Gravidanza shock, Pancia enorme, ma ecografia rivela altro

Ragazza incinta mostra il suo pancione, ma non era gonfio per il bambino. Kirsty invece era gravida da solo sette settimane. Per questo Kirsty Butler, 22 anni del Galles, scopre di essere incinta mediante un test di gravidanza.

La ragazza ha scoperto così di essere incinta. Tuttavia a seguito di accertamenti più approfonditi, scopre qualcosa che non si sarebbe mai aspettato. Kirsty aveva una cisti ovarica enorme, che aveva raggiunto i 30 centimetri di diametro e che le aveva fatto diventare la pancia uguale a una gestante all’ottavo mese, benché la gravidanza fosse solamente alla sesta settimana.

Per Kristy la dolce attesa è diventata così un inferno: la cisti ovarica gigante ha fatto temere per la salute della mamma e per il feto.

I medici hanno allora dovuto fare una scelta importante: rimuovere la cisti che avrebbe potuto uccidere sia il bimbo che la madre.

Gravidanza con cisti ovarica di 30 cm: pancione enorme – Le parole di Kristy Butler

La ragazza ha tentato in ogni modo di proteggere il suo bimbo. «Ho deciso di aspettare fino all’undicesima settimane prima dell’operazione per dare più possibilità al bambino ma quando ho fatto un controllo la settimana prima dell’interevento, mi è stato detto che non c’era il battito cardiaco»

Sindrome dell’ovaio policistico. Questa definizione raccoglie in realtà un gruppo di disordine che hanno in comune la capacità di causare nella donna anovularietà, cioè, mancanza di ovulazione ed aumento degli ormoni androgeni, questo gruppo eterogeneo di disordine che è sotto il nome di sindrome dell’ovaio policistico rappresenta il più comune disturbo ormonale della donna in età riproduttiva. La causa è ancora oggi sconosciuta perché è correlata a fattori ormonali metabolici. Quindi, si può supporre che la causa sia un aumento degli ormoni prodotti dall’ovaio dalle ghiandole surrenali su base genetica, così come l’aumento dell’insulina che spesso è presente sempre su base costituzionale condotto dall’obesità. I sintomi della polocistosi ovarica sono molti variabili comprendono: quelli legati al momento dell’androgino ossia la presente di acne e pelle grassa, aumento della peluria sul volto, della linea alba sull’addome, aumento della peluria sui glutei.

Primi giorni di gravidanza

Le prime settimane di gravidanza sono particolarmente delicate per la donna in attesa. Infatti, già dopo 6 o 7 giorni dal concepimento, l’embrione inizia ad impiantarsi e a farsi spazio all’interno dell’utero della sua mamma. Ecco perché tra i sintomi della nidazione possono rientrare anche delle piccole fitte al basso ventre che, in questa fase precoce, possono essere chiaramente percepite dalla donna, ma che non hanno significato patologico. Semplicemente il nuovo arrivato si sta facendo strada all’interno del corpo della sua mamma, che dovrà pian piano adattarsi alle sue esigenze.

Sintomi gravidici

Come accorgersi di essere incinta? I sintomi della gravidanza possono variare da donna a donna e sono spesso caratterizzati da disturbi generali, che possono talvolta essere attribuiti anche ad altre cause. Per esempio la stanchezza in gravidanza è tipica del primo trimestre e spesso spinge la donna a rallentare i propri ritmi di vita, ad ascoltare maggiormente il proprio corpo e a far fronte ai suoi bisogni. Già dopo 15 giorni dal concepimento la donna può poi manifestare nausea e vomito, soprattutto mattutini.

Sintomi gravidanza

Oltre ai cosiddetti fenomeni simpatici (nausea e vomito) ed alla sonnolenza, in gravidanza è assolutamente fisiologico sentirsi la pancia gonfia. Il progesterone, ormone chiave della gravidanza, produce infatti un rilassamento generalizzato delle pareti dell’intestino, che tendono quindi a riempirsi d’aria e a determinare un rigonfiamento dell’addome materno.

A partire da circa 6 settimane di gravidanza, solitamente la neomamma percepisce una tensione anche a livello del seno, che pian piano inizia a trasformarsi in vista del successivo allattamento. Questo segnale è particolarmente indicativo del regolare proseguimento della gravidanza.

Incinta

Il segnale maggiormente indicativo dell’instaurarsi di una gravidanza è il cosiddetto ritardo del ciclo. Quanto più il ciclo mestruale si presenta regolare nella donna, quanto più la mancata comparsa di quest’ultimo può destare sospetti e spingere la neomamma a effettuare il test di gravidanza, che normalmente risulta positivo già pochi giorni dopo la data della mancata mestruazione (per esempio dopo soli 4 giorni di ritardo).

Dolore basso ventre

I dolori al basso ventre in gravidanza, soprattutto nelle prime fasi, sono piuttosto comuni e, nella maggior parte dei casi, rimangono in un contesto assolutamente fisiologico. Come detto precedentemente, essi si possono presentare in concomitanza all’impianto dell’embrione in utero e, in questo caso, possono essere accompagnati da una piccola perdita di sangue. L’embrione scava fisiologicamente all’interno della mucosa uterina, che può quindi sanguinare leggermente.

Ecco perché i sintomi da impianto possono talvolta essere erroneamente scambiati per dei comuni sintomi mestruali. Se la perdita a inizio gravidanza dovesse però essere abbondante ed accompagnata da dolori al basso ventre più forti, è bene raggiungere il pronto soccorso per valutare la situazione insieme al medico specialista.

Primi sintomi di gravidanza

Tra i primi sintomi di una gravidanza, oltre a quelli elencati in precedenza, vi è anche un generale abbassamento della pressione sanguigna per azione del progesterone sui vasi, nonché uno spostamento di una grande quota di sangue all’apparato genitale. Ecco perché la zona della vulva appare normalmente più congestionata e possono comparire perdite mucose maggiormente acquose e abbondanti.

Normalmente queste risultano essere bianche, inodori o comunque dall’odore non sgradevole. Qualunque variazione in termini di odore e colore, specialmente se accompagnata da altri sintomi, come prurito o bruciore, è da valutare insieme all’ostetrica o al ginecologo, per escludere la possibilità di un’infezione.

ovulazione e concepimento

La comparsa dei sintomi di gravidanza varia molto anche in base al momento in cui si è verificata l’ovulazione e quindi il concepimento. Di norma il ciclo mestruale in una donna dura 28 giorni e l’ovulazione avviene dopo 14 giorni dall’inizio del ciclo mestruale, ma non sempre questo ritmo viene rispettato e la situazione può variare da donna a donna.

Alcuni cicli mestruali sono particolarmente irregolari e, in questi casi, è difficile stabilire con certezza quando si sia instaurata la gravidanza. Certamente, nei casi d’incertezza, uno strumento come l’ecografia può venire in aiuto per effettuare, con maggior precisione ed accuratezza possibile, la datazione della gravidanza.

Dolori mestruali in gravidanza

Come già detto, i dolori in gravidanza (simili a quelli della mestruazione), se si mantengono in un certo range d’intensità e frequenza, sono da considerare fisiologici. Tutto il corpo della neomamma deve adattarsi alla crescita di una nuova vita. È un grande cambiamento che, come tale, richiede tempo e pazienza. Per qualunque dubbio, è comunque bene rivolgersi alla propria ostetrica o al proprio ginecologo di fiducia.

Incinta senza sintomi

Non tutte le donne manifestano una sintomatologia particolarmente accentuata nei primi mesi di gravidanza. Per esempio la nausea può non presentarsi, così come la sensibilità a particolari odori. In questo contesto, una vita eccessivamente frenetica può impedire alla donna di prestare attenzione al proprio corpo e quindi di accorgersi del suo nuovo stato.

Gentile Annina, le cisti ovariche sono formazioni molto spesso ripiene di fluido liquido, sangue o, più raramente, miste (solide e fluide), che si formano all’interno delle ovaie o sulla loro superficie. Sono molto frequenti in età fertile, perché l’ovaio in questa fase è ancora attivo. Infatti, proprio il processo di ovulazione porta alla formazione di un follicolo, che si trasformerà in corpo luteo. Se non avviene la fecondazione, quest’ultimo verrà riassorbito dall’ovaio e il ciclo riprenderà. Ma può capitare che ci sia un ritardo nel riassorbimento che determina la forma più frequente di cisti ovarica, quella detta “funzionale”. Di solito queste cisti si riassorbono spontaneamente nel giro di 2-3 mesi. Ecco perché il suo ginecologo per ora non le ha prescritto nulla e vuole rivederla. Anche perché lei da quanto scrive non lamenta sintomi. Con un’ulteriore controllo ecografico potrà seguire l’evoluzione della cisti, se tenderà a ridursi di dimensione o a crescere. L’ecografia transvaginale oggi è un ottimo strumento di diagnosi che indirizza anche verso il tipo di cisti e quindi che può indicare il tipo di trattamento.

NON SONO TUTTE UGUALI
Esistono diverse forme di cisti. Quelle endometriosiche sono frequenti in età fertile. Si tratta di tessuto endome- triale (la mucosa che riveste internamente l’utero) che si localizza fuori dell’utero e che, sanguinando, dà origine a queste cisti. Poi ci sono le cisti dermoidi: derivano da un residuo di tessuto embrionario, che normalmente dà origine a tessuti quali capelli o denti, che rimane localizzato sull’ovaio. Quelle dovute ad alterazioni ormonali, le più note rientrano nel quadro più complesso della Sindrome dell’Ovaio Policistico. In questo caso coesiste una vasta gamma di segni e sintomi che aiutano il clinico nella diagnosi. Infine le cisti ovariche maligne: più frequenti in post-menopausa che in età giovane. In menopausa qualsiasi cisti ovarica venga diagnostica necessita di un attento e corretto inquadramento clinico-diagnostico per valutare il trattamento opportuno. Solo in alcuni casi le cisti ovariche possono diminuire la fertilità di una donna. Le cisti endometriosiche sono tra queste o come accade nella sindrome dell’ovaio policistico.

Trattamenti diversi
Il trattamento è legato a vari fattori quali soprattutto la grandezza della cisti, alla sintomatologia e alle caratteristiche ecografiche. Quando queste cisti non regrediscono spontaneamente allora si decide di intervenire. Un’opzione è certamente la pillola anticoncezionale, efficace nelle cisti funzionali. La
pillola, bloccando l’ovulazione, ne previene la formazione e ne favorisce il riassorbimento. Negli altri tipi di cisti si valutano terapie ormonali mirate da caso a caso. Alcune volte nelle cisti di natura benigna il trattamento farmacologico non è sufficiente a determinarne la scomparsa.

In altri casi la strategia di attesa
non determina una riduzione della cisti, che anzi può crescere. Generalmente una cisti di dimensioni superiori ai 5 cm andrebbe rimossa. Infine, rarissimamente queste cisti possono anche dare segni clinico diagnostici di progressione verso la malignità. In questi casi è indicato quindi rimuoverle
intervenendo chirurgicamente. L’approccio oggi più utilizzato è quello meno invasivo e con una ripresa post-operatoria più veloce ovvero la laparoscopia. In altri casi può essere indicato l’intervento tradizionale, con il taglio sulla pancia (laparotomica), per poter visualizzare meglio gli organi addominali.

Il fatto:la pancia si è ingrossata a dismisura

La signora si era rivolta ai medici perché aveva iniziato ad avere dolori addominali e un gonfiore alla pancia, senza un’apparente motivazione. I dottori, dopo averla sottoposta a un controllo agli ultrasuoni, le hanno spiegato che la ragione dei suoi fastidi era semplicissima: era incinta. In realtà, la donna ha iniziato subito a insospettirsi poiché 13 anni prima si era sottoposta a una procedura per la sterilizzazione.

I dubbi sono aumentati con il passare del tempo, visto che la pancia si ingrossava sempre di più, addirittura troppo per trattarsi di una gravidanza. Così la donna si è rivolta ad altri medici, che le hanno diagnosticato una sindrome intestinale per la quale le è stata data una cura. Non ci sono stati, però, segni di miglioramento, ma con il passare del tempo il ventre è arrivato ad avere una circonferenza di un metro e mezzo.

La donna, esasperata, ha preteso di essere sottoposta a una nuova ecografia che ha fatto definitivamente chiarezza, rivelando una situazione molto seria: la signora aveva una cisti ovarica tumorale di oltre 8 chili. Fortunatamente, l’insistenza della signora ha permesso di arrivare a un lieto fine: il tumore è stato asportato poco prima che diventasse letale. La signora, benché molto riservata, ha raccontato la sua storia perché, scandalizzata da quanto è accaduto, ha pensato fosse giusto che altre donne non rischiassero di subire nulla di simile.

Colpa di squilibri ormonali

Le cisti ovariche sono formazioni rotondeggianti, contenenti materiale liquido o semisolido, che compaiono sulla superficie o nei tessuti interni delle ovaie.
■ Le ovaie sono una coppia simmetrica di ghiandole, poste nella parte bassa dell’addome, ai due iati dell’utero, di dimensioni ridotte (lunghe 2-4 centimetri e dal diametro di circa 2 centi- metri e mezzo). Sono gli organi dell’apparato genitale femminile in cui si formano le cellule della riproduzione: ogni mese una cellula uovo matura viene liberata dai follicoli in cui è contenuta ed è pronta per essere fecondata (ovulazione).
■ Nella maggior parte dei casi, la formazione di cisti ovariche è legata a una rottura degli equilibri ormonali che regolano il funzionamento delle ovaie stesse.

Me esistono più tipi Cisti follicolari
Si formano per la mancata rottura del follicolo, la struttura cava che si trova nell’ovaio e che si rompe per fare fuoriuscire la cellula uovo pronta a essere fecondata, A causa di un’alterazione nella produzione degli ormoni che permettono la maturazione del follicolo e l’ovulazione, il follicolo stesso non si rompe, ma si ingrossa e si riempie di liquido sieroso, trasformandosi in una cisti. Questa, soprattutto se è di piccole dimensioni, non dà sintomi, altrimenti possono comparire dolori al basso ventre o durante i rapporti sessuali e irregolarità mestruale.
Cisti luteiniche
Sono piuttosto frequenti e derivano dalla trasformazione in cisti del corpo luteo (struttura che rimane sulla superficie dell’ovaio dopo che il follicolo si è rotto). Se c’è un’eccessiva produzione dell’ormone luteinizzante (Lh), il corpo luteo non scompare, ma si trasforma in una cisti (circa 5 cm) che può causare dolori, pesantezza al basso ventre e irregolarità mestruali.
Cisti endometriosiche
Queste cisti sono una conseguenza dell’endometriosi, una malattia caratterizzata dalla diffusione di alcune cellule deH’endometrio (rivestimento interno dell’utero) in sede anomala, come nell’ovaio, dove possono formarsi cisti piene di liquido di dimensioni variabili (fino a 10 cm di diametro). Possono non dare sintomi (le più piccole) o provocare dolori acuti durante i rapporti sessuali e in presenza del ciclo mestruale, nonché difficoltà a urinare.
Ovaio policistico
Si tratta di un aumento dell’ovaio accompagnato dalla formazione di tante piccole cisti sulla sua superficie (esterna e interna), che sono la conseguenza di una mancata maturazione dei follicoli. Anche in questo caso la colpa sarebbe di uno squilibrio ormonale che impedisce ai follicoli di maturare, fa diminuire gli ormoni femminili, rende irregolari le mestruazioni (o le interrompe) e blocca l’ovulazione. Nei casi più seri aumenta anche la produzione di ormoni maschili, con la conseguente comparsa di peli, acne o obesità.

COME SI SCOPRONO
Una cisti ovarica può essere scoperta per caso durante una visita di controllo o può essere motivata dalla presenza di sintomi come dolore, sensazione di peso o tensione addominale, febbre, disturbi urinari e dell’alvo (diarrea o stitichezza). Per una corretta diagnosi delle cisti serve, prima di tutto, una visita di controllo completa da parte del ginecologo, con ispezione dell’addome. Per completare il quadro e ottenere più informazioni possibili sono necessari, poi, alcuni esami, come l’ecografia pelvica e transvaginale (esterna e interna) o la risonanza magnetica. Per stabilire la natura delle cisti si possono richiedere anche le analisi del sangue.

Uno sbaglio molto raro

Scambiare una cisti ovarica per una gravidanza o viceversa (pensare che la donna abbia una cisti quando in realtà aspetta un bambino) è un’eventualità molto rara.
■ In genere, infatti, l’esame ecografico è in grado di stabilire con certezza se si è in presenza di una formazione nelle ovaie oppure di un sacco gestazionale (visibile dalla quarta settimana di gestazione) o di un embrione (si evidenzia a partire dalla quinta settimana) nell’utero.
■ Tuttavia, è necessario che l’ecografia

venga eseguita da professionisti esperti e che i risultati siano interpretati da un ginecologo preparato. In caso contrario, è possibile che la diagnosi sia sbagliata.
■ I margini di errore aumentano in caso di gravidanze extrauterine, che si verificano quando l’uovo fecondato non si annida nella sua sede naturale, l’utero, ma al di fuori di esso. In questi casi, può succedere che la gravidanza, soprattutto agli inizi, sia scambiata per una cisti piena di sangue e viceversa.

L’ESPERTO
«All’origine un terribile errore di diagnosi»
Abbiamo chiesto al professor Claudio Giorlandino, specialista in Ginecologia e ostetricia e presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno-fetale), di aiutarci a capire come sia stata possibile l’incredibile vicenda della signora inglese.
Come è possibile che si faccia confusione fra gravidanza e cisti ovariche? È un errore comune e spiegabile?
Direi proprio di no. Oggi, confondere una cisti alle ovaie con una gravidanza, o viceversa, è quasi inaccettabile. Quello che è successo alla donna inglese, dunque, è frutto di un terribile errore, di una diagnosi completamente sbagliata. E non stupisce nemmeno più di tanto: secondo i recenti dati Europeristat (che monitora la salute perinatale in Europa), l’ostetricia inglese è la peggiore di tutta Europa. Se la Gran Bretagna è il faro per la ricerca, non lo è certo per la diagnosi. In Italia si può stare molto più tranquilli.
La diagnosi di cisti ovariche si può definire semplice…
Sì. Basta eseguire un’ecografia e una risonanza magnetica, eventualmente associate alle analisi del sangue, per accertare in tutta sicurezza la presenza di una cisti ovarica. La diagnosi è immediata, più difficile, invece, è stabilire di che cisti si tratta e la sua natura. Questo passaggio richiede indagini più approfondite. Ma, ripeto, confondere cisti e gravidanza è un’eventualità rarissima. Anche accertare la presenza di una gravidanza, infatti, è semplicissimo: sono sufficienti le analisi del sangue e un’ecografia.
Se accade che siano presenti sia una gravidanza sia una cisti, che cosa succede?
Effettivamente, gravidanza e cisti possono associarsi. È possibile, cioè, che una donna rimanga incinta e allo stesso tempo abbia sviluppato una o più cisti. Non sempre, infatti, la presenza di cisti ostacola il concepimento. Anche in questi casi, comunque, è difficile confondere le due cose: gli esami aiutano a fare chiarezza.

Sintomi gravidanza
Salve…leggendo le domande poste nella sezione “i sintomi della gravidanza” e le relative risposte non ho trovato un caso che possa associarsi al mio. Circa una settimana fa ho avuto una sorta di rapporto con la mia ragazza, dico così perché inizialmente giocavamo un po’ ma poi accidentalmente il pene è entrato, non del tutto, cioè è penetrata solamente la parte iniziale del pene, ma è stata questione di una secondo e mi sono subito tolto, premetto che non ci sono state emissioni di sperma prima dell’accaduto (ma forse qualche perdita di liquido lubrificante, anche se comunque il pene dovrebbe essere entrato nel momento in cui era asciutto). La mia ragazza non ha ancora avuto le mestruazioni, si tratta di un ritardo di un solo giorno, però la cosa che mi preoccupa è che ha senso di vomito da un giorno pieno e parecchio sonno. Ora mi chiedo se il tutto possa dipendere da qualche banalissima influenza o peggio da un eventuale gravidanza, dico questo poichè la mia ragazza ha solo 16 anni e io 18.
Se l’unico rapporto a rischio è stato una settimana fa, i sintomi di una eventuale gravidanza non potrebbero ancora essere presenti (compaiono più tardivamente). Ciò non toglie che, se il flusso non compare, a distanza di 1520 giorni dal rapporto, conviene fare un test.
Premettendo che la mia ragazza è in un periodo di studi intensi e il tempo da un forte caldo è passato al freddo, si trova in una situazione di ritardo di 10 giorni del ciclo mestruale. Rapporti a rischio non ce ne sono stati, se non preliminarmente e non volontari. Lei ha questi sintomi: male al seno, gonfiore di pancia, mal di schiena… Volevo sapere se avere questi sintomi mi immunizzano da un’eventuale gravidanza.
Se veramente non ci sono stati rischi di gravidanza non vedo perché preoccuparsi. Se però sussiste il minimo dubbio, la cosa più semplice è eseguire un test di gravidanza. Purtroppo i sintomi che mi descrivi non aiutano, perché possono essere comuni sia al periodo premestruale sia ad una gravidanza iniziale.
Salve! Durante il primissimo periodo di gravidanza, è possibile avvertire dei dolori al basso ventre e ai reni, similissimi a quelli del periodo premestruale? Ed è vero che la gravidanza nel primo periodo provoca il bisogno di urinare più spesso?

I sintomi che mi descrivi possono presentarsi nella gravidanza iniziale.
Questo non vuol dire che compaiono in tutte le gravidanze.
Salve! Sono una ragazza di 16 anni e volevo sapere tutti i sintomi della gravidanza, dai primi a tutto il resto. Come faccio a scoprire se sono incinta senza fare test o andare da un ginecologo?
I sintomi di gravidanza sono molto specifici, cioè assomigliano molto ai sintomi premestruali: tensione al seno, raramente senso di nausea, ma a volte non compaiono neppure questi. L’unica certezza deriva da un test di gravidanza, che puoi comprare in farmacia ed eseguire tranquillamente in casa.
Ho avuto un rapporto con il mio ragazzo il nono giorno del ciclo. Per evitare una gravidanza siamo ricorsi al coito interrotto. Ora sono al 17mo giorno del ciclo e avverto tensione al seno e gonfiore alla pancia, nonchè più appetito del solito. Dovrei iniziare a preoccuparmi?
II coito interrotto non è un metodo sicuro, perché anche prima dell’eiaculazione può esserci una fuoriuscita di piccole gocce di liquido contenente spermatozoi. Per cui se le mestruazioni dovessero tardare è bene che tu faccia un test di gravidanza. Comunque i sintomi di cui parli possono benissimo essere quelli del periodo pre-mestruale.
Due giorni fa ho avuto un rapporto a rischio, vorrei sapere dopo quanto tempo sono visibili i primi effetti di una gravidanza e dopo quanti giorni un test di gravidanza può essere valido, cioè quando può dare risposte certe.
Il tempo di comparsa dei sintomi, che sono variabili e soggettivi; quello che invece è sicuro è il risultato del test di gravidanza che è valido a partire da 15 giorni dal rapporto a rischio.
E’ possibile che io sia incinta anche se ho avuto le mestruazioni regolarmente ?
In genere nei casi in cui la mestruazione si presenta anche in corso di gravidanza ha delle caratteristiche diverse per intensità e durata rispetto al solito flusso.
Volevo sapere anche quali sono i sintomi più frequenti dopo i primi giorni o dopo la mancata mestruazione se è una gravidanza.

La sintomatologia legata alla gravidanza è molto variabile e soggettiva; può anche mancare. Generalmente sono sintomi neurovegetativi, ad es. senso di nausea, cambiamenti del gusto e dell’odorato, sonnolenza. Il primo sintomo comunque rimane la mancata mestruazione e una tensione progressiva del seno.
Quando compaiono di norma i sintomi di una gravidanza?
I sintomi di una eventuale gravidanza possono comparire sicuramente non prima di 15 – 20 giorni dalla eventuale fecondazione. Fai tu i conti.
Test di gravidanza
Volevo sapere se esistono delle medicine che possono alterare o inficiare il test di gravidanza. Si può risultare positive a causa di medicine? Se si quali? E in questo caso è meglio andare dal ginecologo anziché usare il classico test delle farmacie? Grazie.
Un falso risultato positivo si può avere talvolta solo in corrispondenza di un elevato picco dell’ormone ipofisario LH che ha una parte di molecola simile all’ormone della gravidanza. Questa eventuale interferenza non si ha se il test viene effettuato su sangue. Non ci sono medicine che interferiscono. Il test dà un risultato positivo prima che la gravidanza possa essere sicuramente confermata da una visita ginecologica.
Dal giorno del rapporto a rischio, quando è possibile fare un test di gravidanza?
I test di gravidanza sono validi se sono passati almeno 15 giorni dall’eventuale fecondazione. Un test di gravidanza fatto dopo il rapporto non serve a nulla.
Ho un ritardo del ciclo di 10 giorni. Ho effettuato il test di gravidanza che è risultato negativo. Vorrei sapere se i test di gravidanza sono sicuri al 100% o potrei anche essere incinta.
In medicina niente è al 100%. Comunque i test di gravidanza in commercio sono molto attendibili. Se ci sono dei seri sospetti eventualmente è consigliabile o una ripetizione del test dopo circa 7 giorni oppure l’esame del sangue.
Questo mese ho sbagliato a prendere la pillola: ho iniziato la scatola giovedì invece che venerdì, credevo di essere protetta e invece a quanto pare non è così perché ho fatto il test ieri ed è risultato positivo. Ovviamente ho avuto rapporti a rischio circa due settimane fa. Sono incinta dunque? O prendendo la pillola può alterare il risultato e quindi essere un falso positivo? Grazie, rispondete il prima possibile per favore.
Per evitare errori, ti consiglio di portare le urine in farmacia e fare eseguire da loro il test.
Ho eseguito giovedì scorso un test di gravidanza dopo aver avuto un rapporto a rischio. Il test era negativo ma le mestruazioni non sono ancora arrivate. In questi giorni ho spesso lo stimolo di urinare e, dato che sono soggetta alla cistite, sospetto che si tratti di questo anche se non ho il classico fastidio tipico della cistite. Vorrei sapere se la cistite in qualche modo può alterare l’esito del test di gravidanza e se è il caso di ripeterlo.
No, la presenza o meno di infezioni delle vie urinarie non altera il test.
Se comunque le mestruazioni non dovrebbero comparire anche alla prossima ricorrenza, ti consiglio di ripetere il test.
Vorrei sapere, se l’esame delle urine per vedere se la donna è incinta è negativo, c’è possibilità che sia incinta? Si possono avere falsi positivi o falsi negativi?
Sì, esiste la possibilità, ma soprattutto dei falsi positivi. Tante volte per i falsi negativi è perché non è trascorso il tempo sufficiente affinché l’ormone venga rilevato (almeno 15 gg dall’eventuale fecondazione). Per questo in genere le confezioni contengono 2 test, così se ci sono dei dubbi uno può ripeterlo dopo circa una settimana.
Dopo un rapporto a rischio, mi chiedevo se ci sono possibilità che la mia ragazza sia rimasta incinta… Poiché aveva già prenotato un’ecografia, cui si sottoporrà circa due settimane dopo il rapporto, volevo sapere se da tale ecografia si potrà già sapere qualcosa, o bisogna comunque fare il test di gravidanza?
No, con l’ecografia non è ancora possibile evidenziare nulla.
E’ il test che è attendibile dopo 15- 20 giorni.
Rapporti a rischio
Quanto possono ritardare le mestruazioni di una donna senza che sia necessariamente incinta? siccome provo vergogna ad andare in farmacia, volevo sapere quanto costa il test e soprattutto se bisogna essere maggiorenni per comprarlo.
Un’ultima cosa, circa tre settimane fa ho avuto un rapporto con il mio ragazzo ma abbiamo usato la pratica del coito interrotto, esiste il rischio di essere rimasta incinta lo stesso visto che ho un ritardo di dieci giorni delle mestruazioni? grazie
La tua prima domanda non ha senso: tutti i ritardi possono essere di giorni o di mesi indipendentemente dalla causa. Il test lo puoi andare a comprare anche se sei minorenne, anzi te lo consiglio visto che c’è stato un rapporto a rischio e sei in ritardo. Ogni penetrazione senza profilattico è teoricamente a rischio. Il costo si aggira sui 15 euro circa.
Buonasera, soffro di anoressia nervosa con amenorrea continua ormai da 5 anni. Un mese fa ho avuto rapporti completi; abbiamo usato il preservativo ma mi è comunque sorto un dubbio. Nella mia situazione corro il rischio di rimanere incinta? Come potrei rendermene conto non avendo le mestruazioni? E’ attendibile un test di quelli acquistati in farmacia?
Anche nella tua situazione non posso escludere al 100% che tu non possa rimanere incinta. Se non vuoi fare un test ogni mese (vanno bene quelli acquistati in farmacia), devi avere sempre rapporti protetti.
Vorrei sapere se è vero che l’urina è letale per gli spermatozoi. Detto questo…dopo un rapporto a rischio (coito interrotto) è logico inserire nella vagina dell’urina al fine di eliminare i possibili spermatozoi penetrati? Se la fecondazione è già avvenuta, può essere interrotta con questo metodo?
Introdurre qualsiasi sostanza in vagina non ha alcun senso, perché gli spermatozoi potenzialmente fecondanti sono quelli che penetrano nel collo dell’utero e che quindi non sono più raggiungibili.
Salve, vorrei un’informazione molto urgente…
Il liquido che un ragazzo perde prima dell’eiaculazione è pericoloso? Si può rimanere incinta? Un’altra cosa: se non c’è penetrazione ma questo liquido viene a contatto leggermente con la vagina, è rischioso?
Alla prima domanda che poni, la risposta è sì; infatti nelle perdite che precedono l’eiaculazione sono contenuti spermatozoi, pertanto queste piccole perdite, che si possono verificare in qualunque momento del rapporto e che il maschio non avverte, sono potenzialmente fecondanti.

Alla seconda: la possibilità di rimanere incinta senza penetrazione è improbabile e si può realizzare soltanto se lo sperma viene a contatto con l’introito vaginale (di conseguenza potrebbe verificarsi l’ingresso di spermatozoi).
Si può rimanere incinta soio avendo rapporti sessuali non protetti?
Se non si vuole rimanere incinte bisogna usare un metodo contraccettivo sicuro. Ogni rapporto non protetto è a rischio.
Salve, sono una ragazza di 18 anni ed esattamente una settimana fa ho avuto un rapporto a rischio. Ho anche preso la pinola del giorno dopo circa 36 ore dal rapporto.
Volevo sapere se posso essere incinta nonostante ciò, e se sì come potrei interrompere la gravidanza senza ricorrere a metodi chirurgici.
La pillola del giorno dopo non dà una garanzia assoluta per cui se il flusso tarda è necessario eseguire un test di gravidanza. In Italia esiste una legge che regolamenta il percorso da seguire nel caso d’interruzione volontaria di gravidanza. Prevede solo il metodo chirurgico.
Da un mese ho rapporti con un uomo che, a causa di un’operazione, è sterile. Ma ora ho un ritardo di 8 giorni. Devo preoccuparmi?
Dovrei sapere se l’intervento ha causato una infertilità assoluta o meno. Se c’è il minimo dubbio ti conviene fare il test.
Durante il periodo fertile, se il ragazzo dopo avere avuto un’eiaculazione tocca (penetrando) la ragazza ma le mani non sono pulite, c’è qualche rischio?
Se il liquido spermatico ancora fresco viene introdotto in vagina, il rischio c’è.
Se ho un rapporto anale completo posso rimanere incinta?
No. L’ano non è in contatto diretto ne con la vagina ne con l’utero.
Salve tutor. Sono una ragazza di 18 anni…vorrei una semplice informazione visto le mie scarse conoscenze in materia. Il periodo è quello fertile, purtroppo in pieno. Volevo sapere se avuto un rapporto con il mio ragazzo senza penetrazione, portando entrambi gli slip, c’era qualche possibilità di rimanere incinta…non so se c’è stato scambio di fluidi…ma la preoccupazione c’è. È motivata? grazie in anticipo per la sua disponibilità.

Se anche c’è stata fuoriuscita di liquido spermatico, non vedo come questo possa, per penetrare in vagina, superare gli slip. Tranquilla.
Gent.mo dottore, ho chiesto a un urologo/andrologo se il liquido prodotto dalle ghiandole del Cowper contiene spermatozoi. La sua risposta è stata: no. A questo punto vorrei sapere in quale liquido pre-eiaculatorio sono contenuti gli spermatozoi. Io credevo che questi ultimi venissero emessi dai testicoli solo al momento dell’orgasmo. Mi aiuterebbe a capire? Grazie mille.
Il liquido prodotto dalle ghiandole del Cowper non contiene spermatozoi, ma questi vi si possono trovare frammisti, filtrati dai dotti eiaculatori, in quantità tale da poter causare una gravidanza a eiaculazione non ancora avvenuta.
Periodo fertile
Si può rimanere incinta il primo giorno in cui si presentano le mestruazioni? Se si, in che percentuale?
Non esiste un calcolo di percentuale preciso come tu chiedi. Comunque la sicurezza al 100% di non rimanere incinta, anche se nel primo giorno di mestruazione le possibilità sono scarsissime, non c’è in nessun giorno del ciclo. Per questo motivo è consigliabile usare sempre un contraccettivo sicuro.
Ho avuto un rapporto sessuale completo durante il ciclo mestruale (precisamente il secodo giorno) circa un mese fa, e sono in ritardo di 3 giorni, è possibile che io sia rimasta incinta?
Anche se le probabilità sono minime, effettivamente nessun giorno del ciclo è scevro dal rischio di gravidanza. Aspetta ancora un po’ e se proprio non vengono fai un test di gravidanza.
Salve, è possibile che una ragazza rimanga incinta dopo un rapporto a rischio fatto il secondo giorno dopo il ciclo? Ed è possibile che si manifestino i sintomi di gravidanza dopo pochi giorni dal rapporto?
1) Anche se la probabilità è scarsa, in nessun giorno del ciclo il rischio di gravidanza è zero.
2) Non è possibile; se si presentano in genere compaiono dopo la mancata mestruazione.

Ho avuto da 2 mesi a questa parte delle strane perdite durate 1 settimana al seguito delle quali ho avuto le mestruazioni della solita durata di 2-3 giorni. Il calcolo del periodo fertile lo devo fare secondo il 14° giorno dal flusso importante oppure dal primo giorno in cui ho avuto delle perdite? Ho avuto paura di essere rimasta incinta non avendo fatto bene il calcolo del periodo fertile. In pratica, le perdite sono iniziate il 4 maggio e le mestruazioni vere e proprie le ho avute il 9. Con un ciclo di 30 giorni, il periodo fertile è il 20 o il 25 maggio? Vi sarei grata se mi deste questa informazione.
Forse non hai capito bene una cosa: la definizione del periodo fertile tramite il solo calcolo dei giorni è completamente non affidabile, per cui noi non lo consigliamo. Diverso è l’applicazione del metodo sinto termico che ci insegna a rilevare i segnali che il nostro corpo ci dà nel periodo ovulatorio.
Inoltre non è solo un giorno il periodo fertile, ma calcolando il periodo di vita dell’ovulo e dello spermatozoo, è un periodo di 5-6 giorni intorno all’ovulazione stessa. Per capire bene queste cose è necessario un colloquio informativo (non posso fare un trattato di fisiologia della riproduzione per email) per cui ti consiglio di recarti ad una sede consultoriale per chiarire tutti i tuoi dubbi. Ricordati comunque che noi consigliamo di avere rapporti protetti in ogni periodo del ciclo.
Ho preso la pillola anticoncezionale per due mesi, poi ho deciso di staccarla, volendo intraprendere una gravidanza. E’ vero che è sconsigliabile rimanere incinta al primo mese dall’interruzione della pillola? Ho sentito dire che gli ormoni, non ancora del tutto smaltiti dall’organismo, possono fare male al feto. E ancora, è vero che al primo mese dall’interruzione, ci sono più possibilità di concepire, essendo le ovaie in maggiore operatività dopo mesi di inattività?
Se si vuole programmare, è preferibile aspettare un mese, ma non perché ci siano ancora ormoni circolanti, ma perché il rivestimento interno uterino subisca un ciclo normale; se una però rimane incinta subito, non c’è alcun problema. La pillola non ha nessuna influenza sulla fertilità della donna.
Pillola del giorno dopo
Vorrei chiedere se è vero che la pillola del giorno dopo fa ingrassare e se è efficace al 100 %. Grazie mille.
Non fa ingrassare. Non ha il 100% di efficacia e comunque la percentuale di riuscita è tanto maggiore tanto prima la si assume.

Ciao, sono una ragazza di 16 anni. Vorrei sapere da chi può essere prescritta la pillola del giorno dopo (anche dalla guardia medica?) e quali effetti collaterali può dare? Grazie mille.
Per la pillola del giorno dopo è necessaria la ricetta, per cui basta che sia un medico a prescriverla. Gli eventuali effetti collaterali in genere si limitano a sensazione di nausea, raramente vomito. È preferibile assumerla a stomaco pieno per cercare di evitarli.
Ho avuto un rapporto non sicuro il settimo giorno, poi ho preso la pillola del giorno dopo e entro una settimana (quindi il 15esimo giorno) ho avuto un ciclo con durata normale, ma dopo una settimana ho sensibilità e male al seno. Mi starei avvicinando a quella che era la data del ciclo regolare, ma è tanto tempo che non avevo sintomi così evidenti del ciclo (quando prendevo la pillola). Potrei essere ancora a rischio gravidanza?
Molto probabilmente il flusso a metà ciclo è stato dovuto alla fallita ovulazione causata dall’assunzione della pillola del giorno dopo.
Può succedere, i sintomi che ora avverti, sono i classici del periodo premestruale. Aspetta tranquillamente e solo se non si presenta il flusso esegui per scrupolo un test di gravidanza.
Salve, ho avuto un rapporto a rischio e volevo alcuni chiarimenti circa la pillola del giorno dopo: basta solo prenderla una volta o bisogna prendere altro? Dopo quanto tempo bisogna prenderla dal rapporto? Influisce sulla sterilità della ragazza? Bisogna contattare necessariamente un medico o si può agire in modo autonomo. Spero le vostre risposte siano esaurienti vi ringrazio.
P.s. Il rapporto è avvenuto da meno di 48 ore.
La pillola del giorno dopo va presa entro le 72 ore dal rapporto a rischio. Prima si prende maggiore è l’efficacia.
La si acquista in farmacia dietro presentazione della ricetta medica, quindi il medico è indispensabile. Può essere sia un ginecologo sia un medico di base. Il medico fa un colloquio per verificare se il rapporto è stato a rischio oppure no e per fornire le istruzioni d’assunzione. Le pillole sono 2 da prendere a distanza di 12 ore l’una dall’altra.
Non provoca sterilità nella donna.
Buon giorno. Volevo fare una semplice domanda. Ma la pillola del giorno dopo si può prendere in consultorio senza avere una prescrizione dal “medico di famiglia”? Ho bisogno di una risposta al più presto. Grazie mille!!!

Al Consultorio il ginecologo valuterà se è il caso di prescriverla ed eventualmente farà la ricetta direttamente senza passare dal medico di famiglia. Si può andare anche direttamente dal proprio medico se nelle vicinanze non c’è un Consultorio.
Interruzione di gravidanza
Come si fa ad abortire? A chi ci si deve rivolgere? Quanto costa un aborto? Quanto tempo occorre?
In Italia esiste una legge che regola il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza se vuoi puoi trovarla in diversi siti, tra cui il sito diritto e famiglia. La procedura è gratuita. A meno che non si tratti di casi urgenti, i tempi sono variabili e dipendono dalle liste d’attesa dei vari ospedali.
Sono minorenne, vorrei abortire senza dirlo ai miei genitori perché non l’accetterebbero mai, compio 18 anni a dicembre, è possibile?
In Italia esiste una legge che stabilisce le norme per l’interruzione volontaria di gravidanza anche per le minori. Per questo ti devi rivolgere ad una struttura consultoriale dell’Azienda Sanitaria del tuo territorio dove troverai personale esperto che ti potrà aiutare e consigliare.
Solitamente ho il ciclo regolare ma ultimamente, dopo aver avuto dei rapporti completi con mio marito senza aver usato nessun contraccettivo, mi è tornato il ciclo abbondante con un anticipo di quattro giorni. A cosa sarà dovuto questo anticipo del ciclo? A qualche aborto spontaneo?
Non si può dire. Potrebbe essere un banalissimo anticipo. Più spesso gli aborti precoci avvengono con un lieve ritardo del flusso.
Salve sono un ragazzo di 18 anni. Circa 2 settimane fa durante un rapporto il preservativo si è rotto e sfortunatamente ce ne siamo accorti dopo. Adesso la mia ragazza ha un ritardo di 13 giorni e siamo preoccupati. La mia domanda è se in tal caso è possibile l’aborto con quali metodi e in quali sedi.
Prima di tutto eseguito un test di gravidanza e, se positivo, rivolgetevi ad una struttura consultoriale del Vostro territorio (Consultorio familiare dell’Azienda USL). Per il futuro sappiate che, in caso di rottura del profilattico esiste la possibilità di assumere la pillola del giorno dopo, entro massimo 72 ore, da richiedere presso una struttura sanitaria (medico curante, consultorio, PS, etc..)

Problemi in gravidanza
Sono una ragazza di 19 anni alla 32esima settimana di gravidanza. Pochi giorni fa ho avuto delle perdite liquide di colore bianco inodore, seguite dalla perdita di un grumo bianco più consistente (tipo cera).Tutto ciò è avvenuto il giorno dopo aver avuto un orgasmo seguito da leggere contrazioni che si ripetevano circa ogni 10 minuti per 6 volte. (Le premetto che da un po’ di tempo combatto con fastidiosi pruriti da candida.) Il giorno che ho avuto le perdite sono stata in clinica dove mi hanno fatto una ecografia: il bambino non aveva rotto il sacco amniotico e per quanto riguardava quel grumo, mi hanno detto che poteva trattarsi di una parte del tappo mucoso. Devo preoccuparmi per un parto pretermine? E inoltre come dobbiamo regolarci con i rapporti sessuali ed eventuali orgasmi?
Non ci sono regole fisse predeterminate. Esiste invece un’autoregolazione.
Se ti sei accorta che in questo periodo il rapporto ti provoca contrazioni, forse sarebbe meglio evitarlo per precauzione.
Volevo sapere se è possibile che durante i primi mesi della gravidanza (esattamente primo e secondo) ci siano perdite molto simili a quelle mestruali però ad intervalli più brevi (più o meno ogni 15 o 20 giorni).
La normalità in gravidanza è che non ci siano perdite di sangue. Può capitare a volte che nell’ambito del primo trimestre alla ricorrenza mestruale si verifichino piccole perdite ematiche di breve durata. Ogni altra perdita ematica va valutata opportunamente con un controllo ginecologico.
10 e mio marito desideriamo un bambino, è da un po ’ di tempo che ci proviamo ma non succede niente… volevo sapere se il fatto che fumiamo tutti e due potrebbe essere la causa del fatto che io non rimango incinta.
11 fumo non fa bene per altri motivi, ma nel tuo caso non c’è rapporto causa- effetto.
Sono rimasta incinta (fortunatamente), ma ho una paura matta di poter perdere il bambino visto che a una mia amica è successa questa cosa. Vorrei sapere quali sono le cose da evitare assolutamente per non incorrere nella stessa disgrazia.
La maggioranza degli aborti spontanei ha causa genetica, non sono causati da comportamenti a rischio. Vivi la tua gravidanza tranquillamente. È chiaro

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