India shock, si ricovera per dolore al piede e trovano 75 aghi all’interno del corpo del paziente

Protagonista della strana vicenda, scrive il Mirror, è Badrilal Meena, un uomo di 56 anni che vive nello stato del Rajastan

a in ospedale per un dolore al piede ma, dalle lastre, sono emersi particolari indubbiamente sconcertanti. La vicenda accaduta ad un uomo 56enne abitante a Kota piccolo paesino del Nord dell’India.Ad alcune fonti britanniche, l’uomo percepiva uno strano partito al piede, come un formicolio, a questo punto i sanitari dell’ospedale di Mumbai hanno voluto capirci meglio e fare analisi più mirate per effettuare una diagnosi. Conseguente risultato delle radiografie ha lasciato i sanitari perplessi: in tutto il corpo dell’uomo si trovavano circa 75 aghi e spilli metallici particolarmente concentrati sul collo, e negli arti.

Dopo la scoperta sconcertante i medici, hanno valutato alcune ipotesi, una su tutte prevale sulle altre, ossia, gli aghi sarebbero stati intenzionalmente conficcati nel corpo, anche se, l’uomo non riesce a fornire alcuna spiegazione su questo caratteristico ritrovamento. Anche alcuni parenti hanno sollecitato il padre che, però, ha dichiarato di non sapere nulla.

Al fine di dare una spiegazione sensata, i medici pensano che l’uomo sia stato vittima di un fachiro o tanto più ne sia lui stesso. Il vocabolo fachiro proviene dall’arabo.

Dalle radiografie effettuate sul cinquantaseienne è infatti emerso che nel collo, sulle bracca e sulle ginocchia l’uomo aveva piantati ben oltre settanta aghi di metallo sparsi quindi per tutto il corpo e che hanno letteralmente lasciato senza parole i medici. L’uomo che si è sottoposto a tali radiografie e sul cui corpo è stata effettuata la strana scoperta non ha voluto però fornire alcuna spiegazione su come mai, sul suo corpo, si trovassero oltre settanta aghi e spilli mentre invece la famiglia nel corso di una recente intervista concessa al Mirror, ha dichiarato di essere assolutamente all’oscuro del tutto.

“Ci siamo molto spaventati dopo aver visto le immagini. Non sappiamo come i 70 aghi e spilli sino entrati nel suo corpo. Gli abbiamo chiesto diverse volte, ma lui non ha alcuna memoria”, sono state nello specifico le parole espresse dalla famiglia del cinquantaseienne Badril Meena. L’uomo, stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni sulla vicenda, in seguito alla scoperta dei numerosissimi aghi e spilli nel suo corpo che hanno lasciato davvero senza parole oltre che amici e parenti anche numerosissimi dottori, è stato ricoverato in ospedale e nel frattempo proprio il personale sanitario ha proseguito sottoponendo l’uomo ad altri accertamenti nel tentativo di riuscire ad indagare quanto più possibile sulla natura della presenza di decine di corpi estranei presenti all’interno del paziente, senza però al momento riuscire ad ottenere alcuna informazione.

Come siano finiti aghi e spilli nel collo, sulle braccia e sulle ginocchia del cinquantaseienne Badrilal Meena? E’ questa la domanda che nelle ultime ore si stanno ponendo sempre più persone, oltre ai medici e la famiglia. Una domanda questa che però al momento, purtroppo, non ha ricevuto alcuna risposta e per la quale non rimane che attendere che il diretto interessato si decida a raccontare tutta la verità.

Il letto da fachiro

Se premiamo un dito sulla punta di un chiodo sentiamo dolore solo se esercitiamo una “certa” forza. Con una bilancia possiamo registrare qual è la soglia del dolore del nostro dito. Le prove effettuate mostrano che la maggior parte delle persone cominciano ad avvertire dolore quando applicano col dito una forza compresa tra i 500 e i 1000 grammi. La superficie su cui si esercita tale forza in questo caso è minuscola quanto la punta del chiodo. Proviamo ora a sdraiarci sul letto di chiodi. Quando una persona di media statura è sdraiata sul letto, occupa un migliaio di chiodi, per cui un peso di 70 kg esercita su ogni chiodo una forza media di 70 g. Ovviamente la forza è un po’ maggiore quando non si è ancora completamente sdraiati, ma è sufficiente appoggiarsi sopra con le gambe tese per distribuire subito il peso tra molti chiodi. Cioè, quando si è sdraiati sul letto, su ogni chiodo si esercita una forza dieci volte più piccola. Il letto presente nella mostra è stato costruito da Enzo d’Escamard e Luisa Sarraco. Il peso del corpo, equamente distribuito sul gran numero di chiodi, non produce alcun danno sulla persona coricata.

Il termine fachiro deriva dall’arabo faqir ((AR) ), che significa povero, identificava, in origine, i dervisci musulmani, diffusi soprattutto in Anatolia e in Persia, i quali vivevano nella più assoluta povertà; in seguito, fu usato per indicare i mendicanti indù noti per la dedizione allo yoga e a pratiche mistiche.

Al giorno d’oggi per fachiro si intende generalmente un asceta in grado di sottoporsi a prove che appaiono particolarmente gravose, quali camminare su carboni ardenti (pirobazia), o dormire su letti irti di chiodi. È ormai d’uso comune indicare con tale termine anche chi, seppure non di origine indiane, è in grado di esibirsi in questo tipo di esercizi.

Oltre che con la citata insensibilità al dolore, i fachiri, da tempi remotissimi, ottengono cibo e rispetto presso le più povere popolazioni indiane mediante le loro presunte capacità sovrannaturali, quali la levitazione, l’invisibilità, la sopportazione del digiuno o la capacità di restare per giorni sepolti sotto il suolo. Come è facile intuire, queste figure sono da sempre avvolte dal mistero.

Tale mistero è alimentato anche dalle mortificazioni corporee che alcuni fachiri si impongono; celebri, infatti, sono figure come il santone Amret Giri-Baba, di cui si riporta che avrebbe trascorso dodici anni tenendo sempre alzato il braccio destro, o come il fachiro Balyogi Baba, di cui si tramanderebbe l’essersi tenuto in bilico con una gamba alzata per quattro anni; di altri fachiri si riporta che sarebbero in grado di stare per giorni interi con la testa sotto terra.

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