Schianto mortale in galleria sulla Salerno-Reggio Calabria: 4 morti, di cui un bambino di 8 anni

Una vera tragedia quella avvenuta sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria nella giornata di ieri, dove è avvenuto un incidente mortale. Questo, nello specifico pare sia avvenuto nella giornata di ieri, nel territorio di Laino Borgo dove due veicoli si sono scontrati frontalmente all’interno della galleria Jannello e secondo quanto riferito dalle prime ricostruzioni, sembra si sia trattato di un urto molto violento avvenuto in un tratto a doppio senso di circolazione.

Purtroppo il bilancio è molto grave perché due persone, tra cui un bambino, hanno perso la vita mentre altri occupanti dei due mezzi incidentati, sono rimasti feriti.

Due delle vittime viaggiavano a bordo di una Renault e si trattava di Raffaele La Rocca di 40 anni e del figlio Luigi di 8 anni, residenti a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli; sull’auto insieme al marito e al figlio viaggiava anche Antonietta Dentino, la moglie nonchè mamma delle vittime, la quale è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di quadri di Cosenza insieme ad altre due figlie della coppia, una di 4 anni e l’altra di 12 anche loro ricoverate in gravi condizioni.

Come abbiamo già detto, purtroppo il bilancio dell’incidente è piuttosto pesante visto che oltre al papà e al bambino sono morte anche altre due persone, le quali viaggiavano nella seconda auto rimasta coinvolta nell’incidente ovvero una Suzuki e si tratterebbe di Santo Moschella di 85 anni e Olga Brancone di 83, entrambi residenti a Genova, ma di origine siciliana e nello specifico della provincia di Catania. L’incidente per cause ancora in corso di accertamento, ha coinvolto dunque due veicoli all’interno della galleria Jannello a seguito di uno scontro frontale in un tratto a doppio senso di circolazione; sul luogo dell’incidente sono subito intervenute le squadre dell’Anas, l’elisoccorso, un’ambulanza del 118 e la polizia stradale per i soccorsi ma anche per gli accertamenti della dinamica e per ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile.

La polizia stradale ha infatti deviato il traffico temporaneamente sulla viabilità locale, con uscita obbligatoria direzione sud a Laino Borgo e rientro in A2 a Mormanno e viceversa, in direzione nord attraverso l’ex statale 19. Purtroppo sulla Salerno Reggio Calabria non è la prima volta che avviene un incidente mortale grave come quello avvenuto nella giornata di ieri ed infatti, proprio nella notte di sabato è avvenuta un’altra terribile tragedia nel Salernitano e nello specifico pare che l’attore Domenico Diele alla guida della sua Audi A3, sotto effetto di stupefacenti abbia investito ed ucciso una donna di 48 anni la quale viaggiava a bordo di uno scooter ed ancora lo scorso 18 giugno in località Scafati a perdere la vita è stato un giovane ragazzo di 18 anni. L’ANAS, invita tutti gli automobilisti a guidare con prudenza e ricorda che per l’evoluzione della riapertura della strada, è possibile consultare la pagina web www.stradeanas.it o per chi avesse tablet o smartphone, basta scaricare l’app “Vai Anas Plus” , disponibile gratuitamente sul Play store.

Trend temporale
Ogni giorno in Italia si verificano in media 652 incidenti stradali, che provocano la morte di 16 persone e il ferimento di altre 912.
Nel complesso, nell’anno 2006 sono stati rilevati 238.124 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.669 persone, mentre altre 332.955 hanno subito lesioni di diversa gravità. Rispetto al 2005 si riscontra una lieve diminuzione del numero degli incidenti (-0,8%), dei morti (- 2,6%) e dei feriti (-0,6%).

L’analisi dell’incidentalità nel lungo termine mostra una costante riduzione della gravità degli incidenti, evidenziata dall’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) che si attesta al 2,4% nel 2006 contro il 2,8% del 2000 e dall’indice di gravità, che passa da 1,9 a 1,7 decessi ogni 100 infortunati.

In Italia, nel periodo 2000 – 2006, gli incidenti sono passati da 256.546 a 238.124, i morti da 7.061 a 5.669, i feriti da 360.013 a 332.955. Si è pertanto registrato un decremento del 7,2% per quanto riguarda il numero di incidenti, del 7,5% per i feriti e del 19,7% per quanto riguarda il numero di morti in incidente.
Va sottolineato che, nello stesso periodo, il parco veicolare è cresciuto del 13,7% mentre il volume di circolazione, valutato sulle percorrenze autostradali, è aumentato del 19,9 %.

Nel Libro Bianco del 13 settembre 20011 l’Unione Europea ha fissato un obiettivo ambizioso, ovvero dimezzare il numero di morti sulle strade entro il 2010.
Alla fine del 2005, il bilancio intermedio mostra che solo pochi Paesi hanno già ridotto in misura superiore al 25% il numero di vittime della strada; emerge altresì chiaramente la difficoltà a ridurre il numero di decessi per incidente in Paesi quali la Gran Bretagna che già nel 2000, con 3.580 morti per incidente, faceva registrare tassi molto bassi e vicini al cosidetto “zoccolo duro”, difficilmente eliminabile. In Italia, dove alla fine del 2005 si registrava una riduzione del 17,6% nel numero di decessi per incidente, è proseguito il trend decrescente anche nel 2006, segnando un ulteriore calo del 2,6%: il decremento complessivo è pari al 19,7%.

Tale risultato, seppur apprezzabile, non è sufficiente per il raggiungimento dell’obiettivo 2010: permanendo l’attuale trend è presumibile che si arrivi al 2010 con una diminuzione delle vittime pari a circa il 30%. Per raggiungere l’obiettivo, si dovrebbe, negli anni a venire, ridurre la mortalità ad un tasso medio non inferiore al 9,5% annuo.
L’Italia, con 95 morti per incidente stradale ogni milione di abitanti, registra ancora un tasso praticamente doppio rispetto a Paesi quali Gran Bretagna, Olanda e Svezia che si attestano a 50 decessi per milione di abitanti.
Dall’analisi che segue degli incidenti avvenuti nel 2006, emergono le priorità su cui concentrare le azioni di sicurezza stradale: il controllo della velocità, il controllo della guida in stato di ebbrezza, la guida distratta, la protezione degli utenti deboli – in particolare pedoni e utenti delle due ruote – l’individuazione e la messa in sicurezza delle tratte stradali più pericolose.

Nel 2006 sulle strade urbane si sono verificati 182.177 incidenti (76,5% del totale) che hanno causato 242.042 feriti (pari al 72,7% sul totale) e 2.494 morti (pari al 44%).

Viceversa sulle autostrade si sono verificati 13.319 incidenti (pari al 5,6% del totale) con 22.646 feriti (pari al 6,8%) e 590 decessi (pari al 10,4%).
L’indice di mortalità mostra che gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extra urbane, dove si registrano 6,1 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,3 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l’indice di mortalità, pari a 4,4, è più che triplo rispetto a quanto avviene in città.

Con riferimento alla rete extra urbana non autostradale si evidenziano i diversi livelli di mortalità secondo il tipo di strada: le strade ad una carreggiata a doppio senso presentano un indice superiore del 63% rispetto alle strade a doppia carreggiata.
Mesi, giorni della settimana e ore del giorno più a rischio
Nel 2006 il maggior numero di incidenti si è verificato a luglio (23.197 in valore assoluto) mentre giugno risulta essere il mese con la media giornaliera più alta. Febbraio costituisce il mese con il più basso numero di incidenti in valore assoluto (15.922), mentre gennaio presenta la media giornaliera più contenuta.
Anche per quanto riguarda il numero di morti luglio è il mese in cui tale valore risulta massimo: 585 in valore assoluto e 19 in media giornaliera. Analogamente, il valore più basso si colloca in corrispondenza del mese di marzo in cui si registrano 380 morti per incidente stradale, pari a circa 12 decessi al giorno.
L’indice di mortalità più elevato si registra nel mese di agosto (2,7 morti ogni 100 incidenti), probabilmente a causa del maggior tasso di occupazione dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione sulle autostrade.
L’andamento per mese rispetto all’anno precedente non è omogeneo per quanto riguarda il numero di incidenti né per i morti. Gli incidenti mostrano un incremento nei mesi di gennaio, settembre ed ottobre, mediamente pari al 2,5 % con valore massimo in ottobre (+3,7%). Il punto massimo di decremento si registra nel mese di maggio (-5,7%).
Per quanto riguarda il numero di morti, sempre rispetto all’anno precedente, si registrano aumenti nei mesi di aprile, settembre, ottobre, novembre e dicembre. Le riduzioni più rilevanti si registrano a gennaio ed agosto (-14%).
In modo analogo a quanto emerge dall’analisi per mese, osservando i dati dell’incidentalità per tipologia di strada, si può rilevare che sulle strade urbane la frequenza più elevata degli incidenti si colloca in corrispondenza del mese di maggio (17.454) e la più bassa nel mese di febbraio (12.210) e di gennaio (12.903). Il maggior numero di morti avviene nel mese di luglio (254) mentre l’indice di mortalità registra il valore più elevato nel mese di dicembre (1,7 morti ogni 100 incidenti).
Sulle strade extraurbane il maggior numero di incidenti e di morti si registra nel mese di luglio. Per quanto riguarda l’indice di mortalità, invece, il valore più elevato è quello del mese di giugno.

Il venerdì si conferma il giorno in cui si concentrano il maggior numero di incidenti: 36.574, pari al 15,4% del totale. La frequenze più elevate di morti si osservano il sabato e la domenica (rispettivamente 991 e 1.004 decessi, pari a 17,5 e 17,7%) mentre il venerdì e il sabato sono i giorni in cui si registrano i valori più alti dei feriti (rispettivamente 49.796 e 50.230, pari a 15,0 e 15,1%).

L’indice di mortalità per giorno della settimana presenta il valore massimo (3,7 morti ogni 100 incidenti) la domenica mentre scende all’1,9% il mercoledì. Complessivamente nel week-end si registra il 25,9% di incidenti ed il 35,2 % di decessi. L’indice di mortalità nel fine settimana risulta pari a 3,2 morti per 100 incidenti.

Analizzando la distribuzione degli incidenti durante l’arco della giornata (Grafico 7 e Prospetto 8), si possono confermare gli andamenti già noti: un primo picco si riscontra tra le ore 8 e le 9 del mattino, probabilmente legato all’elevata circolazione dovuta agli spostamenti casa-ufficio e casa- scuola; un secondo picco, si osserva tra le ore 12 e le 13 in corrispondenza dell’uscita dalle scuole e in relazione alla mobilità di alcune categorie (professionisti, commercianti, eccetera) che usufruiscono dell’orario spezzato; infine, il picco più elevato di incidentalità si registra intorno alle ore 18, quando si cumulano gli effetti dell’incremento della circolazione dovuto agli spostamenti dal luogo del lavoro verso l’abitazione, con l’aggiunta di fattori psico-sociali quali lo stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva dovuta alla riduzione della luce naturale non ancora sostituita da quella artificiale.
E’ da sottolineare che l’indice di mortalità si mantiene superiore alla media nell’arco di tempo che va dalle 21 alle 7 del mattino raggiungendo il valore massimo intorno alle ore 5 (5,8 decessi ogni 100 incidenti). Tra le 21 e le 7 del mattino, l’indice di mortalità è mediamente pari a 4 morti ogni 100 incidenti, a fronte di un valore medio sulle 24 ore di 2,4 morti per 100 incidenti.

La notte: meno incidenti, ma più pericolosi
Nel 2006, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 si sono verificati 36.235 incidenti stradali che hanno causato il decesso di 1.563 persone (pari al 27,6% del totale dei morti) e il ferimento di altre 57.314.
Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 44,6% del totale degli incidenti notturni; analogamente, i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 46,1% e il 47,1%. Gli incidenti notturni rilevati negli altri giorni della settimana (fatta eccezione quindi per il venerdì e il sabato notte) costituiscono complessivamente il 55,4% di tutti gli incidenti della notte.
L’indice di mortalità degli incidenti avvenuti durante la notte è pari a 4,5 decessi ogni 100 incidenti contro il 4,2 delle altre notti ed il 2,4 della media nazionale. Tale indice assume valore massimo in corrispondenza della domenica notte (5 decessi ogni 100 incidenti).
Da un’analisi dei dati degli incidenti avvenuti durante la notte per tipologia di strada si rileva ancora una volta che gli incidenti in area urbana sono più del doppio di quelli in area extraurbana, ma la pericolosità delle strade extraurbane è molto più elevata di quella delle strade urbane: l’indice di mortalità in città è pari al 2,5% mentre fuori città tale indicatore si attesta all’8,7% circa.

Come avvengono gli incidenti
La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (76,5%), il 23,5% a veicoli isolati.
Nell’ambito degli incidenti tra veicoli la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (85.098 casi) con 1.373 morti e 121.828 feriti, seguita dal tamponamento, che registra 43.610 casi con 581 morti e 70.160 persone ferite.
Tra gli incidenti a veicoli isolati la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta la maggior parte dei casi (21.959 incidenti) con 1.127 morti e 27.647 feriti. L’investimento di pedone rappresenta l’8% degli incidenti: si registrano 19.089 casi in cui hanno perso la vita 723 persone e 21.503 sono rimaste ferite.
L’indice di mortalità, calcolato secondo la diversa natura di incidente, mostra come lo scontro frontale sia la tipologia più pericolosa (5,4 decessi ogni 100 incidenti), seguita dalla fuoriuscita di strada (5,1 decessi ogni 100 incidenti), dall’urto con ostacolo accidentale (4,9 decessi ogni 100 incidenti) e dall’investimento di pedone (3,8 decessi ogni 100 incidenti)

Le autovetture rappresentano il 66,5% dei veicoli coinvolti in incidente stradale e tale valore aumenta se si considerano solo gli incidenti tra veicoli. I veicoli a due ruote motorizzati sono il 21,4%, suddivisi tra ciclomotori (8,6%) e motocicli (12,8%). Praticamente tra i veicoli coinvolti in incidente, 1 su 5 è un veicolo a due ruote. Essi rimangono coinvolti soprattutto in incidenti a veicoli isolati. I veicoli per il trasporto di merci rappresentano il 6,8% .

Perché avvengono gli incidenti
L’analisi delle circostanze accertate o presunte di incidente non fa rilevare differenze notevoli rispetto all’anno precedente.
Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente e costituiscono da sole il 45,86% dei casi.
Lo stato psico-fisico alterato del conducente, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (2%), va segnalato per la gravità degli eventi. Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (4.246 casi pari al 71% della categoria), il malore, l’ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope ed il sonno che con 1.586 casi pesano per il 26,4%.
Soltanto in 685 casi, che pesano per lo 0,2% sul totale, sono stati difetti o avarie del veicolo ad aver causato gli incidenti.
Il comportamento scorretto del pedone o lo stato psico-fisico alterato dello stesso si rileva in 9.339 casi e pesa per il 3,11% sul totale delle cause di incidente.
La distribuzione tra ore del giorno e della notte delle cause accertate o presunte di incidente evidenzia le cause che si riscontrano maggiormente nelle ore notturne: velocità, presenza di ostacoli o buche sulla carreggiata, alcool e droghe, sonno.
Di giorno prevalgono le manovre ed i sorpassi irregolari e gli incidenti con pedoni.
Con riferimento alla localizzazione, si rileva che la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche mentre sulle strade extraurbane è la velocità.

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