Igor Il Russo invia una cartolina ai carabinieri: “Addio Italia, soldati fate schifo” si sospetta una burla

Si Torna a parlare di Igor, il killer che ha fatto perdere completamente le sue tracce e che nei giorni scorsi ha ho fatto recapitare una cartolina ai carabinieri. Igor Vaclavic, alias Norbert Feher, è il killer in fuga da oltre due mesi, dopo avere ucciso a Budrio il barista Davide Fabbri, ed una settimana dopo nel ferrarese Valerio Verri, una guardia ecologica volontaria. Come già riferito, nei giorni scorsi i pm che indagano sul caso hanno intervistato la vedova di Davide Fabbri il barista ucciso a Budrio il primo aprile scorso cercando di capire cosa sia accaduto; gli inquirenti stanno cercando di capire se effettivamente potrebbe esserci qualcuno che sta aiutando Igor a nascondersi, e se effettivamente vi è la possibilità di non trovarlo più tra Molinella e Portomaggiore, dove è  stato avvistato l’ultima volta.

Nei giorni scorsi, però, nel caso sembra esserci stato un vero e proprio colpo di scena visto che i carabinieri di Ferrara hanno ricevuto una cartolina piuttosto particolare, con un’ immagine raffigurante la nave ammiraglia della Marina Militare, quella Amerigo Vespucci dove si sono formati tanti marinai Tricolori, la quale presenta una freccia rossa sulla vela di poppa, mentre sul retro vi è un messaggio sgrammaticato firmato proprio Igor. Secono Quanto emerso, la cartolina presenterebbe un insolito messaggio indirizzato al comando centrale carabinieri Ferrara senza indirizzo, la quale sarebbe stata acquistata proprio a Livorno.

“Per grazie Livorno. Addio Italia m… e soldati sckifi. Igor“, è questo è il testo della cartolina recapitata ai carabinieri inviata molto probabilmente dal killer Igor che avrebbe deciso di inviare un messaggio alle forze dell’ordine, facendo sapere di essersi allontanato dall’Italia. La cartolina è stata pubblicata su alcuni giornali locali ma al momento si sta cercando di capire se si tratta di un vero o di un falso e nello specifico gli inquirenti stanno cercando di scoprire se la cartolina è stata davvero firmata da Igor il russo o se si tratta di un burlone qualsiasi. Il timbro postale risalirebbe al 17 maggio e sarebbe riconducibile al centro smistamento meccanizzato postale di Firenze, ciò significa che chiunque avrebbe potuto spedirla da Ferrara.

Il fatto che Il timbro risalirebbe allo scorso mese di maggio, farebbe pensare che si tratti proprio di una cartolina spedita da Igor visto che è da metà maggio che non si trovano più tracce biologiche di quelle che ormai non è più un fuggitivo ma un latitante. Igor da 71 giorni risulta introvabile e sono stati circa 1000 gli uomini delle forze armate impegnate in questi mesi nella ricerca di quello che ormai non è più un fuggitivo ma un latitante. I carabinieri, intanto, continuano a cercarlo nella bassa emiliana, anche se tutto fa pensare che da lì si sarebbe spostato nelle scorse settimane e il rischio che ormai sia molto lontano dal nostro paese, ad oggi sembra molto alto.

Una misteriosa e provocatoria cartolina. Spedita ai carabinieri. Scritta in un italiano più che incerto, come se l’autore fosse straniero. Ma scritta davvero da Igor Vaclavic, il bandito slavo 36enne colpevole di due omicidi e ricercato invano a un paio di mesi? Oppure opera di un burlone mitomane?

Certo è che l’epopea di Igor – alias Norbert Feher – colui che ha ucciso lo scorso 1 ° aprile a Budrio, nel Bolognese, il tabaccaio Davide Fabbri, e ha poi freddato una settimana dopo la guardia ecologica Valerio Verri che l’aveva intercettato lungo la strada per Ferrara, si arricchisce di un nuovo, incredibile capitolo.

Quasi cinematografico. Il quotidiano “La Nuova Ferrara” riporta infatti la notizia di una cartolina arrivata nelle scorse ore al comando dei carabinieri di Ferrara. Una cartolina che raffigura l’Amerigo Vespucci, la famosa nave scuola della Marina Militare italiana, con una freccia schizzata a penna che indica la poppa del veliero. Sul retro, in una calligrafia incerta e sgrammaticata, una scritta, tutta in stampatello: «Per grazie Livorno.

Addio Italia m… e soldati skifi». Formato: «Igor». Il timbro postale è del 17 maggio, apposto dal centro smistamento meccanizzato postale di Firenze. Gli investigatori, che già in passato hanno dovuto far fronte a numerose false segnalazioni, stanno esaminando la grafia e le eventuali impronte sulla cartolina. Il sospetto, come detto, è che possa trattarsi di un mitomane. Oppure di una burla.

D’altro canto, la vicenda ha anche un contorno giuridico. Maria Sirica, proprio la vedova di Davide Fabbri, ha avviato le pratiche che porteranno a formalizzare una denuncia e una causa di risarcimento danni nei confronti del ministero dell’Interno per la mancata espulsione del killer. Dell’aspetto legale si occuperà l’avvocato messo a disposizione gratis dall’Ascom, Giorgio Bacchelli. Che domani farà il primo passo ufficiale, scrivendo alla Questura di Rovigo e al Tribunale di Ferrara per chiedere, rispettivamente, l’ordine di espulsione del settembre 2010 e la sentenza di condanna per rapina del maggio 2011 che, alla fine, disponeva an- ch’essa l’espulsione di Igor. Espulsione che poi, come è tragicamente noto, non si concretizzò mai.

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