Incendio a Mortara, a fuoco un capannone di rifiuti speciali: In fiamme copertoni e alluminio, coinvolti una decina di Comuni

Un vastissimo incendio si è verificato purtroppo nella giornata di ieri nella zona industriale di Mortara, nel Pavese dove le fiamme sono divampate intorno alle ore 6.30 all’interno della ditta Eredi Bertè di via Fermi, che per chi non lo sapesse si occupa del recupero di rifiuti speciali.

Secondo quanto emerso, le fiamme sarebbero partite da uno dei capannoni della ditta che si occupa di stoccaggio di metalli e rifiuti speciali, le quali hanno richiesto l’intervento immediato dei vigili del fuoco provenienti un po’ da tutta la provincia, da Milano e dal Piemonte. Dunque, nella mattinata di ieri intorno alle ore 6:00 alla Eredi Bertè di Mortara, che si occupa del ritiro e smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi, montagne di plastica, gli scarti di ogni tipo alti circa 10 metri e contenenti anche gomma, sono andati in fiamme tanto che il prefetto di Pavia Attilio Visconti ha lanciato l’allarme per il pericolo diossina, invitando tutti i residenti a lasciare chiuse le finestre e le porte di casa.

Ad accorgersi delle fiamme e dell’incendio che si è propagato piuttosto velocemente sono stati i dipendenti della stessa ditta, i quali hanno allarmato i soccorsi che come abbiamo detto sul posto sono intervenuti nel giro di pochi minuti, ben 12 squadre di vigili del fuoco provenienti da tutta la provincia da Milano e da Vercelli. “Chiudetevi in casa, chiudete le finestre, non mangiate ortaggi e frutti locali“, è questo l’annuncio diramato dai sindaci di Mortara Vigevano e tutti i comuni limitrofi, proprio per il pericolo della diossina vista la quantità di materiale plastico  che ha bruciato per diverse ore. Proprio nella giornata di ieri, era prevista da tempo la visita ispettiva semestrale dell’Arpa presso lo stabilimento della ditta Eredi Bertè.

Il sindaco ha emesso un’ordinanza invitando, come già detto, i propri cittadini a rimanere all’interno delle proprie abitazioni, chiudendo porte e finestre e lo stesso lo ha fatto il sindaco di Vigevano Andrea Sala. Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, pare che tra i rifiuti sono andati in fiamme anche quelli speciali e metallici, compresi residui di alluminio e pneumatici accumulati fuori dal capannone.

Tanta preoccupazione anche nel Novarese e nello specifico nei paesi della provincia che confinano con il paese a pochi chilometri in linea d’aria dal luogo dell’incendio, dove i residenti hanno potuto ben vedere la colonna di fumo che via via andava avanzando tanto che il sindaco di Borgolavezzaro Annalisa Achilli ha provveduto ad avvisare, come i colleghi, i suoi concittadini invitandoli a non lasciare aperte le finestre nell’attesa di sapere cosa sia realmente accaduto. Intanto per la giornata di oggi le scuole rimarranno chiuse a Mortara e Vigevano e in mattinata verrà prelevato il campione ad alto volume, installato da Arpa al fine di determinare la presenza di microinquinanti; i risultati saranno disponibili per gli affini entro 72 ore dalla consegna al laboratorio.

La prima maledetta scintilla alle sei di mattina. Poi l’infemo ad alimentare fiamme alte fino a tre metri e una colonna di fumo visibile fino a 15 chilometri di distanza, capace di portare la paura diossina fino al vicino confine tra Lombardia e Piemonte. Così ieri mattina Mortara, provincia di Pavia, si è svegliata con il sole oscurato da nubi nero-pece, mentre il rogo alla Eredi Bertè – società che tratta rifiuti speciali pericolosi – incendiava di rosso porpora anche le vicine risaie.

Le fiamme sarebbero partite da uno dei capannoni della ditta che si occupa di stoccaggio di metalli e rifiuti speciali. Un disastro ambientale che ha portato in terra lomellina Vigili del fuoco da tutta la provincia, da Milano e dal Piemonte. A preoccupare è soprattutto il rischio diossina, con il pensiero che subito è corso al 10 luglio 1976, quando ad avvelenarsi fu Seveso. Una paura concreta, tanto che a Mortara, per coordinare le operazioni di messa in sicurezza e sincerarsi dei reali pericoli, è arrivato anche il prefetto di Pavia Attilio Visconti: «Non d sono buone notizie – ha spiegato il rappresentante del governo -. Abbiamo dato ordine ai sindaci dei Comuni limitrofi nell’arco di 15 chilometri (Cilavegna, San Giorgio, Gravellona, Albonese, Castello D’Agogna, TromeUo, ndr) di far restare i cittadini nelle case, allargando l’allamie anche a Vigevano». È stato inoltre consigliato di non raccogliere verdure dai campi.

Stessa procedura di allerta tra i Cornimi piemontesi che guardano al confine, da Alessandria a Novara, dove il vento ha spinto le polveri della nube per buona parte della giornata. In via precauzionale sono state fatte evacuare le fabbriche vicine, per dar modo alla squadra emergenze di Arpa Lombardia di avviare le indagini necessarie. E sempre sulla sponda piemontese, nei paesi della provincia di Novara che confinano con il Pavese, l’Arpa locale dovrà chiarire se e come l’aria sia rimasta contaminata dai fumi tossici arrivati dalla Lomellina. Il sindaco di Borgolavezzaro, Annalisa Achilli, ha provveduto ad avvisare i cittadini di non lasciare aperte le finestre, i colleghi di Mortara Marco Facchinotti e di Vigevano Andrea Sala hanno deciso di tenere per oggi chiuse le scuole dei loro Comuni. Un vero stato di emergenza, con le squadre dei vigili del fuoco rimaste alla Bertè anche in serata visto che domare l’incendio è risultato molto difficoltoso perché, secondo i tecnici, non sarebbero state rispettate le distanze tra i cumuli di rifiuti, consentendo così alle fiamme di propagarsi con maggior rapidità e veemenza.

Secondo Legambiente, quello di Mortara è l’ultimo di una lunga serie di roghi che investe pericolosamente l’intero Paese: negli ultimi due anni sarebbero più di 250 gli incendi in Italia in discariche e impianti di gestione dei rifiuti. «La gestione dei rifiuti nel triangolo della diossina della Lomellina è purtroppo una bomba ecologica ad orologeria che va disinnescata», ha poi dichiarato il delegato Wwf in Lombardia Paola Brambilla. Peraltro, la ditta è una nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), vale a dire una nuova società che ha ottenuto i permessi, ed è stata inserita nella programmazione dei controlli a far data dal 2016. Ieri era previsto l’avvio della visita ispettiva ordinaria 2017 secondo la programmazione fatta dalla Regione Lombardia, che deve considerare la tipologia di attività e delle emissioni, il contesto territoriale e la gestione dell’impianto. Controlli sospesi a causa dell’incendio. Ma che, a maggior ragione, dovranno essere fatti al più presto.

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