Influenza aviaria è allarme: scoperto terzo focolaio a Porto Viro, uccise già 36mila galline

Torna l’incubo aviaria e dopo aver confermato il focolaio a Giare di Mira ed a Piove di Sacco negli allevamenti di tacchini adesso sembra la volta del pollame. Sembra proprio che il virus dell’influenza avaria sia giunto anche in Polesine in provincia di Rovigo; da quanto è emerso, il virus avrebbe colpito un allevamento di 36.000 galline ovaiole di Porto Viro e per questo motivo la Regione pare abbia diffuso l’allerta. Sembra che già nella giornata di ieri siano stati distrutti gli animali già morti e le uova prodotte e molto probabilmente nelle prossime ore verranno abbattuti i restanti animali presenti nella struttura, grazie anche alla collaborazione di ditte specializzate. Sono stati i veterinari dell’Ulss 5 a riscontrare la presenza del virus H5N5 dell’influenza aviaria e la conferma, invece, sembrerebbe essere arrivata dal direttore generale dell’azienda sanitaria Antonio Compostella.

“Il contagio è avvenuto probabilmente a causa degli uccelli migratori provenienti dal Nord Europa, dove si sono registrati molti casi. Non c’è, comunque, alcun pericolo per la salute umana, poichè quello pericoloso è il virus H5N1”, ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Compostella.  Anche la Regione è intervenuta con immediatezza facendo scattare il piano di emergenza, che prevede delle misure restrittive; nello specifico sembra stia stata istituita una zona rossa o di prevenzione che comprende i Comuni di Porto Viro, Taglio di Po, Ariano del Polesine e Porto Tolle. Mentre le altre zone, ovvero quelle di Porto Viro, Taglio di Po, Ariano e Porto Tolle, Corbola, Loreo e Rosolina sono stati inseriti nella zona di sorveglianza. Avviate, dunque, tutti gli adempimenti previsti dai regolamenti comunitari per evitare la diffusione del virus ad altri allevamenti contigui.

“In queste ore vengono distrutti gli animali già morti e le uova prodotte, a seguire verranno abbattuti i restanti animali presenti nella struttura, il tutto con il supporto di ditte specializzate. L’episodio si inserisce in un quadro di epidemia che sta interessando tutta Europa, ad oggi, infatti, i paesi interessati sono 23, per un totale di 949 focolai e quasi 5 milioni di animali coinvolti. Come risaputo gli uccelli selvatici hanno un ruolo importante come diffusori del virus”, si legge ancora in una nota diffusa dall’Asl. Ebbene si, sembra che via va il virus dell’influenza aviaria stia tornando a farsi vivo non soltanto in Italia ma anche nel resto dell’Europa e nello specifico in Austria, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Montenegro, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, e fino ad ora, infatti, per un totale di 949 focolai e quasi 5 milioni di animali coinvolti. Il virus H5N8 è trasmesso dagli uccelli migratori che ogni anno a milioni si muovono attraverso i continenti, a migliaia si spingono e svernano anche nel comprensorio dell’Alto Adriatico.

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