Inquinamento shock, allarme Oms: ‘Uccide 1,7 milioni di bambini l’anno’

Nel mondo 1,7 milioni l’anno, è attribuibile a cause ambientali, dall’inquinamento all’igiene inadeguata. Lo afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). La stima è contenuta in due rapporti. Nel primo l’Oms afferma che buona parte dei decessi per polmonite, diarrea e malaria, le cause principali di morte sotto i cinque anni, sono prevenibili con interventi sull’ambiente, dall’accesso all’acqua pulita a quello a combustibili non tossici per cucinare. Il secondo fornisce dati dettagliati sulle cause di morte.

Al primo posto, con 570mila vittime, ci sono le infezioni respiratorie causate dall’inquinamento indoor e outdoor e dal fumo passivo. La diarrea, prevenibile con migliori condizioni igieniche, fa 361mila vittime all’anno. Altre 200mila sono dovute alla malaria, che puó essere prevenuta con interventi sull’ambiente. “Un ambiente inquinato è letale – afferma Margaret Chan, direttore generale dell’Oms – specialmente per i bambini”.

In Europa 520mila morti per inquinamento nel 2013: la più grande minaccia ambientale alla salute Rapporto Agenzia Ue per Ambiente: “Qualità aria migliora ma non basta “

In Italia 91mila morti per inquinamento ambientale e la Pianura Padana tra i siti più inquinati della UE Secondo questa ricerca, anche se scende il livello dell’inquinamento atmosferico nei siti monitorati delle 400 città europee (ad esempio la media annuale PM 10 è caduta del 75% dal 2000 al 2014 e le concentrazioni PM 2,5 in media, sono diminuiti tra il 2006 e il 2014), i danni del passato non si cancellano e l’inquinamento è ancora troppo elevato e crea gravi danni alla salute. Lo afferma infatti l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) che rivela come “circa l’85% della popolazione urbana nell’UE è esposta a particolato fine (PM 2,5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)”.

Nel 2014, il 16% della popolazione urbana nell’UE-28 è stato esposto a livelli di PM 10 al di sopra del valore limite giornaliero UE, mentre l’8% è stato esposto al livello di PM 2,5 al di sopra del valore obiettivo dell’UE. Tuttavia, rispetto ai più rigorosi valori guida di qualità dell’aria fissati per proteggere la salute umana, circa il 50% e l’85% degli abitanti delle città sono stati esposti a PM 10 e PM 2,5 in concentrazioni superiori raccomandazioni dell’OMS. La ricerca si occupa di morti premature, aumento delle patologie cronico-degenerative, ma anche patologie allergiche, sino ai tumori. Le aree a livello europeo più esposte sono quelle del Benelux, la nostra Pianura padana e l’area metropolitana di Londra, così come l’area della Ruhr in Germania e nell’Est Europeo. Gli inquinanti più problematici per la salute umana (che possono causare o aggravare per esempio patologie cardiovascolari e polmonari, infarti cardiaci e le aritmie, e cancro) sono il particolato (PM), l’ozono troposferico (O3) e il biossido di azoto (NO2). Il biossido di azoto (No2) ad esempio non solo colpisce il sistema respiratorio direttamente, ma contribuisce anche alla formazione di PM e O 3.

Nel 2014, il 7% della popolazione urbana nell’UE- 28 è stata esposta a NO2 concentrazioni superiori ai identici standard OMS e UE, con il 94% di tutti i casi di superamento che si verificano a causa del traffico. Le stime dell’impatto sulla salute associato all’esposizione di lungo termine al PM2,5 da combustione del carbone e biomasse in famiglie e dagli edifici commerciali e istituzionali non sono diminuite in modo significativo. Per ridurre le emissioni di questi settori, è essenziale attuare pienamente le misure, come ad esempio le recenti modifiche alla direttiva sulla progettazione ecocompatibile per stufe domestiche, ecc. La ricerca dimostra che solo l’esposizione a PM25 è responsabile di 436.000 morti premature in Europa nel 2013, un livello in aumento rispetto alle stime degli anni precedenti.

Gli impatti stimati dell’esposizione a NO2 e O3 erano rispettivamente di circa 68.000 e 16.000 decessi prematuri. 2 Le emissioni di ammoniaca (NH 3) derivanti dalla agricoltura rimangono elevate e contribuiscono soprattutto a livelli di PM sostenuti e una serie di episodi di alta PM in Europa e in alcune aree. L’inquinamento atmosferico continua a danneggiare anche il contesto urbano, i monumenti, la vegetazione, gli ecosistemi. In questo contesto, gli inquinanti atmosferici più nocivi sono O 3, NH 3 e NO x. Cosa occorre fare? affrontare le cause profonde dell’inquinamento atmosferico richiede una trasformazione fondamentale e innovativa dei nostri sistemi di mobilità, della gestione dei rifiuti urbani e industriali, dell’energia, delle fonti puntuali anche industriali e degli allevamenti e coltivazioni sino alla progettazione ecocompatibile delle nostre case. Questo processo di cambiamento richiede un intervento di tutti noi, comprese le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e le comunità di ricerca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.