La famiglia di Nicky Hayden dice “sì” alla donazione degli organi: La sorella: “Ho perso il mio migliore amico”

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 Un campione resta tale anche dopo la sua morte, è questo il caso di Nicky Hayden, la famiglia nel rispetto delle volontà del pilota ha acconsentito all’espianto degli organi per la donazione.

Gli organi di Nicky Hayden saranno donati a bisognosi in attesa di trapianto. In questi ultimi giorni, si è parlato molto delle sue qualità di sportivo, ma questa scelta ci parla delle sue qualità umane e completa il ritratto di un giovane uomo davvero straordinario. Siamo tutti orgogliosi di lui. Voleva vincere ed è riuscito a diventare Campione del mondo. E’ già stato dato il via libera, da parte della Procura, per l’espatrio a Owensboro, paese natio di Hayden, dove sono già state disposte le bandiere a mezz’asta per decisione del sindaco.

Si è spento ieri all’Ospedale Bufalini di Cesena Nicky Hayden, e oggi il fratello Tommy ha ringraziato tutti per la numerosissime dimostrazioni d’affetto ricevute e l’ospedale italiano per la gentilezza e il grande lavoro fatto per tentare di salvare Nicky: “Vorrei ringraziare tutti per i messaggi di supporto, è stato di conforto per noi sapere che Nicky ha toccato così tante persone in positivo”. Ci mancherà terribilmente. Ci teniamo anche a ringraziare il personale dell’ospedale per il suo incredibile supporto.

Emergono ulteriori dettagli in merito all’incidente occorso a Nicky Hayden. Un video girato da alcune telecamere di sorveglianza mostrerebbero che il pilota statunitense non si è fermato allo stop con la sua bici.

Stamattina il “Corriere di Romagna” svela un retroscena: esiste un video, di buona qualità, che mostra l’incidente fra Hayden e la Peugeot 206 che l’ha travolto, avenuto lungo la strada Riccione-Tavoleto. Il padrone di casa ha consegnato le immagini ai vigili, che in questi giorni hanno svolto i sopralluoghi per conto della procura. L’automobilista alla guida della macchina, di trent’anni, è ancora sotto shock e non rientrerà a lavoro per un’altra settimana. Si valuta la possibilità che Hayden stesse ascoltando musica mentre pedalava in sella alla sua bici. Un video che oltre a fugare ogni dubbio residuo sulla dinamica, permetterà al consulente nominato dal pm Paolo Gengarelli di calcolare anche la velocità dell’automobile.

Il quadro clinico di Hayden resta di estrema gravità per trauma addominale e cranico riportati ma soprattutto per il conseguente edema cerebrale sul quale gli specialisti del Bufalini, dopo la diagnostica, hanno deciso di non intervenire chirurgicamente. Hayden aveva riportato un grave politrauma che ha causato gravi danni cerebrali con una prognosi che è sempre rimasta riservata. Non ha mai ripreso conoscenza.

Accanto al campione del Kentucky si trovano la madre Rose e il fratello Tommy, giunti dagli Stati Uniti, la fidanzata Jackie, al suo fianco fin dal ricovero e membri del team Red Bull Honda di Superbike con cui Hayden corre nel Mondiale Superbike. Il padre è dovuto rimanere negli Usa per problemi cardiaci che non gli permettono di affrontare il volo.

Nicky non si è fermato allo stop perché distratto dalla musica? È questo il grande giallo emerso nel dramma dell’incidente di Hayden, mentre sono sempre meno i dubbi sulla dinamica. Le forze dell’ordine stanno infatti facendo pian piano luce sulle cause che mercoledì scorso hanno portato il campione del mondo della MotoGp 2006 altremendo impatto.

Secondo quanto risulta dalle indagini, il 35enne di Owensboro in sella alla sua bicicletta non ha rispettato il segnale di stop posto nel punto in cui via Ca’ Raffaelli (la strada che il centauro americano stava percorrendo) si immette in via Tavoleto. In quel momento dalla strada principale sopraggiungeva con una velocità superiore al limite imposto dalla legge di 50 km/h la Peugeot guidata da un 29enne di Morciano di Romagna.

Inevitabile l’impatto frontale-laterale che ha sbalzato Nicky fuori dalla sella facendolo finire prima sul parabrezza dell’auto e poi sull’asfalto. Sul luogo non sono state rinvenute tracce di frenate prolungate. Il guidatore dell’auto è stato subito sottoposto ai test di screening per l’assunzione di alcool (cui è risultato negativo) e droga (cui ancora si aspettano gli
esiti). «Stavo andando al lavoro e me lo sono trovato davanti all’improvviso dallo stop.

È sbucato fuori a sorpresa, non l’avevo visto», le parole dette dall’automobilista al suo legale, Pier luigi Autunno, che svela come sia «fisicamente illeso ma moralmente distrutto nel sapere che un suo coetaneo lotta per non morire».Questi gli elementi dunque su cui lavorerà la Procura di Rimini che ha già aperto un fascicolo per lesioni stradali. Il pm Paolo Gengarelli nominerà un proprio perito ed è probabile che la stessa cosa facciano sia il legale della famiglia Hayden che quello del giovane automobilista.

Ancora tutta da chiarire invece la questione per quel che riguarda la velocità effettiva della Peugeot e di quanto dunque superasse il limite di velocità e la verifica delle indiscrezioni secondo le quali al momento dell’arrivo dei soccorsi accanto al campione di motociclismo sarebbe stato rinvenuto un iPod acceso, un piccolo dispositivo per ascoltare musica. Sorge dunque il dubbio che Kentucky Kid possa essere stato distratto dalla musica e, non avendola certamente vista, non abbia nemmeno sentito arrivare l’auto. Fosse così, si tratterebbe di una legerezza che potrebbe rivelarsi fatale, e a poco serve constatare (ma è bene ribadirlo) che l’articolo 173 del codice della strada da 1993 proibisce di andare in bicicletta con cuffie o auricolari, equiparate in questo caso al telefonino.

Gli unici dispositivi autorizzati sono il vivavoce e l’auricolare singolo.E purtroppo, nessuna novità positiva arriva dal reparto di Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena, dove Nick lotta tra la vita e la morte per un «grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale», un edema di otto millimetri (clinicamente è molto vasto) che impedisce ai medici di operarlo. E che rischia di compromettere irrimediabilmente il decorso. Ieri sera l’ospedale non ha emesso comunicati perché la situazione resta invariata.

Ciao Nicky. E ora ritirate il 69: Due ruote, un destino: Hayden muore dopo cinque giorni di agonia per l’incidente in bici

Ciao Nicky. Non ce l’hai fatta. Te ne sei andato così assurdamente e dopo cinque giorni di agonia in coma, devastato dall’impatto a 30 all’ora con un’auto all’ombra della Curva della Quercia del circuito di Misano, mentre ti stavi allenando in bici. Una Specialized come quella, tutta rossa, che usavi per girare in pista nei weekend di gara e che in una serata di novembre a Valencia, alla fine dei test e della stagione, abbiamo caricato sulla macchina per portarla in hotel. Volevi riportarla a casa, nel tuo Kentucky. Sorridendo, anche se stavi per lasciare la Ducati.

Te ne sei andato così assurdamente che pure i medici sono andati fuori giri, anticipando a metà pomeriggio il comunicato della tua morte («il Collegio medico ha accertato il decesso del paziente Nicholas Patrick Hayden, ricoverato da mercoledì scorso 17 maggio nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena a seguito del gravissimo politrauma occorso in quella stessa data»), per poi rivederlo con un’ora (le 19.09) che non è stata quella dell’annuncio alla famiglia. E dopo la pubblicazione della notizia che un video di sorveglianza di una casa sul luogo dell’incidente dimostrerebbe che sei stato tu a non fermarti allo stop.
Già, la famiglia. La tua Stella Polare come le moto sono state la tua Croce del Sud. Zenit e Nadir, sole e luna. “Bikes and family” il tuo motto.

Con quel numero 69 scelto perché lo usava tuo padre, bloccato nel dolore con altre due figlie Jenny e Kathleen in America dai medici per i suoi acciacchi che ti preoccupavano da anni. «69 perché, come si può leggere facilmente anche a testa in giù, dopo una caduta», amava spiegare con ironia Earl Hayden. E così i suoi figli piloti. Tu, Roger Lee, il minore, e Tommy, il più grande che ti è stato accanto fino all’ultimo momento con mamma Rose e Jackie, la fidanzata alla quale avevi chiesto la mano secondo tradizione, inginocchiandoti sotto la luce della luna a Venezia. Riritatelo, quel 69. Come il 58 di Marco Simoncelli.

«A nome di tutta la famiglia Hayden e di Jackie vorrei ringraziare tutti per i messaggi di sostegno che ci sono arrivati – scrive Tommy -. Sono stati di grande conforto per noi e siamo felici che Nicky avesse dato un’immagine di sé molto positiva nelle persone. Nonostante questo sia per noi un momento di estrema tristezza, vorremmo che tutti ricordassero Nicky nei suoi momenti più felici, ovvero mentre pilotava una moto. Sin da bambino sognava di diventare un pilota professionista e non solo ci è riuscito, ma è anche riuscito ad arrivare all’apice diventando campione del mondo di MotoGP».
Era il 2006, al termine di una pazza stagione, col compagno Dani Pedrosa (rimasto uno dei tuoi migliori amici) a buttarti giù nel penultimo GP all’Estoril e Valentino Rossi a spalancarti la porta del paradiso delle due ruote cadendo nell’ultimo a Valencia. Due dei tuoi vicini di box che certificano una grandissima verità: nessuno ha mai parlato male di te, tutti ti amavano. Valentino che l’ha accolto alla Honda al debutto in MotoGP nel 2003 e col quale hai condiviso col sorriso i due anni neri in Ducati, ma pure Max Biaggi che ora dice «tutto questo è senza senso» e Casey Stoner. «Sono sconvolto» scrive Marc Marquez. La Superbike dove correvi da due anni piange. Ti ricordano tutti, anche al di fuori dalle moto. In Formula 1 (dalla Mercedes alla Red Bull, da Massa a Bottas), nel calcio (Toro, Milan, Roma, Meggiorini che ha tatuato il tuo 69), il presidente del Coni Malagò, Sky che ti dedica il palinsesto del suo canale MotoGP.
Anche noi ti amavamo. Sei venuto a Tuttosport nel giugno 2010. Qualche ora da giornalista, sorridendo. Un mese dopo ci raccontavi i segreti del Cavatappi di Laguna Seca. La tua curva, la tua pista (2 delle 3 vittorie in MotoGP). Sempre col sorriso. Ciao Nicky, ci mancherai.

TUTTA LA VICENDA SIN DALL’INIZIO

Nicky Hayden, come si temeva da giorni, non ce l’ha fatta. Il pilota Usa della Moto Gp e della Superbike non ce l’ha fatta. Aveva 36 anni. Tutta la famiglia presente in Italia si è raccolta all’ospedale Bufalini di Cesena. Quello che si temeva è quindi accaduto.Del resto dopo l’incidente Nicky non è mai migliorato. Il politrauma subito nell’impatto con la Peugeot che l’ha investito è stato mortale fin dal primo istante. Dopo ci sono stati solo 5 giorni di coma.

Il comunicato dell’ospedale Bufalini

Questo il comunicato diffuso nel pomeriggio di oggi dall’ospedale di Cesena: “Il Collegio medico ha accertato il decesso del paziente Nicholas Patrick Hayden, ricoverato da mercoledì scorso 17 maggio nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena a seguito del gravissimo politrauma occorso in quella stessa data”.

Il decesso è avvenuto intorno alle 13, poi sono iniziate le 6 ore di “osservazione”, prima che i medici sanciscano ufficialmente la morte del pilota.

Apparso nella mattina del 22 maggio il video dell’incidente

Emerge un video dello scontro sulla strada Riccione-Tavoleto che ha ridotto in fin di vita Nicky Hayden, 36 anni. Il filmato – secondo quando riferisce riminitoday.it – proviene da un impianto di videosorveglianza di una casa a poca distanza dall’incrocio tra via Ca’ Raffaelli e via Tavoleto, il luogo dell’incidente. Immagini acquisite dagli agenti della polizia municipale di Riccione e che non lascerebbero dubbi su quanto sia accaduto.

Le prime immagini dell’impatto e la dinamica

Secondo le indiscrezioni si vedrebbe Hayden tirare dritto all’incrocio senza fermarsi mentre, dalla sua sinistra, stava arrivando la Peugeot guidata da un uomo di 30 anni di San Giovanni in Marignano. Lo stesso filmato dovrà essere analizzato dagli inquirenti per capire se l’auto che ha investito Hayden rispettasse o meno i limiti di velocità. Al vaglio anche l’ipotesi che il pilota americano potesse essere distratto dalla musica dell’iPod ritrovato sul luogo del sinistro durante i rilievi di rito.

Negli Usa i test clinici

Il fratello di Nicky Hayden, Tommy, sta cercando negli Stati Uniti una risposta alle drammatiche condizioni del pilota, che non si è più ripreso dopo essere stato investito da un’auto a Ricicone mentre si allenava in bici. Tommy, che è da giorni all’ospedale di Cesena al capezzale del fratello, assieme a mamma Rose e alla fidanzata di Nicky Jaquelin, per non lasciare nulla di intentato, ha voluto inviare tutti i risultati degli esami ai quali è stato sottoposto il pilota a diversi specialisti Usa.

Un consulto transoceanico, insomma. Ma, più che una speranza, è un tentativo per non lasciare nulla di intentato.

La famiglia ringrazia i tifosi di Nicky

La famiglia Hayden, intanto, attraverso il suo avvocato Moreno Maresi, ha detto: “Ringraziamo i tantissimi sportivi e la gente comune che ci sta dimostrando una grandissima vicinanza in questo drammatico momento. In particolare ringraziamo il personale medico e di primo soccorso che si sono adoperati e si stanno adoperando per Nicky”.

In molti, al Bufalini di Cesena, in questi giorni hanno voluto dimostrare il loro affetto portando fiori e messaggi di incoraggiamento per il campione statunitense che sta combattendo la sua battaglia più difficile.

Il pilota in gravissime condizioni: le notizie del 21 maggio

Restano gravissime le condizioni di Nicky Hayden, investito mentre era in sella alla sua bici. La famiglia del pilota Usa, arrivata in Italia dopo il tragico incidente, ha conferito procura all’avvocato Moreno Maresi, che ha formalizzato l’assunzione di essa.

Il Pm Paolo Gengarelli ha aperto un fascicolo per lesioni gravi conseguenti a un indicente stradale e ha disposto perizia per ricostruire la dinamica dello scontro che ha coinvolto il pilota in bicicletta e un trentenne di Morciano che guidava la Peugeot che ha investito il campione di motociclismo, che ha dichiarato di essersi trovato il pilota dalla alla sua auto all’improssio e di sperare che Nicky si salvi.

L’avvocato Maresi valuterà nelle prossime ore il nome del consulente di parte incaricato di prendere parte dall’iter della perizia. Nel contempo la famiglia di Hayden, tramite Marco Chini (World SBK Operations Manager di Honda), ha ringraziato i medici, gli sportivi e i tifosi vicini a Nicky e ai familiari in questo momento. Nella foto in basso Nicky con la fidanzata Jaqueline, anche lei vicina a lui in ospedale.

Le notizie del 19 maggio: arrivati i familiari dagli Usa

Non migliorano, secondo i medici del Bufalini di Cesena, le condizioni di Nicky Hayden. I familiari, arrivati dagli Usa, sono andati subito a trovarlo in ospedale. La prognosi è sempre riservata. Si fa sentire tutto il mondo del motociclismo e non solo. L’ospedale di Cesena possiede uno dei “trauma center” più avanzati d’Italia, con un valido reparto di neurochirurgia. Ma finora il pilota non è stato operabile.

L’ultimo bollettino: situazione ancora gravissima

“Le condizioni cliniche di Nicky Hayden restano estremamente gravi. Il giovane, che si trova ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena, ha riportato un grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale. La prognosi resta riservata”: parole secche, ma purtroppo chiarissime nell’ultimo bollettino di ieri dell’ospedale Bufalini di Cesena. E oggi la situazione è la stessa.

Non resta che continuare a sperare. La sorella di Hayden ha pubblicato un post in cui invita il fratello a resistere: “Nicky è stato sempre forte”: ha scritto.

Dal suo canto, Livio Suppo, grande esperto di MotoGp e team manager della squadra Repsol Honda (la stessa per cui corre Hayden) ha detto nel pomeriggio di venerdì 19 maggio alla trasmissione di Sky dedicata alla Moto Gp che “Nicky è un gran combattente, eppure – da quanto si sa – solo un miraoclo può salvarlo”.

Il post commosso di Valentino Rossi: le notizie del 18 maggio

Valentino Rossi ha postato un commosso omsggio con una bellissima foto sulla sua pagina Facebook  in cui i due campioni si tengono per mano. Il testo potete leggerlo sotto, quasi integralmente.

L’abbraccio postato da Valentino l’abbiamo “tagliato” anche per la foto di apertura perché ci piaceva molto. È stato emesso anche un comunicato ufficiale della Honda, in cui afferma che non verrà diffuso nessun bollettino sulle condizioni di Nicky, se non autorizzato dall’ospedale o dai familiari.

Stagione terribile sulle strade per i ciclisti

Stagione terribile per chi va in bici sulle strade. Dopo la morte di Scarponi e il grave incidente al capitano del team Sky, Froome, anche un campione del motociclismo, che corre in Moto Gp e in Superbike,  Nicky Haiden, 36 anni è stato investito e ricoverato a Rimini in gravi condizioni per il doppio trauma riportato: al torace, al cranio, al femore e al bacino.

Trasportato in eliambulanza

Nel pomeriggio di ieri Hayden è stato trasferito all’ospedale Bufalini di Cesena. È in prognosi riservata. Non è stato operato perché le sue condizioni sono state considerate troppo precarie. È stato ricoverato in rianimazione, come spiega il primo bollettino della struttura sanitaria dove è giunto in eliambulanza.

Emorragia cerebrale

Il nuovo bollettino, diffuso nella prima mattinata di oggi, giovedì 18 maggio, parla di condizioni invariate e, rispetto al precedente, si parla di un’emorragia cerebrale. Ancora non si parla di intervento chirurgico e le prossime ore saranno determinanti per capire come procedere. Il prossimo aggiornamento è previsto per le 12.45.

Arriva la famiglia dagli Stati Uniti

Nicky domenica aveva corso in Superbike a Imola, poi era rimasto in Romagna del divertirsi con l’altra sua grande passione, la bici. La sua famiglia sta arrivando dall’America. L’atterraggio degli Hayden è previsto nel primo pomeriggio all’aeroporto di Bologna. In Italia ci saranno la mamma Rose e il fratello maggiore Tommy, ex pilota professionista, ospitati da amici italiani. È rimasto negli Stati Uniti invece papà Earl, che di recente da avuto problemi cardiaci. Già in ospedale la Superbike della Honda.

La foto che vedete sopra era stata postata soltanto ieri nella sua pagina Instagram e Hayden era assieme a un suo meccanico della Honda, contento di condividere quest’altro sport.

Il campione di 35 anni, nato negli Usa,  è rimasto coinvolto in un serio incidente stradale nel pomeriggio, intorno alle 14, sulla strada provinciale Riccione-Tavoleto.

Si stava allenando con la bici da corsa quando è stato investito da una Peugeot (nella foto qui sopra, la vettura dopo lo scontro col pilota, in basso la bicicletta di Hayden finita in fondo a un burrone).

La notizia è stata diffusa per prima da Riminitoday.it.

Hayden, che ama l’Italia, dopo la gorsa di Imola era rimasto in Italia con la fidanzata Jackie Marin. Americana come lui, Jackie è un’aspirante attrice ed è stata protagonista del reality show di successo “Tequila Sisters” (i due insieme nella foto in basso)

La bici da corsa ha sfondato il cofano

Secondo quando riferisce la testata on line romagnola Hayden, in bici co un gruppo di amici, sarebbe stato travolto dalla macchina, finendo sul cofano e sfondando il parabrezza. La bici, accartocciata, è finita nel fosso a lato della strada.

Hayden, stabilizzato sul posto, è stato poi trasportato in codice di massima gravità all’ospedale Infermi di Rimini dove, sempre secondo Rimini Today, si trova in prognosi riservata.

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