La dieta Sirt di Pippa Middleton regola i processi fisiologici del dimagrimento, ecco i cibi Sirt

La dieta sirt, ideata dagli specialisti Aidan Loggins e Glen Matten che si basa sull’utilizzo delle sirtuine, da cui questo regime alimentare prende il nome. Le sirtuine sono proteine implicate nella regolazione dei processi fisiologici del dimagrimento, che agiscono sul meccanismo che il corpo mette in atto ogni volta che ingeriamo dolci o elementi raffinati.

 La dieta seguita da Pippa Middleton prevede 20 alimenti ricchi sirtuine e tra questi anche il cioccolato fondente e  il vino rosso che spesso vengono al contrario banditi dalle diete. I primi tre giorni di dieta prevedono solo mille calorie e ci si deve nutrire soltanto di succhi a base vegetale e di un pasto prestabilito dal nutrizionista. Passati i tre giorni, le calorie aumentano a 1.500 fino alla fine della settimana.

La seconda fase della dieta è di mantenimento e dura due settimane. La dieta può essere ripetuta, oppure si può continuare con il mantenimento. Gli esperti però sono divisi, non per tutti questo regime alimentare è adeguato.

I cibi Sirt. Nel corso degli ultimi anni sono diventate molto popolari le diete basate sul digiuno. In effetti, gli studi mostrano che digiunando – cioe` con una moderata restrizione calorica quotidiana o praticando un digiuno intermittente piu` radicale, ma meno frequente – vi potete aspettare di perdere circa sei chili in sei mesi e ridurre in modo sostanziale il rischio di contrarre certe malattie. Quando digiuniamo, la riduzione di riserve di energia attiva il cosiddetto “gene magro “, che provoca diversi cambiamenti positivi. L’accumulo di grasso si interrompe e il corpo blocca i normali processi di crescita ed entra in modalità “sopravvivenza”. I grassi sono bruciati piu` velocemente e si attivano i geni che riparano e ringiovaniscono le cellule. Di conseguenza, dimagriamo e aumentiamo la nostra resistenza alle malattie. Tutto questo, però, ha un prezzo. Una minore assunzione di energia comporta fame, irritabilità, spossatezza e perdita di massa muscolare. E il problema e` proprio questo con le diete basate sul digiuno: quando sono seguite correttamente funzionano, ma ci fanno stare cosı` male che non riusciamo a rispettarle.

La domanda, allora, è la seguente: come è possibile ottenere gli stessi risultati senza doversi imporre quel calo drastico di calorie e senza, quindi, subirne le conseguenze negative? A questo punto non ci resta che presentarvi i cibi Sirt, un gruppo di alimenti appena scoperti. I cibi Sirt sono particolarmente ricchi di sostanze nutritive speciali, in grado di attivare gli stessi geni della magrezza sollecitati dal digiuno. Questi geni sono le sirtuine. Divennero famose grazie a un importante studio condotto nel 2003, nel corso del quale gli scienziati analizzarono una particolare sostanza, il resveratrolo, presente nella buccia dell’uva nera, nel vino rosso e nel lievito, che produrrebbe gli stessi effetti della restrizione calorica senza bisogno di diminuire l’assunzione energetica.

In seguito i ricercatori scoprirono che altre sostanze presenti nel vino rosso avevano un effetto simile, il che spiegherebbe i benefici del consumo di questa bevanda e il motivo per cui chi la consuma ingrassa meno. Questo naturalmente stimolò la ricerca di altri cibi contenenti un’alta concentrazione di tali nutrienti, capaci di produrre un effetto tanto benefico nel corpo, e poco per volta gli studi ne scoprirono diversi. Se alcuni sono quasi sconosciuti, come il levistico, un’erba ormai ben poco usata in cucina, la grande maggioranza e` rappresentata da cibi ben noti e molto usati, come olio extra vergine di oliva, cipolle rosse, prezzemolo, peperoncino, cavolo riccio, fragole, capperi, tofu, cacao, te` verde e perfino caffe`.

L’obesità e il sovrappeso rappresentano uno dei principali problemi di salute pubblica. L’OMS ha coniato nel 2001 il termine “globesity” per sottolineare la grave minaccia causata dall’eccessivo aumento del peso corporeo degli esseri umani nel mondo. Attualmente si stima che in Italia il problema interessi circa il 40 % della popolazione. Oggi il nostro stile di vita è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere, spesso non corrispondente ad uno stato di salute. L’obiettivo è quindi quello di raggiungere un peso accettabile, riducendo di conseguenza il rischio di sviluppare le patologie correlate all’obesità (diabete, ipertensione, ictus, infarto, ecc.). Per raggiungere questi obiettivi è necessario attuare un cambiamento del proprio stile di vita riducendo l’introito calorico, aumentando il consumo energetico quotidiano e imparando ad accettare noi stessi e il nostro corpo.

CHE COS’E’ L’OBESITÀ? L’obesità è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa. Il parametro più semplice, e quindi più utilizzato, per definire il grado di obesità è l’Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l’altezza in metri al quadrato.

Quali rischi per la salute? L’obesità non è un problema estetico: fa ammalare e può uccidere. L’obesità è infatti associata a un aumentato rischio d’insorgenza di diverse patologie: • metaboliche: ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito, sindrome metabolica; • vascolari: ictus cerebrali, infarto del miocardio; • gastrointestinali: reflusso esofageo, colelitiasi, pancreatite, epatopatia; • respiratorie apnee, insufficienze respiratorie; • oncologiche: maggior incidenza di tumori (utero, prostata, colon, pancreas, rene, mammella in postmenopausa) e peggioramento della prognosi; • osteoarticolari: osteoporosi, artrosi, iperuricemia, gotta; • psicologiche: depressione, bassa autostima, problematiche relazionali.

A parità di BMI, i soggetti che accumulano grasso nell’addome e nella parte superiore del corpo, definita obesità androide o a “mela” (figura A) e tipica degli uomini, presentano rischi maggiori di sviluppare le complicanze croniche e acute dell’obesità rispetto a coloro che localizzano il tessuto adiposo principalmente sulle cosce e sui fianchi, definita obesità ginoide o a “pera” (figura b) maggiormente riscontrata nelle donne. Nell’obesità addominale, infatti il grasso si espande tra i visceri, comprimendoli e ostacolando la loro normale e corretta funzionalità. Valori di circonferenza vita > a 88 cm nella donna e a 102 cm nell’uomo sono associati a un aumentato rischio di sviluppare le complicanze dell’obesità.

Perché s’ingrassa? Il peso corporeo rappresenta l’espressione tangibile del “bilancio energetico” tra entrate e uscite caloriche (figura 3). L’energia è introdotta con gli alimenti ed è utilizzata dal corpo sia durante il riposo (per mantenere in funzione i suoi organi, quali cervello, polmoni, cuore, ecc.), sia durante l’attività fisica (per far funzionare i muscoli).

Se s’introduce più energia di quanta se ne consuma (bilancio positivo), l’eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso, determinando così un aumento di peso. Se invece s’introduce meno energia di quanta se ne consuma (bilancio negativo), il corpo utilizza le sue riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche. Per perdere 1 kg di peso è necessario avere un bilancio energetico negativo di 7000 kcal (es. una restrizione di 500 kcal al giorno permette di perdere 1 kg di grasso in 14 giorni; 500 X 14 giorni = 7000 kcal).

La composizione corporea La nostra massa corporea è divisa in due compartimenti: • MASSA MAGRA (circa l’85% del peso nell’uomo adulto e il 67% nella donna) che comprende i muscoli, gli organi, lo scheletro ed è costituita da proteine, acqua e minerali; • MASSA GRASSA (nell’adulto circa il 15-18% del peso nell’uomo e il 25-28% nella donna) svolge importanti funzioni meccaniche (protezione degli organi, isolamento termico.) e metaboliche (riserva energetica). Dai 40 anni la massa magra va incontro ad un fisiologico declino dovuto alla riduzione della massa muscolare e, in seguito, anche ossea. Il metabolismo basale dell’individuo, cioè la spesa energetica necessaria per il mantenimento delle funzioni vitali indipendentemente dall’attività fisica svolta, è direttamente proporzionale alla massa magra. La diretta conseguenza è di rendere più facilmente positivo il bilancio energetico, con conseguente aumento di peso.

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