Influenza 2018 può essere addirittura letale: come difendersi

Come ogni anno in questo periodo, il virus dell’influenza è alle porte ed è pronto a mettere a letto circa 5 milioni di italiani. Come al solito in rete iniziano a circolare sempre di più nomi sugli agenti infettivi responsabili della sindrome influenzale, la quale responsabile di migliaia di contagi. Questo ceppo influenzale potrebbe essere molto virale, solo per il semplice fatto che supportato da un clima con temperature che sbalzano giornalmente fa caldo e freddo.

Ci siamo, quest’anno già a fine estate, all’inizio dell’autunno si sono manifestati sintomi di forte raffreddamento e di influenza anticipata con problemi alle vie respiratorie ed episodi di febbre alta. Sicuramente, non è detto che i virus siano sempre più forti d’altra parte potremmo essere noi ad essersi indeboliti a causa di molti fattori piuttosto diffusi globalmente. La flora intestinale disturbata, il carico di tossine generali, il sistema linfatico intasato, e di conseguenza sistema immunitario è più debole, anche l’inquinamento è un fattore fondamentale che indebolisce le nostre vie respiratorie. A questo punto l’approvazione alla stagione fredda e ordina una storia verso la fine dell’estate, tramite semplice azioni da compiere con regolarità.

Il periodo in cui l’epidemia toccherà il suo picco sarà, come sempre, quello dopo Natale, quando un mix tra basse temperature e visite ad amici e parenti per le festività darà un’accelerata alla diffusione dei virus influenzali. L’unica difesa, o almeno quella più efficace, è il vaccino. E poi, come complemento, lavarsi le mani di frequente, tossire o starnutire coprendosi la bocca con un fazzoletto o con il braccio, e restare a casa quando si presentano i sintomi dell’influenza, sia per non aggravare la situazione sia per contenere la diffusione del contagio negli ambienti di lavoro e in generale nei locali pubblici.

L’influenza 2017 sta arrivando e, secondo gli esperti, sarà la peggiore degli ultimi decenni. I medici lanciano subito l’allarme, sottolineando, come ogni anno, le buone regole da seguire per ridurre al minimo il rischio di ammalarsi. Nel Paese oceanico, infatti, l’ondata di influenza ha causato non solo i classici sintomi fastidiosi che ci costringono a letto ma anche dei casi molto gravi, alcuni dei quali sono culminati con la morte del malato: sono 52 le morti accertate tra uomini, donne e bambini causate dal ceppo influenzale. Nel suo tragitto, il virus ha già raggiunto il sud-est asiatico e la penisola araba. In particolare per gli esperti anche nell’emisfero boreale bisognerà fare i conti con una epidemia simile a quella australiana.

Per difendersi la prevenzione è fondamentale evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Il periodo più a rischio sarà come sempre quello dopo Natale quando un mix tra basse temperature, dopo baci e abbracci tra parenti, darà un’accelerata alla diffusione dei virus influenzali.

Fondamentale è lavarsi le mani, se si starnutisce o si tossisce, è importantissimo coprirsi la propria bocca con un fazzoletto, ed è opportuno restare in casa se si presentano i sintomi dell’influenza, così da non diffondere una vera e propria pandemia. Il periodo più a rischio sarà, come sempre, quello che va intorno il 20 dicembre al 10 gennaio, in concomitanza con le feste di Natale. Purtroppo i virus influenzali si diffondono in maniera piuttosto accelerata quando, si hanno al di fuori delle nostre abitazioni, scuole, uffici, eccetera, basse temperature, quindi se ci si abbraccia ci si bacia è facile trasmetterci i virus dell’influenza. é fondamentale evidenziare che purtroppo questo ceppo è difficile da sconfiggere, in quanto può portare resistenza agli antibiotici comuni, è ovvio che le persone più a rischio sono gli anziani ed i bambini e tutti coloro che convivono con delle patologie.

Come già detto precedentemente, in Australia l’epidemia ha portato alla morte 52 persone affette da questo virus e ora sta facendo rotta verso l’Europa, quindi l’allarmismo sta nel fatto, che se i virus prenderanno il sopravvento, dovremmo fare i conti con numerosissimi casi gravi. L’allarme arriva appunto dai media australiani, chi ci informano che questo ceppo di influenza è uno dei peggiori negli ultimi decenni. Nel suo tragitto, il virus ha raggiunto, ora il sud-est asiatico e la penisola araba con l’arrivo dei primi freddi, è in arrivo anche l’influenza secondo fonti australiane sarebbe la peggiore degli ultimi 10 anni. Il virus sta arrivando in Europa, ha già raggiunto il sud-est asiatico e anche la penisola araba. Gli esperti annunciano che questo virus, è uno di quei ceppi molto portenti in quanto in Australia ha fatto conti di malati gravi con numeri spaventosi. Giovanni d’Agata presidente dello “sportello dei diritti”, evidenzia che con la prevenzione ci si può difendere. Fondamentale è lavarsi le mani, se si starnutisce o si tossisce, è importantissimo coprirsi la propria bocca con un fazzoletto, ed è opportuno restare in casa se si presentano i sintomi dell’influenza, così da non diffondere una vera e propria pandemia.

Il periodo più a rischio sarà, come sempre, quello che va intorno il 20 dicembre al 10 gennaio, in concomitanza con le feste di Natale. Purtroppo i virus influenzali si diffondono in maniera piuttosto accelerata quando, si hanno al di fuori delle nostre abitazioni, scuole, uffici, eccetera, basse temperature, quindi se ci si abbraccia ci si bacia è facile trasmetterci i virus dell’influenza. é fondamentale evidenziare che purtroppo questo ceppo è difficile da sconfiggere, in quanto può portare resistenza agli antibiotici comuni, è ovvio che le persone più a rischio sono gli anziani ed i bambini e tutti coloro che convivono con delle patologie. Come già detto precedentemente, in Australia l’epidemia ha portato alla morte 52 virus ora sta facendo rotta verso l’Europa, quindi dal monismo sta nel fatto che se i virus prenderanno il sopravvento, dovremmo fare i conti con numerosissimi casi gravi. L’allarme arriva appunto dai media australiani, chi ci informano che questo ceppo di influenza è uno dei peggiori negli ultimi decenni. Nel suo tragitto, il virus ha raggiunto, ora il sud-est asiatico e la penisola araba.

L’autunno è arrivato e con i primi freddi, spesso, arrivano anche i malanni di stagione: ecco le sette semplici azioni possibili da adottare per ridurre il rischio di raffreddori, tosse, mal di gola e influenza.Arrivano sul magazine Psychology Today da Susan Biali Haas, medico canadese (di base a Vancouver). Con i primi freddi e le giornate più corte aumentano il tempo trascorso al chiuso in presenza di altre persone e il rischio di contagio, rileva Biali Haas; ma ammalarsi non è inevitabile, anzi.

Dieci  consigli per affrontare l’autunno e mantenersi in salute:

1) Non trascurare di lavarti le mani accuratamente in modo frequente, per assicurarsi la riduzione della proliferazione dei batteri di virus. Strofinatele per almeno 20 secondi con il sapone oppure con un gel i igenizzante.

2) E’ buona norma, ogni volta che starnutisce otto strisci, che ti copre naso o la bocca con un fazzoletto, per ridurre il rischio di diffondere germi. Getta subito fazzoletti di carta usati.

3) Per prevenire raffreddore è importante che tu sia lontano da luoghi affollati, soprattutto che sono ambienti chiusi. Così potrà ridurre al minimo il rischio di essere infettato.

4) Non stare a contatto prolungato con una persona raffreddata, per evitare di essere contagiato di ammalarti.

5) Se un tuo familiare ha contratto raffreddore, potresti usare, finché non è guarito, posate bicchieri usa e getta o lavare gli oggetti di uso comune in acqua bollente.

6) occupati di diligenza da massimo gli spazi della casa che condividi con persone ammalate di raffreddore e anche le superfici, specialmente quelle del bagno della cucina.

7) bevi abbastanza liquidi per mantenere il tuo corpo ben idratato. Bere abbastanza è anche un ottimo modo per evitare che raffreddore si aggravi. Le bevande consentite sono acqua, succhi di frutta, prodotte. Evita le bibite a base di caffeina.

Sta per arrivare l’ autunno, stagione in cui il clima si fa più freddo ma i colori sono ancora caldi. Vi ricordo, come sempre, di non sottovalutare il cambio stagione ed un’ alimentazione che favorisca la depurazione. Le condizioni climatiche variano velocemente ed altrettanto velocemente il nostro organismo deve adattarsi. Meglio seguire una dieta che non carichi il corpo di tossine e soprattutto prestate attenzione al freddo che non tarderà ad arrivare. Si sente l’ esigenza di un rapporto più intimo con se stessi e con altre persone: è un naturale momento di ritiro dopo l’ esplosione dell’ estate. Per chi ama il gusto di una zuppa calda e le passeggiate fra le foglie secche questo è un momento straordinario.
L’ arrivo di una nuova stagione è un passaggio ed è bene affrontarlo con la consapevolezza che le cose non cambiano solo intorno a noi ma anche dentro di noi. ” Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. ” Virginia Wolf

Un suggerimento dal mondo vegetale per prepararsi all’ arrivo dell’ autunno
Il Prugnolo è una pianta nota fin dall’ antichità. Nella tradizione popolare era considerata magica: le veniva attribuito il potere di allontanare le forze del male e per questo veniva messa alla porta.
Il gemmoderivato è un prezioso alleato per l’ organismo debilitato da una malattia e stressato dall’ inquinamento ambientale. Attiva il sistema immunitario e possiede un’ interessante azione antidepressivo-simile. ” Il miglior medico è la natura, poiché guarisce molte malattie e non parla male mai dei suoi colleghi. “

Alimentazione e Malattie da raffreddamento: suggerimenti per la prevenzione

Nella prevenzione delle patologie da raffreddamento le scelte alimentari rivestono un ruolo di primaria importanza. Pur ricordando che un’ alimentazione equilibrata consegue sempre alla valutazione di diversi fattori, alcuni dei quali strettamente individuali, ci sono alcuni accorgimenti che si possono ritenere a buona ragione validi per tutti i bambini, per difenderli dai malanni tipici della stagione fredda. Eccone alcuni.
Scegliere prodotti biologici: anche se questi alimenti non possono essere completamente esenti da sostanze inquinanti, sicuramente consentono di ridurne la quota complessiva, diminuendo parallelamente le possibilità di interferenza di sostanze derivanti dall’ alimentazione con il sistema immunitario.
Mangiare il più possibile cibi freschi, che mantengono maggiormente integra la loro vitalità ( l’ essenza, il jing ) che verrà trasmessa all’ organismo del bambino rafforzandolo.
Variare davvero. E’ importante evitare di ripetere ogni giorno l’assunzione di alcune sostanze con la dieta per due motivi essenziali: 1) per prevenire fenomeni di sovraccarico nel bambino che, oltre a creare di per sé disturbi, possono evolvere ad intolleranze o, in soggetti predisposti, ad allergie alimentari; 2) per non far mancare al bambino tutte le vitamine e i minerali necessari.
Tutti gli alimenti che alterano la qualità del muco possono creare condizioni favorevoli all’ instaurarsi di infezioni e disturbi vari all’ apparato respiratorio. Da questo punto di vista, latte e latticini sono sicuramente gli alimenti più a rischio: senza voler spingere nessun genitore a diete di esclusione -che possono risultare dannose per motivi diversi- va ricordato che il consumo di questo tipo di alimenti andrebbe effettuato con moderazione anche nei bambini.
E’ dimostrato altresì che gli zuccheri raffinati indeboliscono gli organi che appartengono all’ apparato respiratorio e riducono le performance delle difese immunitarie che dovrebbero proteggerli. Particolarmente dannosa appare quindi l’
associazione di latte e zucchero ( dolci, biscotti, merendine, brioches… ).
E’ l’insieme dell’ alimentazione che aiuta il buon funzionamento dell’ apparato respiratorio dei bambini: ricordo tuttavia che, come insegna la Dietetica cinese, il sapore piccante nutre lo yin del polmone e quindi alcuni alimenti quali ad esempio l’ avena e il miglio giallo tra i cereali, l’ aglio, la cipolla, il sedano, la rapa tra le verdure, la mela cotogna tra la frutta fresca, le mandorle e le noci tra quella secca e molte spezie ( il cui uso moderato e ponderato non è controindicato nei bambini ) possono contribuire efficacemente al successo della strategia preventiva complessiva.

Cambi di stagione e meteoropatie: da dove originano e come affrontarle

Come è ormai noto a tutti il nostro corpo reagisce e si adatta ai cambi di stagione: in particolare sono l’ autunno e la primavera le due stagioni più sensibili.
L’ organo che subisce le maggiori perturbazioni durante il cambio di stagione è l’ ipotalamo, piccola ma importantissima ghiandola situata nel sistema nervoso centrale e deputata al rilascio della maggior parte degli ormoni che controllano il sisitema endocrino ( tiroide, surreni, genitali, etc. ).
L’ ipotesi più accreditata riguardo all’ insorgenza delle meteoropatie è che le perturbazioni atmosferiche, in modo più specifico i fronti freddi, possano stimolare la produzione di ACTH ( ormone stimolante la ghiandola surrenale, rilasciato dall’ ipofisi sotto stimolo ipotalamico ), con un conseguente aumento dell’ ansia.
Al contrario, essi fanno diminuire la produzione di endorfine, gli analgesici dell’ organismo rilasciati anch’ essi dall’ ipofisi, con notevole abbassamento della soglia del dolore. Ciò comporterebbe un sensibile aumento della dolorabilità a livello muscolare, tendineo e nervoso, e in modo ancor più specifico, delle cefalee di tipo tensivo. D’ altra parte è esperienza comune che i dolori cosiddetti reumatici, nonché i “torcicolli”
( meglio definite cefalee di tipo tensivo ) aumentino proprio con il freddo e l’ umidità. La tiroide risente delle perturbazioni atmosferiche aumentando la produzione di tiroxina, mentre il surrene reagisce con un’ anomala produzione di catecolamine e di corticosteroidi: le prime, prodotte dalla midollare surrenalica e dalle terminazioni nervose del sistema simpatico, entrano in gioco nei periodi di sovraffaticamento o di stress acuto; i secondi, prodotte insieme ad altri ormoni dalla corticale surrenalica, vengono coinvolti nei periodi di stress cronico.
Proprio dalle basi anatomiche e fisiologiche appena citate possiamo capire come i termini stress e meteorolabilità siano spesso collegati: in particolare il disturbo d’ ansia generalizzato ( GAD ) è diffuso almeno nel 60-80% dei soggetti affetti da meteorosensibilità.
Ma che cos’ è questo GAD? La principale caratteristica clinica del GAD è la presenza, per un periodo di almeno 6 mesi consecutivi, di una condizione psicologica di ansia e di preoccupazione eccessiva, è una condizione che porta ad una sindrome da “superstress” oppure “iperstress”. Negli adulti, all’ ansia ed alla preoccupazione sono associati almeno 3 dei seguenti sintomi: irrequietezza, irritabilità, sindrome delle “gambe agitate”, specie nelle ore pomeridiane e serali, oppure sensazione di “nervi tesi” o nervi “a fior di pelle”; stanchezza o facile tendenza alla spossatezza, in particolar modo al mattino; notevole difficoltà nell’ ideazione, nella concentrazione, nell’ attenzione, associata ad improvvisi vuoti di memoria; irritabilità; forte tensione muscolare, soprattutto ai muscoli del collo e lombosacrali; alterazione del sonno: difficoltà ad addormentarsi, sonno con risvegli frequenti, risveglio precoce, o sonno non riposante, inquieto e comunque insoddisfacente.
Non bisogna mai sottovalutare questi sintomi perchè spesso, oltre ad es sere indicativi di una situazione di stress e di stanchezza generalizzata, sono anche associati a forme depressive più o meno importanti.
Come aiutarsi? Dei validi alleati contro i disturbi metereopatici possono rivelarsi la fito- gemmoterapia e l’ oligotearapia.

Yoga e Naturopatia

La Naturopatia si avvale di molti strumenti per trasmettere un concetto di ben-Essere che traduca il rispetto e la valorizzazione dell’ energia vitale presente in ogni individuo. Quell’ energia intelligente chiamata in causa in ogni fenomeno naturale e di guarigione.
Lo Yoga, come altre pratiche volte a favorire il corretto scorrimento del Qi ( ossia di tale energia vitale ), propone una serie di posture ( asana ) capaci, se praticate con costanza e, se non si ha dimestichezza, sotto la giuda di un insegnante esperto, di favorire il ben-Essere evitando un accumulo tossinico causa di disturbi cronici e degenerativi.
Ecco alcune asana che favoriscono il buon smaltimento tossinico e la digestione:

1) Vajrasana: da praticare dopo i pasti, ma anche prima se si ha un sistema digestivo lento o contratto a causa di ansia o stress oppure perchè si ha una digestione lenta. E’ una posizione molto semplice, basta mettersi in ginocchio, unire gli alluci ed allontanare i talloni, piegando le ginocchia, sedersi tra i piedi separati, sopra il lato interno del piede stesso. Se fosse necessario è possibile mettere un cuscino tra le natiche e i piedi, per poter stare comodi anche se non ci si può piegare agevolmente. Mettere i palmi delle mani sulle cosce, tenere la schiena dritta ma non rigida e respirare dal naso in modo profondo riempiendo in modo consapevole l’ addome e svuotandolo lentamente, in modo altrettanto consapevole. Può essere utile focalizzare la propria attenzione sull’ aria che entra ed esce dalle narici. Praticare per circa 5-10 minuti, oppure contare 100 respirazioni.

2) Shashankasana: sedersi come per praticare Vajrasana, poi, inspirando, sollevare le braccia in alto e tenendolo distese alla stessa larghezza delle spalle, espirare mentre si piega il tronco in avanti. Il movimento dovrebbe partire dalla zona lombare. Le braccia rimangono tese, e la testa in linea con il collo, con il mento leggermente rientrato. Continuare a piegarsi in avanti fino a poggiare le mani e la fronte al pavimento davanti alle ginocchia.

Rilassare le braccia ed appoggiare i gomiti a terra. Contare fino a 5 a polmoni vuoti e poi inspirando tornare seduti con le braccia sopra il capo.
Espirando, portare le mani sulle ginocchia. Ripetere per 3 volte.
La pressione dell’ addome sulle cosce permette di massaggiare gli organi interni e favorire le loro funzioni fisiologiche.

3)Marjariasana: per rinforzare stomaco e intestino tenue favorendo così l’ assimilazione dei cibi, per massaggiare tutti gli organi digestivi. Molti conoscono questa pratica che chiamiamo “il gatto”: mettersi a quattro zampe e cominciare, inspirando, ad inarcare la schiena partendo dal coccige fino alle cervicali guardando in alto, in seguito, espirando, arrotondare la schiena partendo sempre dal sacro e salendo, una vertebra dopo l’ altra fino alle cervicali, le mani spingono contro il pavimento. Si può ripetere, lentamente, per una decina di volte.

10 ALIMENTI PER COMBATTERE L’INFLUENZA

È come una ricorrenza, ogni anno arriva, colpisce tutte le fasce d’età, dai neonati ai centenari.
Fortunatamente non colpisce tutti: chi ha preso delle precauzioni infatti ha buone probabilità di essere risparmiato. Alle nostre latitudini i virus influenzali si manifestano nel periodo invernale, tra dicembre e marzo. Il motivo non è il freddo, ma la temperatura l’umidità dell’aria; e non quella degli ambienti esterni, ma di quelli chiusi. In inverno, accendendo il riscaldamento e stando spesso a stretto contatto con altre persone, andiamo a creare tutti i presupposti per la diffusione dei virus. I virus trovano un habitat ideale nella saliva: quando quella di una persona infetta viene esposta all’aria calda e secca come quella di una stanza riscaldata, evapora facilitando la dispersione dei virus. Basta uno starnuto per vaporizzare in migliaia di goccioline di saliva e i virus possono resistere sospesi nell’aria per parecchi minuti, contagiando parecchie persone. Le situazioni più rischiose si presentano in luoghi chiusi e affollati come cinema, scuole, uffici. All’aperto è molto più difficile che succeda, ma un malato può contagiare fino alla distanza di 1 o 2 metri. Anche le mani sono un veicolo di trasmissione, possono toccare oggetti contagiati poco prima da un malato, ed è facile che vengano portate a contatto con le porte d’ingresso dell’organismo: viso, naso e bocca.
Sintomi dell’influenza
Brividi, dolori alle ossa, alle articolazioni, muscoli, emicranie, male alla gola, mal di testa, raffreddore, tosse, inappetenza, e in alcuni casi la febbre è accompagnata anche da vomito e diarrea. Il virus può restare in incubazione da 1 a 4 giorni, ma solitamente i primi sintomi si manifestano dopo 24 ore dal contagio e possono permanere (se non vi sono complicanze) per 3 o 4 giorni. Una diagnosi scientificamente certa può essere fatta solo in ospedale, con l’isolamento del virus.
Complicanze dell’influenza
La durata media dell’influenza è intorno ai 6 giorni, ma il senso di malessere può durare anche per un’altra settimana, o più. Se trascurata o presa sotto gamba, andando al lavoro con qualche linea di febbre, o mandando all’asilo o a scuola i bambini perché senza febbre anche se ne hanno manifestato alcuni sintomi, l’influenza può degenerare in malattie come bronchite, polmonite, otite o sinusite. I soggetti più a rischio di complicanze sono i bambini sotto i 5 anni (in particolare con meno di 2 anni), le donne gravide, gli anziani (over 75) e le persone affette da malattie croniche renali o del sistema immunitario, da cardiopatie, da diabete.
Curare l’influenza
La prima cosa da fare alla comparsa della febbre è chiamare il proprio medico o il pediatra. Farsi visitare una cosa spesso trascurata dagli adulti, ma non deve esserlo per i genitori di bambini piccoli. Non potendo sconfiggere il virus con un farmaco, si cerca di attenuare febbre e malessere con i farmaci sintomatici: ibuprofene e paracetamolo. Il medico prescriverà gli antibiotici solo se vi sono fenomeni batterici che, se non eliminati, potrebbero causare complicanze. In assenza di allergie specifiche, e in caso di febbre, è possibile assumere un po’ di paracetamolo anche prima della visita medica, ma mai l’antibiotico senza precisa prescrizione.
Prevenire l’influenza
Innanzitutto è bene ribadire che non è affatto dimostrato che in inverno il sistema immunitario s’indebolisca, pertanto imbottirsi di integratori, estratti vegetali o altre sostanze nella speranza di rinforzare il sistema immunitario, non è una via efficace.
• Il modo più sicuro per ridurre notevolmente il rischio di essere contagiati è la vaccinazione.
Le persone vaccinate inoltre, in caso di contagio, hanno sintomi molto meno gravi e generalmente basse probabilità di complicanze post influenzali. Ogni anno vengono prodotti vaccini nuovi perché i virus, non essendo organismi complessi, evolvono e si selezionano molto più velocemente: questo permette loro di aggredire più facilmente le difese del sistema immunitario messe a punto l’anno precedente con la vaccinazione. Non basta quindi vaccinarsi ogni 2 o 3 anni: se si vuole godere appieno dei vantaggi delle vaccinazioni, occorre farlo ogni anno. Ad ammalarsi di meno sono quegli individui con un organismo in piena forma, cioè con la massima efficienza di organi e sistemi, compreso quello immunitario. Il sistema di difesa può essere meno pronto a respingere i virus, non tanto perché fa freddo, ma perché non funziona perfettamente. Dopo la vaccinazione il modo migliore per prevenire l’influenza è dato certamente dallo stile di vita e dalla corretta ed equilibrata alimentazione, unita a una buona igiene, che significa, tra le altre cose, sia lavarsi le mani frequentemente che arieggiare i locali.
10 alimenti per combattere l’influenza
Vediamo insieme gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole e particolarmente nei mesi a rischio influenza!
1. Frutta ricca di vitamina C come i kiwi e gli agrumi. Arance, mandarini, limoni, mandaranci, pompelmi, sono in grado di aiutarci nella difesa dalle infezioni. È la stessa natura che li mette a disposizione proprio in questi mesi invernali per farne scorta. Sono ideali da consumare come spuntino o da accompagnare alla colazione magari spremuti. I mandarini sono anche pratici da portare con sé. Inoltre possono essere consumati come condimento, aggiunti a piatti come pollo al limone o all’arancia. Gli agrumi, accostati alla verdura, migliorano l’assorbimento del ferro.
2. Verdura: cruda o al vapore. È buona regola mangiare 14 porzioni di verdura a settimana (ovvero 2 ogni giorno): 4 di verdura cotta e 10 di cruda, perché in quest’ultima rimangono più integre le sostanze protettive. Certe verdure non si possono mangiare crude, ma la cottura al vapore conserva una buona quantità delle sostanze nutritive contenute nella verdura fresca (vitamine, sali minerali). La verdura, come la frutta, aiuta le nostre difese immunitarie. Il minestrone è indicato nei mesi invernali quando sono particolarmente graditi i piatti caldi. È possibile utilizzare anche minestroni surgelati, pratici per chi ha poco tempo da dedicare alla preparazione dei piatti ed è possibile passarli, per renderli più gradevoli ai bambini o anche arricchirli con pasta, riso, legumi o patate per i più affamati. Per insaporirli è meglio un cucchiaio di Grana Padano (10 g) al posto del sale, perché mentre dona gusto apporta proteine, vitamine e sali minerali essenziali.
3. Bevande. Durante l’inverno lo stimolo della sete si riduce. Si rischia quindi di disidratarsi, anche a causa del freddo e dei riscaldamenti che creano ambienti più secchi. È quindi importante bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. Fortunatamente nei mesi invernali è piacevole concedersi delle buone bevande calde che possono così contribuire all’idratazione: tè, caffè americano, tisane, orzo. Riscaldano, apportano liquidi e sono le uniche bevande che possono essere conteggiate a zero calorie perché sono realizzate con acqua senza aggiunta di zuccheri. Nelle ore serali preferire tè deteinato, caffè decaffeinato o d’orzo. Sono ideali a colazione (accompagnati da cereali), a merenda o dopo cena. Possono essere macchiati con latte
0 dolcificati con poco miele o zucchero, per evitare che le calorie che apportano contribuiscano all’aumento di peso. Senza zucchero sono gradevoli le tisane già aromatizzate ad esempio al bergamotto, alla menta, al finocchio. Anche i brodi vegetali realizzati in casa con sedano, carota, cipolla possono rientrare nel conteggio dell’idratazione.
4. Latte e derivati. In inverno si riduce la nostra esposizione al sole e quindi la produzione di vitamina D. Per questo, dobbiamo cercare di introdurre la vitamina anche con gli alimenti che ne sono ricchi, consumando due porzione di latte o yogurt al giorno a colazione o a merenda. I formaggi, in particolare il Grana Padano DOP che è un concentrato di nutrienti del latte, ma meno grasso e senza lattosio, andrebbero consumati un paio di volte alla settimana, come alternativa al secondo piatto, al posto di carne o due uova. Questo formaggio può essere mangiato anche da chi soffre di ipercolesterolemia e ipertensione.
5. Carne o pesce. Contengono zinco, che ci aiuta a combattere le infezioni. La carne andrebbe consumata massimo 3 volte alla settimana, preferendo i tagli bianchi e magri. Il pesce, almeno due volte, variandone la qualità. È possibile utilizzare anche pesce surgelato, perché mantiene le proprietà del pesce pescato.
6. Legumi. Forniscono energia, proteine, ferro e fibre. Da consumare almeno due volte alla settimana. Possono essere utilizzati surgelati, in scatola o secchi. Chi soffre di meteorismo dovrebbe mangiarli passati.
7. Cereali integrali. Grano antico, orzo e farro sono ideali consumati come zuppe e apportano fibra, che risulta importante per il nostro organismo in qualsiasi stagione dell’anno. Anche pane e pasta integrali apportano nutrienti protettivi: è buona regola alternarli ai prodotti raffinati.
8. Cioccolato o cioccolata in tazza. È il dolce ideale durante l’inverno, perché riscalda e dà energia. In barrette è un ottimo spuntino da consumare quando si praticano sport all’aperto, come il pattinaggio o lo sci. Naturalmente va consumato con moderazione ed è sempre meglio scegliere quello fondente.
9. Miele. È ideale per dolcificare latte e bevande e sembra possa aiutare a difenderci dalle infezioni. Può essere aggiunto anche allo yogurt o consumato con pane e fette biscottate. Naturalmente anche
il miele deve essere assunto con moderazione in quanto gli zuccheri che apporta rappresentano circa 80% del prodotto e valgono 4 kcal ogni grammo. In caso di dieta ipocalorica si possono usare
1 dolcificanti.
10. Spezie. Pepe, peperoncino, erbe aromatiche, ma anche cannella, zenzero, curcuma. Possono essere aggiunte a piacere a cibi dolci o salati. Anche le spezie e le erbe aiutano il nostro sistema immunitario.

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