Ladro ucciso, l’autopsia rivela ‘sparo esploso a distanza ravvicinata’: ristoratore reinterrogato

Sono trascorsi alcuni giorni da quando, nella notte tra mercoledì e giovedì scorso a Gugnano, frazione del comune lombardo di Casaletto Lodigiano ha avuto luogo un tentativo di furto trasformatosi poi in tragedia. Tale tentativo di furto si è consumato all’interno di un’osteria e tabaccheria e proprio il proprietario del locale, un uomo di 67 anni di nome Mario Cattaneo, sembrerebbe aver reagito sparando contro i ladri per difendersi. Tali spari hanno raggiunto alla schiena e provocato la morte di uno dei ladri ovvero un uomo romeno di 33 anni di nome Petre Ungueranu che ha perso la vita. Sul corpo del 33enne è stata effettuata lo scorso lunedì l’autopsia dalla quale è emerso che l‘uomo è stato ucciso da una rosa di pallini da fucile da caccia esplosa da distanza ravvicinatissima.

In seguito ai risultati ottenuti grazie all’autopsia effettuata sul corpo privo di vita del 33enne romeno ecco che si è espresso il procuratore capo di Lodi, Domenico Chiaro il quale ha nello specifico dichiarato che, nelle indagini attualmente in corso nella speranza di fare luce sulla vicenda e ricostruire l’esatta dinamica della tragedia saranno coinvolti “al più presto anche il Ris o altri esperti balistici” in quanto, precisa “Vogliamo avere al più presto riscontri balistici”. Domenico Chiaro si è poi rivolto ai malviventi che nella notte tra mercoledì e giovedì insieme alla vittima si trovavano all’interno dell’osteria e tabaccheria sottolineando che sarebbe molto importante che “si facessero vivi per raccontarci la loro versione di come sono andate le cose”.

Proprio nella giornata di domani, giovedì 16 marzo, il ristoratore attualmente indagato per l’omicidio volontario del 33enne Petre Ungueranu, verrà sottoposto ad interrogatorio da parte degli inquirenti e proprio nel corso di tale interrogatorio il ristoratore dovrà ancora una volta raccontare la sua versione dei fatti senza tralasciare alcun particolare in quanto proprio sulla versione dei fatti fornita da quest’ultimo sembra nutrire molti dubbi il procuratore della Repubblica di Lodi il quale ha affermato a tal proposito “Non potremo mai prescindere dalle sue prime dichiarazioni, che sono sempre ritenute le più attendibili, ma Mario non ha detto tutto. Ha parlato di tentato furto non facendo accenno a fucile, fucilate o feriti”.

Nelle dichiarazioni effettuate dal ristoratore sembrerebbero esservi, secondo gli inquirenti, delle contraddizioni ed inoltre la speranza è quella di riuscire a fare un quadro chiaro e preciso di quanto accaduto sulla vicenda e soprattutto su quegli aspetti che ancora appaiono poco chiari come ad esempio la vicenda relativa agli spari partiti dal fucile del ristoratore. Al  momento infatti non sembrerebbe essere ancora chiaro se tali spari siano stati involontari e quindi accidentali nel corso della colluttazione o sparati volontariamente. Sempre nel corso dell’interrogatorio che avrà luogo nella giornata di domani verrà ascoltato anche il fratello della vittima il quale ha dichiarato, parlando appunto del ristoratore “Lo perdono davanti a Dio, perché siamo ortodossi ma gli avrei voluto parlare”.

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