Genova, ragazza 17enne morta dopo un festino con crack e metadone

La ragazza di 17 anni stroncata da un cocktail di crack e metadone in un appartamento del quartiere periferico di Borgoratti non aveva mai assunto stupefacenti. Aveva cominciato a farlo quando ha conosciuto quella ragazza venezuelana di 25 anni, la stessa trovata priva di sensi accanto a lei ieri mattina.

La ragazza, nata a Genova 17 anni fa da una coppia ecuadoriana separata, studiava in un istituto commerciale e aveva un fidanzatino, anche lui di origine ecuadoriana. Ma da quando un mese fa in una discoteca di Campi, aveva conosciuto l’amica grande che aveva sul viso i segni della sua tossicodipendenza, quel ragazzo quasi non lo frequentava più.

Da un mese le due ragazze erano una coppia inseparabile. Ed erano state più volte nella casa di via Torricelli dove ieri mattina il proprietario le ha trovate prive di sensi fra il letto e il pavimento.

La ragazza più grande, che ufficialmente abita con i genitori nei vicoli della Maddalena, nel centro storico di Genova, da quando aveva fatto la badante alla moglie del sessantenne aveva le chiavi di casa e l’autorizzazione a entrare e uscire quando voleva dal proprietario che a sua volta aveva un passato burrascoso, qualche tempo passato nel carcere dell’Asinarae, anche lui, qualche problema di droga.

Storie vecchie di vent’anni, ora quell’uomo è un artigiano in pensione che per dormire assume ansiolitici e che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, niente ha a che vedere con l’indagine sulla morte per overdose della ragazzina. Adesso si cerca il pusher che ha venduto la droga alla ragazza di 25 anni: probabilmente crack assunto con il metadone che lei recuperava al Sert. È stata lei, uscita dal coma e finalmente fuori pericolo, a confessare ai carabinieri di San Martino di aver acquistato la droga nei vicoli di Genova. Il pusher? «Uno straniero» ha detto. Un pò poco per riuscire a identificarlo.

Adesso che la ragazzina di 17 anni è morta, adesso che sul fascicolo del sostituto procuratore è rubricato il reato di «morte in conseguenza di altro reato», i carabinieri setacciano i vicoli. E per farlo sono partiti dai messaggi sui cellulari delle due ragazze.

Tra gli ultimi uno, inviato dalla amica più grande alla amica più piccola per invitarla nell’appartamento a Borgoratti: «Vieni, sto sballando, mi sono fatta dei cannoni e due pastiglie». Un invito che alla fine è risultato letale.
Fissata intanto per oggi l’autopsia sulla vittima di 17anni, che si svolgerà presso l’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale San Martino di Genoa. In attesa del risultato completo degli esami tossicologici, i carabinieri sono al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti a vario titolo nella vicenda.

Cocaina e cocaina «base/crack» Nell’UE aumenta la preoccupazione per il crescente consumo di cocaina, anche se le reali tendenze del consumo di cocaina e le relative conseguenze sono difficili da verificare. In primo luogo, ad esempio, i dati nazionali provenienti da indagini o centri terapeutici non riflettono le variazioni intervenute nella prevalenza ed i problemi che si presentano a macchia di leopardo all’interno di determinate città, oppure i cambiamenti che si concentrano in particolari ambienti sociali. In secondo luogo, le informazioni correnti in merito alla cocaina mancano spesso di definizioni chiare, scientifiche: per esempio, i sistemi di informazione fanno raramente la distinzione tra la cocaina «base/crack» ed il cloridrato di cocaina, oppure tra le diverse modalità di preparazione della cocaina «base/crack». Queste diverse forme di cocaina hanno diverse specificità di mercato, diversi modelli di consumo e contribuiscono all’insorgenza di problemi diversi, i quali tutti devono essere compresi affinché le politiche siano efficaci e vengano date risposte che portino ad una riduzione della domanda. Prevalenza, modelli e problemi Prevalenza Né le indagini tra la popolazione, né le indagini condotte nelle scuole rivelano un generale incremento nel livello dei consumi di cocaina nell’UE. Soltanto nel Regno Unito è stato confermato l’aumento della prevalenza del consumo una tantum di cocaina tra i giovani di età compresa tra i 16 ed i 29 anni. Il punto focale nazionale italiano segnala che da una serie di fonti emerge che in Italia il consumo di cocaina viene al secondo posto, dopo la cannabis e prima del consumo di anfetamine od ecstasy.

Da un’indagine europea condotta nel 1999 nelle scuole, emerge che il consumo sperimentale di cocaina (prevalenza una tantum) tra gli studenti di 15-16 anni rimane basso e che è molto più basso del consumo di cannabis.

Che cosa sono la cocaina ed il crack? La cocaina è una droga stimolante estratta dalle foglie di una pianta, l’Erythroxylon coca, che è stata sviluppata alla metà del XIX secolo per curare un’ampia varietà di malattie. Il nome chimico della droga processata è cloridrato di cocaina, che viene generalmente venduta «sulla strada» sotto forma di una polvere cristallina nota con una serie di espressioni gergali diverse, come «coca» «neve» e «Charlie». Viene generalmente aspirata con le narici e meno frequentemente disciolta in acqua ed iniettata. La cocaina «base/crack» è un’espressione gergale per la cocaina che è stata trattata per essere fumata o per inalarne i vapori e dare così effetti immediati ed intensi. Ci sono almeno tre metodi di produzione della cocaina «base/crack». Un metodo dà luogo ad un prodotto più puro: aggiungendo acqua calda ed ammoniaca o bicarbonato di sodio e togliendo i liquidi in eccesso che contengono i diluenti. Un altro metodo dà luogo ad una più bassa concentrazione di cocaina: riscaldando una pasta di cocaina e bicarbonato di sodio in un forno a micro-onde con tutti i diluenti che rimangono nel prodotto finale. La cocaina e la cocaina «base/crack» si distinguono, di solito, sulla base dell’aspetto fisico e della purezza, con un’ulteriore complicazione data dal fatto che alcuni tipi di cocaina «base/crack» sono fisicamente simili al cloridrato di cocaina.

In tutti gli Stati membri interessati dall’indagine, la cocaina è stata segnalata essere meno disponibile dell’ecstasy, anche se le variazioni tra i paesi sono considerevoli. La cocaina è segnalata essere più facilmente disponibile fra gli studenti di 15-16 anni dell’Irlanda e del Regno Unito (21 % e 20 % rispettivamente) e meno facilmente disponibile in Finlandia (6 %). Tuttavia, in tutti i paesi dell’UE oggetto dell’indagine, la disponibilità di cocaina è risultata essere considerevolmente inferiore rispetto al medesimo gruppo di età negli USA.

La disapprovazione nei confronti del consumo di cocaina è molto elevata e più o meno forte in tutti i paesi partecipanti, pari ai livelli di disapprovazione nei confronti dell’eroina. Modelli Per quanto non stia avvenendo nulla di drammatico nella popolazione a livello nazionale, ci sono livelli più marcati di cocaina in alcuni ambienti sociali. Ricerche condotte in passato tra i consumatori di cocaina avevano rivelato l’esistenza di confini rigidi tra chi consuma cocaina in polvere (cloridrato) ad uso ricreativo, chi è consumatore problematico di cocaina «base/crack» e chi si inietta la cocaina.

Un’ampia gamma di modelli di consumo della cocaina in polvere ad uso ricreativo si trova tra i gruppi di individui che frequentano i night-club e le discoteche e che consumano la cocaina in polvere per scopi sociali ed utilitaristici. Chi consuma cocaina ad uso ricreativo è altra cosa rispetto ai gruppi emarginati, come i giovani senza fissa dimora, chi è dedito alla prostituzione ed i consumatori problematici di eroina che fumano cocaina «base/crack», oppure si iniettano cocaina mescolata con eroina, in aree a macchia di leopardo all’interno di determinate città. Tuttavia, il confine tra la cocaina in polvere e la cocaina «base/crack» può risultare indebolito dalla tendenza emergente di fumare la cocaina durante la vita notturna o ad uso ricreativo, nonché dai recenti cambiamenti intervenuti sul mercato. In primo luogo, in cinque Stati membri – Paesi Bassi, Francia, Grecia, Regno Unito ed Italia – è stata segnalata la nuova tendenza a mescolare la cocaina «base/crack» con il tabacco in un «joint» da fumare.

In secondo luogo, i servizi giudiziari scientifici hanno segnalato che in alcuni casi la cocaina «base/crack» è fisicamente simile alla cocaina in polvere (cloridrato), il che rende difficile distinguerle, per la polizia e per i consumatori inesperti. In terzo luogo, nel Regno Unito, ci sono indicazioni che la cocaina «base/crack» da fumare viene ricostruita e banalizzata con nomi nuovi, come «rock» (sassi) e «stone» (pietre), che servono a distinguere la cocaina pronta da fumare dalla cocaina «base/crack», migliorandone l’immagine sul mercato ed avvicinandola alla cocaina in polvere. La prevalenza del consumo di cocaina è molto più elevata tra i sottosegmenti della popolazione dove è elevata la prevalenza del consumo di altri stupefacenti, piuttosto che tra la popolazione dei giovani.

 (Prevalenza del consumo una tantum di cocaina in determinati ambienti di consumatori) illustra l’esistenza di una sostanziale differenza tra la prevalenza relativamente elevata di cocaina assunta una tantum tra i giovani che vanno in discoteca o nei club e la prevalenza, molto più bassa, che si registra tra la popolazione più generale dei giovani. Il costo relativamente elevato della cocaina unito alla breve durata dei suoi effetti, contribuiscono a limitare un consumo regolare ad uso ricreativo: un livello elevato di reddito disponibile può essere un fattore significativo per un consumo regolare. Negli ambienti in cui si svolge la vita notturna, alcuni individui tendono a bere più alcol del solito, insieme con la cocaina. La cocaina serve ad aumentare la socialità, moderando gli effetti indesiderati dell’alcol.

 Tra il 1994 ed il 1999 il numero dei pazienti che hanno chiesto una terapia per problemi associati con la cocaina in quanto droga principale — rispetto al numero totale dei pazienti che hanno richiesto la terapia — è aumentato considerevolmente in Spagna e nei Paesi Bassi. Anche la Germania, la Grecia e l’Italia mostrano un proporzionale aumento delle terapie per cocaina; l’Irlanda ha registrato un aumento fino al 1998.

Il Regno Unito ed il Belgio, sia di lingua francofona che fiamminga, hanno anch’essi registrato un incremento. C’è una carenza di ricerche comparabili sui consumatori di cocaina che sono in terapia nell’UE; l’aumento proporzionale dei pazienti che cercano un aiuto a fronte di problemi dovuti alla cocaina può stare ad indicare un reale aumento dei problemi dovuti alla cocaina, ma può essere anche il risultato di un minor numero di pazienti che cercano un aiuto a fronte di problemi dovuti ad oppiacei, oppure può essere il risultato di ex pazienti di oppiacei che si sono convertiti alla cocaina come loro droga principale.

Anche lo sviluppo di servizi che attraggano sempre di più i consumatori di cocaina può influenzare i dati relativi alle terapie. Alcuni servizi terapeutici per le tossicodipendenze hanno segnalato che, tra i pazienti che sono in terapia per la dipendenza da eroina, c’è stato un aumento nel consumo di cocaina, particolarmente fumata come cocaina «base/crack» oppure assunta per via parenterale insieme con l’eroina. Un aumento localizzato dei consumatori di cocaina «base/crack», che non si riscontra a livello nazionale. A Francoforte, la percentuale dei consumatori di «crack» sul totale dei tossicodipendenti registrati dalla polizia è aumentato di quattro volte tra il 1996 ed il 1999. I fornitori di servizi sanitari ed i consumatori di cocaina raramente registrano degli eventi letali, oppure una cattiva salute fisica, in quanto conseguenza diretta del fatto di sniffare cocaina in polvere e perché chi consuma cocaina ad uso ricreativo tende a consumarla unitamente a grandi quantità di alcol, oppure ad altre droghe, per cui è difficile identificare le cause di esperienze negative. Tuttavia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e l’Italia registrano un aumento del numero di eventi letali per questa droga e la Spagna registra un aumento dei ricoveri al pronto soccorso in cui è implicata la cocaina unitamente ad altri stupefacenti. L’accresciuta consapevolezza, fra il personale che opera al pronto soccorso degli ospedali, del ruolo potenziale della cocaina nei disturbi cardiovascolari potrebbe portare a livelli più elevati di segnalazione. Sono stati identificati problemi gravi di salute, sociali e psicologici, associati con il fatto di fumare cocaina «base/crack», particolarmente tra i gruppi emarginati, come i consumatori problematici di oppiacei, i giovani senza fissa dimora ed altri giovani svantaggiati, nonché le prostitute. Non è chiara la misura in cui i problemi siano una diretta conseguenza del consumo di questa forma di cocaina in sé per sé, oppure della frequenza e dell’entità del consumo, oppure di preesistenti problemi di droga e sociopsicologici.

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