Kate e William: Attacco all’elicottero del principe: E’ attentato?

L’ha mancato di un soffio: a evitare la catastrofe è stato il caso, o forse la mano benevola della Provvidenza. E sarà anche vero che la I storia non si fa con i “se”, ma quanto si è consumato nei cieli sopra Londra sarebbe potuto sfociare in una tragedia di dimensioni così storiche che è davvero difficile, pur mentre tiriamo un sospiro di sollievo, non essere percorsi da un brivido.

Questi i fatti: l’Anglia Two, l’elicottero dell’East Anglian Air Ambulance abitualmente pilotato dal principe William, ha sfiorato la collisione con un drone, uno di quei marchingegni volanti che, come vi raccontavamo solo poche settimane fa, secondo i servizi segreti potrebbero essere usati per sferrare un attacco mortale al principe e alla sua famiglia. Per un puro contrattempo dell’ultimo minuto quel giorno il nipote della regina, in forze alla compagnia di elisoccorso dal 2015, non era di turno, ma ci sarebbe dovuto essere lui ai comandi mentre il piccolo dispositivo radiocomandato – guidato da qualcuno non ancora identificato da Scotland Yard – mancava il velivolo di 30 metri scarsi, rischiando di farlo precipitare su un McDonald’s gremito.

Ma cosa ci faceva un drone a quasi 600 metri d’altezza sulla zona nord-ovest di Londra, quando nel Regno Unito la quota massima concessa agli aeromodelli non arriva a 150? Possibile che, di tutti gli elicotteri in volo, abbia puntato solo per caso quello dove avrebbe dotuto esserci un membro della famiglia reale? Anche se le autorità non si sbilanciano per non creare allarmismi e nessuno osa pronunciare pubblicamente la parola “attentato”, il timore che dietro l’accaduto ci sia il gesto di un folle – o peggio, di terroristi – trapela nei rapporti ufficiali e nelle dichiarazioni dei periti dell’aviazione, che confermano l’entità del pericolo corso dai tre medici e dai due piloti a bordo. «Avrebbero potuto morire tutti e provocare numerosi feriti a terra», è stato dichiarato.

L’Anglia Two stava tornando alla base di Cambridge dopo aver soccorso un ragazzino ferito a una gamba quando i membri dell’equipaggio si sono accorti che qualcosa volava verso di loro a gran velocità. È stato un attimo: il pilota non ha fatto in tempo a reagire, ma il drone fortunatamente ha mancato l’obiettivo. Mezzo secondo di scarto e li avrebbe presi in pieno. Lungo una ventina di centimetri appena, il dispositivo aveva dimensioni troppo limitate per essere rilevato dai radar, ma, dicono i rapporti ufficiali, sufficienti per provocare seri danni all’eliambulanza. «Anche i modelli più piccoli, quelli usati per scattare fotografie, impattando contro il plexiglas dell’abitacolo sono in grado di sfondarlo», ha spiegato al Daily Mail Paul Beaver, ex pilota dell’esercito. «Altrettanto catastrofica l’eventualità che a essere colpito sia il rotore, perché l’elicottero diventerebbe incontrollabile e finirebbe per precipitare». Come se non bastasse, i droni sono alimentati da batterie al litio, che potrebbero esplodere nello scontro. «Costano poco, anche meno di 30 euro, sono facili da far funzionare e non richiedono licenza, ma hanno potenzialità che 10 anni fa sarebbero state appannaggio dell’esercito», spiega ancora l’esperto.

L’incolumità del principe William, insomma, è tutt’altro che garantita durante lo svolgimento delle sue mansioni. E non è la prima volta che emerge una falla nella sicurezza legata al suo lavoro di pilota: a luglio 2015, un’inchiesta del Daily Mail aveva rivelato come chiunque, scaricando l’applicazione per cellulare Flightradar24 al costo tutt’altro che esorbitante di 3,50 euro, sarebbe stato in grado di individuare con estrema precisione la posizione, la direzione, la velocità e l’altitudine di qualsiasi elicottero, compreso quello del duca di Cambridge. Spendendo altri 4,50 euro per la versione avanzata, un potenziale attentatore avrebbe potuto ricevere un sms ogni volta che il velivolo lasciava la base. Dopo la denuncia del tabloid – che aveva sperimentato l’efficacia dell’App mandando un fotografo ad attendere William al termine di un volo – le informazioni sull’elicottero del principe erano state omesse dal database accessibile.

La sensazione che il pilota blasonato sia un bersaglio facile resta però forte. Non stupisce che Kate sia in ansia ogni volta che il marito decolla per una missione (smetterà solo tra qualche mese per concentrarsi sui doveri di corte). Sarebbe bello che le sue fossero le paure di una moglie innamorata e troppo apprensiva. Ma purtroppo la realtà è ben diversa, e molto più insidiosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.