Friuli shock, nubifragio su raduno famiglie Arcobaleno: muore un 41enne

Tre vittime tra Friuli, Bellunese e Marmolada. Nel pomeriggio odierno un violento nubifragio si è abbattuto sulle montagne della Val Tramontina e ha causato la caduta di molti alberi, alcuni dei quali sono finite su alcune tende dove erano radunate oltre 3000 persone per l’incontro Famiglie Arcobaleno.

La vittima, un cittadino belga di 41 anni, si trovava nella propria tenda quando è stato travolto da uno degli alberisradicati dalla pioggia. Un albero sarebbe caduto su una tenda provocando un morto, secondo le prime testimonianze della gente sul posto che ha allertato il 118 con un telefono satellitare.

La zona dell’incidente è al confine tra le province di Udine e di Pordenone. La località dista almeno due ore di cammino dal luogo più vicino da dove si possono lasciare le vetture dei soccorritori. Quest’anno, la comunità di persone unite dai valori della non violenza e dell’egualitarismo ha scelto Tramonti di Sopra. Il bilancio – si legge nella nota – è al momento di un morto. Insieme stavano percorrendo la via ferrata, quando sono stati sorpresi da un forte temporale. E ancora: fitta grandinata sull’alta Val Brembana e danni a Selvino per una tromba d’aria.

Pianta cade sulla sagra muore un pensionato.
Giuseppe Vergerio, 77 anni, vittima della tromba d’aria alla festa di Marziai I paesani: «Il vento ha iniziato a soffiare aN’improwiso e ha travolto tutto»

Muore dopo essere stato travolto da un albero, abbattuto dalla tromba d’aria che alle 14.30 circa di ieri al parco del Piave ha devastato la festa allestita con l’aiuto del gruppo alpini dall’associazione “Al Pojat” di Marziai.
La vittima è il pensionato Giuseppe Vergerio, 77 anni, del paese, conosciuto come “Berlinguer”. La tromba d’aria ha sradicato piante e alberi e messo a soqquadro un’area che nel corso degli anni era stata sistemata con tanto di panchine e appositi spazi per fare una grigliata, con la presenza di un piccolo angolo ricreativo per i bambini.
Vergerio, sofferente di cuore, non ha fatto in tempo ad allontanarsi quando una delle piante sradicate si è abbattuta su uno dei tavoli della festa, rimanendo sotto l’albero. Soccorso dai carabinieri della stazione di Quero e poi dai sanitari del Santa Maria del Prato, l’anziano è arrivato già in gravi condizioni al pronto soccorso, ed è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio mentre i sanitari stavano per curarlo. Un collasso che gli è stato fatale: verso le 15,30 il suo cuore si è fermato.
Quella che doveva essere una tranquilla giornata da trascorrere in allegria si è trasformata in puro terrore, ed è successo tutto in pochi istanti: era in corso la festa quando all’improvviso gli alberi hanno iniziato a piegarsi sempre più e il vento a farsi sempre più forte.
In un attimo le piante sono state sradicate, la gente ha iniziato ad urlare spaventata e a scappare in ogni direzione, presa dal panico. C’è chi tentava di ripararsi sotto gli alberi più grossi ma anche quelli stavano vacillando pericolosamente e chi cercava riparo sotto i tavoli di pietra.
Piatti e posate volavano in ogni direzione, il tutto senza la presenza di pioggia ma con un vento che soffiava velocissimo, senza lasciare scampo.
Le numerose persone presenti, un’ottantina tra giovani, anziani, famiglie con bambini cercavano disperatamente una via di fuga. Sul posto era presente anche il sindaco di Lentiai, Armando Vello: «Ho rischiato la vita – afferma il primo cittadino – e poteva essere una strage. Il luogo si trova appena sotto la strada provinciale ed è pieno di alberi e si sviluppa su un posto ristretto. È stata una cosa impressionante. Non c’è stato nemmeno il tempo di pensare:mentre stavamo mangiando all’improvviso le piante hanno iniziato a cadere ed essendo tutti in un piccolo spazio la gente ha iniziato a scappare in ogni direzione. Mai vista una cosa così. Vicino a me c’era una mamma con un bambino e cercavamo riparo sotto un albero più grande ma anche quelli stavano oscillando in maniera pericolosa. Ci hanno urlato di spostarci e abbiamo appena fatto in tempo: poco dopo l’albero è crollato. E poco distante da me un uomo è stato centrato da un grande arbusto. Il prefetto mi ha chiamato per esprimere la sua vicinanza».
Gli abitanti di Marziai, presenti erano comprensibilmente scossi. Mai un fatto simile si era verificato con una tale furia in quella zona. Tra loro c’era anche
Dario Vergerio che afferma: «Il fatto si è verificato in pochi secondi. E il brutto è che di solito, quando c’è un temporale la pioggia funge da avviso ma questa volta nemmeno quella. Tutto d’un tratto mentre eravamo li tranquilli il vento ha soffiato violentemente e ha spazzato via ogni cosa: alberi, piante e oggetti vari. La festa degli alpini che di solito facevamo alle ex
scuole elementari di Marziai è stata spostata qui da qualche anno per motivi organizzativi, ma non è mai successo nulla. È successo tutto in pochi attimi».
L’area è completamente distrutta. La tromba d’aria ha seminato distruzione e disperazione, palpabile in ogni volto, come in quello di Romeo Zanella: «Mai vista una cosa simile. Non ci sono parole. È successo
tutto in un attimo. La tromba d’aria ha abbattuto gli alberi e per fortuna ho avuto la prontezza di prendere i miei bambini e di ripararmi con loro sotto un tavolo di pietra».
«Poteva essere una strage – afferma un collaboratore dell’associazione Al Pojat, Isacco Vergerio – si è udito un tuono, come un scoppio secco in lontananza. Non c’era pioggia.

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