Krokodil sbarca a Milano, arriva dalla Russia la droga a basso costo che ‘scarnifica’ gli organi

Krokodill è il nome che viene comunemente chiamata questa sostanza proveniente dalla Russia, a causa della comparsa di pelle squamosa come il coccodrillo. Questa droga ha le basi di desomorfina è un analgesico oppioidi inventato negli Stati Uniti nel 1932 è un derivato della morfina, ha effetti analgesici E sedativi essendo da otto a 10 volte più potente nella morfina un farmaco ad azione rapida e di breve durataQuesta droga è una alternativa all’eroina dal momento che essendo sintetica È accessibile a tutti È molto facile da ottenere visto che si può produrre in casa. La desomorfina deriva dalla combinazione di compresse di Codeina con vari sostanze chimiche tossiche, la preparazione per ottenere il Krokodil dura all’incirca 30 minuti.

Krokodil (coccodrillo) è questa la droga più potente del mondo proveniente dalla Russia. Questa sostanza che fa parte degli oppiacei e che nella stragrande maggioranza viene estratta dalla Codeina (un comunissimo analgesico che si trova in tutte le farmacie) mescolata con altri composti i più impensabili: benzina, detersivo, fosforo rosso, benzina ed altri prodotti che non diciamo per ovvie ragioni sta provocando una comunità di zombie.

Come se non fossero già sufficienti le droghe già in circolazione, è emergenza krokodil, ovvero un nuovo oppiaceo ricavato dalla codeina e risultato in grado di distruggere gli organi. E’questo quanto è emerso nelle ultime settimane e si tratta di un dato che ha destato parecchie preoccupazioni. Il krokodil, è ad oggi la droga più potente del mondo proveniente dalla Russia, e come già anticipato, fa parte degli oppiacei e nella stragrande maggioranza dei casi viene estratta dalla Codeina, un analgesico piuttosto comune facilmente reperibile in tutte le farmacie, mescolata con altri composti, alcuni di questi davvero impensabili, come benzina, detersivo, fosforo di colore rosso, benzina ed altri prodotti. Secondo quanto riferito, sembra che gli effetti più visibili provocati da questa potentissima droga siano quelli di rendere la pelle squamosa e di causare scarnificazioni ed ulcere molto pericolose. Questo tipo di droga, viene venduta a costi molto bassi e questo spiega anche il motivo per il quale ha avuto un boom di vendite nell’ultimo periodo; questo tipo di droga, pare contenga al proprio interno elle sostanze che, una volta assunte, vanno ad attaccare immediatamente gli organi.

 “E’ una droga potente ed a basso costo con degli effetti collaterali davvero pesanti”, ha dichiarato Riccardo C.Gatti ovvero il responsabile del Dipartimento Dipendenze dell’Ats di Milano. Lo stesso ha poi aggiunto: “E’ difficile pensare che chi consuma questa sostanza possa sopravvivere molti anni: il krokodil è molto dannoso anche per gli organi interni”.

Questo tipo di droga, purtroppo sarebbe davvero piuttosto pericolosa perchè in grado di provocare aggressività, ma anche totale perditadei freni inibitori, dissolvimento dei tessuti e cancrena, fino alla necessità di amputare gli arti, e ancora infezioni ed ulcere varie. La diffusione di questa droga risale a più di 10 anni fa in Russia, e dapprima sono stati migliaia divenuti poi milioni i tossicodipendenti che hanno cominciato a farne un uso smodato; via via nel corso degli anni, questa droga poi ha iniziato a diffondersi in molti altri paesi del mondo, giungendo anche in Italia.

“Questa droga è arrivata da poco nei paesi occidentali e in Italia. Ci sono notizie di qualche morte in Europa. A Milano per ora non ho avuto notizie dirette nei nostri Dipartimenti. E’ un fenomeno che si sta diffondendo adesso. Questo perchè occupandoci nei Sert di trattamento multidisciplinari della dipendenza, intercettiamo il problema in una seconda fase. C’è una latenza tra la diffusione di una nuova droga e quando le persone vengono registrate dai servizi sul territorio. I primi a venirne a contatto sono i Pronto Soccorso”, ha aggiunto ancora Gatti.  Il krokodil, come già detto, mette anche a rischio la salute, danneggiando gravemente gli organi interni nell’arco di un periodo molto breve e danneggiando irrimediabilmente anche i tessuti nelle zone della pelle in cui viene iniettata.

«Tranquilla mamma è solo un integratore che uso per studiare meglio». Così un ragazzo di 17 anni ha tentato di spiegare cosa fosse quella pasticca verde che aveva in tasca. La madre non ci ha creduto neppure un attimo. Lo ha messo in punizione preventiva e poi ha portato la pasticca ai carabinieri più vicini, quelli della compagnia di San Donato Milanese. I militari, seppure esperti di stupefacenti, hanno dovuto affidarsi a un laboratorio prima di dare la risposta: era ossicodone, un oppioide sintetico che riproduce gli effetti di eroina e morfina e che normalmente è prescritto ai malati terminali di cancro per alleviare il dolore.

Invece lo usavano gli studenti di alcune scuole della zona sud di Milano per ottenere una sorta di ubriacatura sintetica che dura 3-4 ore e che, però, ha la piccola controindicazione di creare la stessa dipendenza dell’eroina. Anche perché l’os- sicodone, in virtù della sua natura sintetica, è una volta e mezzo più potente dell’eroina e associato all’alcol può aumentare ancor di più il suo effetto.

A venderla davanti alle scuole erano due iracheni di 24 e 37 anni, entrambi incensurati, due fantasmi per i database italiani. Facevano il giro degli istituti portando con sé una grossa cassa altoparlante, il segnale per i clienti. All’interno nascondevano le pasticche smontando un capo con un avvitatore elettrico. Unbli- ster da 12 costa al sistema sanitario nazionale circa 20 euro, loro vendevano una singola pasticca a 30-40 euro. Al momento dell’arresto ne avevano duemila. Capire come abbiano fatto a procurarsi una simile quantità di ossicodone sarà la seconda parte dell’indagine dei militari diretti dal capitano Antonio Ruotalo. «Nella nostra zona è la prima volta che sequestriamo questa droga e soprattutto in questi numeri – racconta il comandante di San Donato Milanese – Le indagini sono iniziate circa un mese fa dopo diverse segnalazioni da parte di genitori e docenti che avevano notato uno strano viavai nei pressi delle scuole. Abbiamo individuato i due possibili pusher e li abbiamo seguiti fino al loro appartamento a Segrate. In un box di loro pertinenza avevano nascosto le due casse portatili con le pasticche sigillate all’interno e 3.600 euro».

L’ossicodone è stato sintetizzato per la prima volta in Germania nel 1917, l’anno successivo è stato utilizzato per fini clinici e solo nel 1939 ha iniziato a essere commercializzato negli Stati Uniti. Si cercava un sostituto dell’eroina che fosse meno pericoloso, soprattutto per il grado di dipendenza che questa scatena. Secondo l’Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti (l’Internationl

Narcotics control board) proprio gli Stati Uniti registrano il più alto consumo pro capite di ossicodone, con l’82% del totale mondiale su 51,6 tonnellate (dati purtroppo aggiornati solo al 2007). Non è un caso se «lì il problema della dipendenza da questa sostanza è iniziato da decenni», come spiega Ruotolo. Da noi è ancora relegato a pochi episodi in giro per l’Italia, forse perché l’eroina è ancora facile da comprare e costa meno.

Krokodil Il Krokodil, è il nome di strada di un vecchio farmaco di sintesi. E’ stato prodotto per la prima volta negli anni 30 negli Stati Uniti e il principio attivo è la desmorfina; questa sostanza deriva dalla codeina (uno dei 20 alcaloidi presenti nell’oppio) ma il processo di sintesi è fortemente contaminato dalla presenza di molte altre sostanze corrosive e tossiche, utilizzate nella chimica di questi cosiddetti laboratori clandestini o da cucina; iodio, fosforo rosso diluenti per vernici, benzina, acido cloridrico sono gli elementi contaminanti e necessari al processo. Il passaggio all’uso di questo tipo di oppiaceo è semplicemente dovuto al fatto che è facile farlo ed è molto meno caro dell’eroina E’ anche denominata l’eroina dei poveri ma la sua notorietà attuale è legata agli effetti tossici sulla pelle; questa può presentarsi come nei coccodrilli squamosa e verde; spesso è cadente e può mettere in mostra l’anatomia dell’arto, compresi legamenti e tendini. Tali effetti sono evidenti soprattutto nella sede di iniezione; flebiti o gangrena possono essere di tale gravità che in alcuni casi hanno richiesto l’amputazione dell’arto.

Dal punto di vista farmacologico la sua azione non differisce da quella dell’eroina, se pure gli effetti durano un po’ meno tra 4-6 ore. Più spesso il decesso è dovuti alle gravi infezioni che sopravvengono in tessuti necrotici ed esposti. Quindi nel trattamento, oltre agli eventuali segni di sovradosaggio, è verso le infezioni che bisogna rivolgere particolare attenzione. E’ come negli ustionati. Secondo diverse fonti in Russia, nel 2010, hanno usato il krokodil endovena sino ad 1 milione di persone; è quindi una epidemia. Le prime individuazioni della sostanza sono avvenute nel 2002 in Siberia e nelle parti più orientali del Paese. In Europa è stata segnalata in Germania e vi è notevole attenzione anche in Italia. Una utilizzatrice di krokodil, assieme al fratello e ad altri tossicodipendenti: “Praticamente tutti sono morti ora,” dice. “Per alcuni ha portato alla polmonite, ad altri l’avvelenamento del sangue, alcuni avevano problemi al cuore o meningite, altri semplicemente sono marciti.”……”

Krokidil, una variante della desomorfina commercializzata nel passato in Svizzera come farmaco sotto il nome di Permonid è stata sintetizzata in Russia E’ l’ennesima devastante droga tanto economica quanto distruttiva, impura e pericolosa poichè è la sintesi della codeina attraverso l’uso di sostanze tossiche, come la benzina. Queste impurità la rendono estremamente pericolosa, tanto che chi la assume ha un’aspettativa di vita da uno a tre anni. Il nome krokodil, ovvero coccodrillo, è stato dato per gli effetti che la sostanza ha sulla pelle di chi ne fa uso. Più la droga in questione viene assunta, più gli effetti saranno distruttivi, arrivando perfino a distruggere intere aree di pelle. Già dopo il primo utilizzo la pelle diventa rapidamente squamosa Nonostante gli effetti altamente distruttivi, krokidil prende sempre più piede in Europa determinato da un costo estremamente basso, è tre volte meno costosa dell’eroina, ma soprattutto perché può essere sintetizzata in casa con soli quattro componenti, reperibili tra farmacie e supermercati. Più la droga in questione viene assunta, più gli effetti saranno distruttivi, arrivando perfino a distruggere intere aree di pelle. krokodil è una droga da iniettare in vena e per molti tossicomani si è resa necessaria l’amputazione di interi arti proprio a causa della distruzione dei tessuti. Krokodil è stata sequestrata per la prima volta in Siberia, nel 2002 e successivamente si è diffusa in tutta la Russia e nelle vicine ex repubbliche sovietiche. Secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, se il problema fosse circoscritto solo alla Russia, non dovremmo preoccuparci. Desta invece preoccupazione il fatto che è stato documentato l’uso della sostanza anche in Germania già nel 2011 per cui potrebbe arrivare anche qui in Italia. Per cui lancia un appello oltre all’invito di non farne uso, c’è l’invito di comunicare notizia alle autorità di eventuali casi simili che potrebbero presentarsi nei pronto soccorso di tutto il territorio.

Il consumo di sostanze d’abuso da parte dei giovani, soprattutto droghe di sintesi ed alcool, all’interno delle discoteche (e dei locali notturni in genere) rappresenta un complesso problema sociale, che investe di competenze e responsabilità, anche penali, varie figure professionali tra cui, in primo luogo, gli operatori del settore.

Gli effetti negativi dell’assunzione di sostanze da abuso, anche a dosi tali da non potersi parlare di “intossicazione” o “sovradosaggio”, sono molteplici e riguardano, ovviamente, in primis la salute dei giovani consumatori, ma implicano anche problemi di ordine pubblico, connessi alle alterazioni comportamentali che conseguono alla assimilazione della sostanza, sia essa alcol o droga (od entrambe), manifesti sia all’interno del locale sia al di fuori di esso, con i noti ed altissimi rischi collegati alla guida di veicoli, per non parlare del fiorire della criminalità organizzata, fortemente attratta da questo vastissimo e fruttuoso mercato.

Il fenomeno è ovviamente di portata sociale rilevantissima, se si pensa che, secondo alcune stime, sarebbero circa 80-85.000 i giovani di età compresa tra i 15 ed i 25 anni che ogni anno associano alla frequentazione dei locali da ballo l’assunzione di alcool e di cosiddette “nuove droghe” (su questo concetto torneremo in seguito). Inoltre si tratta di ragazzi provenienti da tutti i ceti sociali, normalmente inseriti nella vita sociale o negli ambienti di istruzione e lavoro, cioè di prototipi di consumatori del tutto diversi dalla figura dell’emarginato sociale che rappresenta il tipico assuntore di eroina.

Se l’origine del consumo di alcune varietà di droghe attualmente ancora largamente diffuse in ambito giovanile, quali cannabinoidi ed allucinogeni, è correlata con alcuni specifici contesti socio-culturali, è all’inizio degli anni ’90 che può farsi risalire nel nostro Paese (provenendo prevalentemente dall’Inghilterra e dalla Spagna) l’invasione da parte di droghe quali l’ecstasy e le amfetamine, il cui consumo è più specificatamente correlato alla frequentazione delle discoteche,in associazione con la diffusione di determinati generi di musica da ballo.

In realtà, secondo alcuni, si sta ultimamente assistendo ad un’inversione di tendenza, nel senso che la facile reperibilità di sostanze come il “fumo”, l’ecstasy ed anche la cocaina, ha sminuito l’immagine della discoteca come luogo esclusivo o privilegiato di assunzione di determinate sostanze, da ritenersi piuttosto ubiquitaria anche se maggiormente concentrata in occasioni particolari quali “rave party”, locali con musica esclusivamente “tecno” ovvero feste private.

Oltre a ciò è da considerare la pericolosa tendenza, da parte dei giovani, a “normalizzare” l’assunzione di sostanze d’abuso, non più ritenuta manifestazione di trasgressione o di alienazione sociale (rimanendo questa interpretazione per lo più confinata alle cosiddette droghe pesanti quali l’eroina), ma semplice abitudine voluttuaria, così come il fumo di sigaretta, ovvero addirittura banale corollario del divertimento in compagnia. Si afferma dunque l’idea, altamente pericolosa, che, a parte l’eroina, l’uso delle sostanze psicoattive rientri in un contesto accettabile di vita o comunque, tutto sommato, un “vizio” perdonabile.

Secondo numerose ricerche condotte in Italia negli ultimi quindici-venti anni, oltre la metà dei ragazzi intervistati ritiene ammissibile il consumo di alcool e cannabinoidi ed addirittura oltre i tre quarti ha ammesso di aver fatto esperienza di droghe definite leggere (“fumo”, “pasticche”).

Questo atteggiamento mentale verso l’assunzione di droghe od alcol comporta ineludibilmente la diffusione di convinzioni tese alla grave sottovalutazione dei rischi connessi a tale comportamento; secondo un’inchiesta condotta nel 1997 da Annovi, Florini e Borghi1 interpellando 832 studenti di sei diversi istituti superiori è emerso che risultava convinzione diffusa tra i giovani che il consumo di droghe leggere non comporti problemi alla guida, che solo chi ha bassa tolleranza verso l’alcol o chi effettua commistioni tra sostanze può avere problemi alla guida e che comunque questi si manifestanoquando il tasso alcolemico supera il valore di 0,8 g/L (allora limite di legge per l’applicazione di sanzioni).

Dati ancora più recenti ed interessanti riguardo la percezione fra i giovani del rischio correlato al consumo di droghe derivano dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze a cura del Ministero della Solidarietà Sociale. Dall’indagine condotta dall’IPSAD®Italia emerge che, rispetto al 2001, aumenta in generale la disapprovazione dell’uso di droghe ma diminuisce significativamente la percezione del rischio ad esso associato, come se il giudizio morale sulla assunzione non si correli anche alla consapevolezza dei pericoli per la propria salute. Per esempio, fra i giovanissimi si percepiscono adeguatamente i rischi derivanti dall’uso di cocaina ed eroina, ma la consapevolezza è notevolmente inferiore per le altre droghe, non solo la cannabis (circa il 35-40% della popolazione giovanile scolarizzata tra i 15 e i 19 anni approva infatti l’uso di cannabis e lo stima come comportamento non a rischio per la propria salute) ma anche ecstasy, amfetamine ed allucinogeni.

Si può sostenere, dunque, che i giovani hanno una vaga e generica consapevolezza del fatto che sussistano rischi per la propria salute, sia direttamente provocati dall’azione delle sostanze, sia indirettamente mediati dalle alterazioni comportamentali e delle funzioni neuropsichiche da esse indotte, ma non vi è piena conoscenza dei differenziati effetti negativi che ogni diversa sostanza può determinare, anche in relazione al quantitativi di dose assunta.

Tra le droghe a maggiore diffusione in ambito giovanile a fine di “sballo”, oltre alle sostanze tradizionali quali i cannabinoidi e la cocaina, si sono aggiunte le cosiddette “nuove droghe”, per lo più sotto forma di prodotti di sintesi chimica (anche se alcune sono derivati naturali), che in realtà, nella maggior parte dei casi, sono rappresentate da molecole conosciute e sintetizzate da molti anni (e di cui sono noti da tempo gli effetti pericolosi per la salute). Il concetto di “novità” non è correlabile dunque tanto alla tipologia di prodotto, quanto piuttosto alle modalità, alle finalità ed al contesto nel quale avviene il consumo, tanto che alcuni preferiscono chiamarle “club drug”, “dance drug”, “droghe da party”.

Sono dette anche “droghe ricreazionali” in quanto il loro consumo avviene quasi esclusivamente in un contesto sia cronologico (fine settimana) sia topografico (discoteca, locale, festa, etc..) finalizzato al divertimento, e ciò contribuisce ad ingenerare e diffondere l’erroneo convincimento che un’assunzione circoscritta a particolari occasioni non determini rischi di dipendenza.

Spesso si tratta inoltre di poliassunzioni, vale a dire di assunzione di droghe di diverso tipo nella stessa occasione, od almeno di associazione tra droga ed alcol, che consente un più rapido ed efficace raggiungimento degli effetti disinibitori ed eccitanti ricercati dai consumatori.

Lo scopo è difatti quasi esclusivamente rappresentato dal desiderio di incrementare le possibilità di divertimento mediante i vari effetti “positivi” che queste sostanze inducono, quali l’euforia, la facilità alla socievolezza ed alla comunicazione, la disinibizione, l’amplificazione delle sensazioni positive di benessere e gioia, l’impulso sulla stimolazione sessuale, l’aumentata stima nella propria persona.

Dati allarmanti derivano dagli studi statistici relativi al consumo di droghe illegali nella popolazione generale e fra i giovani in particolare. Sempre secondo l’indagine conoscitiva condotta dall’IPSAD®Italia, rispetto al 2001, i consumatori di cannabis passano dal 6,2% all’ 11,9% del campione (con una maggiorazione relativa del 20-25% per i soggetti di età compresa fra i 19 ed i 21 anni) mentre l’uso di stimolanti e di allucinogeni nel passaggio dalla rilevazione del 2001 a quella del 2005 addirittura triplica. Si registra inoltre un incremento nell’uso di cocaina la cui prevalenza, nel periodo considerato, raddoppia passando dall’ 1,1% al 2,2% mentre, di converso, si ha una significativa diminuzione degli utilizzatori di eroina, passando dall’0,5% del 2001 allo 0,3% del 2005.

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