Video shock: Infermieri e medici ballano mentre il paziente anestetizzato in sala operatoria: licenziate

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Assurdo il comportamento tenuto da 5 infermiere, le quali sono finite nell’occhio del ciclone e poi licenziate per aver girato un video durante un’ operazione, in cui ballavano davanti al paziente inerme anestetizzato. E’ questo quanto accaduto in Colombia, notizia riportata nella mattinata di ieri dal noto quotidiano colombiano Eh Heraldo; nello specifico il video sembra essere stato tirato all’interno dell’ospedale di Cartagine nella sala operatoria della suddetta struttura sanitaria, dove un uomo totalmente inerme stava per essere sottoposto ad un’ operazione chirurgica e nell’attesa che il medico effettuasse l’intervento, le infermiere sotto la guida dell’anestesista avevano fatto addormentare il paziente, quando improvvisamente partita una delle canzoni dal momento, le 5 donne non hanno avuto la decenza di trattenersi, e dimenticando di trovarsi in sala operatoria hanno improvvisamente cominciato a ballare.

La scena è stata ripresa con uno degli smartphone delle infermiere che non hanno avuto l’accortezza di tenerselo per se ma hanno deciso di postarlo sui social generando l’indignazione e la rabbia dell’opinione pubblica, che ha chiesto la rimozione dell’incarico delle cinque infermiere. Il fatto che ha davvero fatto scalpore, è accaduto all’interno della clinica Santa Cruz Bocagrande a Bolivar, dove medici e personale sanitario presente in sala si sono presi gioco del paziente sotto anestesia ed hanno diffuso le immagini sui social che sono divenuti subito virali.

“Il rispetto per la dignità di ogni paziente è di primaria importanza nella nostra clinica. Esprimiamo profondo rammarico per il comportamento inadeguato di coloro che sono stati coinvolti nel video registrato in una delle nostre sale operatorie.Queste azioni minano la dignità del malato, violano i nostri protocolli, i nostri principi e i valori della nostra struttura. È la prima volta in sette anni di buon servizio che dobbiamo fronteggiare una situazione del genere e stiamo adottando tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano”, è questo quanto si legge in un comunicato diffuso dalla struttura sanitaria. 

Inoltre, venuta alla luce la vicenda, davvero imbarazzante e poco rispettosa, Adriana Meza, direttore del Dipartimento amministrativo della Sanità di Cartagena, ha avviato un’indagine. “La clinica ha le sue regole e un protocollo noto ai suoi dipendenti. Tuttavia le norme sono state violate da alcuni membri del personale medico e paramedico, portando il Dadis a darne notizia alla procura”, è questo quanto dichiarato da Adriana Meza. A poche ore dalla prima pubblicazione del video sul web, la clinica dove è avvenuta la triste vicenda, ovvero la Santa Cruz de Bocagrande, ha annunciato il licenziamento delle cinque infermiere protagoniste del filmato. Intanto, come già abbiamo anticipato, questo video di cui si parla, è stato postato su Youtube e nel giro di pochissimi minuti ha fatto il giro del mondo.

La complessità in sala operatoria Rispetto ad altri settori, la sicurezza in sala operatoria si contraddistingue per la complessità intrinseca caratterizzante tutte le procedure chirurgiche, anche quelle più semplici: numero di persone e professionalità coinvolte, condizioni acute dei pazienti, quantità di informazioni richieste, l’urgenza con cui i processi devono essere eseguiti, l’elevato livello tecnologico, molteplicità di punti critici del processo che possono provocare gravi danni ai pazienti (dalla identificazione del paziente alla correttezza del sito chirurgico, alla appropriata sterilizzazione dello strumentario, all’induzione dell’anestesia, ecc.). Particolare rilevanza assumono i processi di comunicazione all’interno dell’équipe operatoria, nella quale il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere non lavorano isolatamente l’uno dall’altro e devono assicurare un clima di collaborazione tra le diverse professionalità, indispensabile per prevenire l’occorrenza di incidenti peri-operatori e per la buona riuscita dell’intervento.

Raccomandazioni per la sicurezza in sala operatoria –

Nel nostro Paese il problema della carenza di personale infermieristico ha indotto, talvolta, le aziende sanitarie ad impiegare altre figure professionali, quali l’operatore socio sanitario e l’operatore socio sanitario specializzato, coinvolgendole in alcune attività di sala operatoria tradizionalmente eseguite dagli infermieri, contribuendo ad aumentare il rischio di eventi avversi in sala operatoria. Per questo motivo, nell’ottica del miglioramento qualità dell’assistenza, è necessario che le politiche per la sicurezza dei pazienti delle Direzioni Aziendali prevedano anche la formalizzazione degli adeguati percorsi formativi e di addestramento per i professionisti inseriti nelle attività di sala operatoria.

Nel maggio del 2004, l’OMS ha avviato la World Alliance for Patient Safety in risposta alla risoluzione dell’assemblea mondiale sanitaria del 2002, in cui si chiedeva agli Stati Membri ed all’OMS di porre la massima attenzione al problema della sicurezza dei pazienti. Ogni anno l’OMS avvia programmi e progetti volti alla sicurezza dei pazienti e, tra questi, il tema della sicurezza in sala operatoria è stato individuato quale importante sfida e priorità globale per la sicurezza dei pazienti (second global safety challenge). Il programma “Safe Surgery Saves Lives” mette in evidenza la stretta relazione intercorrente tra sicurezza dell’assistenza chirurgica e vite umane potenzialmente salvate; l’impatto, in termini di sanità pubblica globale, è enorme se si considerano l’immenso volume di procedure chirurgiche erogate nel mondo, il tasso di mortalità, l’incidenza di eventi avversi e la evitabilità degli stessi. Per tale scopo, il programma OMS é finalizzato a: – fornire direttive sulla sicurezza in sala operatoria agli operatori coinvolti in tali attività ed agli amministratori ospedalieri; – definire un dataset minimo di indicatori per il monitoraggio nazionale ed internazionale della sicurezza dell’assistenza in sala operatoria; – individuare un semplice set di standard per la sicurezza in sala operatoria da includere in una checklist da implementare nelle sale operatorie di tutti i Paesi ed in diversi setting; – sperimentare la checklist e gli strumenti per la sorveglianza da diffondere successivamente in tutte le strutture sanitarie del mondo.

Migliorare la qualità e la sicurezza degli interventi chirurgici eseguiti nel SSN attraverso

1) la diffusione di raccomandazioni e standard di sicurezza volti a rafforzare i processi preoperatori, intra-operatori e post-operatori (capitolo 4)

2 ) l’implementazione degli standard di sicurezza tramite l’applicazione della Checklist per la sicurezza in sala operatoria in tutte le sale operatorie e nel corso di tutte le procedure chirurgiche effettuate (capitolo 5). 2.1 Destinatari del documento ed implementazione Il presente documento è rivolto principalmente a: 1) direzioni aziendali, uffici di qualità, direttori di dipartimento chirurgico e di anestesia e rianimazione, dirigenti infermieristici e tutti i responsabili dell’organizzazione e gestione delle sale operatorie; 2) équipe chirurgiche e relative componenti professionali: chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici e altro personale di sala operatoria coinvolto in attività chirurgiche. Le raccomandazioni richiedono un processo di adattamento e contestualizzazione, che le renda compatibili alle caratteristiche ed alle esigenze dell’organizzazione che le adotta.

Le raccomandazioni del presente documento non riguardano i pazienti in età pediatrica e le pazienti ostetriche; tuttavia, ove pertinente, si è ritenuto opportuno fornire alcune indicazioni specifiche per i pazienti in età pediatrica. In questo documento non vengono trattati gli aspetti relativi alla corretta gestione degli impianti e delle tecnologie di sala operatoria, con particolare riferimento al rischio di incendio, che, considerata la specificità dell’argomento, saranno oggetto di un successivo documento. Tuttavia è necessario che le Direzioni aziendali, tramite le strutture deputate specificamente al governo del patrimonio tecnologico biomedico ed in particolare il Servizio di Ingegneria Clinica (SIC), laddove presente, adottino una procedura aziendale proattiva per la corretta gestione degli impianti e delle tecnologie di sala operatoria, aspetto fondamentale per la sicurezza dei pazienti.

Équipe operatoria L’équipe operatoria comprende chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici e tutto il personale di sala operatoria coinvolto nell’attività chirurgica. La responsabilità della sicurezza e dell’esito degli interventi chirurgici non è attribuibile al singolo chirurgo, ma a tutti i componenti dell’équipe. Evento avverso Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile. Gli eventi avversi possono essere prevenibili o non prevenibili. Un evento avverso attribuibile ad errore è “un evento avverso prevenibile” Interventi chirurgici Si definiscono interventi chirurgici “tutte le procedure eseguite in sala operatoria che comprendono incisioni, escissioni, manipolazioni o suture di tessuti che solitamente richiedono anestesia locale, regionale o generale o profonda sedazione per il controllo del dolore”. Raccomandazioni per la sicurezza dei pazienti Nell’ambito del sistema di monitoraggio degli eventi sentinella proposto dal Ministero della salute si intendono tutte le indicazioni, rivolte alle strutture sanitarie e/o ai professionisti, finalizzate alla riduzione del rischio di occorrenza di eventi avversi e prodotte da istituzioni del SSN. Sicurezza dei pazienti Dimensione della qualità dell’assistenza sanitaria, che garantisce, attraverso l’identificazione, l’analisi e la gestione dei rischi e degli incidenti possibili per i pazienti, la progettazione e l’implementazione di sistemi operativi e processi che minimizzano la probabilità di errore, i rischi potenziali e i conseguenti possibili danni ai pazienti.

La gestione dei sistemi sanitari vede oggi il miglioramento della qualità e della sicurezza della erogazione delle prestazioni previste dai livelli essenziali di assistenza quale elemento fondante nella prospettiva del governo clinico integrato, che identifica un approccio globale alla gestione dei servizi sanitari, ponendo al centro i bisogni delle persone, nell’ambito di politiche di programmazione e gestione dei servizi.
Questa riflessione ben si applica alla chirurgia che, per volumi di attività e per complessità intrinseca di tutte le procedure ad essa correlate, richiede azioni e comportamenti pianificati e condivisi, finalizzati a prevenire l’occorrenza di incidenti perioperatori e la buona riuscita degli interventi.
In tal senso è fondamentale sviluppare ed attuare una appropriata strategia di formazione rivolta a tutti gli operatori coinvolti nelle attività di chirurgia con l’obiettivo di accrescere sia le abilità tecniche che quelle cognitivo-comportamentali. Il presente manuale è stato rielaborato secondo le raccomandazioni e la checklist approvate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito del programma “Safe Surgery Saves Lives” e adattate al contesto nazionale. Rappresenta uno strumento costruito nella logica del miglioramento della sicurezza e della qualità e, pertanto, assume particolare rilevanza la sua adozione e le conseguenti azioni di monitoraggio da parte di Regioni, Province Autonome ed Aziende sanitarie, utilizzato come strumento di informazione e formazione per gli operatori.
Particolare rilevanza assumono i processi di comunicazione all’interno dell’équipe operatoria nella quale il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere non lavorano isolatamente l’uno dall’altro ma devono assicurare un clima di collaborazione tra le diverse professionalità.

1.1 Spazio filtro di entrata degli operandi
Deve essere presente un filtro di ingresso, con entrata separata, proprio per gli operandi, con passa malato manuale o automatico e/o spazio per cambio barelle, nonché uno spazio per movimentare la barella e per il personale.
1.2 Zona fdtro personale addetto
Divisa per sesso, di dimensione adeguata al numero del personale, entrata separata, doccia (attrezzata con antidoccia e pavimento antiscivolo), lavabo e servizio igienico; devono essere presenti:
-porte di accesso ad entrata controllata;
-spazio per deposito vestiario del personale e oggetti personali;
-spazio per deposito scarpe pulite;
-spazio per deposito indumenti ed altri dispositivi per la vestizione del personale. L’uso del servizio igienico da parte del personale comporta nuovamente il passaggio attraverso la zona filtro per il rientro nel Reparto Operatorio, pertanto i servizi igienici devono essere localizzati prima della zona filtro.

1.3 Zona preparazione personale addetto
La zona preparazione e lavaggio chirurgico delle mani deve essere contigua alla sala operatoria e prevedere:
-spazio adeguato per almeno 2 persone per sala;
-un lavabo per sala, adeguato alla funzionalità delle procedure di lavaggio (antischizzo), con almeno due erogatori a comando non manuale;
-vaschetta lavaocchi.
1.4 Zona preparazione operandi
La zona deve essere caratterizzata da:
-illuminazione generale indiretta;
-spazio adeguato al numero dei letti di preparazione, ciascuno libero sui due lati, che dovranno essere correlati alla tipologia e al volume delle attività erogate;
-testaletto completo di prese di utilizzo gas medicali, vuoto, prese elettriche, luci e mensole;
-spazio per illuminazione locale (mobile);
-spazio per armadietti o carrelli per medicazioni, farmaci, ecc.
1.5 Zona risveglio
La zona deve essere caratterizzata da:
-illuminazione generale indiretta;
-spazio adeguato al numero dei letti di preparazione, ciascuno libero sui due lati, che dovranno essere correlati alla tipologia e al volume delle attività erogate;
-testaletto completo di prese di utilizzo gas medicali, vuoto, prese elettriche, luci e mensole;
-spazio per illuminazione locale (mobile);
-spazio per armadietti o carrelli per medicazioni, farmaci ecc..
Le due zone, preparazione e risveglio, dovrebbero essere organizzate nell’ambito di una o più recovery – room attrezzate ed organizzate per ottimizzare i tempi di utilizzo della sala operatoria ed ottenere un’idonea gestione organizzata delle attività in sicurezza anche in aderenza ai disposti relativi ai “Modelli di organizzazione e di gestione” della vigente legislazione.

1.6 Sala operatoria
Costituisce l’ambiente confinato dove viene eseguito l’intervento chirurgico e rappresenta l’area centrale su cui si innestano l’intera struttura del Reparto Operatorio e le varie attività connesse.
La superficie della sala operatoria dovrà essere adeguata alla tipologia delle attività erogate ed alla tecnologia impiegata.
E’ auspicabile inoltre che la sala operatoria presenti le caratteristiche di seguito riportate:
-porte scorrevoli, con comandi non manuali;
-illuminazione generale non sporgente dal soffitto;
-pareti, pavimenti, controsoffitti raccordati a sguscio.
1.7 Deposito presidi e strumentario chirurgico
Gli spazi per tali depositi dovranno essere adeguati alla tipologia ed al volume delle attività erogate, al modello organizzativo ed alla rotazione programmata.
Lo strumentario chirurgico sterile deve essere conservato in armadio chiuso a tenuta
0 in ambiente ad atmosfera controllata (serie norme UNI EN ISO 11607/2006, Parte
1 e 2).
E’ auspicabile che siano inoltre individuati i seguenti spazi dedicati a:
-deposito dispositivi elettromedicali;
-deposito dispositivi medici;
-deposito farmaci, soluzioni e disinfettanti.
Se l’organizzazione si avvale, per il deposito/trasporto, di armadi mobili attrezzati dovrà essere previsto uno spazio a questi dedicato.
1.8 Deposito materiale sporco
Nel Reparto Operatorio dovrebbe essere presente almeno un locale dedicato al materiale sporco, funzionalmente ubicato nel circuito del reparto, con funzioni di disimpegno per la sosta temporanea del materiale sporco.
E’ auspicabile che gli ambienti sopra indicati, che costituiscono ai sensi del D.P.R. 14/01/97 la dotazione minima per il Reparto Operatorio, siano integrati dai seguenti spazi:-locale per coordinatore;
-locale per attività amministrativa;
-spazio filtro per il disimballaggio dei materiali per evitare l’ingresso nel Reparto Operatorio degli imballaggi;
-locale sosta per gli operatori;
-locale per analisi estemporanee, indispensabile se le caratteristiche funzionali del Reparto e della struttura sanitaria lo richiedono, di dimensioni adeguate alla tipologia e volume dell’attività svolta;
-spazio per deposito barelle o letti nel caso in cui non siano presenti letti operatori mobili su colonna;
-deposito per materiali e dispositivi vari di impiego nel Reparto Operatorio;
-locale per lavaggio tavoli operatori, carrelli ecc. con ingresso da zona sporca e rientro in zona pulita;
Nel caso in cui il servizio di sterilizzazione sia esterno alla struttura sanitaria, sarà necessaria la presenza nel Reparto Operatorio di un ambiente di sub-sterilizzazione per la gestione delle emergenze.
La sub-sterilizzazione dovrà rispettare i requisiti indicati dalle Linee Guida ISPESL sulla sterilizzazione ed avere l’accesso dal percorso sporco e l’uscita sul percorso pulito. Gli ambienti per decontaminazione e lavaggio devono essere separati (fisicamente) dalle attività di confezionamento, sterilizzazione e stoccaggio.
Ognuna di queste attività dovrà avere spazi articolati in zone nettamente separate.

MODALITÀ OPERATIVE PER L’ACCESSO AL COMPL.OPERATORIO

Le infezioni del sito chirurgico rappresentano un importante problema della qualità dell’assistenza sanitaria e possono determinare aumento significativo della mortalità, delle complicanze e della degenza ospedaliera.
2.1 Accesso del personale
• Durante le sedute operatorie è consentito l’ingresso nei plessi operatori esclusivamente agli operatori e al personale sanitario addetto alle Sale Operatorie.
• Il personale infermieristico di Sala Operatoria dovrà far rispettare tali norme e tassativamente vietare l’accesso a chi non è direttamente coinvolto nello svolgimento dell’attività operatoria stessa.
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• L’ingresso motivato di personale non addetto deve essere preventivamente autorizzato dalla Direzione Sanitaria per iscritto.
• Tutto il personale prima di accedere al Complesso Operatorio, nella zona filtro di entrata del personale addetto alla Sala Operatoria, deve:
1. Depositare tutti gli indumenti ed oggetti personali usati in comunità;
2. Indossare la divisa di Sala Operatoria: magliette a maniche corte, casacca e pantaloni verdi,zoccoli verdi, cuffia.
3.1 componenti dell’equipe chirurgica, prima dell’intervento, devono indossare una mascherina che copra adeguatamente bocca e naso, una cuffia/copricapo per coprire i capelli o un copricapo integrale per capelli e barba;
4. I componenti dell’équipe chirurgica devono indossare guanti sterili dopo aver effettuato il lavaggio e l’asepsi delle mani e dopo aver indossato il camice sterile.
5. Anche gli anestesisti devono seguire il percorso che va dalla zona filtro entrata con tutti gli adempimenti.
6. In Sala Operatoria deve essere mantenuta una ventilazione a pressione positiva, rispetto ai locali adiacenti.

Accesso dei pazienti
La preparazione pre-operatoria del paziente deve avvenire nel reparto di appartenenza.
• Il giorno prima dell’intervento i pazienti devono fare una accurata doccia con acqua e sapone antisettico monodose.
• Evitare la tricotomia a meno che i peli nell’area di incisione non interferiscano con l’intervento. Se la tricotomia è necessaria, dovrebbe essere eseguita solo
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nelle aree interessate, immediatamente prima dell’intervento , utilizzando rasoi elettrici con testine monouso.
• Il passaggio del paziente dalla barella-trasporto del reparto di provenienza a quella della Sala Operatoria deve avvenire in zone appositamente riservate e situate all’ingresso del blocco operatorio.
• I pazienti devono essere trasportati all’interno del blocco operatorio solo con la barella dedicata alla Sala Operatoria.
• La cute dei pazienti chirurgici deve essere preparata con un agente antisettico appropriato prima dell’inizio dell’intervento. L’agente antimicrobico dovrebbe essere scelto sulla base della capacità intrinseca di diminuire rapidamente la conta microbica cutanea e di mantenere tale effetto per l’intera durata dell’intervento.
• Gli antibiotici utilizzati per la profilassi delle infezioni devono essere somministrati entro i 30-60 minuti precedenti l’incisione, con il dosaggio appropriato e con lo spettro d’azione efficace nei confronti dei probabili agenti contaminanti.

Accesso di carrelli e attrezzature su ruote
I carrelli utilizzati airinterno del Blocco Operatorio non possono accedere nelle altre aree dell’ Ospedale.
Per il trasporto dall’esterno all’interno o viceversa il cambio deve avvenire in zone appositamente riservate.
• Regolamentazione dell’accesso in Sala Operatoria
1. nella Sala Operatoria è consentita la presenza solo del personale direttamente addetto all’intervento (medici, infermieri, OTA del complesso operatorio);
2. tutti coloro che devono assistere all’intervento chirurgico devono essere presenti in sala prima dell’inizio dell’intervento stesso e non devono lasciarla prima che esso sia completato;
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3. durante la seduta operatoria le porte che comunicano con i locali circostanti la Sala Operatoria devono rimanere chiuse;
4. gli spostamenti del personale da una Sala Operatoria all’altra o ai locali limitrofi devono essere ridotti al minimo.

PROCEDURE PER LA PREPARAZIONE DELL’EQUIPE CHIRURGICA
3.1 Lavaggio chirurgico delle mani
1. le unghie devono essere corte, arrotondate, limate (per non lesionare i guanti), nel complesso ben curate; E’ vietato l’uso di unghie artificiali;
2. togliere orologi, braccialetti, anelli, fedi,ecc. che vanno lasciati con gli indumenti personali;
3. se le mani sono visibilmente sporche lavarle con sapone semplice prima del lavaggio chirurgico;
4. l’antisepsi chirurgica va eseguita utilizzando un sapone antisettico o la frizione con prodotti in base alcolica, prima di indossare i guanti sterili;
5. bagnare le mani e gli avambracci fin sopra la piega del gomito;
6. versare sulle mani il prodotto disinfettante premendo con il gomito la leva del dispenser;
7. lavare le mani e gli avambracci per circa 2-5 minuti;
8. risciacquare prima le mani e dopo gli avambracci, avendo cura di tenere le mani al di sopra del livello dei gomiti, per evitare che l’acqua degli avambracci scenda sulle mani;
9. prendere una spugnetta sterile, bagnarla ed applicarvi sopra la soluzione disinfettante;
10. strofinare le unghie per mezzo minuto per mano e lasciar cadere la spugnetta nel lavabo;
11. risciacquare le mani e gli avambracci come indicato al punto 8;12. riprendere di nuovo il disinfettante nel palmo delle mani come indicato al punto 6;
13. lavare attentamente le mani (ogni dito e spazio interdigitale ) impiegando circa 1 minuto per mano; lavare ogni avambraccio con movimento circolare per 30 secondi circa ;
14. risciacquare con acqua corrente mani ed avambracci, uno per volta, lasciando scorrere l’acqua dall’estremità delle dita sino alla piega del gomito, come indicato al punto 8;
15. mani ed avambracci vanno quindi asciugati con un panno sterile ; ne occorrono 2 uno per estremità; va asciugato prima ciascun dito, quindi la restante parte della mano e,da ultimo, l’avambraccio sino alla piega del gomito con movimento circolare.
3.2 Lavaggio chirurgico delle mani con frizione alcolica
1. quando si esegue il lavaggio chirurgico delle mani con frizione alcolica con un prodotto ad attività prolungata, seguire le indicazioni del produttore. Applicare solo su mani asciutte.
2. Effettuare in sequenza il lavaggio con sapone antisettico e la successiva frizione alcolica che insieme posseggono una rapida ed efficace azione antimicrobica ad ampio spettro.
3. il prodotto da utilizzare è un gel idroalcolico tissotropico con etanolo al 70%
che rispetta la norma UNI EN 12791
4. la disinfezione chirurgica si effettua con 2 erogazioni di 3 mi per 45 sec ognuna , frizionare sino a completa asciugatura e non risciacquare, quindi indossare i guanti chirurgici.

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