Una Gif come arma mortale, il tribunale Usa accusa giovane di tentato omicidio

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Inviare un messaggio via Twitter contenente una gif, ovvero un’ immagine animata che può essere poi facilmente condivisa sui social, può costituire un’ aggressione con arma mortale è questa l’accusa formalizzata da un gran giurì del Texas nei confronti di un giovane americano, il quale secondo l’accusa avrebbe twittato volontariamente una luce lampeggiante, con l’intento di provocare al destinatario un attacco epilettico.

Protagonista di questa incredibile vicenda è John Rivello, un 29enne americano il quale lo scorso mese di dicembre avrebbe inviato una Gif stroboscopica via Twitter a Kurt Eichenwald, un giornalista di Newsweek, provocando gli una crisi di epilessia, e proprio per questo motivo il giovane è stato accusato di aver volutamente creato un danno al giornalista.

L’accusa nei confronti di Rivello è di aggressione aggravata a mezzo internet e per la prima volta il tribunale americano si trova a dover decidere se sia davvero possibile aggredire o addirittura causare la morte di un uomo, provocando un attacco di epilessia via internet, inviando semplicemente un’ immagine animata che contiene dei lampi che imitano le luci stroboscopiche.

Il giornalista pare che in quella giornata avesse partecipato ad un dibattito televisivo su Fox News durante la campagna elettorale presidenziale che poi ha portato alla vittoria di Donald Trump, e proprio durante il dibattito lo stesso pare si sia scontrato con il giornalista di Fox, Tucker Carlson, su un eventuale ricovero in ospedale psichiatrico nel passato di Trump; l’ acceso dibattito tra i due giornalisti era continuato anche via Twitter, e pare si fossero aggiunti anche altri utenti del social media e tra questi era spuntato un messaggio particolare con la scritta” ti meriti di avere un attacco di epilessia per i tuoi post” con allegato un’immagine animata ovvero una gif, contenente appunto l’equivalente di una luce stroboscopica, che è risultato inviata da Rivello.

Dopo aver visionato la Gif, il giornalista avrebbe davvero avuto un attacco epilettico della durata di 8 minuti, ed a trovarlo è stata la moglie la quale ha dapprima chiamato i soccorsi e poi ha risposto al Tweet in questo modo: “Qui parla la moglie, hai procurato un attacco. Ho informazioni su di te e ho chiamato la polizia per denunciare la cosa“.  Ma ciò che ci si chiede e se è davvero possibile che una persona possa avere un attacco epilettico causato da un’immagine contenuta nel telefonino e proprio a tale interrogativo sembra aver risposto il professore Alberto albanese, un neurologo dell’ospedale Humanitas di Milano dove è responsabile di Neurologia, nonché ordinario all’Università Cattolica, il quale ha riferito che è una gif può rivelarsi assassina ma non è necessariamente assassina; per scatenare un attacco di epilessia, secondo quanto riferito dal professore Alberto albanese, occorre che il soggetto soffra di epilessia e sia il tipo particolare dell’ epilessia fotosensibile.

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