Gomme invernali o catene a bordo, inizia l’obbligo: come evitare multe e sequestri

L’inverno è alle porte e il 15 novembre sarà il termine ultimo per munire la propria autovettura di pneumatici da neve. L’obbligo di montare gomme invernali sulle auto e sui mezzi pesanti, regolato dall’articolo 6 del Codice della Strada (introdotto dalla legge n.120 del 29 luglio 2010), stabilisce che dal 15 novembre fino al 15 aprile “i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio”.

Anche se il meteo sembra suggerire il contrario, l’inverno è ormai alle porte e con esso un passaggio fondamentale per qualunque automobilista: il cambio delle gomme, con la sostituzione del treno estivo con quello invernale per andare incontro alla stagione più fredda e alle conseguenti, particolari condizioni dell’asfalto. 

La direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013 prevede che l’ente proprietario della strada e/o il gestore, possano “prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve e su ghiaccio”. Il che significa bisogna montare sulla propria automobile pneumatici invernali (marchiati M+S) oppure, in alternativa, avere a bordo strumenti in grado di far fronte alle condizioni meteo invernali, come le catene o le “calze”. 

Il termine fissato dalla legge per passare dai pneumatici estivi a quelli invernali è il 15 novembre. L’obbligo resta in vigore fuori dai centri abitati sino al 15 aprile, ma su strade o tratti con particolari condizioni climatiche il periodo viene esteso. È il caso, per esempio, della Valle d’Aosta, dove l’ordinanza vige su tutto il territorio nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 aprile. Anche i Comuni possono adottare gli stessi provvedimenti all’interno dei centri abitati secondo quanto previsto all’art. 7, comma 1) del Codice della Strada.

Caratteristiche dei pneumatici invernali 

Il treno gomme invernali si differenzia da quello tradizionale per la mescola più morbida, in grado di garantire maggiore aderenza e una migliore frenata quando l’asfalto si raffredda e la temperatura scende sotto i 7 gradi: stando a quanto riporta Assogomma, gli pneumatici invernali garantiscono spazi di frenata inferiori del 15% rispetto a quelli estivi, e sulla neve, a 0 gradi, a 40 km/h si arriva a frenate più corte del 50%.

Per essere in regola con la legge, sul fianco dello pneumatico deve essere presente la marcatura M+S (acronimo di “Mud&Snow”, “fango e neve”). Se la marcatura M+S è accompagnata dal pittogramma alpino (una montagna a 3 picchi con all’interno un fiocco di neve), lo pneumatico ha elevate prestazioni su neve. Oltre alla marcatura, gli pneumatici invernali si distinguono visivamente grazie al battistrada caratterizzato da tasselli generalmente con una fitta lamellatura.

Gli pneumatici invernali montati nella stagione fredda sono utilizzabili in diverse condizioni, su asfalto bagnato, ghiacciato o in caso di neve, e possono avere un codice di velocità massima inferiore a quello previsto per il veicolo (e indicato sul libretto), ma comunque non inferiore a Q (=160 km/h). Nel caso si scelgano pneumatici invernali con codice di velocità inferiore a quelli previsti, non sarà però possibile circolare d’estate: in quel caso bisognerà per forza rimettere gli pneumatici estivi al massimo entro un mese dopo la fine dell’obbligo di dotazioni invernali (quindi entro il 15 maggio).

Costi e multe 

Come detto, dal 15 novembre (eccezion fatta per Regioni e Comuni in cui specifiche ordinanze stabiliscono diversamente) le gomme invernali, o le alternative riconosciute come tali, diventano un obbligo per legge. In caso di inosservanza, la sanzione pecuniaria va da 85 a 338 euro (59,50 euro per pagamento entro 5 giorni). In caso di specifiche ordinanze in vigore su strade urbane, la sanzione scende da un minimo di 41 euro a un massimo di 169 euro (entro 5 giorni 28,70 euro). Stesso discorso vale sulla rete autostradale, dove le prescrizioni sono indicate con apposita cartellonistica e riguardano nella maggioranza dei casi i tratti appenninici e alpini.

Per quanto riguarda i costi di acquisto di un treno gomme invernali, pur rappresentando una spesa superiore del 20% circa rispetto a pneumatici estivi, le associazioni di categoria le catalogano come un investimento a lungo terminesulla sicurezza e anche sulla corretta manutenzione del veicolo, con un occhio di riguardo anche ai consumi. A fronte di un prezzo sostanzialmente paragonabile tra pneumatici estivi ed invernali, l’alternanza con quelli estivi previene infatti il consumo e aiuta a ricordare di controllare frequentemente lo stato delle gomme: Assogomma sottolinea che a oggi il 52% degli italiani circola con gomme sgonfie,che aumentano il consumo di carburante.

 

CATENE DA NEVE, PNEUMATICI DA NEVE E CHIODATI

A cosa servono

In genere, in caso di neve, vi sono due alternative per viaggiare sicuri: gli pneumatici da neve o le catene. Mentre i primi sono molto più comodi, in quanto si montano una volta e via, per il resto non danno fastidio e non devono necessariamente essere smontate appena si è fuori dal pericolo neve o dal ghiaccio, per le catene bisogna fare un po’ più di fatica, soprattutto se dobbiamo fermarci improvvisamente per strada, in quel caso diventa anche pericoloso, ma sono l’unica e sicura alternativa in mancanza degli pneumatici invernali.
Per la legge non vi è differenza, infatti, anche quando troviamo il simbolo stradale che indica l’obbligo di catene a bordo, noi siamo a posto anche se montiamo le gomme da neve e se ci fanno ugualmente la multa possiamo far ricorso. Se, invece, non si hanno nessuna delle due, allora bisognerà pagare 68,25 euro, oltre al fermo dell’auto, e se si è recidivi, sono altre 68, 25 euro più tre punti dalla patente. Attenzione però, perché non vanno bene tutte le catene, ma quelle specifiche omologate per l’Italia, ovvero le CUNA NC 178-01 o le O-Norm, in caso di catene diverse c’è la multa e non possiamo fare ricorso.
Quindi è bene conservarle nella loro confezione, per provare che sono della marca omologata. Se vogliamo spostarci fuori dall’Italia, allora è bene informarci sull’omologazione del paese di destinazione.
Controlliamo anche sul nostro libretto di circolazione se le nostre gomme possono montare catene, a volta non è possibile a causa del poco spazio fra battistrada e braccio delle sospensioni, quindi rischiamo di danneggiare la gomma o la carrozzeria.
Possiamo montarle solo se sulla strada ci sono già 4/5 cm di neve o ghiaccio, altrimenti non è necessario. Basta accostare in un luogo sicuro, una piazzola di sosta magari, piazzare il triangolo e indossare il giubbotto catarifrangente. Vi sono diverse tipologie:
• a rombo (più efficaci e sicure)
• a scaletta (più economiche ma meno efficaci)
• con sezione tonda o quadrata
I prezzi possono andare da circa 35 euro fino ad oltre 500 euro.

Come sono fatte

Visto che le catene a bordo sono obbligatorie su alcuni tratti di strada bisognerebbe portarle sempre dietro, per poterle montare in qualsiasi momento. Ne esistono di varie tipologie, in base alla forma, al tipo di ruota e di utilizzo, quindi variano anche i prezzi e le metodologie di montaggio.
Le case produttrici le rendono sempre più facili da montare e smontare. Addirittura un tempo per montarle bisognava spostare la macchina avanti e indietro. Oggi con il sistema di auto tensionamento la catena si “aggiusta” da sola, nel modo più appropriato, allo pneumatico mentre questo gira, evitando di creare problemi alle varie parti della gomma: freni, mozzi, ecc. Le catene da neve vanno scelte in base a due caratteristiche fondamentali: la grandezza e la struttura della maglia che compone la catena.

Per quanto riguarda la grandezza della maglia bisogna tenere conto del tipo di uso che ne faremo, se è assiduo, quindi viaggiamo molto per le montagne o vi abitiamo allora la maglia deve essere almeno di 12 mm, mentre per usi sporadici possono andare bene maglie più piccole e meno esigenti. Per la struttura della maglia, invece, vi sono tre diverse tipologie:
• a rombo: è quella con una tenuta maggiore, nonostante risulti la più facile da montare, ma è un agio che si paga abbastanza caro. Quindi è bene acquistarla solo se la sfrutteremo al massimo.
• a Y: si trova ad un prezzo decisamente minore rispetto a quella a rombo, e tutto sommato anche questa maglia garantisce sicurezza e facilità di montaggio.
• a scala: è il modello tradizionale, quello per cui bisogna spostare la macchina avanti e indietro affinché il montaggio sia corretto, quindi risulta monto difficoltoso utilizzarle. Sono ormai in disuso.
Come usarle
Non basta avere le “catene a bordo”, ma bisogna anche saperle montare per bene, per evitare di rovinare sia le catene che le gomme. Per garantire la giusta trazione vanno montate sulle ruote su cui grava la trazione dell’auto:
• Trazione anteriore
La maggior parte delle automobili hanno questo tipo di trazione, quindi vanno montate sulle ruote davanti. In realtà tutte e quattro le ruote dovrebbero averele per maggiore sicurezza, a meno che il manuale d’uso dell’auto non vieti di usarle su quattro ruote.
• Trazione posteriore
Pickup, macchine più datate o sportive hanno la trazione posteriore, quindi vanno montate sulle due gomme di dietro. Anche in questo caso vale il discorso delle catene su tutte e quattro le ruote.
• Trazione integrale
In questo caso la trazione è su tutte e quattro le ruote, quindi servono due paia di catene. Se se ne possiede un solo paio è preferibile montarle su quelle posteriori.
Una volta montate bisogna anche saperle usare:
• Innanzitutto quando si montano non si può andare troppo veloci ma mantenersi sui 50 Km/h. Ad ogni modo sul manuale d’uso dell’auto è segnalata la velocità massima da mantenere con le catene.
• Non si possono fare molti chilometri, con le catene, sull’asfalto asciutto, per non deteriorare le catene e soprattutto le gomme.
• Assicurarsi che siano ben fissate. Per esserne sicuri bisognerebbe montarle, fare qualche metro e scendere di nuovo dalla macchina per controllare che siano ancora ben fissate. Inoltre, se non sono ben fissate, potrebbero attorcigliarsi intorno all’asse delle ruote creando parecchi danni.
• A volte potrebbe essere necessario inserire dei tensori per le catene, ma è meglio controllare prima il manuale d’uso in quanto su alcuni tipi di pneumatici sono altamente sconsigliati.

Montaggio
Ricordiamo che vanno montate sempre sulle ruote motrici, quindi sulle ruote su cui ricade la trazione. Per essere certi che siano ben montate è meglio far pochi metri e pi ricontrollare che sia tutto a posto.
A volte camminare con le catene è un fastidioso, se non dobbiamo percorrere molta strada possiamo usarle con maglie da 9 mm che provocano minori vibrazioni, ma non sono molto efficaci, soprattutto sulla neve fresca. Se invece dobbiamo percorrere molti km o disponiamo di un’auto con ruote grosse, ad esempio un Suv, optiamo per catene con maglie molto spesse, oltre i 12 mm, altrimenti rischiamo di spaccarle. Siccome le catene potrebbero scavare e slittare alla partenza dell’auto, controlliamo se abbiamo l’ASR (controllo elettronico di trazione) attivato, in modo da permettere alle ruote motrici di aumentare la presa.

Manutenzione
Siccome hanno un uso prettamente stagionale bisogna essere accorti nella manutenzione e soprattutto nel riporle. Innanzitutto, è buona norma, quando torniamo a casa, di smontarle e lavarle immediatamente con un detersivo neutro, magari anche quello per i piatti che sgrassa meglio. Questo trattamento è importante perché bisogna rimuovere bene il sale dalle maglie. Il sale, infatti, si accumula sulle catene in quanto le strade innevate ne sono ricoperte per far sciogliere ghiaccio e neve. Se non sono ben lavate dal sale quest’ultimo provoca una lenta ma distruttiva corrosione, anche sulla gomma dei tensori.
Per lavarle bene immergerle in una bacinella di acqua e sapone, strofinarle con una spazzola e sciacquarle. Poi lasciarle ad asciugare per bene e riporle nell’apposita custodia.
A tal proposito in genere le catene vengono sempre vendute con un’apposita valigetta in plastica oppure con una in tessuto imbottito che può essere usata per inginocchiarsi mentre si montano. Alcune marche offrono in dotazione anche dei guanti (usa e getta) da indossare durante il montaggio. Nel caso in cui non siate stati molto accorti nella pulizia delle catene e cominciate a vedere segni di ruggine allora bisogna immergerle in una bacinella con del gasolio.

Alternative alle catene
Non sempre però è possibile adattare una di queste tipologie alle nostre gomme, ad esempio quelle speciali, quindi bisogna adattare altre soluzioni quali:
• Le calze, dette anche autosocks. Quest’ultime sono ideali per chi cerca qualcosa di semplice, infatti sono rapidi da montare, economici e non ingombrano per nulla. In pratica si tratta di una calza costituita da un materiale speciale la quale garantisce una buona aderenza alla gomma e quindi una guida molto più sicura. L’unico problema è il facile deterioramento che questo materiale può subire nel caso in cui l’asfalto non si presenti completamente ricoperto di neve. Inoltre, non sono omologate e quindi nei tratti stradali in cui sono previste le catene a bordo o, in alternative, le gomme termiche, le autosocks non vanno bene e rischiamo multe salate.
• Un’altra tipologia alternativa sono i cosiddetti ragni o spikes, che si adattano bene a qualsiasi pneumatico e garantiscono anche buona aderenze e buone prestazioni. Per montarle basta applicare l’apposito disco al cerchio della ruota, si può fare anche ad inizio stagione perché non da fastidio, e poi al momento giusto montare il ragno insieme a qualche bullone. Il montaggio, dunque, è alquanto semplice ma sono molto ingombranti e il prezzo lievita.
• Le rompighiaccio: sono particolari catene che, munite di anello o piastrina sporgenti, funzionano come gomme chiodate che rompono il ghiaccio e lo sfruttano per trasmettere la potenza. L’anello può essere anche a sezione D, ovvero costituito da sue spigoli.

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