Giappone shock, 82enne ritrovata con profonde ferite: per la polizia è stato il gatto

Mayuko Matsumoto, una donna di 82 anni costretta a letto per le sue precarie condizioni di salute, è stata trovata da sua figlia con circa 20 profondi tagli sul volto. La polizia sta “indagando” su un gatto randagio.

Gatto killer in Giappone. Nei pressi dell’abitazione dell’82enne, che vive a Mifune, nella Prefettura di Kumamoto, si trova infatti una colonia felina di randagi e sotto gli artigli di uno di questi sono state rinvenute tracce di sangue e pelle umana. In particolare gli investigarori considerando la mancanza di segni di effrazioni in casa, si sono concentrati sulle ferite che deturpavano il volto dell’anziana, ritenendole compatibili con quelle causate da unghie di gatto. La figlia di Mayuko ha subito chiamato la polizia, che, dopo aver visto le ferite, ha trattato il caso come un tentato omicidio.

“Quando l’abbiamo trovata aveva tutto il volto coperto di sangue. Non sapevo cosa fosse accaduto”, ha detto la figlia della vittima a un’emittente locale. Un portavoce delle forze dell’ordine contattato da “The Japan Times” non ha voluto commentare le indagini in corso, ma al tempo stesso non ha smentito le informazioni diffuse dai media.

Sfatare falsi miti sulla salute del gatto

Il gatto Domestico non ha bisogno delle unghie, quindi si possono rimuovere chirurgicamente
Madre natura ha fornito di unghie il gatto per potersi difendere, per arrampicarsi sugli alberi, per grattarsi, insomma le unghie hanno una funzione importante nella vita felina. Molti proprietari si lamentano che il loro gatto si fa le unghie sul divano, rovinandolo. Spesso pensiamo che l’animale debba per forza adattarsi all’ambiente e lo consideriamo quasi come un pupazzo. Il gatto non deve salire sui tavoli, non deve rovinare tende e poltrone, non deve scavare nei vasi delle piante. Che fare per evitare questo spiacevole inconveniente delle unghie? Ma sì togliamole! Amputiamo le falangi dei nostri gatti, così gli togliamo per sempre la possibilità di danneggiare il nostro costosissimo divano. Purtroppo molti la pensano così. Per fortuna in Italia questa pratica è illegale perché considerata una vera e propria crudeltà. Si tratta infatti di un intervento molto doloroso, che richiede un postoperatorio lungo e carico di sofferenza. Pensiamoci bene prima di prendere un gatto: siamo consapevoli che si tratta di un essere vivente con delle caratteristiche tipiche dei felini? No? Allora compriamoci un bel peluche che è meglio!

Una donna incinta non può convivere con un gatto perché LE trasmetterebbe la TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una malattia, causata da Toxoplasma gondii, che dà sintomi simili ad un’influenza e, spesso, non ci si accorge nemmeno di averla avuta. Una volta contratta, lascia un’immunità permanente che ci evita di ammalarci nuovamente. Se contratta durante la gravidanza, però, può essere molto pericolosa per il bambino. I gatti, e i felini in genere, sono gli unici animali che, se ammalati di toxoplasmosi, possono eliminare le oocisti attraverso le feci.
Quando mi capitano in ambulatorio giovani donne in gravidanza, proprietarie di gatti, che mi chiedono angosciate se devono o meno dar via il loro animale perché non immuni alla malattia, racconto sempre la mia storia. Anni fa, quando mi accorsi di aspettare mio figlio, uno degli esami che il medico mi prescrisse fu proprio il Toxo test. Questo test misura le IgM, anticorpi che segnalano la malattia in atto, e le IgG, cosiddetti anticorpi memoria, cioè-che rivelano se siamo venuti a contatto con il microrganismo.
Nonostante io fossi cresciuta in mezzo ai gatti e lavorassi da qualche anno in un ambulatorio veterinario, quindi sempre a contatto con questi animali potenzialmente infettanti, non avevo mai contratto la malattia e quindi non avevo un’immunità che potesse proteggermi.
Chiesi ad un professore di parassitologia dell’Università di veterinaria di Milano quali precauzioni dovessi prendere per evitare di ammalarmi e di mettere così a rischio la mia gravidanza.
Considerando che l’infezione può essere contratta solo se si ingerisce il parassita e che, il più delle volte, l’uomo si infetta mangiando verdura o frutta contaminate da feci o terreni a loro volta infetti, o carni di animali infetti e solo raramente dai gatti domestici, il professore mi diede alcuni preziosi consigli che mi tranquillizzarono:
– Lava sempre molto bene la verdura cruda e la frutta (nessun problema se la cuoci perché il calore distrugge il microrganismo).
– Evita di consumare carne cruda e salumi come il prosciutto crudo, il salame, la bresaola, lo speck o la salsiccia.
– Lava sempre molto bene le mani dopo aver coccolato un gatto, o maneggiato carne o verdure crude, o dopo aver praticato il giardinaggio.
E i gatti? Come avrei dovuto comportarmi?
– E’ davvero difficile che un gatto domestico, sempre vissuto in casa, possa contrarre la toxoplasmosi e trasmetterla all’uomo. Comunque sia, siccome le oocisti del parassita, una volta eliminate con le feci, impiegano 2-3 giorni per schiudersi e diventare infettanti, è sufficiente pulire ogni giorno la lettiera; meglio ancora poi se è qualcun altro della
famiglia a farlo.

fiv e felv, anche se curate, sono pericolose per la vita del gatto e per L’uomo
La FIV, o immunodeficienza felina, è un’infezione provocata da un retrovirus, che colpisce i gatti domestici e che appartiene al genere dell’HIV (Lentivirus), agente eziologico dell’AIDS nell’uomo.
L’infezione distrugge le funzioni del sistema immunitario ed è trasmessa da gatto a gatto, in genere attraverso ferite da morso. Il gatto malato di FIV può vivere una vita più o meno lunga, anche se sarà probabilmente più soggetto ad infezioni varie, essendo il suo sistema immunitario compromesso dal virus.
Per quanto riguarda l’eventuale pericolosità per l’uomo, non sono al momento conosciuti possibili rischi zoonosici. Ad oggi, infatti, non ci sono prove che sostengano la trasmissibilità della malattia dal gatto all’uomo. Esiste invece un potenziale rischio di trasmissione di agenti patogeni secondari a esseri umani immunodepressi.
La FELV, o leucemia virale felina, è un’infezione provocata anche in questo caso da un retrovirus, che colpisce i gatti e che provoca immunosoppressione con infezioni secondarie o sviluppo di patologia neoplastica. Viene trasmesso da gatto a gatto attraverso graffi, morsi o contatti diretti, o dalla mamma ai cuccioli attraverso la placenta.
Esiste in questo caso la possibilità di prevenire l’infezione con il vaccino, molto consigliato nei gatti che vivono anche all’aperto e che hanno quindi la possibilità di incontrare gatti infetti. Nonostante le terapie antivirali o immunomodulanti, la malattia non lascia possibilità di guarigione al gatto, che spesso soccombe nel giro di poco tempo dalla diagnosi.
Anche per la FELV non esistono studi che confermino possibili rischi zoonosici.

Più gatti conviventi possono usare la STESSA CASSETTA
Chi ha un gatto sa quanto questi animali siano particolarmente puliti e schizzinosi. Quando qualcuno mi chiede se, avendo in casa due o più gatti, sia sufficiente una lettiera rispondo che sarebbe preferibile metterne due in punti diversi della casa. Naturalmente se uno vive in un monolocale, diventa più complicato avere due cassettine. Spesso però la scelta di metterne più di una risolve un problema comportamentale abbastanza frequente nei gatti che vivono nello stesso appartamento: la minzione sul divano o nell’angolino più remoto della casa. In genere utilizzando feromoni a diffusione e raddoppiando la lettiera si risolve questo fastidioso inconveniente.

IL GATTO NELLA STORIA
Per poter trovare i più antichi antenati dei gatti bisogna risalire a 50 milioni di anni fa, ossia all’inizio del terziario. Oggi, il gatto domestico e il gatto selvatico appartengono alla stessa famiglia.
I gatti in principio impararono a frequentare le case dell’uomo (6000 anni fa), per cacciare i topi che infestavano i raccolti. I gatti si trovavano maggiormente in zone come Grecia, Egitto e Persia, poi, con gli spostamenti dei mercanti avvennero anche gli spostamenti dei gatti verso l’Europa Occidentale.
II gatto nell’antico Egitto fu adorato ed onorato. Era considerato un animale sacro ed era persino mummificato e messo sui sarcofagi delle famiglie più facoltose.
Anche in Thailandia e in Sud America il gatto era ritenuto sacro: vi sono tracce della sua venerazione già nell’arte precolombiana. Non così era nel medioevo, dove il gatto era spesso bruciato perché, per via della sua vita notturna, si pensava fosse imparentato col diavolo o comunque braccio destro delle streghe. D’altra parte alcune regole di ordini monastici contemplativi lo consigliavano come compagno nelle celle dei frati. In tutto il mondo si trovano segni della presenza, nell’antichità, dei gatti: infatti sono stati raffigurati su monete, francobolli, sculture e pitture e venivano dipinti anche su antichi vasi di terracotta. Nell’undicesimo secolo il topo nero invase l’Europa e quindi il gatto fu ancora più apprezzato.
Nel tredicesimo secolo con lo sviluppo della superstizione, il gatto fu associato a riti pagani ed alla stregoneria. La chiesa riuscì persino ad arrivare al punto di impiccare e torturare queste creature, con lo scopo di sconfiggere il maligno che, a parer loro, risiedeva nel gatto eretico. Per questo, senza la presenza del gatto, i topi si propagavano in tutte le città.
Finalmente nel diciottesimo secolo si riprese ad ammirare il gatto per la sua bellezza. Molti poeti, scrittori di quel tempo rendevano omaggio al gatto consacrandolo in numerose loro opere.

La riproduzione
LA PUBERTÀ: L’età in cui si manifestano nel gatto i primi comportamenti sessuali, varia a seconda della razza, della presenza di luce e della stagione. Avviene mediamente intorno ai sei mesi nelle razze a pelo corto e più tardi nelle razze a pelo lungo. Alcune gatte di queste razze raggiungono la maturità sessuale intorno ai due anni.
IL CALORE: Alle nostre latitudini le gatte presentano, da febbraio a settembre, diversi cicli di calore che si succedono ogni 15/20 giorni, fino al momento in cui vengono fecondate. Le gatte non hanno perdite di sangue ma attirano i maschi strofinandosi contro gli oggetti, emanando un odore che li attrae, ed in particolar modo emettendo miagolii particolari.
L’ACCOPPIAMENTO: Se i gatti vivono in libertà, il periodo dell’accoppiamento è causa di violenti combattimenti tra i pretendenti. Dopo pochi preliminari, l’accoppiamento è breve e si conclude con un acuto lamento della femmina, che respinge il maschio. Nelle ore che seguono diversi altri accoppiamenti si succedono e danno il via alle ovulazioni. Questa sincronia tra l’accoppiamento e l’ovulazione spiega la grande prolificità della specie felina. Se a seguito di un accoppiamento la gatta non viene fecondata il calore si avrà nuovamente dopo circa 20 giorni.
LA GESTAZIONE: La gestazione dura circa due mesi dal momento in cui è avvenuta la fecondazione. Bisogna sapere che una gatta durante il calore o anche nel corso della gestazione può essere fecondata da più maschi, quindi, nel caso di accoppiamento programmato si devono prendere precauzioni di isolamento.
IL PARTO: Prima del parto la gatta si isola. È quindi pericoloso imporle il luogo dove partorire, l’insicurezza infatti potrebbe ritardare il parto, portarla a spostare continuamente i cuccioli o persino a divorarli. La durata del travaglio è variabile, in alcuni casi la gatta può sospendere il travaglio per 48 ore senza conseguenze per i gattini. Si può decidere di effettuare un parto cesareo soprattutto quando la cucciolata è poco numerosa e la gestazione prolungata.
L’ALLATTAMENTO: L’allattamento dura circa una cinquantina di giorni e lo svezzamento dei gattini può iniziare dalla quarta settimana quando i piccoli iniziano ad esplorare i dintorni del nido materno. Se la madre non può allattare i piccoli, si può ricorrere all’allattamento artificiale che si effettua con il biberon servendosi di un latte maternizzato per gatti che, nella prima settimana, va somministrato in sei parti quotidiani di circa 2 ml ciascuno.
LA CASTRAZIONE: Si può decidere per la sterilizzazione del gatto per far fronte alla precocità ed alla prolificità della specie felina, agli inconvenienti legati all’attività sessuale ed alla difficoltà d’adozione dei cuccioli. La sterilizzazione è effettivamente meno traumatizzante della proibizioni ad assolvere i loro istinti sessuali o dell’eutanasia delle cucciolate. Le statistiche inoltre dimostrano che la speranza di vita di gatti e gatte sterili è due volte maggiore di quella dei gatti non sterilizzati, infatti, questi ultimi si espongono più facilmente a combattimenti ed a incidenti stradali.
^;Un cucciolo o un adulto?
Il cucciolo ha bisogno di molte più cure di un gatto adulto. Ha bisogno di avere un compagno per giocare e di cure particolari. Nonostante ciò il gattino è più flessibile ed apprende più facilmente di un adulto. L’età di tre mesi è quella più indicata per l’inserimento in una famiglia.
Il gatto adulto è sicuramente meno bisognoso di attenzioni ed ha un carattere più calmo, ma ci vorranno parecchi mesi prima che si possa adattare ad una nuova abitazione. È necessario verificare che ci sia compatibilità di carattere tra il proprietario ed il gatto adulto.
^’Maschio o femmina?
La gatta è molto più affettuosa e calma del maschio. Il carattere vagabondo del maschio lo porta a marcare il territorio con spruzzi di urina ed a battersi per difenderlo. Il carattere del maschio si avvicina a quello della femmina quando questi viene castrato. L’età adatta per l’operazione va dai 7 ai 9 mesi.
I fabbisogni nutrizionali
Per crescere, avere un mantello liscio e brillante, mantenersi attivo, in buona salute e riprodursi, il vostro gatto ha bisogno ogni giorno di un’alimentazione completa ed equilibrata. In altri termini, deve assumere un alimento che contenga tutti i principi nutritivi in quantità sufficiente a soddisfare i suoi fabbisogni nutrizionali.
Lo sviluppo perfetto di un cucciolo, é la premessa per uno stato di buona salute del gatto adulto.
Per conseguirlo è fondamentale una alimentazione sana ed equilibrata in tutti i suoi componenti.
Il gatto deve mangiare sempre, tutti i giorni, in modo regolare ed adeguato. Naturalmente il gatto deve alimentarsi in proporzione allo stato fisiologico in cui si trova (crescita, gravidanza, allattamento, sterilizzato, senescenza), al clima (estate, inverno).
Deve avere sempre a disposizione acqua fresca e pulita.
Fate attenzione ad alcune piante nocive per il vostro gatto non che a pesticidi, topicidi, anticongelanti, etc…..
Il Gatto è purtroppo soggetto a molte malattie sia dismetaboliche che infettive.
Per le prime é estremamente importante la prevenzione fatta attraverso una adeguata alimentazione.
Per la prevenzione delle malattie infettive e opportuno rivolgersi con fiducia al vostro Medico Veterinario e insieme provvedere alle adeguate vaccinazioni,

Normalmente il nostro Amico va regolarmente vaccinato contro:
Panleucopenia felina (molto simile alla parvovirosi dei cane, e più comunemente conosciuta come gostroenterite virale);
Rinotracheite infettiva (che colpiscie le prime vie respiratorie);
Calicivirosi (anch’essa colpisce le prime vie respiratorie);
Leucemia felina (tale virus scatena malattie tumorali e non);
Inoltre dato che le verminosi possono raggiungere nel gatto anche livelli di una certa gravità è necessario eradicarle prontamente prima della profilassi vaccinale, dopo una adeguata analisi delle feci.
Igiene
Quello di un gatto in buona salute è liscio e lucente. La maggior parte dei gatti si toeletta con assiduità. Un deterioramento del pelo è spesso segno di malattia. Consigliamo pertanto di spazzolare il gatto regolarmente, soprattutto se appartiene ad una varietà a pelo lungo. Infatti i peli tendono ad intricarsi e formare dei nodi e dei cuiffi che possono essere eliminati solo con la rasatura. L’ingestione eccessiva di peli contribuisce alla formazione di gomitoli di pelo nello stomaco, che possono provocare il vomito.

LA SINDROME URINARIA FELINA (I CALCOLI URINARI): La sindrome urinaria felina non è altro che la cistite del gatto. Come negli esseri umani, questa cistite si traduce nel gatto in un frequente e pressante bisogno di urinare e in un dolore acuto. Il gatto si reca più spesso del solito alla lettiera. Dà segni di dolore mentre urina e può addirittura lanciare delle grida. Talvolta si trova anche un po’ di sangue nella lettiera. Nei casi più gravi, l’uretra (il piccolo condotto che permette alla vescica di svuotarsi) può ostruirsi. Il gatto è quindi impossibilitato a urinare, i reni non sono più in condizione di funzionare come dovrebbero e il suo stato di salute peggiora velocemente. Se il vostro gatto dà segni di questo tipo, vi raccomandiamo di recarsi d’urgenza dal vostro veterinario. Nei gatti, la causa più frequente delle cistiti sono i calcoli di struvite o fosfatoammoniomagnesiaci. Si può limitare il rischio di formazione di questi calcoli con alimenti che favoriscano la produzione di urina acida (chiedete consiglio al vostro veterinario). Per contro, i cuccioli hanno di per sé l’urina acida e nutrirli con alimenti acidificanti comprometterebbe lo sviluppo dello scheletro, per questo motivo gli alimenti preconfezionati per gattini dovrebbero essere non acidificanti.
Contrariamente all’idea diffusa, gli alimenti secchi se formulati correttamente sono tanto efficaci nella prevenzione dei calcoli urinari quanto i cibi in lattina.
LE MALATTIE VIRALI
<LA LEUCEMIA O LEUCOSI FELINA (FELV): Il virus della leucosi comporta, negli animali che infetta, la formazione di tumori e malattie del sangue. Il periodo che intercorre tra l’infezione del virus e la comparsa dei segni clinici può durare diversi anni. L’analisi di una goccia di sangue permetterà al vostro veterinario di controllare se il gatto è portatore di virus. I gatti vengono infettati venendo a contatto con animali portatori del virus, i quali non necessariamente manifestano di essere infetti. I gatti contaminati eliminano il virus con le feci, le urine e soprattutto con la saliva.
Da una recente ricerca emerge che probabilmente l’8% dei gatti è infetto.
Esiste il vaccino per questa malattia , si consiglia quindi di vaccinare i mici che vivono insieme ad altri , ma anche quelli che sono temporaneamente affidati ad una pensione, o quelli che frequentano le esposizioni o i concorsi. È inoltre consigliata la vaccinazione per i gatti che godono di libero accesso all’esterno, mentre i gatti che vivono in casa senza possibilità di uscire non ne hanno bisogno.
Dopo l’iniezione in circa il 13% dei gatti appare un dolore nel luogo della puntura e persiste per circa due giorni. Ogni tanto si osserva la comparsa di febbre.

L’<AIDS DEL GATTO o FIV: Nei gatti, è un virus che comporta una sindrome di immunodeficienza molto simile a quella umana. Questo virus non può essere trasmesso all’uomo. I gatti vengono infettati dal morso di un animale portatore del virus. L’incubazione è lunga ma il vostro veterinario può identificare i gatti sieropositivi. Non esistono ad oggi né cure né vaccino.
LA GASTROENTERITE (panleucopenia infettiva): Questa malattia virale, molto contagiosa, si manifesta con diarrea, vomito, febbre e ha un’alta percentuale di mortalità, soprattutto nei cuccioli. È possibile una cura solo se effettuata in tempo. Contro questa malattia è molto efficace la vaccinazione.
LA RINOTRACHEITE INFETTIVA: questa malattia si manifesta con degli scoli a livello del naso e degli occhi, starnuti, febbre e delle lesioni ulcerative alla bocca. Non curata, si complica e può provocare degli scoli purulenti a livello degli occhi e del naso e delle complicanze polmonari. La vaccinazione permette di ridurre al minimo il rischio di infezione.
LA PERITONITE INFETTIVA FELINA O P.I.F.: Trattasi di una malattia virale che colpisce soprattutto i gatti d’allevamento o che vivono in gruppo e per cui è difficile stabilire una diagnosi precoce. Oggigiorno non esistono cure, solo le buone pratiche di allevamento permettono di diminuire il rischio di contaminazione tra i gatti. Il vostro veterinario può darvi informazioni a riguardo.

LE MALATTIE PARASSITARLE

d PARASSITI INTERNI: I gatti possono essere infestati da un certo numero di vermi. In occasione della visita per la vaccinazione, chiedete consiglio al vostro veterinario sui vermifughi e i programmi di sverminazione.
LE PULCI: Se il gatto ha modo di uscire di casa, è molto probabile che prenda le pulci. Prevenire e curare le pulci significa curare non solo l’animale ma anche l’ambiente in cui vive. Nel gatto l’ingestione delle pulci può provocare l’infestazione di una tenia. Chiedete consiglio al vostro veterinario.

LE MALATTIE TRASMISSIBILI ALL’UOMO
LA TOXOPLASMOSI: Questo piccolo parassita crea pochi fastidi alla salute del vostro gatto, ma può avere gravi conseguenze nella donna gravida. Per prudenza si raccomanda alle donne in stato interessante, tra le altre cose, di non toccare gattini e lettiere.
LA TIGNA: Infezione causata da funghi microscopici. Nell’uomo, questi funghi provocano sulla pelle una lesione circolare dai contorni rossi, molto pruriginosa.
LA MALATTIA DA GRAFFIO DEL GATTO: Infezione batterica che si propaga lentamente (per settimane) a seguito di un graffio. La maggior parte dei colpiti guarisce spontaneamente.
COMPORTAMENTO

In campagna il territorio della femmina può arrivare ad un ettaro mentre quello di un maschio supera i 10 ettari. In città invece, dieci gatti possono condividere un terzo di ettaro. In generale il territorio dei maschi circonda quello della femmina e non vi sono intersezioni. A seconda della vostra abitazione, villa o appartamento, ed a seconda del numero di animali che vi vivono, il gatto identifica la propria casa, una parte o qualche metro come proprio territorio e lo difende.

L’ADATTAMENTO: Il momento migliore per l’adattamento è la gioventù. Bisogna approfittarne per fargli conoscere gli altri animali in casa, abituarlo all’auto ecc. Se un gatto non ha mai socializzato potrebbe diventare timido ed aggressivo da adulto.
INTRODURRE UN ALTRO GATTO IN CASA: I gatti come tutti i felini, delimitano il loro territorio. Non apprezzano l’arrivo di un estraneo. Per evitare litigi, è consigliabile tenere il nuovo arrivato nella sua gabbia in modo che gli altri possano abituarsi agli odori. Si stabilirà in seguito una gerarchia quindi vivranno in armonia. Nel caso in cui il nuovo arrivato sia un gattino non ci dovrebbero essere problemi di inserimento.
ATTENZIONE: Non lasciare fuori posto spilli, elastici, fili, puntine da disegno, spaghi: il gatto, ingoiandoli, potrebbe soffocare, o riportare delle lacerazioni allo stomaco o all’intestino.
Tenere chiuso lo sportello della lavatrice, della spazzatura e della scatola del cucito.
Se il gatto manca all’appello, controllate all’interno dei vostri armadi: potreste ritrovarlo comodamente seduto sui vostri preziosi golf di lana.

Dati fisiologici del gatto

Temperatura rettale 38,5°- 39° C Frequenza respiratoria adulti 10/20 minuto Frequenza cardiaca adulti 110/140 minuto

Riproduzione:
Il periodo del calore generalmente è compreso tra fine gennaio e fine settembre con frequenza di circa 3/8 volte all’anno; la loro durata é dai 6 ai 10 giorni, l’ovulazione è provocata dal coito; la gestazione dura mediamente dai 58 ai 7Ogiorni.
La gatta può manifestare del “comportamenti strani”, alza il posteriore e la coda, aumenta lo strofinarsi sulle gambe del proprietario, si rotola per terra, può instaurare con il suo proprietario un intenso dialogo di miagolii.

L’età media della pubertà: maschio 5/7 mesi femmina 5/12 mesi ( nei persiani anche dopo l’anno)
Tali dati devono essere considerati puramente indicativi essendo suscettibili di variazioni individuali, di razza, taglia, età del gatto , etc,
Lo sviluppo perfetto di un cucciolo, é la premessa per uno stato di buona salute del gatto adulto.
Per conseguirlo è fondamentale una alimentazione sana ed equilibrata in tutti i suoi componenti.
Il gatto deve mangiare sempre, tutti i giorni, in modo regolare ed adeguato. Naturalmente il gatto deve alimentarsi in proporzione allo stato fisiologico in cui si trova (crescita, gravidanza, allattamento, sterilizzato, senescenza), al clima (estate, inverno).
Deve avere sempre a disposizione acqua fresca e pulita.

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