Influenza shock, allerta preoccupante dei medici: “Ci possono essere più morti”. Ecco come prevenirla

Ad oggi sono poco più di 3 milioni le persone costrette a stare in casa per l’influenza. Infatti, quest’anno il virus è stato molto aggressivo provocando anche numerosi decessi specialmente tra bambini o anziani già debilitati con altre malattie croniche. L’ultimo aggiornamento della Regione dimostra che l’età pediatrica continua ad essere la più colpita ma l’incidenza è in calo. A lanciare l’sos la federazione italiana medici di medicina generale che invita la popolazione a vaccinarsi.

L‘influenza stagionale di quest’anno purtroppo sta destando parecchie preoccupazioni e non solo, visto che da settembre ad oggi sono circa 8 le persone che hanno perso la vita, e secondo i medici l’influenza di quest’anno potrebbe fare numerose vittime; la preoccupazione principale dei medici è che ci possano essere più morti, rispetto alle passate stagioni per via delle complicanze nella popolazione a rischio.”In questa stagione, cominciata in anticipo predomina il virus H3N2, denominato ‘Bolzano’ perché è stato isolato in quella città, per il quale il vaccino disponibile è efficace. Si tratta di un virus che colpisce particolarmente gli anziani che sono anche più vulnerabili per le complicanze. E per loro può essere letale. La percezione che abbiamo, come medici di famiglia, è di una maggiore incidenza di casi gravi”, ha dichiarato Tommaso Maio, ovvero il responsabile Area Vaccini della Federazione Italiana medici di medicina generale, ovvero il sindacato che ha fatto formale riciesta al Ministero della Salute per poter prolungare la campagna vaccinazioni.

Come abbiamo anticipato, purtroppo l’influenza ha dallo scorso mese di settembre 2016 ad oggi ha causato la morte di 8 persone, mentre altri 63 casi sono stati dichiarati piuttosto gravi. L’età media dei casi segnalati è di 71 anni e dunque la categoria più a rischio, oltre ai bambini sono risultati essere gli anziani, motivo per il quale i medici sostengono che devono essere necessariamente vaccinati e nei casi in cui invece non sia stato effettuato il vaccino è importante mettere in atto delle misure di protezione individuale utili al fine di ridurre la trasmissione del virus dell’influenza.Il numero di nuovi casi di influenza registrati nella prima settimana del 2017 è stato pari a 552.300,mentre negli ultimi 7 giorni del 2016 ne erano stati registrati 603.400, nella settimana dal 2 all’8 gennaio 2017 il livello di incidenza del virus è stato 9,11 casi per mille assistiti. “Stiamo purtroppo cominciando a contare i decessi per sindrome influenzale o complicanze ad essa legate, ed è più che mai importante non abbassare la guardia per evitare di raggiungere i tristi traguardi registrati nelle precedenti epidemie stagionali”, ha aggiunto Maio.

Intanto gli esperti consigliano alcuni rimedi che possono aiutarci a prevenire l’influenza a cominciare dall’alimentazione; sono da privilegiare zuppe a base di cereali e legumi, frutta, mandarini, kiwi e arance. Per quanto riguarda la verdura, conviene scegliere cavoli e broccoli, non sono perché contengono un importante quantitativo di vitamine C ed E, ma anche perché risultano ricchi di minerali come ferro e zinco, che facilitano il processo di guarigione. Il picco dell’influenza, è previsto per la prossima settimana e proprio nei giorni scorsi ha parlato Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze Biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, il quale ha dichiarato: “Nessun allarmismo”.

Quale è la situazione della epidemia influenzale oggi ? Attualmente, siamo all’inizio del picco epidemico previsto tra la fine gennaio e la metà di febbraio 2017.In Europa ed in Italia il tipo circolante predominante è quello A /H1-N1 che è stato causa della epidemia tre anni orsono e che continua a circolare insieme al tipo A/ H3-N2 e ad alcuni tipi anche di influenza B .Il vaccino in commercio risulta efficace (potere protettivo-70-80 %) per entrambi i virus circolanti . Tuttavia, quest’ anno un minore numero di persone si è vaccinato del la indisponibilità del Vaccino prima di novembre e per alcune immotivate preoccupazioni che si sono diffuse sulla popolazione , quindi l’andamento epidemico potrebbe avere una maggiore intensità. Si ricorda che le persone più a rischio sono ,gli anziani, i bambini con età inferiore a 3 anni e le persone con patologie croniche e quindi in caso di sospetto di influenza è raccomandabile chiamare il medico di famiglia o la guardia medica o in caso di maggiore gravità o condizioni cliniche precarie recarsi in Ospedale.

Ricordiamo in questo periodo epidemico le seguenti raccomandazioni : I bambini che presentino sintomi di malessere in classe dovrebbero essere immediatamente isolati ed assistiti in una stanza separata in attesa di essere prelevati dai genitori. Le maestre, con la loro sensibilità ed esperienza, potranno collaborare individuando quei bambini più distratti o più stanchi del solito, inappetenti o sonnolenti, con qualche starnuto o con colpi di tosse ripetuti, occhi lucidi, vomito o diarrea. Durante il periodo epidemico, spiegare ai genitori dei bambini ammalati di influenza che sarebbe più sicuro tenere il bambino a casa fino alla completa scomparsa dei sintomi e comunque per un periodo non inferiore a 7 giorni dall’inizio della malattia o dopo due giorni dallo sfebbramento.

Le raccomandazioni fornite per i bambini sono ovviamente da ritenersi valide anche nel caso che ad ammalarsi siano le educatrici scolastiche, alle quali va pertanto consigliato di restare a casa in caso di comparsa di qualsiasi sintomo ascrivibile all’influenza e di non rientrare in servizio prima di 7 giorni in caso di influenza. Quali le misure igieniche da adottare a scuola ? – Igiene delle mani: lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver tossito,starnutito e avere soffiato il naso; – Corretta gestione delle secrezioni respiratorie: coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e si starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso; – Pulizia ordinaria, con i normali prodotti comunemente in uso, delle superfici e suppellettili che sono a contatto con le mani (banchi, sedie, lavagne, dispostivi elettronici utilizzati: video-proiettori, computer, ecc.).

Effettuare la pulizia subito, nei casi in cui tali superfici si presentino visibilmente sporche; – Non consumare cibi, bevande già assaggiate da altri, o da confezioni non integre; non mangiare utilizzando le posate di altri; – Non portare alla bocca penne, gomme, matite ed altro materiale di uso scolastico e/o comune; – Non portare alla bocca le mani e non strofinarsi gli occhi;) – Aerare le aule e gli ambienti regolarmente durante l’intervallo e dopo la fine di tutte le attività scolastiche quotidiane. Non è necessario utilizzare mascherine per insegnanti o personale della scuola: non garantiscono la riduzione della trasmissione del virus ed avrebbero un effetto psicologico negativo sui bambini. Non sono necessarie particolari misure di disinfezione dei locali scolastici diverse dalle normali pulizie, in quanto il virus resiste poco tempo nell’ambiente e meno frequentemente viene trasmesso per contatto indiretto. A chi deve essere consigliato il vaccino antinfluenzale ? -Il Vaccino andrebbe effettuato ogni anno sempre entro il mese di novembre,ma per qualche ritardatario c’è ancora qualche giorno di tempo per vaccinarsi. Il vaccino contro, l’influenza può esser utile perché in grado di dare una protezione variabile a seconda dei soggetti dal 70 al 90 % dei casi ,ma si devono rispettare le seguenti condizioni: Il vaccino deve contenere i ceppi dei virus influenzali che saranno probabilmente in circolazione nel periodo che segue la vaccinazione; Il vaccino da una protezione limitata di 6-8 mesi e quindi va ripetuto ogni anno anche perché i ceppi del virus possono mutare e richiedono una nuova combinazione. Le persone da vaccinare sono quelle più a rischio di complicanze in caso di influenza come di seguito riportato: Persone con età maggiore di 65 anni Bambini fino all’età di 4 anni ,anche se in alcuni paesi la vaccinazione è consigliata solo fino a 2 anni.

Donne in gravidanza dopo il I trimestre (quindi anche le insegnanti in gravidanza in servizio essendo a contatto con studenti sono a rischio di contrarre l’influenza) – Residenti in case di riposo o che vivono in comunità per patologie varie indipendentemente dalla loro età e affetti da patologie varie – Bambini e adulti di ogni età con malattie croniche cardiache e respiratorie inclusa l’asma bronchiale e persone adulte obesi indipendentemente dall’età – Bambini e adulti affetti da malattie dismetaboliche come il diabete, o con insufficienza renale cronica,infezione da HIV/AIDS, malattie ematologiche congenite, persone con deficit immunitari indotti da radio e chemioterapie per tumori. – Bambini in età compresa tra 6 mesi e adolescenti fino a 18 anni in terapia cronica con aspirina per alcune malattie e quindi a rischio di sviluppare la sindrome di Reye dopo l’influenza. Queste persone in caso di sospetta malattia influenzale devono subito ricorrere al medico di famiglia o alla guardia medica per eventuali terapie Esiste una terapia per l’influenza ? Si ci sono farmaci antivirali come zanamivir, oseltamivir e peramivir in grado di curare sia l’influenza A che quella B. Tuttavia i farmaci devono essere presi entro le prime 24-48 ore dall’inizio della malattia. Questi farmaci sono in grado di ridurre la durata della malattia e di diminuire il 50 % della gravità dei sintomi. Questi farmaci possono essere consigliati per persone che sono affette da gravi malattie croniche o in età avanzata.In caso di complicanze broncopolmonari possono essere utili gli antibiotici, altrimenti sono sufficienti i farmaci antipiretici o antinfiammatori generici o calmanti della tosse.

• L’influenza è una minaccia globale. Si ritiene che il rischio di una pandemia di influenza sia ancora presente. • Nel 20 ° secolo si sono verificate 3 pandemie che hanno provocato milioni di morti in tutto il mondo. • La quarta pandemia causata dal virus H1N1 si è verificata nel 2009 ed ha colpito i paesi di tutti i continenti. • I pazienti con malattie respiratorie croniche come BPCO e ASMA sono quelli più a rischio di sviluppare gravi complicanze respiratorie.

• L’influenza è una malattia che ricorre in ogni stagione invernale; può avere un andamento imprevedibile e, ogni anno, impegna importanti risorse del SSN. • La stagione influenzale 2014-2015 è stata caratterizzata da un’incidenza cumulativa medio-alta (108 casi per 1.000 assistiti). • Purtroppo sono stati segnalati 485 casi gravi e 160 decessi da influenza confermata da 19 Regioni e Province autonome (contro i 93 casi gravi, dei quali 16 deceduti, della stagione precedente). • L’influenza è una malattia provocata da virus (genere Orthomixovirus), che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. • I sintomi che all’inizio la caratterizzano possono essere molto variabili, dal semplice raffreddore al mal di testa, dall’infiammazione della gola alla bronchite, ai dolori osteo- articolari. • Nei bambini si osservano più frequentemente vomito e diarrea, negli anziani debolezza e stato confusionale. • L’influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della ubiquità, contagiosità e variabilità antigenica dei virus influenzali, • Frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero e principale causa di assenza dal lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da Aids e tubercolosi.

L’organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vaccinazione annuale per: •soggetti oltre 65 anni di età •persone cui è stata diagnosticata una patologia cronica da oltre 6 mesi •badanti (che accudiscono anziani o disabili) •altri gruppi, come donne in gravidanza, operatori s anitari, •addetti ai servizi essenziali per la società. • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva (BPCO) • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, • diabete mellito e altre malattie metaboliche • insufficienza renale/surrenale cronica • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie • tumori • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari) • epatopatie croniche • La vaccinazione antinfluenzale è il metodo principale per la prevenzione dell’influenza • E’ in grado di ridurre significativamente il rischio di ospedalizzazione per polmonite o influenza, e il rischio di morte tra i residenti in comunità di anziani persone. • Nelle persone con malattie polmonari croniche, la vaccinazione determina un riduzione del 52% delle ospedalizzazioni e una riduzione del 70% del tasso di mortalità durante le stagioni influenzali. • I tassi di ospedalizzazione per polmonite e influenza tra le persone non vaccinate risultano due volte più alti nelle stagioni influenzali.

La vaccinazione antinfluenzale riduce significativamente il rischio di complicanze acute nei pazienti con BPCO, specialmente in quelli con grave ostruzione delle vie aeree. • Anche se non è stata dimostrata una significatività statistica, diversi studi hanno dimostrato che i tassi di ospedalizzazione dovuti ad eventi respiratori acuti post-infettivi sono inferiori nei pazienti vaccinati rispetti rispetto ai non vaccinati. • L’efficacia del vaccino antinfluenzale non è modificata dal grado di gravità della BPCO né dalle caratteristiche demografiche dei soggetti vaccinati o dalla presenza di comorbidità fumo-correlate. • La vaccinazione antinfluenzale nei pazienti con patologie polmonari croniche non provoca alterazioni della funzionalità respiratoria né determina un peggioramento della dispnea, o della capacità di esercizio.

Le complicanze dell’influenza • polmonite virale, • polmonite batterica secondaria, • altre infezioni batteriche secondarie, come la bronchite, sinusite e otite media. • i pazienti con polmonite virale sviluppano febbre acuta e dispnea, e possono evidenziare segni e sintomi correlati alla ipossia, sino alla comparsa di IR acuta. • I microrganismi coinvolti nella polmonite batterica sono comunemente lo Staphylococcus aureus e l’Haemophilus influenzae. • L’incidenza di polmonite batterica secondaria è più elevata negli anziani e nei soggetti con patologie concomitanti come la cardiopatia congestizia e la bronchite cronica. (4) • Le persone sane di solito guariscono entro una settimana, ma le persone molto giovani o molto anziane e quelle con patologie croniche come BPCO, malattie cardiache, diabete e cancro, l’influenza è associata a rischi più elevati di complicanze, a maggior tasso di ospedalizzazione e a maggiore mortalità. • La causa di ospedalizzazione o di morte più frequente è la polmonite virale e polmonite batterica secondaria. (3) • L’ infezione influenzale può essere causa di riacutizzazione di BPCO e di asma bronchiale.

La vaccinazione antinfluenzale è associata con un numero significativamente inferiore di episodi di malatti e respiratorie acute influenza correlate (ARI). L’analisi di sopravvivenza di Kaplan-Meier ha dimostrat o una differenza significativa tra il gruppo vaccinato e gruppo placebo per quanto riguarda la probabilità di non sviluppare ARI correlate (log-rank valore di prova P = 0,003). Nel complesso, l’efficacia del vaccino è stata del 76%. Per le categorie di BPCO lieve, moderata o grave l’efficacia del vaccino è stata rispettivamente del 84%, 45% e 85%.

➔ L’influenza è una malattia infettiva provocata da virus. Normalmente si risolve in pochi giorni, tuttavia, in alcune persone può causare complicanze anche gravi. La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze.La protezione si sviluppa circa dopo due settimane dalla somministrazione del vaccino. Poiché i virus influenzali cambiano di frequente,è consigliabile vaccinarsi tutti gli anni. In Italia,perla situazione climatica e l’andamento delle epidemie influenzali, il momento migliore per farsi vaccinare va dalla metà di ottobre alla fine di dicembre. ➔ L’influenza ha un periodo d’incubazione breve,in media 2 giorni, durante il quale si è già contagiosi.In particolare,il periodo di contagiosità comincia qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e si prolunga per circa 3-5 giorni dopo.Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Il virus influenzale si trasmette attraverso le goccioline di muco e di saliva di chi tossisce e starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Quindi si diffonde con più facilità negli ambienti chiusi e affollati. Scegliendola vaccinazione non proteggi soltanto te stesso,ma anche quelle persone che ti stanno intorno per le quali contrarre l’influenza potrebbe essere particolarmente pericoloso. ➔ La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita per le persone dai 65 anni in poi e per i soggetti con patologie croniche di base indipendentemente dall’età. È consigliata soprattutto alle persone che sono più a rischio di sviluppare forme gravi della malattia e complicanze. Per ridurre il rischio trasmissione, la vaccinazione è raccomandata anche ai familiari e ai soggetti in contatto con bambini di età inferiore ai 6 mesi (per i quali tale vaccinazione non è indicata) o con persone affette da patologie di base ad alto rischio di complicanze, che non possono essere vaccinati a causa di controindicazioni alla vaccinazione. Inoltre,la vaccinazione è raccomandata alle categorie che svolgono attività essenziali per la comunità e lavori socialmente utili (forze di polizia,operatori sanitari,ecc.).

3 commenti

  1. ci sono vaccini omeopatici:molto più sicuri.tutti questi vaccini non fanno gli anticorpi e domani quando questi ragazzi saranno grandi saranno dei bupni clienti delle multinazionali-

  2. non pensate che tutti questi vaccini non produrranno anticorpi,da grandi questi ragazzi saranno dei buoni clienti delle multinazionali.

  3. io non sono morto perchè vacinato!

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