Freccia trapassa il collo mentre pulisce la balestra: intervento straordinario alle Molinette di Torino

Una scena da film quella a cui hanno assistito in prima persona i medici all’ospedale Molinette. Incredibilmente l’uomo, un 40enne che ha raccontato di essersi infortunato mentre puliva l’arma, è sano e salvo. E presto potrà già tornare a casa.

Sembrava una scena da film, eppure si trattava di realtà. Nella giornata di ieri un uomo si è recato d’urgenza al pronto soccorso delle Molinette di Torino con una freccia nel collo, chiedendo l’aiuto dei medici. “Una scena da film, un intervento, un vero miracolo”, è questo quanto dichiarato da Massimo Capricci, ovvero l’otorino che al pronto soccorso delle Molinette di Torino è stato chiamato d’urgenza qualche sera fa per soccorrere un uomo il quale aveva una freccia nel collo. Il medico ha aggiunto di non aver mai visto una cosa del genere e di essere rimasto davvero senza parole, una volta trovatosi di fronte all’uomo. “Mi sono trovato di fronte un uomo che parlava tranquillamente. Neppure troppo spaventato, perché non aveva male e non sanguinava”, ha aggiunto il medico, il quale ha raccontato che l’uomo in questione si sarebbe presentato al pronto soccorso dell’ospedale da solo, insieme agli uomini del 118 che lui stesso aveva chiamato ed i carabinieri.

Secondo quanto riferito, sembra che l’uomo un 40enne, stava pulendo la sua balestra quando gli è partita una freccia, che gli ha praticamente trapassato il collo da parte a parte, ma fortunatamente il destino gli è stato amico, perchè l’uomo è arrivato in Pronto Soccorso all’ospedale Molinette lucido e cosciente, dove stato soccorso e sottoposto ad un delicato intervento. Il 40enne sarebbe stato, in un primo momento, sottoposto ad una Tac spirale e angiotac, i quali hanno svelato quanto nella sfortuna, gli sia comunque andata bene, visto che la freccia non gli ha toccato la trachea, l’esofago, la laringe e le corde vocali, ed ha evitato di poco la carotide.Eppure qualche danno questa freccia pare abbia creato, ovvero una frattura delle sesta vertebra cervicale senza comunque lesionare il midollo spinale.

La freccia gliel’ho estratta io da sveglio con una sedazione da anestesia locale. Non poteva ovviamente essere intubato”, racconta Capricci che ha eseguito l’operazione insieme con il chirurgo vascolare Luca Di Molfetta. L’uomo, come già anticipato, è stato operato dall’otorinolaringoiatra Massimo Capricci, coadiuvato dal chirurgo vascolare Luca Di Molfetta. “Era cosciente, rispondeva alle nostre domande, sembrava non gli fosse accaduto nulla se non fosse stato per quella freccia”, ha raccontato il medico. Nel corso dell’intervento, i sanitari hanno svitato la punta del dardo e dopo averlo sfilato, hanno intubato il paziente suturandogli prontamente l’arteria tiroidea, poi per mettere in protezione le vie aeree, gli è stata fatta una tracheostomia temporanea.

Nella maggior parte dei casi si muore per una freccia nel collo. Il paziente è stato davvero fortunato…”, ha concluso il dottor Capricci. Si è trattato di un intervento piuttosto delicato ma fortunatamente è riuscito perfettamente e l’uomo ha potuto tirare un sospiro di sollievo; il 40enne si trova ancora ricoverato ma già parla e mangia normalmente, dunque, tra qualche giorno potrà essere dimesso.

La Balestra Veloce di Leonardo da Vinci

Il centro studi Leonardo3 è orgoglioso di presentare in assoluta anteprima mondiale il primo modello inedito e perfettamente ottimizzato e funzionante della Balestra Veloce di Leo – nardo da Vinci. Progettata sui fogli 143, 153 e 155 del Codice Atlantico, lo strumento è stato studiato a fondo da Edoardo Zanon di Leonardo3, che nel 2013 ha presentato un primo prototipo alla mostra Il Mondo di Leonardo di San Marino.

In quell’occasione è nata una collaborazione tra Leonardo3 e la Federazione Balestrieri Sammarinesi, che ha consentito, per la prima volta nella storia dai tempi di Leonardo, di costruire un modello perfettamente funzionante, a opera del maestro balestriere Danilo Giovannini. L’iniziativa fa parte, insieme a molte altre dedicate a Leonardo da Vinci, del cartellone di Expo in Città, il progetto di Comune di Milano e Camera di Commercio di Milano che riunisce a oggi nel suo palinsesto più di 23 mila appuntamenti durante il semestre dell’Esposizione Universale e che permette di conoscere in tempo reale, giorno per giorno, cosa avviene in città attraverso la app, il sito Web, i social network, e il blog in sei lingue. Il progetto ha richiesto un attento studio filologico del progetto leonardesco e lo strumento è stato realizzato nell’assoluto rispetto delle tecniche di lavorazione e assemblaggio disponibili all’epoca di Leonardo da Vinci.

I risultati sono di assoluto rilievo mondiale in quanto la Balestra Veloce è uno dei pochi progetti inediti di Leonardo realmente funzionanti alla perfezione. Il modello consente non solo grande precisione e potenza nel tiro, ma è dotato di un pratico meccanismo di carica rapida, inesistente persino nelle moderne balestre tradizionali. Questo innovativo sistema, che non necessita di apparecchi esterni per caricare l’arco, consente di scagliare dardi a una frequenza doppia o tripla rispetto alle comuni balestre. Nel caso del progetto della Balestra Veloce, Leonardo da Vinci non si è limitato allo studio e al migliora – mento di quanto disponibile al suo tempo, ma ha prodotto una vera e propria invenzione che, se concretamente realizzata, avrebbe potuto cambiare le strategie sul campo di battaglia e, conseguentemente, il corso della storia.

Questa realizzazione costituisce quindi la dimostrazione di come ancora oggi sia possibile scoprire progetti di Leonardo da Vinci inediti e di fondamentale importanza storica. Scoperte come questa costituiscono l’obiettivo dell’attività del centro studi Leonardo3, che da dieci anni si dedica allo studio e alla divulgazione dell’opera di Leonardo da Vinci. La Balestra veloce sarà presentata in anteprima mondiale mercoledì 24 giugno alle ore 11:00 in esclusiva per la stampa, presso il fossato antistante al Castello Sforzesco di Milano. La presentazione sarà curata dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, da Leonardo3 e dalla Federazione Balestrieri Sammarinesi. Sarà presente anche il Ministro del Turismo Onorevole Teodoro Lonfernini in rappresentanza del Governo della Repubblica di San Marino. Verranno fatte dimostrazioni di tiro con la balestra tradizionale e con quella di Leonardo di Vinci, che – forse per la prima volta nella storia – scaglierà il suo primo dardo.

COME USARE IN SICUREZZA UNA BALESTRA

1) TENIERE: è il corpo di legno che sostiene tutte le parti della balestra: è scolpito in un legno duro, con l’impugnatura e il corpo stesso.
2) ARCHETTO: fissato sull’estremità del Teniere, a differenza dagli archi è in metallo, quindi molto più difficile da caricare ma in grado di sprigionare una maggior potenza di fuoco.
3) STAFFA: fissata sul teniere, oltre l’archetto, sulla punta della balestra: è un cerchio in metallo, che serve a tenere la balestra ferma col piede mentre la si carica.
4) CORDA: è in canapa resistente ed elastica… va sempre cerata e lubrificata, e periodicamente sostituita.
5) PERNO o NOCE: è una sporgenza del teniere dove va fissata la corda quando è tesa: è collegato al meccanismo di scoccaggio, che lo abbassa quando si scocca.
6) LEVA DI SCOCCAGGIO: è una leva che va rilasciata per far abbassare il noce, e quindi rilasciare la corda tesa.
7) CORSIA: è un alloggiamento scavato nel teniere dove porre il dardo o il quadrello quando la balestra è carica.
Tecniche di uso
La Balestra è un’ arma da tiro che deve essere brandita per forza con entrambe le mani indi non permette di poter brandire una qualsiasi protezione quale lo scudo, nonostante ciò permette di colpire bersagli a grosse distanze, la procedura più complessa è quella del caricamento:
1) Puntare la Balestra verso il basso. Fermare la staffa con la punta del piede. Incoccare il dardo, ossia portare la verretta nell’apposito vano.
2) Mettere in tensione la corda tamite la rotazione del martinetto, tree giri completi bastano. Sollevare la Balestra all’altezza della spalla, inquadrando il bersaglio.
3) Tirare verso il basso il piolo di trattenuta, che rilascerà la corda, e farà partire la verretta.

Dardi
Per la balestra si usano solo dardi o quadrelli mai frecce perché troppo fragili.
I dardi sono più precisi e si usano per colpi oltre i 10 m.
I quadrelli sono più potenti e preferibili al dardo prima dei 10 m. Nessuno impedisce di fare il contrario ma i risultati sono scadenti.
La balestra nacque come arma da caccia nel periodo medievale ed il suo uso si diffuse in particolare in Germania, in Svizzera e in gran parte dell’Italia.
È costituita da un arco detto braccio, collegato perpendicolarmente ad un’asta di legno ed azionato, per il ricarico dei dardi, da una manovella che tende la corda, opportunamente fissata mediante un gancio. Rispetto all’arco, la balestra era molto più precisa e potente, ma anche molto più lenta da ricaricare e pertanto veniva spesso utilizzata nei castelli dove questo difetto assumeva poca importanza, in quanto il tiratore all’interno delle mura aveva più tempo per armare la balestra. Talvolta per evitare gli inconvenienti causati da questo difetto, il tiratore aveva a disposizione due balestre ed era affiancato da un’aiutante il cui compito era quello di ricaricare l’arma.
Successivamente, con l’introduzione del martinetto, un attrezzo munito di una manovella di avvolgimento e di un dente di arresto, fu possibile ricaricare l’arma anche stando a cavallo.
Di solito la balestra si utilizzava mettendo una goccia di cera d’api sulla punta del dardo in modo da facilitare la penetrazione della freccia nelle piastre delle armature.
Sin dalla sua comparsa, il tiro a bersaglio era abbastanza incoraggiato a livello agonistico; infatti ogni città costituiva la propria società di tiro con la balestra al fine di poter gareggiare contro quelle di altre città.
Ancora oggi esiste il tiro al bersaglio o meglio tiro con la balestra.

Struttura
La struttura della Balestra deriva da un’ arco fissato ad un fusto di legno chiamato teniere. La corda veniva tesa con leve, mulinelli, martinetti, o col crocco (un gancio a tirare); trattenuta prima da un piolo, che tirato in basso faceva scaricare la corda, poi da una noce in legno duro, in osso o in metallo.
L’ arco è il componente più importante della balestra. E’ di ferro o altro metallo .Viene fissato al teniere attraverso la spinta dell’occhio. Bloccato mediante la zeppa od un bullone, che fanno presa sulla piastra inferiore. Ad esso è agganciata la corda. Serve a dare la spinta alla verretta. La sua spinta è tra i 2/3 quintali.
Il teniere è il corpo in legno della balestra.Permette di assemblare su di se tutte le altri parti della balestra. E’ realizzato in legno (generalmente in noce), può essere di varie forme e arricchito con intagli o intarsi.
La corda, assieme all’arco a cui è collegata, fa parte del sistema di spinta della verretta.Serve a tendere l’arco ed a trasmettere alla freccia l’energia immagazzinata. E’ portata mediante il martinetto fino alla noce e da questa è bloccata durante la fase di mira.
La noce è un componente importante del meccanismo di scatto della Balestra. Trattiene la corda in fase di carica. Nella sua scanalatura centrale viene inserito il calciolo (la parte terminale della verretta) che, al momento dello scatto, riceve tutta la forza immagazzinata dall’arco. Scoccato la freccia si dovrà provvedere a riportare la noce alla posizione iniziale, per poter accogliere ancora la corda per il tiro successivo. Qualora il tiratore decidesse di non tirare più, dovrà portare la noce alla posizione di riposo.
La noce può essere di vari materiali, in osso, acciaio o bronzo.
Le frecce chiamate anche dardi, verrette, bolzoni, verettoni, quadrelli o quadrelli munite ai lati per una parte della loro lunghezza di due file di penna d’oca tagliate corte (per stabilizzarne il tragitto. Hanno varie forme di punta in ferro a seconda dell’uso: bellico, venatorio e cavalleresco).

DA RICORDARE:
Armi da Lancio: Una completa ed efficace strategia di combattimento deve includere l’uso di armi da lancio quali archi e balestre, in grado di colpire anche da grandi distanze l’avversario. Questa peculiarità delle armi da lancio risulta particolarmente utile contro nemici in fase di avanzamento o di fuga o negli angusti cunicoli di certi sotterranei e caverne dove la ristrettezza degli spazi non permette un combattimento a corpo a corpo di massa.
Il più grande vantaggio derivante dall’utilizzo di armi da lancio sta infatti nella possibilità di attaccare pur non dovendo arrischiassi all’interno dello schieramento nemico e quindi esporsi ai colpi degli avversari, ma soprattutto nella capacità di colpire nemici anche molto distanti, spesso intenti a fuggire. D’altra parte il maggiore svantaggio di questo genere di armi è la loro lentezza e l’elevata destrezza necessaria per utilizzarle efficientemente. Inoltre, dato che per servirsene bisogna impegnare entrambe le mani, risulta impossibile brandire contemporaneamente uno scudo. Tuttavia, quando l’arciere dispone di una notevole agilità e destrezza, archi e balestre si rivelano armi assolutamente letali alle quali nessuno può sfuggire.
La balestra leggera e l’arco sono maggiormente indicate per gli arcieri principianti in quanto più veloci e più adatte nel combattimento contro mostri di piccole dimensioni, mentre la balestra pesante è l’arma prediletta dagli arcieri più esperti, grazie alla quale sono in grado di abbattere anche i nemici più temibili e di perforare le armature più resistenti. Si noti infine che l’efficacia delle armi da lancio, in particolar modo delle balestre, è solo marginalmente influenzata dalla forza dell’arciere.
Tecniche di uso
La Balestra è un’ arma da tiro che deve essere brandita per forza con entrambe le mani indi non permette di poter brandire una qualsiasi protezione quale lo scudo, nonostante ciò permette di colpire bersagli a grosse distanze, la procedura più complessa è quella del caricamento:
1) Puntare la Balestra verso il basso.
2) Incoccare il dardo, ossia portare la verretta nell’apposito vano.
3) Mettere in tensione la corda tamite la rotazione del martinetto, tree giri completi bastano.
4) Sollevare la Balestra all’altezza della spalla, inquadrando il bersaglio.
5) Tirare verso il basso il piolo di trattenuta, che rilascerà la corda, e farà partire la verretta.

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