Latte fa male?, la Fao celebre il World Milk Day: ecco perchè è importante assumerlo

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Nonostante siano tanti i medici nutrizionisti a indicare quanto sia importante in latte nella vita quotidiana perché fonte di energia di proteine e di grassi buoni, molti altri puntano il dito contro il consumo regolare di grandi quantità di latte, perché accusato di essere nocivo per la nostra salute e un problema per i costi ambientali dell’allevamento su larga scala. Di questo e di tanti altro si è parlato nella giornata di ieri, 1 giugno considerata la giornata mondiale del latte, voluta fin dal 2001 dalla Fao, ovvero Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura che ha individuato proprio questo giorno perché già in diversi paesi si festeggia come giornata nazionale ed è dunque bastato unificare le feste.

Si tratta di una giornata molto sentita soprattutto nei paesi delle micro produzioni e in effetti sono circa 150 milioni di famiglie in tutto il mondo impegnate nella produzione di latte. Anche Parmalat ha aderito alla Giornata Mondiale del Latte 2017 promossa dalla Fao con una campagna dedicata e un manifesto per fare chiarezza sui tanti falsi miti legati al latte. “Siamo orgogliosi di essere la prima azienda del settore ad aderire a questa Giornata voluta dalla Fao per celebrare in tutto il mondo un prezioso alimento quale è il latte”, è questo quanto dichiarato da Giovanni Pomella direttore generale di Parmalat Bo Italia il quale ha aggiunto che la Parmalat si prende cura ogni giorno del latte valorizzandolo attraverso una continua innovazione, una corretta informazione e controlli costanti, per portare sempre sulle tavole dei consumatori prodotti buoni sicuri e soprattutto di alta qualità.

Non bisognerebbe avere dubbi sul fatto che il latte è un alimento importante per la nostra vita, che non dovrebbe mancare mai anche se ultimamente si sono sviluppati tutta una serie di falsi miti che lo riguardano, quali ad esempio il fatto che il latte non è vero che fa bene a tutti dal momento che esistono coloro i quali sono allergici o comunque intolleranti al lattosio. Solitamente si è soliti dire che il latte fa bene alle ossa ma anche in questo caso si tratta di un falso mito, perché è vero si ma non in tutti i casi perché un eccessivo consumo di proteine animali provoca acidosi metabolica.

Il latte è ricco di vitamine e di sali minerali, ma è pur vero che comunque ci sono altri alimenti che potrebbero apportarli al nostro organismo, come gli arachidi e soia. Va comunque detto, ancora,  che il latte contribuisce a soddisfare le esigenze del corpo per calcio, magnesio, selenio, riboflavina, vitamina B12 e acido pantotenico e in base al tipo di animale da cui si ricava, può anche essere fonte di zinco vitamina A C D E B6.

Il latte, come tutti sanno, è l’alimento naturale per eccellenza, il primo, ed esclusivo, che la natura offre per i primi mesi di vita dell’uomo e di ogni altro mammifero della Terra. I neonati, come tutti gli altri cuccioli, ricevono il latte direttamente dalla madre, senza alcun processo intermedio di elaborazione o trasformazione, e questo unico alimento è sufficiente a garantire tutti i fabbisogni nutritivi necessari al primo, e più delicato, periodo di vita e di crescita. Il compito del latte, però, non si esaurisce con lo svezzamento; anche gli adulti ne hanno bisogno per mantenere le proprie strutture ossee e dentarie in un buono stato di calcificazione. Di conseguenza è meglio bere più latte da piccoli per stare meglio da grandi! Ogni mammifero ha nel proprio latte il miglior latte possibile per sè e la sua specie. La natura lo ha progettato simile nel colore e con gli stessi principi nutritivi ma diverso, a volte di poco, nella sua composizione. I mammiferi hanno costituzione, tempi di sviluppo e regimi.

Il latte è la chiave di lettura per comprendere le sostanziali diversità che i mammiferi presentano rispetto a qualsiasi altra specie. L’allattamento, infatti, non solo prolunga il rapporto tra madre e figlio, ma lo rende più intenso e comunicativo; a ciò segue la fase del “gioco” , che è uno strumento di conoscenza esclusiva e distintiva dei mammiferi. Dalla tabella n. 2 vengono confermate le differenze tra i vari tipi di latte, differenze che sicuramente rispondono ad una logica. Attualmente si è portati a pensare che in genere il latte è relativamente “acquoso” quando il cucciolo può stare vicino alla madre dalla quale riceverà frequenti poppate (latte umano, latte vaccino etc.). Per i mammiferi che, a causa di differenti habitat naturali, nascondono i piccoli in tane o nidi per andare alla ricerca di cibo, l’allattamento diventa discontinuo, e di conseguenza il latte sarà più nutritivo (latte di coniglio). Per i mammiferi marini, come la balena, per i quali l’allattamento avviene sott’acqua, in apnea e in condizioni difficili, la poppata deve essere rapida e soddisfacente: per questo il latte è molto nutriente (350 g di grasso / litro). In definitiva, ogni mammifero deve assicurare al proprio piccolo, ogni giorno, una definita quantità di sostanze nutritive fondamentali per la crescita del piccolo. Quanto più rade saranno le poppate tanto più concentrato di sostanze nutritive sarà il latte. Dal punto di vista tecnico-legale il latte è “ il prodotto della mungitura regolare, ininterrotta e completa della mammella di animali in buono stato di salute e di nutrizione “. Il latte alimentare che più utilizziamo è quello vaccino (cioè di vacca). In Italia le razze che lo producono sono la Frisona olandese, la Bruno alpina e alcune razze locali come la Rendena, tipica dell’omonima valle. Anche il latte di altri mammiferi, come la capra o la pecora, è adatto per l’alimentazione umana, ma presenta una diffusione e un consumo molto più limitati. Di conseguenza, quando si parla di latte, senza specificazioni, si intende latte di vacca. Negli altri casi occorre indicare la specie animale, per esempio latte di capra, latte di bufala etc.

Da sempre la vacca produce una quantità di latte sufficiente per lo svezzamento del suo vitello; è stato l’uomo a sfruttare questa potenzialità naturale e ideale per le proprie necessità. Di fatto il gesto del mungitore, o della tettarella nel caso di mungitura automatica, tende a sostituirsi alla suzione del vitello mantenendo attivo nella vacca il meccanismo di produzione del latte. Attualmente una vacca può produrre circa 30 litri di latte al giorno. Ma da che cosa è composto il latte ? Dal punto di vista chimico e biologico il latte è un insieme di sostanze nutritive presenti nei seguenti modi: SOLUZIONE (nutrienti disciolti nella parte acquosa): ZUCCHERO (lattosio), SALI e VIT. IDROSOLUBILI SOSPENSIONE (nutrienti dispersi nel liquido complessivo) PROTEINE EMULSIONE (nutrienti presenti nel latte ma non mischiati ad esso) GRASSI e VIT. LIPOSOLUBILI (sciolte nei grassi) Attualmente si può affermare che nel latte sono presenti più di 100 sostanze nutritive ma il conteggio non è ancora terminato poichè molte sostanze, di cui si sospetta la presenza, non sono facilmente individuabili. Ma perchè, si domandano molti bambini, il latte è bianco ?

Sarà sufficiente rispondere che il caratteristico colore del latte è dovuto alla presenza delle proteine e, soprattutto, dei sali di calcio di cui è molto ricco.

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