Elicottero del 118 precipitato nell’Aquilano: morti i sei soccorritori a bordo

Ancora una tragedia in Abruzzo, ancora una volta vittime ma questa volta non provocate da maltempo, terremoto o valanghe. Nella giornata di ieri, purtroppo, un elicottero del 118 è precipitano nell’aquilano, tra il capoluogo e Campo Felice; stando a quanto è emerso, il velivolo pare sia caduto dopo aver recuperato un ferito su un campo da sci a Campo Felice in una zona fortemente innevata e montuosa a circa 1.600 metri di quota. A bordo dell’elicottero erano presenti sei persone, e purtroppo non sembrano esserci dispersi; morto il pilota, due membri del Soccorso alpino, un medico, un operatore e il ferito recuperato poco prima. Tra l’altro il medico morto era il rianimatore che nei giorni scorsi aveva prestato soccorso a Rigopiano, mentre il ferito ovvero lo sciatore soccorso è il romano Ettore Palanca 50enne maitre dell’Hotel Cavaliere Hilton di Roma. I corpi delle sei vittime recuperate, sono state portate all’obitorio dell’Aquila ed è stato osservato nella giornata di ieri un minuto di silenzio nell’Aula di Palazzo Madama proprio per esprimere cordoglio e vicinanza alle vittime dei tragici avvenimenti che purtroppo hanno colpito negli ultimi giorni il Centro Italia ed in particolar modo la regione abruzzese.

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Localizzati anche i rottami del velivolo adagiati in un canalone nei pressi di Casamina, in territorio di Lucoli; al momento non sono ancora chiare le cause della tragedia, ciò che è certo che è l’aereo sia precipitato da un’altezza di 600 metri, molto probabilmente dopo essere finito contro un cavo sospeso oppure per un guasto meccanico. Sulla tragedia, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un’inchiesta e dunque nei prossimi giorni potrà essere appurata e di conseguenza resa nota la causa dell’incidente costato la vita a sei persone. Bisogna anche dire  che le condizioni meteo erano avverse, vi era forte vento, scarsa visibilità e bufera, ma nonostante ciò non sembra che l’elicottero sia precipitato a causa delle condizioni meteo, ma come abbiamo anticipato si ipotizza un guasto meccanico o lo scontro con un cavo sospeso. “L’elicottero si è schiantato in località Monte Cefalone, non lontano dalla piana di Campo Felice. Era intervenuto nella zona degli impianti per un normale soccorso dopo un incidente sciistico e probabilmente aveva già svolto l’intervento e stava tornando indietro”, afferma l’ingegnere Marco Cordeschi, esperto consulente del Comune dell’Aquila nell’ambito della Commissione Valanghe, che si trovava al momento in quota.

L‘elicottero era partito dal Centro operativo comunale di Penne che proprio in questi giorni è il quartier generale dei soccorsi per l’Hotel Rigopiano, ma non era impegnato nei soccorsi a Farindola, aveva prestato precedentemente soccorso ad uno sciatore, morto nell’incidente. Dato l’allarme, sono intervenuti anche soccorritori impegnati nelle ricerche all’Hotel Rigopiano ed in supporto sono anche giunti maestri di scii di Campo Felice e squadre del SAR delle forze armate accorse sul posto per contribuire ai soccorsi alle popolazioni colpite dal maltempo. Purtroppo però per le sei persone a  bordo dell’elicottero non ci sarebbe stato nulla da fare, erano già morti sul colpo.

Avevano vissuto in prima persona la tragedia del- l’hotel Rigopiano. Avevano scavato, per cercare superstiti, e contribuito a salvare delle vite. E hanno trovato la morte non molto lontano da quel luogo fatale. È successo a Walter Bucci, medico, e Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso. Tutti e due si trovavano nell’elicottero del 118, schiantatosi ieri in montagna, in provincia dell’Aquila, provocando la morte di sei persone.

«Al momento purtroppo non sappiamo ancora le cause dell’incidente. Siamo molto provati, il personale di bordo era espertissimo e prudentissimo. Non riusciamo ad immaginare cosa sia successo». Lo dice affannosamente il responsabile del 118 e dell’elisoccorso dell’Aquila, Gino Bianchi, ai microfoni al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Sono l’incredulità, il senso di atroce beffa del destino le cifre di questa ennesima tragedia che colpisce l’Abruzzo.

Il velivolo è caduto ieri intorno alle 12.15, a Campo Felice, sul Gran Sasso. Tutte morte le sei persone a bordo. Questi i nomi delle vittime: Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota. L’elicottero stava trasportando Ettore Palanca, lo sciatore cinquantenne, mai tre dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma, che si era infortunato sciando e aveva «fratture importanti agli arti», secondo quanto dichiarato da Andrea Lallini, gestore degli impianti sciistici di Campo Felice. «Il soccorso poteva essere effettuato solo da un elicottero dotato di verricello», ha confermato ancora Bianchi, sempre durante l’intervista al Tg2000. Particolare agghiacciante: Bucci e De Carolis, appunto, avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano. Bucci aveva lavorato due giorni tra le macerie dell’albergo, così come De Carolis. Così le due tragedie si intrecciano, i luoghi della fatalità si sovrappongono, Rigopiano e Campo Felice. Sempre all’ombra del Gran Sasso.

I corpi delle vittime sono stati portati all’obitorio dell’Aquila. Il presidente Mattarella ha espresso il suo «profondo dolore». Sulla tragedia, intanto, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha aperto un’inchiesta. Indagano anche i carabinieri del comando provinciale dell’Aquila. L’elicottero sarebbe precipitato da un’altezza di 600 metri, in una zona fortemente innevata e montuosa. Nella zona le condizioni meteo erano proibitive: bufera, forte vento, scarsa visibilità. L’incidente potrebbe essere stato provocato proprio dal maltempo. Le altre ipotesi all’esame sono l’impatto con un cavo sospeso oppure un guasto meccanico. C’è chi ha sentito distintamente un forte boato. Di certo si sa che sul terreno lo spettacolo apparso ai primi soccorritori è stato terribile: un ammasso informe di metallo e di corpi. Un altro colpo per il cuore d’Abruzzo.

 Walter Bucci e Davide De Carolis, abruzzesi di L’Aquila e Teramo, su quell’elicottero non dovevano esserci ieri mattina: due cambi turno hanno disegnato un destino tragico. Ettore Palanca, romano, aveva scelto Campo Felice per trascorrere il suo giorno di riposo: il suo infortunio sulla neve ha “innescato” il drammatico schianto dell’elisoccorso del 118 dell’Aquila. Sono tre delle sei storie di questa assurda vicenda, di un velivolo che si alza come tante volte, atterra sulle piste da sci, soccorre un ferito, ma al momento del decollo percorre pochi chilometri e si schianta.

Tra le vittime c’è, appunto, il romano Ettore Palanca, 50 anni, sposato con Roberta, un figlio piccolo. Il suo è un destino doppiamente sfortunato. Si è infortunato mentre sciava, riportando la frattura di tibia e perone. Una volta visitato, la centrale del 118 dell’Aquila ha optato per l’intervento dell’elicottero. Quell’elicottero che avrebbe dovuto soccorrerlo e che invece si è trasformato nella sua tomba. Ettore lavorava come maitre al ristorante L’Uliveto del Rome Cavalieri, l’albergo a cinque stelle di Monte Mario. La moglie è una sua collega, al front desk. Uno strazio nello strazio: ha saputo della morte del marito mentre era al lavoro. Capelli brizzolati, tifoso della Juventus, era attaccato alla famiglia e appassionato di sport: Ettore amava la corsa, che lo aveva portato a partecipare alla Roma-Ostia, e il calciotto. Ma soprattutto amava la montagna. «Proprio l’altro giorno mi ha detto che sarebbe andato perché amava sciare, mentre non gli piaceva molto il mare. Era un tipo allegro, salutava sempre tutti» ha ricordato ieri un suo collega.

L’Abruzzo, ovviamente, ha pagato il prezzo più alto. Tra le sei vittime c’è Walter Bucci, una sorta di eroe della montagna: centinaia di interventi alle spalle, una disponibilità e una passione che non hanno mai conosciuto confini. Un dato, su tutti: era stato tra i primi ad arrivare a Rigopiano, una volta appresa la notizia della valanga che ha spazzato via l’hotel. Lì era rimasto ulteriormente, per giorni, come medico del 118. Rianimatore, 57 anni, sposato e con due figlie, ieri non doveva essere su quel volo: fatale è stato un cambio turno. Stessa sorte per Davide De Carolis, il 39enne teramano, sposato e con una figlia piccola, che a 13 anni era già nel Cai e a 21 gestiva un rifugio sul Gran Sasso. Anche la sua è stata una vita tutta dedicata alla montagna: gestiva un ristorante nella “sua” Santo Stefano di Sessanio che, sebbene sepolta dalla neve, non ha esitato ad abbandonare nei giorni scorsi per andare a scavare a Rigopiano. A Roma aveva trascorso la sua infanzia Giuseppe Serpetti, 58 anni, aquilano. Un omone buono cresciuto con la passione del soccorso in elicottero, coltivata fin da giovanissimo. Lascia la moglie Lucia e due figli piccoli, di 7 e 8 anni. Alla guida dell’elicottero c’era Gianmarco Zavoli, 47 anni, di San Giuliano a Mare (Rimini), dove viveva. Pilotava l’Agusta modello Aw139. Era un appassionato ciclista, iscritto alla Cicli Matteoni. Nel tempo libero partecipava a escursioni su strada con il team amatoriale. Mario Matrella, 42 anni, di Foggia, tecnico di volo, era l’esperto del verricello. Viveva a Putignano, in provincia di Bari. Lascia la moglie e quattro figli. Dipendente della Inaer Aviation spa, ma con un passato da tecnico dell’Ali- daunia, faceva parte anche del soccorso alpino.

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