Gay o etero? Te lo dice un algoritmo

La rete neurale sviluppata dai ricercatori dell’Università di Stanford si chiama VGG-Face ed è stata ‘addestrata’ con decine di migliaia di fotografie prese da un sito di incontri.

A breve l’intelligenza artificiale potrebbe indovinare anche con una certa accuratezza se le persone immortalate in una foto sono omosessuale o eterosessuale. E’ questo quanto emerso da uno studio firmato dalla prestigiosa Università di Stanford e condotto da un gruppo di ricercatori, i quali hanno effettuato un’indagine che evidentemente è destinata a fare molto discutere per tante ragioni a partire dall’ etica del riconoscimento facciale, alle origini biologiche o sociali e culturali dell’orientamento sessuale personale passando, per poi passare ai rischi legati alla riservatezza personale o alla discriminazione.

Si tratterebbe di una scoperta riguardante un algoritmo programmato come una rete neurale che va praticamente a mimare le caratteristiche del cervello umano e sarebbe addestrato con una grande quantità di dati, a compiere determinati compiti. Questa nuova intelligenza artificiale sarebbe in grado di indovinare l’orientamento sessuale delle persone e nello specifico i ricercatori pare abbiano analizzato immagini di 35000 mesi e poi costruito un algoritmo estremamente preciso che in base a diversi fattori pare riesca a dire che il soggetto è gay o eterosessuale, il tutto da una semplice foto.

L’algoritmo pare abbia indovinato con un’accuratezza del 81% gli uomini gay, mentre per le donne i risultati sono stati più bassi ma comunque si è raggiunto circa il 74% di accuratezza. Il software si chiama Vgg-Face e come abbiamo detto, è capace di riconoscere l’orientamento sessuale di una persona grazie all’analisi dei dati, ed è il risultato di una particolare ricerca di Michal Kosinski e Yilun Wang, i quali hanno utilizzato la foto pubblicata da un sito di incontri dove erano state già indicate le preferenze sessuali dei soggetti in questione. I due studiosi hanno dunque elaborato le caratteristiche facciali, i dati di ciascuno di essi è così ed è emerso che gli uomini gay hanno diverse caratteristiche in comune, espressioni e modi singolari e lo stesso discorso vale per le donne.

I dati raccolti sono stati utilizzati per conseguire l’algoritmo, che poi in autonomia, dichiara se il soggetto analizzato è eterosessuale o omosessuale. “L’indagine è piuttosto inquietante e sembra proiettare nel passato piuttosto che nel futuro“, è questo quanto dichiarato da Alberto Rossetti, psicanalista e psicoterapeuta di Torino, esperto di adolescenza e nuove tecnologie. Lo stesso ha aggiunto che questa indagine riduce la complessa questione della sessualità umana ad una serie di discutibili parametri facciali, tra l’altro presi all’interno di un sito per appuntamenti; l’esperto ha aggiunto che le ricerche effettuate nel corso degli anni e in varie discipline hanno dimostrato che a formare la sessualità dell’uomo contribuiscono diversi fattori tra cui quelli sociali, culturali e biologici e quindi non c’è da stupirsi che gli algoritmi abbiano trovato delle correlazioni.”Inoltre dovremmo tutti preoccuparci del modo in cui le e informazioni che lasciamo più o meno consapevolmente in rete possono farci profilare in diversi modi senza un nostro consenso”, ha aggiunto ancora l’esperto.

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