Tir travolge cantiere sulla a10. Travolti gli operai: 2 morti

Grave incidente è avvenuto nella giornata di ieri sulla A10 Genova-Savona, nel tratto fra Albissola e Celle Ligure, investendo quattro operai che lavoravano in un cantiere, uccidendone due, mentre gli altri due sono rimasti feriti.L’incidente è avvenuto nella giornata intorno alle ore 9.30, quando l’artista di un tir con targa spagnola ha perso il controllo del mezzo, che si è adagiato su un fianco, travolgendo una macchina, che è finita in una scarpata, schiantandosi poi contro un cantiere, investendo un gruppo di operai che erano al lavoro. Due dei lavoratori, purtroppo, sembrano essere morti sul colpo, mentre gli altri sono rimasti feriti in modo piuttosto grave; altri quattro sono stati portati al pronto soccorso dell‘ospedale San Paolo, due in codice osso e due in giallo.

Tutti gli operai facevano parte di una squadra che era arrivata da Ovada e avevano dato il cambio ai colleghi del turno precedente da una decina di minuti. Le vittime, sono Antonio Gigliotti, un uomo di 44 di Rocchetta Tanari in provincia di Asti e Giovanni Casaburi di 53 anni originario del Salernitano e residente a Ovada in provincia di Alessandria; ad avvertire le famiglie del loro decessi sono stati gli agenti della polizia stradale. Rimasti feriti anche una coppia di Borghetto Santo Spirito, ovvero Osvaldo Entradi di 49 anni e Orietta Noli di 8 i quali viaggiavano a bordo della Opel Astra colpita dal camion; feriti anche altri operai, tre dei quali sono stati identificati alla Polizia Stradale e si tratterebbe di Antonio C, Claio P e Giambattista G.

“I racconti che ci arrivano dalle pattuglie della Polizia Stradale ci confermano che quella strada non consente la minima distrazione ma che ha anche condizioni di rischio oggettive proprio per il fatto di essere un susseguirsi di gallerie, curve, viadotti. A queste vanno aggiunte altre considerazioni: il traffico pesante beneficia di tantissime deroghe, quello che attraversa la frontiera addirittura di 4 ore in meno di stop. Non meravigliamoci dunque se gli incidenti crescono. I cantieri stradali, poi, sono uno dei punti deboli della nostra sicurezza: nel 2016 sono stati teatro di ben 49 incidenti in tutta Italia”, ha riferito Giordano Biserni, ovvero il Presidente di Asaps, associazione amici della polstrada.

Intorno alle ore 11.30 di ieri, dopo quasi tre ore di lavoro, l’ultimo operaio è stato estratto dai vigili del fuoco da sotto al camion e portato in elicottero nel reparto Rianimazione dell’Ospedale San Martino di Genova. A guidare il mezzo, un uomo di nazionalità romena, il quale era stato precedentemente indagato per omicidio plurimo colposo e nelle prime ore del pomeriggio di ieri, è stato arrestato per il reato di omicidio stradale; il conducente è stato sottoposto ad alcuni esami per verificare se avesse bevuto o se avesse fatto uso di sostanze non compatibili alla guida, esami che hanno avuto esito negativo. La polizia stradale della sottosezione di Genova Sampierdarena, sta effettuando tutti i rilievi del caso. Il tratto di autostrada interessato dall’incidente è stato chiuso con uscita obbligatoria a Savona ed eventuale rientro a Celle Ligure fino alla sera, poi alle ore 21 è stato riaperto.

Savona. È stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale il ca­mionista romeno di 44 anni che ieri mattina alla guida del suo Tir ha tra­volto e ucciso due operai sull’A10 tra i caselli di Albi­sola e Celle Ligure, mentre percorreva l’autostrada in direzione Genova. I test psi­cofisici richiesti dal pm Gio­vanni Battista Ferro sul conducente hanno dato esito negativo, tuttavia il magistrato ha deciso di procedere all’arresto. Pare, infatti, che il veico­lo, nonostante i lavori fossero rego­larmente segnalati, non abbia mo­derato la velocità.

Il bilancio dell’incidente è gravissi­mo: 2 morti (un 54enne di Ovada, Giovanni C., ed un 44enne di Asti, Antonio G.) e 9 feriti. Cinque sono operai del cantiere: uno di loro, ri­masto schiacciato sotto il camion, si trova in gravissime condizioni al San Martino di Genova dove è stato ricoverato con una sindrome da schiacciamento al torace e traumi facciali. Gli altri non sono in perico­lo di vita. Altri due feriti sono Osval­do E., 49 anni e Orietta N. di 48, la coppia di Borghetto si trovava a bor­do di una Opel Astra station wagon travolta dal mezzo pesante e poi è finita nella scarpata.

Nell’incidente sono rimasti feriti anche il camionista ed il suo vice, entrambi di nazionalità romena, che si trovavano a bordo del Tir che trasportava pesce surgelato. Entram­bi sono stati accompagnati all’ospe­dale San Paolo anche se le loro con­dizioni non sono preoccupanti. Nel­l’emergenza sono stati impegnati i vigili del fuoco, l’elisoccorso arrivato da Genova e diverse ambulanze del­la Croce Rossa di Savona, della Ver­de di Albisola e della Oro di Albissola e la polizia stradale di Genova Sampierdarena.

Una macchina dei soccorsi im­pressionante coordinata dalla cen­trale operativa del ii8 di Savona Soccorso. La Procura della Repub­blica di Savona ha disposto il seque­stro di cinque veicoli per poter effet­tuare le verifiche tecniche del caso: il Tir, l’Opel Astra station wagon su cui viaggiava la coppia di Borghetto travolta dal rimorchio e tre furgoni della ditta di manutenzione strada­le che al momento della tragedia erano parcheggiati all’interno del cantiere che era regolarmente se­gnalato. Era stato allestito per siste­mare i danni causati da un inciden­te accaduto sabato mattina sempre nello stesso punto. Pesanti sono sta­te anche le conseguenze dell’inci­dente: tutta la viabilità autostradale è stata bloccata da Spotorno fino a Celle Ligure.

La lunga coda sulla A10 tra i casel­li di Feglino e Savona ha su­perato i 20 chilometri. È rimasta bloccata anche la rampa di uscita della A6. Molti automobilisti hanno deviato sull’Aurelia, ma la situazione non è cambiato. Si è for­mato un unico serpentone di auto in direzione Genova a partire da Varigotti. L’incidente che ha colpito anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «Sono vicino alle fa­miglie delle vittime dello spavento­so incidente sull’A10 fra Albisola e Celle Ligure. Bisogna lavorare tutti insieme per dare alla Liguria auto­strade più sicure», ha detto il gover­natore.

Era troppo tardi. Quel tir ci è piombato addosso. Si è ribaltato. Ho ancora provato a scappare, a mettermi in salvo, ma mi ha colpito ugualmente». Giambattista Grandinetti è vivo per miracolo. Dopo una carambola durata qualche metro, il mezzo pesante ha travolto sette operai, uccidendone due.

L’incidente è avvenuto sull’A10, in Liguria, fra i comuni di Albisola e Celle, nello stesso punto dove il giorno prima aveva preso fuoco un camion dopo essersi schiantato contro il guardrail. La squadra stava appunto riparando i danni dopo l’accaduto. I lavori erano regolarmente segnalati. Eppure ieri mattina, intorno alle9,è avvenuta quasi una strage.

L’autista del tir, Ilim Bildan, 41enne romeno residente in Spagna, è stato arrestato per omicidio stradale plurimo: è stato anche sottoposto all’alcoltest a cui è risultato negativo. Tra i feriti, oltre ai cinque operai, e ai due che viaggiavano sul Tir, c’è anche una coppia di Boighetto di Santo Spirito, che viaggiava a bordo di una Opel Astra. Secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale, il camion della ditta “Banner Transporte De Mercancias”, carico di pesci surgelati, avrebbe sbandato dieci metri prima della galleria di Pecorile. Il primo impatto è stato proprio con l’utilitaria della coppia. Poi, completamente senza controllo, si è schiantato sul cantiere.

Due operai, Giovanni Casaburi, 54 anni di Ovada, e Antonio Gigliotti, di 44, calabrese, trasferitosi ad Asti per lavoro, sono morti praticamente sul colpo, mentre altri quattro sono stati portati in ospedale in gravi condizioni. Tutti i feriti lavoravano per l’azienda San Giovanni Strade, con sede legale a Firenze, ma con una base operativa anche a Ovada, in provincia di Alessandria. Gigliotti era diventato papà da appena sei mesi: lascia la moglie, Laura Negro di Asti, e la piccola Angelica.

«Casaburi – ricordano i colleghi – era davvero un gran lavoratore». Oriliginario di Sala Consilina, in provincia di Salerno, era arrivato in Piemonte una decina di anni fa. A Ovada viveva con la sua compagna che adesso non riesce a darsi pace per quando accaduto.

«Chi lavora in autostrada – denuncia Lina Pellicano – dovrebbe poterlo fare in sicurezza. Il mio compagno sabato è tornato a casa dal lavoro a mezzanotte e alle 7.30 della mattina dopo era di nuovo in piedi per ripartire e tornare a coprire il turno. Mi chiedo se siano ritmi normali. Mi sono arrivate le condoglianze dello Stato, ma io dico che lo Stato prima di tutto dovrebbe pensare a garantire la sicurezza dei lavoratori».

Anche i sindacati hanno preso posizione su quanto accaduto. «La Cgil esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria solidarietà ai feriti- si legge in una nota -. In attesa di conoscere la dinamica dell’incidente, la Fillea Cgil ricorda come nell’ambito autostradale vi sia la necessità di contrastare l’ulteriore liberalizzazione prevista dal nuovo codice degli appalti, nonché il ricorso al dumping, mediante applicazione di contratti non regolari sia tra il personale viaggiante che tra i lavoratori addetti alle manutenzioni autostradali. Al di là delle polemiche – conclude il comunicato – è innegabile che solo con il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si possono limitare i rischi connessi a interventi che a oggi sono ancora tra i più pericolosi».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.