La nuvola di Fuksas spostata di 2 metri: restringe una strada e ingolfa il traffico.

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Basta passeggiare a piedi per viale Europa oppure percorrerlo in automobile per accorgersi che rispetto a qualche anno fa quella strada si è clamorosamente ristretta. Fino a pochi giorni fa, però, la faccenda è rimasta nel chiacchiericcio di quartiere. Siamo all’Eur, a Roma. E per l’esattezza accanto al Nuovo centro congressi, quello della Nuvola di Fuksas.

Un progetto – la prima firma nel giugno 1998 con Francesco Rutelli sindaco, la prima pietra nel gennaio 2005 quando il primo cittadino era Walter Veltroni – assai discusso e certamente assai costoso. Cifre pazzesche per «sbagliare» la posizione e la costruzione dei vari edifici del centro congressuale, dunque. Anche se sui calcoli non si trova la quadra: secondo le stime del governo che controlla attraverso il Tesoro il 90 per cento di Eur spa – l’azienda proprietaria del quartiere a Sud della Capitale – l’investimento complessivo sarebbe stato di 467 milioni, altre stime superano il mezzo miliardo di euro, mentre l’archistar Massimiliano Fuksas, tirato spesso in ballo per i suoi onorari da capogiro in veste di progettista, ha più volte ridimensionato il dato: 239 milioni in tutto.

La polemica è vecchia ed è destinata a proseguire, probabilmente insufflata dal «fattaccio» dello spostamento di un paio di metri dell’intero complesso immobiliare. Con conseguenze sul traffico, per i pedoni e financo sulla visuale. Tecnicamente si tratta di una «anomalia di giacimento rispetto al progetto autorizzato». Insomma, un pasticcio del quale non si è accorto nessuno durante gli otto anni di tormentati lavori di costruzione. Possibile? Sembra proprio di sì. Tutto liscio, sia sul versante dell’amministrazione pubblica sia sul fronte dei costruttori (che lo scorso anno avevano presentato un ricorso per 200 milioni di euro).
Il dossier ora è sul tavolo dell’assessore all’Urbanistica della Capitale, Luca Montuori. Tocca dunque alla giunta Cinque stelle guidata da Virginia Raggi trovare una soluzione. Per ora il Campidoglio ha aperto un tavolo di lavoro con Eur spa, azienda di cui peraltro la stessa amministrazione territoriale è azionista al 10 per cento. Obiettivo primario è «garantire lo spazio pubblico a tutela dei cittadini» ha detto ieri Montuori dopo 24 ore di silenzio. Buoni propositi. Resta, tuttavia, l’errore. Che investe la «Lama» ovvero l’albergo per i congressisti sorto accanto alla Nuvola. I due metri extra sono proprio in corrispondenza del- l’hotel che è ancora in vendita. Era stato costruito in corso d’opera con la speranza di finanziare il resto del progetto.

Ma non solo l’opera è costata più delle previsioni, a oggi non ci sono ancora acquirenti. Non a caso Eur spa – finita al centro dell’inchiesta «Mafia Capitale» della procura di Roma – ha più volte prorogato la data per la presentazione delle offerte. L’ultimo rinvio è stato formalizzato a metà aprile: adesso gli interessati hanno tempo fino alla fine di giugno per farsi avanti. La valutazione iniziale era di 110 milioni.

Eur spa – che con la Nuvola ha avuto bilanci in profondo rosso e ha corso il rischio di alzare bandiera bianca – ha spiegato che «sono in corso le attività dell’amministrazione comunale per la chiusura dell’iter autorizzativo» indispensabile per la «verifica» della «conformità urbanistico- edilizia dell’immobile». Non è chiaro se i «due metri» di scostamento finiranno nella valutazione finale del sindaco Raggi. Che sul dossier ha una sorta di conflitto di interessi: eventuali rilievi urbanistici e consequenziali stop, infatti, potrebbero tenere ancora fermo il Centro firmato Fuksas. Dopo l’inaugurazione di fine ottobre, nessuna notizia dell’apertura. E il Comune ha investito in questo pozzo senza fondo la bellezza di 119 milioni. Il Campidoglio, dunque, ha tutto l’interesse a veder funzionare il polo congressuale che porterebbe benefici alle casse della città. Da una parte il rigore normativo, dall’altra le esigenze finanziarie.

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