“La terapia per Charlie può funzionare” Bambin Gesù invia protocollo a Londra

Papa Francesco però ha deciso di fare scacco matto e propone l’unica soluzione capace di salvare il piccolo Charlie con un ricovero all’Ospedale Bambini Gesù di Roma.

Il testo del documento, su carta intestata del nosocomio della Capitale, è stato postato dalla zia di Charlie sul profilo Facebook di sostegno Charlie’s Army. Il Great Ormond Street Hospital pare abbia scritto una nota nella spiega che è giusto tentare e di esserne pienamente convinti insieme ai genitori di Charlie.

La storia del piccolo Charlie ormai ha conquistato il mondo, nonostante le battaglie legali intraprese dai genitori in questi mesi nulla è servito a salvargli la vita. In esso vengono illustrati i principi della terapia proposta, che si basa su molecole simili ai “mattoni” del Dna. “I commenti di costoro possono essere come tante pietre lanciate contro un bambino senza difesa e i suoi genitori allo sbaraglio”.

Nello specifico ad intervenire è stata la presidente dell’ospedale Bambin Gesù Mariella Enoc che dalla Repubblica Centrafricana dove si sta occupando di alcuni bambini bisognosi, ha inviato un video messaggio nel quale riferisce: “Mi è giunta notizia che i ricercatori hanno messo a disposizione il loro trattamento per l’ospedale di Londra il quale pensa di poterlo verificare”. I ricercatori dell’equipe internazionale che ha condotto lo studio, scrivono che “esistono evidenze scientifiche a sostegno del fatto che i deossinucleotidi esogeni applicati a cellule umane con mutazione RRM2B in coltura, accrescono la replicazione e favoriscono il miglioramento della sindrome da deplezione del Dna” di cui soffre Charlie. “Siamo consapevoli del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini”. I medici di Londra si erano già espressi in proposito affermando che qualsiasi tipo di terapia sperimentale oggi esistente non può aiutare il piccolo che continuerebbe a soffrire. Ma “non c’è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard. Alla luce di questi importanti nuovi risultati, chiediamo rispettosamente che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard“. L’ora in cui i medici del Great Ormond Street Hospital potrebbero staccare le macchine che tengono in vita il bambino si avvicina inesorabile.

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