Latte d’asina amiatina ottimo sostituto per bambini allergici a quello di mucca: ecco tutti i benefici

Avete delle intolleranze, allergie al latte vaccino ma non volete rinunciare a questo alimento? Oggi vi presentiamo una valida alternativa, ovvero il latte d’asina, che stando a quanto è emerso, pare abbia importanti proprietà benefiche non solo per gli adulti ma anche per i più piccoli. Secondo quanto riferito da un gruppo di ricercatori, sembra proprio che il latte d’asina rappresenti una valida alternativa al latte di mucca e spesso anche al latte artificiale per i bambini; ciò non toglie che il latte materno, rimane in assoluto il miglior alimento per i neonati, ma in sostituzione a questo, il latte d’asina è da preferire a tutti gli altri tipi sopra citati. Secondo i ricercatori del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, che da anni ormai studiano le proprietà  di questo tipo di alimento, il latte d’asina soprattutto amiatina, ovvero quella originaria nella zona del Monte Amiata in Toscana, rappresenta un valido sostituto a quello vaccino.  “Il latte bovino è largamente utilizzato come sostituto del latte materno, ma dal 2 al 7,5% dei neonati è allergico alle proteine del latte vaccino e si tratta un problema non del tutto risolto dai latti industrali che spesso non incontrano il gusto dei bambini per il loro sapore poco gradevole, senza considerare che alcuni di questi prodotti non sono totalmente esenti dal rischio di sensibilizzazione allergica”, ha dichiarato Mina Martini, professoressa dell’Università di Pisa.

Tanti medici, ne corso degli ultimi anni, hanno sottolineato l’importanza del latte d’asina, esaltandone il gusto, le proprietà benefiche e informando sul fatto che questo risulta essere ben tollerato dai soggetti allergici al latte vaccino al contrario di altri tipi di latte, come quello di capra, di ovino o di bufala. A tal riguardo, la professoressa Martini ha aggiunto: “Il latte d’asina ha un contenuto proteico medio (1,60%) simile a quello del latte umano, caratterizzato dalla bassa quantità di caseine, soprattutto quelle ritenute più allergizzanti e, come il latte materno, ha un alto contenuto di lattosio (7%) che stimola l’assorbimento del calci e la presenza elevata di lisozima e lattoferrina favorisce la riduzione delle infezioni intestinali”.

Va, ancora sottolineato, che il latte d’asina come il latte materno, ha un alto contenuto di lattosio, che stimola l’assorbimento del calcio, che come sappiamo risulta molto importante nel processo di mineralizzazione delle ossa; il latte d’asina contiene anche un elevato tasso di lisozima e lattoferrina che favoriscono la riduzione delle infezioni intestinali inibendo l’azione di alcuni batteri. Come abbiamo anticipato, i ricercatori ed i medici sono concordi nel dichiarare che dovrà essere utilizzato il latte proveniente da un’unica razza, ovvero quella amiatina, perché garantisce una maggiore costanza nella qualità del prodotto utilizzato ed ancora la possibilità di un continuo miglioramento qualitativo.

Il più vicino al latte umano Nel mondo dei mammiferi, del quale l’uomo fa parte, ogni specie animale produce un latte particolarmente idoneo alle esigenze della propria prole. Ogni specie produce un latte diverso dal latte prodotto da tutte le altre specie di mammiferi sia nella composizione che per le proprietà che contiene. In questo modo i cuccioli delle diverse specie godono di un alimento iniziale perfettamente rispondente a tutti i loro bisogni nutrizionali. Questo vale anche per il cucciolo dell’uomo. Pertanto il latte migliore per un neonato è il latte della mamma. Solo questo risponde perfettamente alle necessità di una crescita sana e di uno sviluppo armonioso. In assenza del latte materno come possiamo provvedere all’alimentazione del piccolo? Cosa offre il mercato? Ogni tipo di latte per la prima infanzia oggi disponibile sul mercato è un latte “morto”. Alimenti morti, liquidi bianchi apparentemente simili al latte che non hanno nulla a che vedere con il latte se non per l’aspetto esteriore. La parola “latte” per definizione indica “il liquido bianco, opaco, altamente nutritivo, prodotto dalla secrezione delle ghiandole mammarie subito dopo il parto, destinato all’alimentazione della prole dei mammiferi nei primi mesi di vita”. Tutto il resto, derivato da processi di manipolazione, trasformazione, elaborazione di prodotti di origine vegetale, richiede un’altra denominazione. Il risultato dell’utilizzo di questi “ pseudo latte”, lo leggiamo nel colore della pelle dei nostri piccoli. Dove sono più i bambini “bianchi e rossi”? Oggi sono tutti olivastri, hanno un colore spento. Lo riscontriamo nella difficoltà di crescita, nella carenza di calcio, nei disturbi gastro-intestinali e nel costante aumento di intolleranze alimentare e allergie varie. La sorte ha voluto essere generosa con l’uomo facendo in modo che esistesse in natura un latte in tutto e per tutto simile al latte materno: il latte d’asina. Chissà per quale antica parentela dell’uomo con l’asino proprio questo animale produce un latte simile a quello umano. D’altra parte è una parentela che conoscono bene i bambini che da sempre si sentono chiamare “ somari “ quando non sono bravi a scuola. Il latte d’asina è un latte vivo, in grado di rispondere come il latte materno a tutte le necessità alimentari del cucciolo d’uomo. Un alimento importante anche in campo geriatrico e nei casi di carenza di calcio. L’affinità del latte d’asina con il latte umano è grande. Asini e uomini sono monogastrici, a differenza dei ruminanti. Il loro sistema digestivo è simile e questo rende molto simile anche il latte che producono. Dall’analisi comparativa della composizione del latte di donna con i l latte degli animali domestici si evidenzia immediatamente che il latte d’asina è il più vicino al latte di donna. In particolare il latte d’asina è ricco di lisozima, un enzima con funzione antibatterica; è il più vicino al latte di donna per contenuto proteico, e come per la donna contiene un’alta percentuale di calcio; ha un alto tasso di vitamina C e un basso tenore di lipidi, in compenso quelli che contiene sono grassi polinsaturi ricchi di omega3 e omega 6; nella sua composizione è presente il lattosio in abbondanza e questo gli conferisce un sapore dolce ed un alto valore energetico; inoltre favorisce le funzioni della flora intestinale, svolge un’attività calmante sul sistema nervoso, da sollievo ad un fegato affaticato. È un latte con una grande digeribilità ed un alto valore nutritivo. Nel Medio-evo era abitudine comune bere latte d’asina. Più tardi in Francia si diffonderà l’abitudine di bere latte d’asina come rimedio per la salute dei malati, anziani indeboliti, bambini convalescenti e ricchi borghesi che avevano la possibilità di acquistarne. Infatti questo “prezioso elisir di giovinezza” è sempre stato un rimedio di lusso non alla portata di tutti. Nasce così nell’800 a Parigi, Londra, Amsterdam il commercio di latte d’asina venduto porta a porta. I mercanti conducevano le asine per le strade della città gridando “ecco il latte d’asina bevete il latte d’asina”. Il latte veniva munto sul posto e consegnato ancora caldo .

Latte d’asina e ricerca scientifica Il latte d’asina è un prodotto antico. Fortemente ancorato agli usi e alle tradizioni radicate nella cultura dei popoli. La comunità scientifica moderna eredita dalla tradizione storica una conoscenza empirica di grande valore: l’importanza del latte d’asina come il più adatto all’alimentazione dei neonati in quanto è il più vicino al latte umano, il suo alto potere nutritivo, una grande digeribilità, le qualità dietetiche, un rimedio per combattere innumerevoli disturbi dalla carenza vitaminica alla regolazione della flora gastroenterica, dalla cura del sistema nervoso alla disintossicazione del fegato, dalla cura della stipsi alla preparazione di bevande fermentate, dal rafforzamento del sistema immunitario alle proprietà dermocosmetiche. Oggi la possibilità di utilizzare latte d’asina non può essere più lasciata alla tradizione.  La comunità scientifica si vede impegnata a qualificare il latte d’asina e a studiarne le potenzialità, non solo come sostituto del latte materno per il nutrimento della prima infanzia, ma anche per altri usi parafarmacologici e cosmetici. Pertanto il latte d’asina non si configura semplicemente come un alimento, ma deve essere riconosciuto come un nutraceutico da essere utilizzato non solo nell’alimentazione della prima infanzia, ma anche come integratore nella dieta di adulti e anziani. I trattamenti al latte d’asina condotti sperimentalmente in numerosi ospedali in Italia, hanno dato risposte decisamente positive. È un alimento ”vivo”, ricco di fermenti vivi, a differenza di una pluralità di ritrovati oggi presenti sul banco del farmacista, chiamati “latte” ma che, aldilà dell’aspetto esteriore, non hanno nulla in comune con il latte.

Mercato di riferimento e sviluppo sostenibile I consumatori, nelle società economicamente sviluppate, sono sempre più alla ricerca di prodotti alimentari naturali con specifiche valenze nutrizionali e salutari. Sono le caratteristiche salutistiche del latte d’asina che favoriscono il successo socio-economico di questo prodotto. Occorre dare una risposta alla domanda soddisfacendo le richieste e sviluppando successivamente la base di mercato. Il latte d’asina non è un semplice alimento, ma può essere qualificato come “farmalimento” o “nutraceutico”(termine derivato dalla fusione di due termini: nutrizione e farmaceutico), ad indicare un alimento che per le sue proprietà funzionali si colloca appunto al confine tra l’alimento e il farmaco senza peraltro controindicazioni ed effetti collaterali. Un cibo naturale che mostra le sue qualità benefiche tramite la sua introduzione nella dieta alimentare. L’economia degli allevamenti di asine da latte rappresenta una possibilità per creare nuovi posti di lavoro e frenare l’abbandono di paesi e borghi interessati da tempo ad un declino che non è soltanto demografico, ma anche ambientale. Un’opportunità per favorire uno sviluppo socio-economico sostenibile relativamente, in modo particolare, alle aree interne caratterizzate da alti tassi di spopolamento. La fuga dei giovani dai territori interni e montuosi “sta condannando queste aree ad una morte imminente”. È un progetto ritenuto pilota in quanto capace di generare un mirato flusso di iniziative economiche e un ruolo non meno importante sul piano sociale e culturale in quanto, a integrazione dell’iniziativa imprenditoriale per la produzione di latte, con l’asino si possono sviluppare percorsi didattici con le scuole, percorsi di Attività di Mediazione con l’Asino per i centri sociali, offerte turistiche di trekking someggiato, attività ludico-ricreative. Prospettive per gli allevatori La commercializzazione del latte d’asina rappresenta un’importante risposta alle attese del mondo degli allevatori che numerosi chiedono di ricevere assicurazioni sulla vendita di questo latte per poter iniziare a investire, far crescere e trasformare le proprie aziende da piccole iniziative amatoriali, quali sono oggi, in vere e proprie aziende di produzione.

La nascita e lo sviluppo di allevamenti asinini rappresenta: – l’apertura ad un mercato italiano e internazionale nel quale non trova al momento concorrenti qualificati e che necessita di grossi quantitativi di latte d’asina. – la realizzazione di un nuovo modello di produzione nel settore delle moderne linee di alimenti polifunzionali-nutraceutici. – la possibilità di un concreto rilancio socio-economico delle aree rurali interne, investendo in produzioni agroalimentari rivolte a spazi di mercato di alto valore. – creazione di nuovi posti di lavoro,contribuendo ad arrestare il fenomeno dello spopolamento delle aree rurali, radicando sui territori giovani imprenditori qualificati. – incremento della popolazione asinina, oggi a rischio di estinzione, a salvaguardia della biodiversità. È bene infine sottolineare che l’esistenza di queste imprese rappresenta una risorsa fondamentale per i paesi e le aree in cui sono presenti o hanno riflessi le loro attività. In diversi casi costituiscono una ricchezza che va oltre la sopravvivenza economica di quanti sono impegnati nelle loro attività, in una logica di integrazione tra nuovi modelli e stili di vita e recupero di prodotti e saperi antichi.

Aspettative delle famiglie Il latte d’asina rappresenta la migliore risposta ai particolari bisogni delle famiglie che si trovano ad affrontare ogni giorno le difficoltà dei propri figli che dimostrano intolleranza alle proteine del latte vaccino. Queste famiglie sino ad oggi sono state assolutamente sole nel cercare una soluzione ai problemi di intolleranza alimentare neonatale. Quando si vedono fallire uno dopo l’altro tutti i rimedi attualmente disponibili sul mercato, i genitori sono costretti a mettersi alla ricerca del latte d’asina. Il latte d’asina è un prodotto naturale – biologico ascrivibile a buona ragione nella categoria dei pharmafood – nutaceutici utili ai bambini, ma anche ad adulti ed anziani. La possibilità di inserimento nel mercato di un prodotto “latte d’asina fresco” e “latte d’asina liofilizzato”, renderà estremamente facile la diffusione di questo alimento dando contemporaneamente alle mamme la massima garanzia di sicurezza igienica e nello stesso tempo maggiore praticità di utilizzo. Oggi si comincia a parlare anche di un “latte d’asina pediatrico” studiato per i neonati e arricchito di una componente di grasso che nel latte d’asina è presente in bassa percentuale.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.