prima muta.

I Ragni botola (Ctenizidae) sono invece maestri nella caccia all’agguato: vivono all’interno di caratteristiche tane tubolari la cui apertura è chiusa da un opercolo e nelle ore serali si appostano presso l’ingresso della tana attendendo il passaggio delle prede. Quando vengono avvertite le vibrazioni prodotte dalle ignare prede, il ragno passa alla fulminea azione predatoria.

I ragni rappresentano una delle maggiori fobie nelle culture occidentali, spesso associati
ad una reazione di timore e disgusto per chi li osserva. La paura nei confronti di questo
animale sembra risalire al medioevo, rappresentanti di un simbolismo negativo, divennero
presagio dell’arrivo di avvenimenti nefasti, soprattutto durante il periodo della diffusione della peste in Europa. Appartengono alla Classe degli Aracnidi e all’ordine degli Aranei, attualmente a livello mondiale sono note 110 famiglie di ragni con 3565 generi e 38663 specie; per l’Italia sono note 49 famiglie con 375 generi e 1534 specie (Trotta, 2005). Carnivori e predatori, possiedono due appendici articolate davanti alla bocca, con cui afferrano la preda, i cheliceri, dove sono alloggiate delle ghiandole contenenti veleno, racchiuse in una sottile membrana elastica e dotate di un canale velenifero che sbocca nella parte apicale dell’uncino

I ragni presentano il corpo diviso in due parti collegate da un ristretto peduncolo, una regione anteriore fortemente sclerificata, e una regione posteriore. Sono dotati di 1 paio di cheliceri, 1 paio di pedipalpi e 4 paia di zampe. La caratteristica che forse più delle altre ha reso famosi i ragni, è la capacità di secernere la seta attraverso delle ghiandole che si trovano nella parte posteriore del corpo. Questa viene utilizzata sia per la costruzione delle ragnatele sia per avvolgere le prede. Nel mondo esistono circa 40.000 specie di ragni conosciute, ma di queste sono circa 200 quelle considerate pericolose per l’uomo. Con il termine aracnidismo, infatti, si definisce l’azione prodotta dal loro veleno, che può contenere tossine ad azione neurotossica, sul sistema nervoso e sulle attività che regolano il funzionamento muscolare o necrotico sui tessuti, cioè in grado di provocarne la distruzione a livello locale.

Le specie più pericolose appartengono ai generi Latrodectus, Steatoda, Loxosceles, Atrax, Phoneutria, Cheiracanthium. Nel mondo sono presenti oltre 40 specie di ragni conosciuti volgarmente come vedove nere appartenenti al gruppo Latrodectus, inclusi L.hasselti (red back spider-ragno dalla schiena rossa),L. mactans diffuso soprattutto in Nord
America e nelle Antille L. tredecimguttatus (falsa vedova nera europea). Il morso dei ragni
appartenenti a questo genere, è causa di una sindrome che prende il nome di latrodectismo, rilevata in diversi paesi con rari casi di morte. I sintomi più riconosciuti sono ipertensione,
ipertermia,rigidità muscolare, diaforesi, lacrimazione, senso di soffocamento. Dalla stessa famiglia dei Latrodectus (Theridiidae), provengono i ragni appartenenti al gruppo Steatoda, ormai presenti in tutti i continenti, anche se le specie più pericolose provengono dall’Australia. E’ nota come steatodismo, la sindrome causata dalmorso di uno dei  rappresentanti di questo gruppo, i cui sintomi sono simili ma meno gravi rispetto al latrodectismo. Casi di steatodismo sono stati rinvenuti in Europa per S.nobilis, importata dalle Canarie sulle isole inglesi. La letteratura riporta di una donna con dolori locali e diffusi, sudorazione e stati febbrili (Warrel et al.,1991).

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