I cinque agnelli che Berlusconi ha salvato dal pranzo di Pasqua

Silvio Berlusconi ha adottato cinque agnelli per salvarli dai banchetti di PasquaBerlusconi è in compagnia di Francesca Pascale, altra testimonial della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.

L’iniziativa è stata suggerita da Michela Vittoria Brambilla, esponente di Forza Italia e animalista convinta. L’ex premier ha fatto sapere che da alcuni giorni quattro femmine e un maschio “saltellano nel prato di villa Sammartino” ad Arcore. “Fate come lui! Pasqua è la festa della vita, non celebratela togliendola ad altre creature viventi!”. L’amore per gli animali lo ha portato ad accogliere in casa 8 cani, più 13 che sono stati affidati alle cure della figlia Marina. Nel segreto dell’urna Fuffi ti guarda, tuo marito no.

Due agnelline di qualche settimana saltellano da un paio di giorni sul prato di villa san Martino ad Arcore. Altre due sono arrivate poco dopo. Un quinto, di appena dieci giorni, prende ancora il biberon ed è stato chiamato Fiocco di neve. Li ha adottati il presidente di FI Silvio Berlusconi, salvandoli da morte certa. Con un gesto concreto, l’ex premier ha voluto aderire alla campagna pasquale della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente: “A Pasqua scegli la vita, scegli veg”. Un semplice invito, indirizzato a tutte le persone di buona volontà, dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’associazione, che in questi giorni, proprio quando la tradizione propone sulle tavole carni di agnello e di capretto, intensifica, con l’aiuto delle sezioni e dei volontari dell’ associazione, l’impegno contro la strage dei cuccioli e per l’adozione di uno stile di vita sostenibile e rispettoso del diritto degli animali alla vita.

Gli agnellini erano destinati a diventare un pranzo di Pasqua ma sono stati salvati e portati da Arcore, su richiesta del presidente, dall’on. Brambilla. Nella nuova casa si sono trovati subito a loro agio, le più grandi correndo qua e la nel parco, il più piccolo grazie ad abbondanti razioni di latte. “Togliere la vita a questi piccoli –  afferma l’on. Brambilla – è quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito di una festa che celebra la resurrezione e la vita. Fortunatamente la consapevolezza dell’opinione pubblica è aumentata e le preferenze degli italiani stanno cambiando di conseguenza. Finché correrà il rischio di finire nel piatto anche un solo agnello, non verrà meno il nostro impegno, per sensibilizzare e persuadere. Un grande paese civile come l’Italia deve distinguersi per il modo in cui tutela e rispetta tutti gli animali. Ed è quindi ora di dire basta con questa intollerabile strage degli agnelli”

Nei banchetti sulle piazze del Paese, i delegati della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente  continueranno nel weekend a informare e sensibilizzare i cittadini: nonostante il continuo declino degli ultimi anni (si è passati da circa 812 mila tra agnelli e capretti macellati nel “picco pasquale” del 2010 a circa 500 mila dell’anno scorso), siamo comunque di fronte ad un’assurda, ingiustificabile mattanza. Per contribuire a fermarla, sui tavoli si potrà sottoscrivere la petizione che chiede al Parlamento di approvare la proposta di legge Brambilla in difesa degli animali giovani. Il testo vieta l’abbattimento, la macellazione, nonché l’importazione e l’esportazione per tali finalità, di animali che non abbiano raggiunto l’età adulta. Infatti, alle normali sofferenze del macello, i cuccioli sommano il dolore della separazione dalle madri.  “Strapparli alle madri animali così piccoli – sottolinea l’on. Brambilla – è una delle pratiche più crudeli di un’industria complessivamente crudele come quella della carne”.

 Gli agnelli sono prelevati perfino a 30-40 giorni di vita, trasportati sui camion anche per lunghissimi tragitti, condotti al macello approfittando dell’istinto del gregge (di solito gli animali seguono il primo trascinato via), rinchiusi in box mentre belano dal terrore, storditi, sgozzati ed appesi ai ganci per consentire il dissanguamento, mentre i nuovi arrivati guardano e intuiscono che faranno la stessa fine. Sorte analoga tocca ai vitelli da latte e ai maialini. Ecco che cosa c’è dietro le asettiche confezioni dei supermercati che offrono “abbacchi”, “porcetti” e la “carne bianca” dei vitelli.

Ai passanti i volontari offriranno deliziose uova di Pasqua prodotte senza sfruttare gli animali, in cambio di un contributo che sosterrà l’attività dell’associazione sul territorio.

SINTESI DELLA PROPOSTA DI LEGGE AC 3652 DELL’ON. BRAMBILLA

L’AC 3652 “Divieto dell’abbattimento di animali che non abbiano raggiunto l’età adulta”, d’iniziativa dell’on. Michela Vittoria Brambilla, vieta l’abbattimento, la macellazione, nonché l’importazione e l’esportazione per tali finalità, di animali che non abbiano raggiunto l’età adulta, “determinata in base alle caratteristiche fisiologiche di ciascuna specie”.

E’ una scelta etica. Gli animali hanno elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità. Eppure, solo nel nostro Paese, ogni anno ne vengono uccisi e destinati all’alimentazione circa 700 milioni. Gli animali hanno diritto alla vita, a maggior ragione quelli appena nati, i cuccioli che ancora dipendono dalla madre e dalle sue cure.

E’ una scelta per l’ambiente. L’industria della carne richiede tanta acqua, tanto spazio, tanta energia. Insomma consuma in grandi quantità le risorse del pianeta. Dalla filiera zootecnica dipende circa il 14,5 per cento di tutte le emissioni di gas serra derivanti da attività umane: gli allevamenti di animali “inquinano” più del traffico.

E’ una scelta per la salute. Ormai è provato che l’eccesso di proteine di origine animale può essere pericoloso, che la dieta vegetariana è associata ad un tasso più basso di mortalità per malattie cardiovascolari e renali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso la carne lavorata tra le sostanze cancerogene, come il fumo di tabacco o l’amianto. E la carne rossa tra quelle probabilmente cancerogene.

Quando gli animalisti uccidono (senza rendersene conto)

Nel Dipartimento di Farmacologia di Milano, un episodio molto grave: un gruppo di attivisti del movimento “Coordinamento Fermare Green Hill” è riuscito a entrare nello stabulario che ospita gli animali da laboratorio e si è incatenato il collo alle maniglie delle porte di ingresso, impedendo a chiunque l’ingresso, fino a quando non sono iniziate le trattative con la direttrice del Dipartimento per liberare gli animali presenti. Nel frattempo altri attivisti aprivano le gabbiette, scambiavano di posto topi e conigli, mettevano in disordine etichette e documentazione, rendendo così gli animali `inservibili´ per continuare la sperimentazione.

Durante l’occupazione, durata circa 10 ore, gli attivisti hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook foto e video ripresi all’interno, sia di sé stessi incatenati, sia delle gabbie in cui erano tenuti gli animali, invitando gli altri attivisti a unirsi alla protesta fuori dal palazzo.

A fine giornata scrivevano su Facebook:

ULTIMA ORA! E’ FATTA gli attivisti e le attiviste sono usciti dopo 10 ore di occupazione dello stabulario di farmacologia di Milano.

Con loro CENTINAIA DI TOPI E 1 CONIGLIO sono stati riscattati e portati al sicuro, lontano dalle mani dei vivisettori. TUTTI gli altri animali presenti all’interno verranno rilasciati nei prossimi giorni, in accordo con la direttrice dell’università.

I 5 attivisti sono stati identificati dalla polizia e hanno raggiunto tra le ovazioni la folla che in queste ore era sopraggiunta in supporto.

RINGRAZIAMO tutte le persone che hanno creduto in noi, un altro passo storico nella battaglia contro la Sperimentazione Animale è stato oggi compiuto!

Ma questo non è affatto un “passo storico nella battaglia contro la sperimentazione animale”, bensì un inaccettabile episodio di violenza e vandalismo che è passato impunito, e chi l’ha compiuto non deve essere accolto come un eroe, ma con fischi, dato che l’unico risultato ottenuto è stato l’aver rovinato anni di studi a favore dei malati e di chi soffre, ed è inaccettabile che nessuno abbia fatto niente per impedire che costoro entrassero e rubassero animali da migliaia di euro, in un periodo in cui i fondi per la ricerca sono pochi e i costi esorbitanti.

Il giorno seguente studenti e ricercatori sono scesi in piazza per manifestare contro il blitz e contro l’ignoranza diffusa riguardo la sperimentazione animale. Potete leggere la lettera che hanno scritto in risposta agli avvenimenti.

Quello di cui non si rendono conto i cosiddetti animalisti è che la loro azione, oltre a creare un enorme danno alla ricerca (migliaia di euro e anni di studi buttati al vento), condanna a morte certa gli stessi animali, abituati a vivere in condizioni rigorose e incapaci di vivere in libertà, con un sistema immunitario poco efficiente che non è mai venuto in contatto con l’ambiente esterno, e forse portatori di malattie infettive. Spesso, infatti, gli animali usati nei laboratori sono stati selezionati appositamente per la ricerca e addirittura alcune linee transgeniche potrebbero, se liberate in natura, creare danni all’ecosistema.

La disinformazione che viene fatta passare da molte associazioni animaliste è tanta: non è vero che in laboratorio si torturano gli animali e che la ricerca sugli animali non serve a nulla o può essere evitata. Essa è necessaria e va controllata: esiste, infatti, una rigorosa regolamentazione in merito, che evita ricerche e sofferenze inutili.

Le ricerche che si svolgevano nel Dipartimento di Farmacia Statale erano assolutamente legali e regolamentate. Gli stessi video pubblicati dagli animalisti mostrano gabbie perfettamente pulite e ordinate. Le ricerche riguardavano soprattutto le malattie del sistema nervoso, per le quali non sono attualmente disponibili cure: autismo, malattia di Parkinson, di Alzheimer, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, sindrome di Prader-Willi, dipendenza da nicotina, ed erano finanziate da enti nazionali e internazionali tra cui Telethon, AIRC, NIDA, Fondazione Cariplo, Fondazione Mariani, Fondazione Sclerosi Multipla, Comunità Europea, Ministero della Ricerca, Ministero della Sanità, Regione Lombardia, mediante processi di valutazione rigorosa, con risultati pubblicati sulle migliori riviste internazionali nel campo.

Non ci sono parole di fronte alla insensatezza di un atto del genere: vorrei vedere coloro che si autodefiniscono “animalisti” guardare in faccia le persone con problemi di autismo, Parkinson, Alzheimer, sclerosi, eccetera che aspettavano con ansia la scoperta di una cura mentre candidamente dicono loro: “abbiamo fatto la cosa giusta: pensavamo di salvare la vita a un topo, perché è più importante della vostra.”

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