La pasta fa bene alla salute, fa scendere di peso e concilia il sonno

Noi italiani lo sappiamo bene, la pasta è un dono della natura eccezionale,anche se, molti italiani sempre più spesso rinunciano a mangiarla. Tutto questo è causa di una scorretta informazione abbinando la spesso ad una delle cause che fa ingrassare.

La pasta fa ingrassare? Questa domanda in sé per sé non ha alcun senso, resta da valutare tutto il comportamento alimentare del singolo individuo, quindi, basta può fare ingrassare se ne mangiamo troppa, ma se ne assumiamo una quantità prevista da una dieta mediterranea. La pasta importantissima per darci l’energia pulita, ossia il 45 / 60% del totale delle calorie che noi ingeriamo dobbiamo ingerita attraverso i carboidrati complessi, come troviamo nella pasta.

Mangiare la pasta aiuta a rilassarci e a dormire, favorisce il dimagrimento ed è un’ottima alleata del buon umore. Insomma, la pasta, vero e proprio alimento nazionale del Bel paese, è un concentrato di vantaggi per il benessere fisico e mentale, naturalmente se consumata con responsabilità, facendo attenzione alle quantità di calorie ingerite e alla qualità dei condimenti. A tessere le lodi della pasta l’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori, che in occasione della 19a Giornata Mondiale della pasta (World Pasta Day) ha rilasciato una serie di consigli, oltre che sfatato qualche ingiusto ‘mito’ sul delizioso alimento.

Innanzitutto la dottoressa ha sottolineato che la pasta può essere consumata tranquillamente anche all’interno di un regime dietetico e a cena, facendo un bel regalo a chi è inseguito dai ‘sensi di colpa’ per una spaghettata serale. Anzi, proprio gli spaghetti sarebbero da prediligere rispetto agli altri tipi di pasta, poiché possiedono un indice glicemico più basso. Se di grano duro e cotti al dente ancora meglio; queste caratteristiche, infatti, riducono ulteriormente il fattore glicemico. Qualora si esagerasse con la cottura, la Missori suggerisce di passare la pasta sotto acqua corrente fredda.

Mangiarla di sera è un vantaggio per chi soffre di insonnia ed è molto stressato, poiché attraverso l’assorbimento dell’amminoacido triptofano favorisce la sintesi dell’ormone melatonina e della serotonina, che a loro volta conciliano il rilassamento e il sonno. Non a caso queste sostanze sono direttamente coinvolte nei processi che regolano il ritmo circadiano. L’azione dimagrante della pasta è associata proprio al benessere psicologico che riesce a regalarci; il rilassamento riduce infatti gli ormoni dello stress, come il cortisolo, la cui abbondanza catalizza invece l’aumento del peso.

Il Crea di Foggia – in collaborazione con l’università della città pugliese, Parma e Verona, e 6 imprese della filiera pasta (produttori di sementi, mugnai, pastifici) tra cui la Rustichella D’Abruzzo, azienda capofila del progetto – ha messo a punto questa pasta funzionale, capace di migliorare lo stato di benessere del consumatore, grazie all’aggiunta di ingredienti e componenti che aggiungono una valenza salutistica superiore a quelle già disponibili in commercio.

Il nuovo prodotto è stato sviluppato a partire da una innovazione del processo di macinazione, attraverso cui è stato realizzato uno sfarinato funzionale di grano duro, più ricco di vitamine, acidi fenolici e proteine di alta qualità. Grazie ad una accurata calibrazione del processo di decorticazione e macinazione con molino a pietra, il grano duro ha mantenuto intatto il suo corredo di sostanze nutraceutiche, che sono state ulteriormente integrate con beta glucani di orzo (fibra dietetica solubile con effetti benefici su cuore e colesterolo).

Ma soprattutto, per la prima volta nell’industria della pasta, sono state aggiunte direttamente agli impasti spore di batteri appartenenti al gruppo ‘spore forming lactic acid bacteria’ (Sflab) individuati nei generi Bacillus, Brevibacillus, Paenibacillus e Sporolactobacillus. Questi batteri, oltre ad esercitare gli effetti benefici comuni alle specie probiotiche di batteri lattici, risultano particolarmente resistenti e capaci di rimanere a lungo vitali nel prodotto essiccato e nel prodotto cotto, fino al consumo, nonché di conservare la vitalità durante il passaggio nel tratto gastro-intestinale.

Inoltre i test clinici, condotti su un gruppo di volontari sani in sovrappeso, hanno evidenziato l’effetto positivo del consumo di questo prodotto su specifici marcatori metabolici e infiammatori del sangue, legati all’insorgenza di malattie cronico-degenerative. Infine, le analisi condotte sulle feci dei soggetti alimentati con la pasta funzionale hanno indicato che le spore del lattobacillo registrato sopravvivono in elevatissimo numero al transito gastro-intestinale e che sono in grado di colonizzare l’intestino, favorendo l’equlibrio della microflora del microbiota gastrointestinale che, secondo gli studi più recenti, gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute e nella gestione del peso corporeo.

Ecco le 5 indicazioni per un primo piatto salutare:

1) Attenzione alla qualità: è opportuno prediligere la pasta di grano duro, meglio se trafilata al bronzo e anche integrale. Meglio comunque scegliere gli spaghetti che hanno l’indice glicemico inferiore e quindi sono adatti anche ai diabetici e a chi deve perdere peso. 2) La pasta deve essere assolutamente al dente, perché dà più sazietà e ha un indice glicemico più basso. Attenzione quindi a non cuocerla eccessivamente. Qualora succedesse raffreddarla sotto un getto d’acqua corrente. 3) Sì a una bella spaghettata saltata in padella con olio extravergine d’oliva e spezie, ma ogni tanto concediamoci anche una carbonara con uova, pancetta (preferibilmente senza nitriti) per aggiungere un boost di proteine. Fra l’altro questa associazione stimola la tiroide: ricordiamoci di associarla a della verdura amara, come ad esempio la rughetta per ridurre la ritenzione idrica che un piatto di pasta abbondante potrebbe causare.

E ancora: 4) La pasta può essere consumata anche di sera, soprattutto se siamo stressati, se soffriamo d’insonnia, se siamo in menopausa e abbiamo le vampate o se soffriamo di sindrome premestruale. Questo perché la pasta favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina, facendo assorbire maggiormente il triptofano e quindi ci fa rilassare e favorisce il sonno. Se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, che favoriscono l’aumento di peso. Il biotipo nervoso cerebrale può concedersi una bella spaghettata a ogni pasto, il biotipo linfatico che deve perdere peso è meglio che non la mangi proprio tutte le sere, il biotipo bilioso e sanguigno, con moderazione e associando la pasta al consumo di verdure, può mangiarla sempre.

5) Infine, per chi è celiaco o sensibile al glutine, o ha la permeabilità intestinale o soffre di colite o di malattie infiammatorie intestinali, via libera alla pasta di riso integrale, di quinoa e di grano saraceno, sempre con l’accortezza di consumarla al dente associata a delle verdure amare, prima o dopo il pasto.

(Dichiarazione di consenso scientifico sui benefici della pasta 2017)

1. La ricerca scientifica sostiene sempre più l’importanza di una dieta completa, anziché il consumo di singoli alimenti.
2. La pasta è un componente chiave di molti modelli alimentari tradizionali, come la dieta mediterranea, la cui validità è scientificamente provata. La maggior parte dei modelli alimentari basati su alimenti di origine vegetale contribuisce a prevenire e a rallentare lo sviluppo di gravi malattie croniche, apportando maggiori benefici per la salute rispetto agli attuali modelli occidentali.
3. Molti studi clinici confermano che sono le calorie in eccesso, non i carboidrati, a causare l’obesità. Diete che promettono il calo ponderale possono demonizzare un’ampia gamma di grassi, proteine e carboidrati sani. Tuttavia tutti e tre questi macronutrienti sono necessari, nel giusto equilibrio, per conseguire una dieta carboidrati possono non essere sane, soprattutto nel lungo periodo.
4. La pasta dà un maggiore senso di sazietà più a lungo. Se la porzione è corretta e il condimento non è troppo calorico, un piatto di pasta può avere un contenuto di calorie moderato.
5. In un’epoca in cui il diabete e l’obesità fanno la parte del leone in tutto il mondo, i piatti a base di pasta e altri alimenti a basso contenuto glicemico contribuiscono a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue e il peso, soprattutto nelle persone sovrappeso. L’indice glicemico è un fattore che incide sulla salubrità dei cibi ricchi di carboidrati. Il modo in cui la pasta viene prodotta ha effetti benefici, in quanto il processo produttivo ne riduce la risposta glicemica. Anche la pasta integrale, con un maggiore contenuto di fibre, rappresenta una buona soluzione.
6. La pasta è una scelta sana ed economica, disponibile in quasi tutte le società. La promozione dell’economicità e dell’accessibilità dei piatti a base di pasta può contribuire a superare il pregiudizio secondo cui i cibi sani sono troppo costosi.
7. Salutari piatti di pasta sono un metodo gustoso per mangiare più verdure, legumi e altri alimenti sani spesso trascurati. La pasta è anche uno strumento per introdurre altri alimenti della dieta mediterranea (ovvero altre tradizioni culturali), soprattutto nel caso dei bambini e degli adolescenti.
8. Le pietanze a base di pasta figurano nelle tradizioni culinarie di tutto il mondo, in quanto sono come la tela di un artista: sono versatili e si adattano facilmente agli ingredienti stagionali locali e nazionali.
9. La maggior parte della gente può mangiare la pasta e non deve scegliere un prodotto senza glutine se non è affetta da un disturbo glutine-correlato correttamente diagnosticato. Per chi è intollerante o allergico al glutine o soffre di celiachia esistono alternative senza glutine.
10. La pasta è un alimento vegetale semplice, con un basso impatto ambientale.
11. Il consumo di pasta è indicato per chi fa attività fisica e in particolare pratica sport. La pasta, come altri cereali, fornisce carboidrati ed è anche una fonte di proteine. Per avere una migliore prestazione fisica, la pasta può essere consumata scondita o con poco condimento prima di un allenamento oppure insieme ad altri cibi dopo aver praticato attività sportiva. Diete ad alto contenuto proteico e con pochi carboidrati sono sconsigliate per le persone attive.
12. I medici, nutrizionisti e altri professionisti della salute dovrebbero educare i consumatori a prediligere piatti vari.

l formato di pasta piu’ amato sono gli spaghetti. La salsa piu’ iconica della dieta mediterranea e’ il sugo al pomodoro. Gli italiani sono anche i piu’ accaniti consumatori di pasta, con 23,5 kg pro capite nel 2016, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Lo sottolineano i pastai di Aidepi, l’associazione degli industriali del dolce e della pasta, nel ricordare che lo spaghetto al pomodoro, il modo piu’ semplice e sostenibile per festeggiare la Giornata Mondiale della Pasta, e’ stato appunto scelto come piatto simbolo del World Pasta Day 2017 che si celebra oggi.

L’Italia si conferma paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia e Brasile). Per presentare questo universo produttivo che tanto caratterizza il made in Italy i pastai associati ad Aidepi aprono al pubblico da oggi a sabato 28 le porte di sette impianti produttivi: Divella a Rutigliano (BA), Felicetti a Predazzo (TN), Barilla a Pedrignano (PR) e Foggia, Garofalo a Gragnano (NA), La Molisana a Campobasso e Rustichella d’Abruzzo a Pianella (PE).

Un’iniziativa, si legge in una nota dell’associazione, “nel segno della trasparenza e del dialogo con il consumatore, per offrire l’opportunita’ di entrare nel cuore del processo produttivo della pasta italiana. La migliore al mondo per sapori, profumi e tenuta di cottura, grazie anche alla legge di purezza sulla pasta, normativa che da 50 anni ne stabilisce i parametri di qualita’”. “La pasta e’ un alimento semplice, ma estremamente difficile da produrre – conclude Riccardo Felicetti, presidente dei pastai di Aidepi. – Aprire le porte dei nostri pastifici e’ il modo piu’ diretto per mostrare agli italiani tutta la passione, la sapienza e la ricerca che mettiamo nel riconoscere e selezionare i grani migliori, nel realizzare i 300 formati”.

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