Infortunio a Michele Emiliano, cade mentre balla la tarantella e si rompe il tendine d’Achille

Michè, te lo dico in maniera bonaria. Un po’ ieri hai fatto la figura del trimone, come si dice dalle tue (e dalle mie) parti, cioè del fesso. Ma come, stai in campagna elettorale, sei in ballo per le primarie Pd, e ti metti a fare il balletto folkoristico? E con quella stazza importante poi? Ché il problema, per gli omoni di un certo peso come te, non è mica l’incompatibilità tra la carriera di magistrato e quella di segretario di partito (come dicono i detrattori), ma tra quella di uomo ghiotto cui piacciono vongole e cozze pelose e quella di ballerino.

Oh, sia chiaro. Per l’incidente che ti è capitato ieri ad Acquaformosa, in Calabria, dove eri in visita in un centro migranti e ti sei cimentato in una danza tipica finendo per romperti il tendine d’Achille, ti esprimiamo la massima solidarietà e gli auguri di pronta guarigione. Però ti avvertiamo che, mo’ che rimetti (come si dice sempre dalle nostre parti), ti rivogliamo in pista, ma solo nella pista politica, non in una dancefloor o in una piazza a fare la danza (oh, non dirmi che era una tarantella o una pizzica, cioè il ballo tipico del Salente, sennò chi se li sente mo’ i baresi…). Be’, però almeno ho capito perché lo hai fatto. Un po’ era la contentezza per essere arrivato alle primarie e aver superato lo scoglio del 5% (se ho superato lo sbarramento, devi aver pensato, posso superare pure l’ostacolo dei 100 chili).

E un po’, ammettilo, era la voglia di dimostrare che, nonostante la mole, sei più in forma tu di Matteo Renzi che ha cominciato pure lui a mettere su una bella pancetta.
Una sfida a chi intende meglio la politica come magna magna, ma in senso letterale: cioè come capacità di far crescere la panza… Da tutta questa brutta faccenda, che dalle primarie ti ha portato al primario, siamo però sicuri che trarrai vantaggio. Perché guadagnerai in simpatia. E sembrerai ancora più umano. Abile e fragile, come ognuno di noi. Magari, d’ora in avanti, per omaggiarti, cambieranno il nome del tendine d’Achille in tendine di Michele.

L’eroe colpito nel suo punto debole e perciò più caro agli dèi e ai mortali. Il governatore pugliese, candidato alle primarie del Pd, Michele Emiliano, nel momento della caduta
Oppure, nell’inno nazionale, al posto dell’elmo di Scipione l’Africano, celebreranno la caviglia di Michele l’Emiliano.

Sia come sia, un po’ te la sei cercata comunque a guidare una Regione che si autobattezza Tacco d’Italia. Il tacco, proprio là, a due passi dalle caviglie e dal tendine. Eddai.
E sono guai quando, con un movimento brusco, passi dal tacco alla punta, come hai fatto tu andando in Calabria. Mo’ l’unica cosa che devi fare, uscendo dall’ospedale e dalle urne da vincitore, è dimostrare a tutti, a chi non ti ha votato e al destino beffardo che ti ha azzoppato, che non eri il solito gigante dai piedi d’argilla.

La rottura del tendine d’Achille è una lesione importante che ha bisogno di essere diagnosticata e trattata precocemente, costituisce nello sport una delle lesioni più frequenti, con un’incidenza di rotture al tendine di achille ogni anno di 5,5 a 9,9 rotture per 100.000 abitanti in Nord America (Edmonton, Canada). Studi della comunità europea riportano una valutazione comparabile con un range di 6 a 18 rotture per 100.000 abitanti. L’insorgenza della lesione avviene negli adulti (sono definiti adulti quelli che hanno compiuto 19 anni in poi) e normalmente quest’ultima avviene in tendini con una struttura già degenerata. Il tendine di achille si rompe comunemente a 2-3 cm al di sopra della sua inserzione calcaneare in soggetti praticanti il salto, la corsa, la ginnastica artistica, lo sci, il calcio.

Eziopatologia Di norma la rottura del tendine d’Achille si manifesta durante una violenta contrazione dei muscoli del polpaccio ed è comunemente associata a sport come tennis, squash, calcetto. Può succedere anche durante cadute, o anche quando si scendono le scale saltando i gradini. Raramente può essere spontaneo o associato ad assunzione di alcuni farmaci. Cause determinanti: La rottura tendinea non può avvenire, tranne dei casi limite, se prima della rottura il tendine non risulti alterato, da studi sperimentali è stato dimostrato che è necessaria una forza di circa 400 kgm per rompere il tendine in un soggetto giovane. Per fare un esempio, è come se una gru da cantiere sollevasse velocemente un peso di 65 kg di 6 metri. Segni clinici Dolore violento, acuto ed improvviso e la sensazione immediata di essere stati colpiti nella regione del tendine che si accompagna ad uno “schiocco”; immediata è la tumefazione e l’impotenza funzionale del muscolo del polpaccio ed impossibilità di deambulare, mentre è concessa la flessione plantare per la funzione vicariante del muscolo tibiale posteriore e dei flessori delle dita. Diagnosi Osservare il soggetto mentre cerca di deambulare, o facendolo andare sulle punte dei piedi si può avere un’idea della lesione. Facendo mettere il paziente prono sul lettino, si andrà a pompare gentilmente il polpaccio con le mani (test di Thompson). Se la caviglia si muove , il tendine d’Achille è ancora funzionale, altrimenti se non sarà presente, il test sarà indicativo di rottura del tendine d’Achille . Si potrà effettuare indagine ecografica o di RMN per confermare la diagnosi. Trattamento E’ esclusivamente chirurgico usando una chirurgia minimamente invasiva, riunendo le due estremità tendinee con filo di sutura, e immobilizzando il piede in lieve flessione plantare per un periodo di 6-8 settimane. Il carico viene generalmente concesso a partire dalla quarta quinta settimana a mezzo di scarpa deambulatoria con rialzo calcaneare e blocco della flessione dorsale. Recentemente si effettuano anche dei protocolli che prevedono una mobilizzazione precoce grazie all’uso di tutore amovibile.

Prevenzione Riconoscere in maniera precoce e trattare in maniera tempestiva la tendinopatia che può essere preparatoria della rottura del Tendine di Achille. I mezzi da adottare sono: – Ridurre il carico (intensità) dell’allenamento ed evitare terreni troppo duri e/o morbidi; l’ammortizzazione dell’impatto è legata alla deformabilità degli strati sottostanti, un terreno morbido riduce le sollecitazioni sui tendini, ma disperde troppe energie; un terreno elastico (cioè che si deforma al momento dell’impatto del piede con il terreno, ma che riprende subito dopo le caratteristiche iniziali) ma come è dimostrato dalle ricerche scientifiche, sollecita in misura maggiore il piede. Le scarpe rivestono un’importanza notevole. Il materiale utilizzato per la suola che costituisce la base della scarpa deve possedere grandi qualità di ammortizzazione in maniera da attenuare le sollecitazioni sulle varie strutture. Il collare dell’ area del tacco (a volte chiamata polsino del tallone o conchiglia) costituisce la parte superiore della scarpa, sostiene il tallone e deve evitare la pressione e quindi gli attriti sul tendine d’Achille. Il collare impedisce al piede di scivolare all’interno della scarpa e lo rende più stabile. Protocollo riabilitativo Considerazioni generali: – Protocollo riabilitativo di 1 e 2 fase, potrà essere considerato tra qualche tempo approssimativo, vista l’attuale progressione dei protocolli basati su presentazioni ed evidenze scientifiche che vengono da ogni direzione. In ogni caso si attiene scrupolosamente alle linee guida della letteratura scientifica internazionale (AAOS) dovuta sia all’evoluzione delle tecniche chirurgiche che alla migliore conoscenza dei processi riparativi dei tessuti biologici. – Il paziente inizia la deambulazione assistita con due bastoni canadesi e senza carico, variabile a seconda delle indicazioni del chirurgo generalmente per 3-4 settimane. – La rieducazione la iniziamo generalmente alla quarta settimana post-operatoria se il chirurgo ci autorizza. – Monitoriamo l’incisione della cicatrice tendinea per evitare la formazione precoce di aderenze, minimizzando la perdita del range articolare, effettuando una mobilizzazione dolce e regolare del tessuto cicatriziale per evitare fibrosi. MTP o Cyriax permette ai tessuti cicatriziali di allinearsi strutturalmente secondo le linee di forza e in questo stato di accrescersi e rinforzarsi, ciò non accade se l’articolazione è immobilizzata: le fibre collagene assumono un orientamento casuale e dopo avranno bisogno di tanto tempo per potersi allineare. L’obiettivo del chirurgo è ripristinare l’integrità del tendine senza per questo sacrificare quella dell’articolazione. Quindi se una lunga immobilità è dannosa, dall’altra parte una rieducazione precoce e non controllata può creare complicazioni alla ricostruzione. Nel nostro centro Formamentis ho scelto “una rieducazione funzionale controllata” che mi offre una serie di vantaggi: – previene la formazione precoce di aderenze. – riduce la probabilità di complicanze algo-distrofiche. – attenua l’inibizione muscolare in particolare del tricipite della sura dovuta all’immobilità. – No running, salti o movimenti balistici e pliometrici per 6 mesi.

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