Neonato viene al mondo stringendo il contraccettivo della mamma:la foto virale

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Sebbene Dexter non era stato programmato, Lucy ha raccontato al portale Metro.co.uk di non riuscire ad immaginare una vita senza di lui. Lo scatto ha fatto il giro del mondo perché il piccolo Dexter tiene in mano l’oggetto che avrebbe dovuto evitare la sua nascita. Non si sa se è stata un’infermiera o la mamma a voler fare una foto del piccolo con il dispositivo stretto nella manina.

Accompagnata dalla didascalia “Mirena ha fallito” (in cui Mirena è il nome commerciale della particolare spirale), la foto è stata resa possibile dall’incredibile forza del piccolo, determinato a nascere in barba alle condizioni avverse, e alla benemerenza della famiglia di Lucy, pronta ad accogliere alla stregua di una benedizione l’annuncio relativo all’inaspettata e indesiderata gravidanza. La donna si è accorta di essere in dolce attesa a 18 settimane e della spirale durante l’ecografia non c’era nessuna traccia e la sua ginecologa aveva pensato che era caduta.

Come molti neo-genitori nell’epoca dei social ha subito voluto rendere partecipi i propri amici e familiari postando una foto su Facebook, ma l’ha fatto con grande ironia.

Infatti, lo scopo della donna era solo quello di mostrare che i contraccettivi non sono infallibili. Ho inserito il nuovo nel mese di agosto e a dicembre ho scoperto di essere incinta. Intervistata, la donna ha spiegato che i medici non erano stati in grado di individuare la spirale durante la gravidanza e immaginavano che potesse essersi sfilata da sé, prima di scoprire che era dietro la placenta.

Il contraccettivo utilizzato dalla mamma statunitense ha una sicurezza del 99% e lei è quell’unico caso su cento nel quale non ha funzionato.

Qual è il ruolo della contraccezione nella donna? La salute sessuale e riproduttiva è componente integrante della salute generale e del benessere psico-fisico della donna ed ha effetti sulla qualità di vita personale e affettiva. L’età fertile è una fase della vita in cui la donna è al massimo delle sue forze e potenzialità, impegnata nella realizzazione personale, affettiva, familiare e professionale. In questo periodo la contraccezione riveste un ruolo fondamentale: consente alle donne di vivere con piena libertà e serenità l’intimità di coppia, gestendo responsabilmente e consapevolmente la procreazione e la pianificazione familiare.

Quali sono i metodi contraccettivi? Oggi è disponibile una vasta gamma di metodi anticoncezionali, che possiamo definire come un ventaglio di offerte, che si basa su differenti meccanismi di azione. In questo ventaglio è presente la contraccezione del “prima” (metodi ormonali, metodi meccanici come la spirale e metodi naturali), del “durante” (preservativo, diaframma e spermicidi) e del “dopo” (contraccezione d’emergenza o di scorta).

LA CONTRACCEZIONE Quando parliamo di contraccezione si intende la prevenzione del concepimento, ovvero impedire che ci sia la fecondazione tra un ovulo e uno spermatozoo, perché se questa poi c’è stata si parla di metodi abortivi. Come deve essere il contraccettivo ideale? – Deve essere assolutamente efficace al 100%,e vedremo che non tutti i metodi hanno un’ efficacia al100%, – Devono essere innocui per la salute e – Devono essere reversibili perché altrimenti non parliamo di contraccezione ma di sterilizzazione. Quest’ultima può essere sia maschile con la vasectomia ed altre metodiche di occlusione dei deferenti, che femminile con la resezione delle tube. (sono il più delle volte irreversibili). – Devono essere di gradimento per la coppia ( accettabili)e poco costosi(economici) I metodi più usati sono:

1. Quelli ormonali 2. La IUD(dispositivo intrauterino) che sarebbe la spirale e 3. I metodi barriera. I fattori da tenere in considerazione quando prescriviamo un contraccettivo sono: – l’età – la frequenza dei rapporti – le mestruazioni – il desiderio di gravidanza – malattie concomitanti – i costi e gli aspetti culturali ed educazionali. Ci sono i metodi naturali ,sono i più diffusi e sono anche quelli che hanno uno più alto tasso di fallimento,si basano sulla conoscenza dei fenomeni del ciclo mestruale. I metodi barriera, con l’introduzione di una barriera tra lo spermatozoo e l’ovocita, metodi meccanici che ostacolano la fecondazione o lo sviluppo dell’uovo fecondato ed infine i metodi ormonali che agiscono a monte e vanno a bloccare l’ovulazione. I metodi più utilizzati sono i contraccettivi orali(30% delle donne in Europa) il condom arriva al 20%,la spirale intorno al 9% e la sterilizzazione maschile o femminile e altre coppie che non fanno uso di metodi contraccettivi,circa 23%. Nei vari paesi è più ampia la fetta di donne che fa uso di contraccettivi orali in Francia o in Germania rispetto all’Italia o la Spagna; a differenza del condom che ha una % di utilizzo più alta in Italia ed in Spagna. La cosa importante è che c’è una % di coppie in cui non c’è metodo contraccettivo.

METODI NATURALI

Coito interrotto:è uno dei più utilizzati ma ha un indice di Pearl molto alto,quindi è inaffidabile. È importante ricordare alle coppie giovani che c’è il rischio di gravidanza anche con tale metodica per la fuoriuscita di liquido seminale sui genitali. b) Queste metodiche sono tristemente famose e consistono nell’astinenza periodica, i metodi di Ogino e Knauss, considerati in assoluto i più naturali, ma i più suscettibili di errore perché applicabili a donne con cicli regolari e precisi, perché altrimenti non si ha la certezza di un’ovulazione e si basano su una variazione ormonale perché nella fase che precede l’ovulazione la temperatura corporea si mantiene costante, al momento dell’ovulazione invece a causa della produzione di progesterone da parte del corpo luteo si ha un aumento della temperatura per cui se andiamo ad annotare la temperatura corporea della paziente questo le permette se sta cercando una gravidanza, quindi in questo senso viene usato ai fini dell’ottenimento di una gravidanza,di sapere che c’è stata l’ovulazione. Questo è anche un metodo per capire se la donna ovula o meno ma è anche uno dei metodi meno affidabili per stabilire qual è il momento meno ideale per non avere una gravidanza. Ogino e Knauss sono due studiosi completamente diversi uno dall’altro ma che vengono in genere associati perché uno sosteneva che era sufficiente evitare i rapporti 2 giorni prima dell’ovulazione e un giorno dopo, mentre l’altro sosteneva che si dovesse allungare questo periodo perché ci poteva essere una anticipazione o perché lo spermatozoo ha una vita media di 48 ore una volta rilasciato a livello vaginale, questo significa che può restare vitale anche a lungo, anche in giorni distanti dall’ovulazione per cui il periodo di astinenza deve essere di 4-7-8 giorni a cavallo dell’ovulazione. c) Il metodo di Billing è un altro metodo naturale,è un metodo in cui la donna ha una percezione per la presenza nella fase ovulatoria e in quella precedente immediatamente successiva di un muco che fuoriesce dalle cripte endocervicali e che è lo stesso muco che veicola lo spermatozoo nella cavità uterina. Questi cambiamenti avvengono nel periodo fertile e se mettete questo muco su un vetrino esso ha una filanza molto elevata. Questo è il quadro di un muco prelevato nel periodo ovulatorio e se non c’è l’ovulazione questo muco sarà assente o se presente non ha avrà questa filanza così elevata. Quindi :

Il metodo termico si basa sulla individuazione dell’ovulazione in base alla registrazione della temperatura basale sia essa corporea che rettale o vaginale per una maggiore precisione , ma diventa indaginoso e scomodo; ovulazioni soprannumerarie possono interferire con questo processo e quindi renderlo inattendibile, in un 15% delle donne i cicli sono non regolari, bisogna avere accuratezza nella misurazione e nell’orario della misurazione della temperatura perché altrimenti possono esserci variazioni individuali che possono rendere il metodo deficitario. e) Su tutti giornali si parla soprattutto per le donne che cercano un a gravidanza del metodo persona : un piccolo computer che permette nelle donne con cicli regolari di stabilire qual è il periodo dell’ovulazione, si basa sul dosaggio dell’estradiolo di derivazione ovocitaria e dell’LH attraverso stick già pronti ; LH è l’ormone che si innalza 24- 48 ore prima dell’ovulazione, quindi se andiamo a registrare questi livelli per almeno tre cicli andiamo a dosare l’LH, questi stick vengono fatti con l’urina della donna e possono essere utilizzati a casa e quando la donna registra questo picco di LH, è spia dell’ovulazione,il computer ha una luce verde che segnala la fertilità, così questo metodo può essere utilizzato sia nella ricerca di un evento riproduttivo, sia come metodo contraccettivo evitando rapporti in quei giorni. Quindi i limiti dei metodi naturali sono : ¾ I cicli sono irregolari in circa il 15% delle donne ¾ Errori tecnici nel rilievo della temperatura ¾ Cause intercorrenti che aumentano la temperatura ¾ Presenza di ovulazioni soprannumerarie.

Metodi Ormonali Si basano sull’utilizzo di ormoni (estrogeni e/o progestinici) simili a quelli fisiologicamente prodotti dal corpo femminile, attraverso diverse modalità di assunzione: orale (pillola), transdermica (cerotto), transvaginale (anello vaginale). Da qualche anno è disponibile in Italia, ma ancora poco diffuso, l’impianto contraccettivo sottocutaneo. Sono metodi che agiscono direttamente sui meccanismi che regolano la fertilità: bloccano l’ovulazione e inducono modificazioni del microambiente uterino, rendendolo ostile al passaggio degli spermatozoi e inidoneo all’impianto dell’uovo fecondato. Metodi di barriera Comprendono tutte quelle metodiche meccaniche (preservativo maschile/femminile, diaframma) o chimiche (prodotti ad azione spermicida) che impediscono agli spermatozoi di raggiungere la cellula uovo. Metodi meccanici Prevedono l’inserimento in utero di un piccolo dispositivo (spirale) che induce modificazioni dell’ambiente uterino, rendendolo ostile al passaggio degli spermatozoi, alla fecondazione e all’impianto dell’uovo fecondato. Metodi di auto-osservazione Si basano sull’individuazione dei giorni potenzialmente fertili, in cui osservare astinenza dai rapporti sessuali, attraverso il rilievo quotidiano di parametri biochimici (dosaggi ormonali nelle urine) o naturali (tra i più conosciuti, i metodi di Ogino-Knaus, di Billings e della temperatura basale.

Quale metodo contraccettivo scegliere? Nella scelta, che deve essere sempre discussa e condivisa con il ginecologo, si dovranno attentamente considerare “pro” e “contro” di ciascun metodo, valutando tali aspetti in relazione alle abitudini personali, alla propria storia clinica e alle esigenze di coppia. Metodi ormonali Sono i metodi che hanno maggiore efficacia, poiché agiscono direttamente sui meccanismi che regolano la fertilità. Grazie alla continua ricerca farmacologica in questo campo, le molecole oggi impiegate contengono dosaggi ormonali sempre più bassi, diventando farmaci con profili di tollerabilità e sicurezza sempre più elevati anche a lungo termine. Sono disponibili sul mercato pillole “al naturale”, che contengono lo stesso estrogeno prodotto dall’ovaio (estradiolo) in associazione a un progestinico: rappresentano una valida alternativa ai preparati sintetici tradizionali, in virtù della elevata efficacia, tollerabilità e sicurezza, a fronte di un impatto metabolico ridotto. La contraccezione ormonale è pratica e facile da utilizzare; permette inoltre di vivere il rapporto sessuale liberamente, con serenità e continuità, senza interferire con la spontaneità dell’atto. La pillola ha il vantaggio di avere effetti extra-contraccettivi, che contribuiscono a regolarizzare il ciclo e a ridurre i disturbi ad esso associati; è controindicata in pochi selezionati casi.

METODI DI BARRIERA

 Il preservativo è una guaina cilindrica di gomma sottile o in lattice il cui concetto non è solo evitare una gravidanza ma anche prevenire la trasmissione delle malattie veneree, ha un indice che parte da 3(se correttamente utilizzato) e va fino a 10. b. Una novità che attualmente non esiste in Italia e che ha avuto scarso successo anche nelle altre parti del mondo è il preservativo femminile che si applica e va a collabire alle pareti della vagina allo scopo di evitare la fecondazione, evitando il contatto tra liquido seminale e pareti della vagina. Da maggiore protezione contro alcune MST!!! c. Un metodo poco utilizzato in Italia, ma molto negli USA è il diaframma: un mezzo meccanico di cui esistono vari tipi, che viene introdotto nel canale vaginale qualche ora prima del rapporto per allocarsi nel canale vaginale e non dare fastidio e rimosso nelle ore successive ad un rapporto facendo attenzione a che non ci siano ancora secrezioni; le percentuali di errori sono elevate quando non viene correttamente applicato. . Il diametro deve corrispondere alla distanza tra il fornice vaginale posteriore e l’angolo retropubico in modo che possa coprire i fornici. (varia da 50 a 150mm e sono su misura). d. Esistono anche tutta una serie di spugne,cappucci cervicali ,altre sostanze,hanno buona efficacia,ma sono sostanze chimiche che vanno ad uccidere lo spermatozoo,andiamo a fare una azione di immobilizzazione. Sono innocui per la donna per quanto si tratti di acidi,di inibitori enzimatici,spesso non facili da proporre e non facili da utilizzare. Sono mezzi meccanici che impediscono agli spermatozoi di raggiungere il collo dell’utero e sono potenziati da un contenuto di crema spermicida. ‰ Sono in gomma e ne esistono di diversi tipi: i più comuni sono a “cupola” con base costituita da un anello metallico ‰ Si applicano su misura e quindi la scelta deve essere preceduta da una visita ginecologica ‰ Il diaframma va applicato 2-3 ore prima del rapporto e tenuto in situ nelle 7-8 ore successive; va quindi rimosso, lavato, impolverato di talco e conservato ‰ Se ne consiglia il rinnovo dopo un anno .

Cos’è la “contraccezione di emergenza”?

Consiste nell’adozione di misure contraccettive dopo un rapporto sessuale non adeguatamente protetto o in cui sia fallito o sia stato inadeguatamente utilizzato il metodo anticoncezionale impiegato (es. distacco di cerotto trans-dermico, mancata assunzione di alcune pillole, rottura di preservativo), per prevenire una gravidanza indesiderata. La contraccezione di emergenza per via orale, che è la forma più comunemente utilizzata, consiste nel tentativo di ritardare o bloccare l’eventuale ovulazione, se non ancora avvenuta, rendendo così il rapporto non fertile. È dunque un valido strumento per la salute femminile e per una procreazione responsabile: offre alle donne, che hanno un bisogno urgente di protezione, un’ultima possibilità per ridurre il rischio di una gravidanza indesiderata e per scongiurare l’eventuale ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Tale forma di contraccezione non riesce sempre a prevenire una gravidanza, anche se ne diminuisce sensibilmente il rischio e non può interrompere una gravidanza già in atto. Non ha dunque effetti abortivi. Il termine emergenza sottolinea che l’uso di questo tipo di contraccezione deve rappresentare una misura occasionale, eccezionale da utilizzare solo ed esclusivamente a seguito di un rapporto sessuale non adeguatamente protetto. In Italia sono state approvate per la contraccezione d’emergenza due diverse molecole farmacologiche: il levonorgestrel (cosiddetta “pillola del giorno dopo”) e l’ulipristal acetato (cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo” o “nuova pillola del giorno dopo”). In entrambi i casi, il preparato contraccettivo deve essere assunto il prima possibile dopo il rapporto non adeguatamente protetto, entro e non oltre le 72 ore nel caso del levonorgestrel e fi no ad un massimo di 120 6 ore nel caso dell’ulipristal acetato. Emergenza Assumere solo in caso di necessità Studi scientifici condotti sulla contraccezione d’emergenza a base di ulipristal acetato hanno evidenziato che questa pillola, rispetto ai preparati tradizionali a base di levonorgestrel, è tre volte più efficace, se utilizzata entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio, e due volte più efficace, se assunta nell’arco delle prime 72 ore. Per cui le Società scientifiche della contraccezione considerano la pillola a base di ulipristal acetato come farmaco di riferimento per la contraccezione d’emergenza. La nuova pillola del giorno dopo, a base di ulipristal acetato, è acquistabile senza prescrizione medica dalle donne maggiorenni in farmacia e nelle parafarmacie. Per le minorenni è invece previsto l’obbligo di ricetta medica e la vendita è autorizzata solo presso le farmacie. Si tratta di una sola compressa da assumere per bocca. La contraccezione d’emergenza non protegge i rapporti successivi alla sua assunzione; è necessario quindi utilizzare un altro metodo contraccettivo di barriera (come il preservativo) fino alla comparsa delle mestruazioni. Dopo l’assunzione del farmaco, si possono raramente verificare irregolarità mestruali (anticipazione/ritardo del ciclo successivo). La comparsa di effetti collaterali (tra i più comuni, mal di testa, nausea, dolore addominale) non è frequente e le reazioni avverse sono in genere di modesta entità e transitorie.

Quale metodo contraccettivo scegliere? Nella scelta, che deve essere sempre discussa e condivisa con il ginecologo, si dovranno attentamente considerare “pro” e “contro” di ciascun metodo, valutando tali aspetti in relazione alle abitudini personali, alla propria storia clinica e alle esigenze di coppia. Metodi ormonali Sono i metodi che hanno maggiore effi cacia, poiché agiscono direttamente sui meccanismi che regolano la fertilità. Grazie alla continua ricerca farmacologica in questo campo, le molecole oggi impiegate contengono dosaggi ormonali sempre più bassi, diventando farmaci con profi li di tollerabilità e sicurezza sempre più elevati anche a lungo termine. Sono disponibili sul mercato pillole “al naturale”, che contengono lo stesso estrogeno prodotto dall’ovaio (estradiolo) in associazione a un progestinico: rappresentano una valida alternativa ai preparati sintetici tradizionali, in virtù della elevata effi cacia, tollerabilità e sicurezza, a fronte di un impatto metabolico ridotto. La contraccezione ormonale è pratica e facile da utilizzare; permette inoltre di vivere il rapporto sessuale liberamente, con serenità e continuità, senza interferire con la spontaneità dell’atto. La pillola ha il vantaggio di avere effetti extra-contraccettivi, che contribuiscono a regolarizzare il ciclo e a ridurre i disturbi ad esso associati; è controindicata in pochi selezionati casi.

Metodi di barriera Implicano la pianificazione del rapporto sessuale, influenzando tempi e ritmi del rapporto, comportamento dei partner e grado di intimità. Il preservativo è l’unico metodo in grado di proteggere dalle infezioni a trasmissione sessuale, per questo è sempre indicato in caso di rapporti occasionali. L’efficacia contraccettiva e protettiva è condizionata dalla sua perfetta integrità e dal suo corretto impiego. Il diaframma prevede un periodo di “addestramento” e buona familiarità con il proprio corpo; deve essere inserito in vagina prima del rapporto sessuale e mantenuto in sede per almeno le sei ore successive. Metodi intrauterini Prevedono l’inserimento in utero di un piccolo dispositivo di plastica e rame (spirale al rame) che induce modificazioni dell’ambiente uterino, rendendolo ostile al passaggio degli spermatozoi, alla fecondazione e all’impianto dell’uovo fecondato. Un’altra alternativa è la spirale al progestinico (levonorgestrel), che, senza assorbimento generale dell’ormone, modifica il muco cervicale rendendolo impenetrabile agli spermatozoi, con un livello di sicurezza superiore al precedente. Metodi di auto-osservazione Non interferiscono in alcun modo con i meccanismi che regolano la fertilità, ma sono poco sicuri, dotati di un’efficacia contraccettiva molto bassa. Sono inoltre impegnativi, poiché prevedono la conduzione di un monitoraggio continuo e molto accurato dei parametri di riferimento oltre ad influire sulla spontaneità dell’atto.

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